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Il Codice da Vinci (Dan Brown)

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Gesù, Maria Maddalena e il femminino sacro

5  21.10.2004

Vantaggi:
Un salutare terremoto per cuore e mente

Svantaggi:
mi ha un po' confusa, ma non so se è uno svantaggio

Consiglio il prodotto: Sì 

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Penso che tutti coloro che hanno apprezzato questo libro alla fine, come me, si sono posti un mare di domande. Stimola la curiosità non c’è dubbio. E’ un po’ come quando guardo le piramidi: allo stesso tempo la mente mi si riempie di concetti di astronomia, religione, matematica, storia e geografia…Alla fine un unico enorme punto di domanda.
E lo stesso è stato per questo libro. Leggendo le opinioni su di esso vedo che tutti siamo rimasti colpiti. E di argomenti ce ne sono davvero tanti! Leonardo da Vinci e il Priorato di Sion, l’Opus Dei di cui sapevo poco o nulla, i Templari, la Massoneria (Disney un massone? Io non lo sapevo!) e il Sacro Graal, Maria Maddalena moglie di Gesù… Che confusione ho nella testa! Ma fra tutto quanto c’è qualcosa che più stimola la mia curiosità ed è la figura di Maria Maddalena come simbolo della dea perduta.
Avevo letto la teoria del matrimonio di Gesù e Maddalena e del figlio che avrebbero avuto, più di due anni fa. Cercavo su internet notizie sugli Esseni e mi sono imbattuta in un sito che appunto parlava dei rotoli trovati a Qumran. Ne ero rimasta così colpita che ho scritto un’e-mail a David Donnini, un professore impegnato nello studio delle origini storiche del Cristianesimo. Donnini era stato tanto gentile da farmi scaricare i suoi libri, uno dei quali intitolato Nuove ipotesi su Gesù..
E lì avevo letto appunto le stesse cose che ho trovato ne Il codice Da Vinci, relative al citato matrimonio. Non solo, ho trovato alcuni riferimenti ne La chiave di Hiram, tanto per citarne un paio la teoria di Barabba, crocifisso al posto di Gesù, e la figura di quest’ultimo vista come uno zelota. Teorie che io non condivido, ma ognuno ha la sua verità, no?
Ma torniamo a Maria Maddalena. Quando ho finito il libro di Brown mi sono chiesta perché mi avesse colpita così tanto. E credo che l’unica risposta sia legata a una mia esperienza personale di qualche mese fa. Nella continua ricerca di me stessa mi sono imbattuta in un seminario che parlava di energia femminile: Mi veniva offerta la possibilità di riscoprire me stessa, uscendo dal ruolo socializzato di noi donne, che è il nostro peggior nemico. Ho dovuto compiere un profondo processo di crescita (e sinceramente non credo di avere finito) che da un lato mi ha portato a riesaminare il mio passato individuale e collettivo (cioè di tutte le donne), e da un altro lato mi ha fatto considerare il mio corpo in una luce diversa: non solo come strumento di riproduzione o addirittura di sottomissione, ma soprattutto come strumento di conoscenza. Per me è stato devastante, ancora non so se ne sono uscita. L’euforia e la consapevolezza dei primi giorni dopo il seminario, è stata sostituita da una rabbia contro il mondo intero, contro gli uomini, contro noi donne che abbiamo permesso tutto questo solo per non assumerci delle responsabilità, o per trarne dei vantaggi. Sono passata attraverso tutto un processo, alternando periodi di vittimismo ad altri di ribellione fino a capire che noi donne siamo creatrici della nostra alienazione e dipendenza, ma possiamo anche creare il nostro cambiamento e la nostra autonomia interiore. E ritrovare un equilibrio. Leggete questa frase di Paule Salomon:

Ogni donna è l’ereditiera e la discendente della donna solare del Graal, di tutti i volti ideali cantati dagli artisti, delle muse, delle mistiche, delle eroine, delle iniziate e delle iniziatrici; questo lascito è l’humus per la maturazione del seme solare.

Per molto tempo ho voluto chiudermi in me stessa, per cercare di elaborare ciò che avevo vissuto in quella esperienza, ho anche cercato di dimenticarla, di fare finta di niente. Ma torna sempre, alla fine. Non è un caso se mi ritrovo sempre a leggere dei libri che me la ricordano, che cercano di scuotermi. Il Codice Da Vinci, è solo l’ultimo della serie, forse è ora che cominci ad affrontare la cosa. E’ con questo spirito che ora mi ritrovo sommersa dai libri letti tempo fa e cominciare la mia ricerca su Maria Maddalena, simbolo della dea perduta. E ciò che segue è quello che di lei ho scoperto.

Ai tempi di Gesù era conosciuta come Myriam di Magdala, era figlia di Giuseppe di Arimatea, un ricco contabile, sorella di Eliazar. Dunque era cugina di Gesù.
Il padre a quell’epoca riceveva degli strani Fratelli “vestiti di bianco”, gli Esseni e Myriam divenne una loro discepola: incoraggiata da essi studiava l’utilizzo delle erbe, degli oli e di certi unguenti che servivano a guarire il corpo.
Secondo me un equivoco ha fatto sì che molti pensino a loro come una setta di guerriglieri rivoltosi, confondendoli con gli zeloti. Giuseppe Flavio ha descritto gli Esseni come una confraternita segreta, opposta ai Farisei e ai Sadducei. I loro incontri si tenevano lontano dalle città, nei loro monasteri. Indossavano vesti bianche e si interessavano alle proprietà terapeutiche di erbe e pietre.. Un ramo degli Esseni era quello detto dei Terapeuti, un altro ramo era detto dei Sampsean. Sempre Giuseppe Flavio ha detto degli Esseni che erano “la più perfetta di tutte le sette della Palestina”. Secondo lui, i membri dell’Ordine praticavano la non violenza e godevano di una elevata reputazione morale fra gli Ebrei. Erano vegetariani, e non credevano nei sacrifici animali. Essi si immergevano nello studio, nella contemplazione e nella meditazione, e negli anni della sua formazione Gesù avrebbe seguito il loro esempio. Inoltre giravano per la Galilea praticando la “taumaturgia”, che altro non è se non la guarigione tramite l’imposizione delle mani (e pensare che oggigiorno la Chiesa la vieta!). Gesù è stato iniziato dagli Esseni, e tutti i Vangeli, canonici e non, parlano dei suoi”miracoli”. Ma di questo parlerò in un’altra opinione. Ora voglio ritornare alla nostra Myriam.
Maria Maddalena non è mai stata la prostituta che i vangeli canonici ci dipingono. Faceva parte, duemila anni fa, di quelle rare donne che osavano lasciare i loro mariti. Il suo era tutt’altro che sconosciuto: si trattava di Saul di Tarso, quello che oggi noi conosciamo come San Paolo. Costui, di temperamento tanto autoritario da arrivare alla violenza fisica, e per di più alcolizzato in gioventù, stava dalla parte dei romani, e aveva un interesse personale a far sì che Gesù non avesse troppo ascendente sul popolo. Non sopportava l’idea che Colui che chiamavano il Nazareno, potesse essere un giorno designato dal popolo come potenziale sovrano. Il matrimonio di Saul di Tarso, potente e rispettato in tutta la Giudea e perfino dai Romani, e di Myriam venne appoggiato dal padre di lei.
Myriam era affascinata dalla fierezza e forza di Saul, ma si accorse subito che il matrimonio era stato per lui un calcolo per avvicinarsi al padre Giuseppe e per aumentare il suo credito verso i Romani. Il motivo è presto detto: Saul era l’erede di Benjamin, il capo di una tribù, e Myriam apparteneva invece alla dinastia di David (si sa che Giuseppe di Arimatea era zio di Gesù).
Myriam e Saul ebbero subito un figlio, Marcus, dopodiché la loro vita divenne un inferno: Saul divenne violento e non si preoccupava d’altro che di sedurre coloro che governavano il paese.
Myriam fece ciò che una donna non poteva fare in quel mondo di uomini: lo lasciò, scappò lontano da Gerusalemme, A Migdel o Magdala, dove suo padre Giuseppe aveva un’altra casa. Affidò al padre Giuseppe il figlio Marcus e per lunghi mesi non uscì per paura di essere lapidata. Ecco la famosa prostituta! Nel frattempo Myriam si dedicò agli Esseni e allo studio degli unguenti., fino al giorno in cui strane voci corsero per le strade di Migdel. Il Maestro era arrivato! Un Grande Rabbi bianco, le cui parole e i cui atti non lasciavano indifferenti nessuno! Anche Saul sapeva chi era: Il Rabbi era della famiglia di David, e non appena scoprì che gli Zeloti ed una parte del popolo volevano farne il liberatore della loro terra, Saul si dichiarò apertamente suo nemico: se il popolo doveva avere un re per trattare con i Romani, quello doveva essere lui, Saul.
Ma torniamo un momento a Marcus, che nei vangeli canonici è conosciuto appunto come il Marco minore. Egli seguiva il Maestro quando poteva per paura del padre, ma era presente quando Gesù è stato arrestato. E si sa che Gesù lo teneva in alta considerazione, dando una grande importanza al fatto che Marcus fosse nato dall’unione delle famiglie di David e Benjamin. Fino a cinque decenni prima che Gesù nascesse tra le due dinastie vi furono combattimenti ed incredibili intransigenze. Non sto a dilungarmi su questo, perché non è facile da spiegare e sinceramente per me anche da comprendere. So solo che tutte e due le tribù avevano un misterioso segreto in comune che aveva a che fare con Venere, Ishtar Luna-Sole (guarda caso ancora lei…). Perciò Gesù dava tanta importanza a Marcus, frutto dell’unione tra le due tribù.
Dopo la crocifissione di Gesù, 22 dei suoi discepoli partirono per la Terra di Kal, ossia la Galilea. Tra di essi, oltre a Giuseppe di Arimatea, c’erano sette donne, tra cui Myriam di Magdala. Il 22 non è un numero a caso per gli Esseni… Era il numero delle iniziazioni essene,, inoltre corrispondeva all’architettura sacra dell’uomo, ai misteri del 3 e del 7 che ognuno deve scoprire d solo. Secondo gli Esseni nel numero 22 si risolveva la quadratura del cerchio.
Prima della partenza Giuseppe di Arimatea mostrò agli altri una piccola coppa intagliata nella pietra: era solo una mezza sfera, come un frutto tagliato in due e poi svuotato. Gli era stata affidata la coppa che Gesù aveva usato ogni giorno per molto tempo, ed egli vi aveva raccolto un po’ del sangue, che scorreva ancora quando venne deposto dalla croce, da cinque diverse ferite inferte al suo corpo. L’enigma di quella coppa e del suo contenuto è quello dell’evoluzione di ogni forma di vita.
Giuseppe aveva il compito di deporla in un determinato luogo, in modo che stesse in contatto prolungato con certe parti della Terra, per fertilizzarla spiritualmente. Una base esagonale era indispensabile a questa coppa preziosa, dettaglio che ha contribuito a farne, in modo contradditorio, un oggetto di culto.
Giuseppe la portò con sé, quindi in Gallia. Gesù aveva affidato ai suoi discepoli il compito di andare in quella terra, a portare la sua Parola, parlando loro del dio Cernunnos. E’ chiaro che si riferiva alle divinità celtiche: gli avi degli Esseni e dei Celtici appartenevano allo stesso ramo del grande albero.

Ritorno a “Il Codice da Vinci” e alla presunta Sarah che avrebbe dovuto essere figlia di Maria Maddalena e di Gesù: nella mia ricerca ho trovato effettivamente questo nome. Si trattava di una donna scura di pelle fuggita in Gallia dalla Giudea insieme con altre due donne.
Quindi l’unico figlio di Maria Maddalena era Marcus. Di quest’ultimo è l’opera della cristianizzazione della Gallia del sud;. Marcus sarà noto più tardi con il nome di San Trofino: la sua discendenza si unì infine con quella di Benjamin, dando così luogo alla dinastia dei Merovingi.

La Sophie Nuveu del nostro libro quindi è effettivamente una discendente di Davide, ma il figlio che Maria Maddalena ha avuto era di Saul, ovvero San Paolo, il nemico dichiarato di Gesù: Il ruolo che San Paolo ha avuto nei primi anni del Cristianesimo è ormai storia nota, come il suo voltafaccia. San Paolo e le sue predicazioni furono il germoglio di un nuovo dogma.

Quanto a Maria Maddalena e ai suoi rapporti con Gesù è certo che ella ha occupato un posto particolare nella cerchia del Maestro. Il vangelo apocrifo di Filippo descrive il bacio sulla bocca tra i due, ma 2000 anni fa quest’azione non rivelava necessariamente un rapporto intimo o carnale, quanto piuttosto affetto, complicità che poteva tranquillamente limitarsi ad una profonda amicizia.
Un’altra ipotesi è che abbia potuto trattarsi di una coppia tantrica. Si sa che il Tantra è una disciplina esigente che richiede un unione di corpo e di anima per raggiungere le cime più elevate dello Spirito. Gesù doveva avere conosciuto quella via nei diciassette anni trascorsi lontano dalla Palestina, in un viaggio che lo aveva portato sull’Himalaia

Personalmente, prendendo le distanze, poco importa se c’è stato un rapporto fisico fra Gesù e Maria Maddalena. Purtroppo i pregiudizi gravano sulla nostra cultura da migliaia di anni. C’è anche da dire che duemila anni fa un uomo celibe non poteva entrare in una sinagoga per insegnare, mentre tutti i vangeli descrivono Gesù nel tempio mentre commenta le Scritture. Ce n’è abbastanza per mandare in frantumi parecchi tabù.

Gesù vedeva in Maria Maddalena Colei che viene, il fuoco femminile. Si riferiva a una Forza specifica che sonnecchia in ogni donna. Le donne sono dotate della capacità naturale di assorbire nell’aria, in ogni istante della vita, attraverso l’utero, una gran quantità di energia sottile e orientarla, liberandola ad ogni lunazione delle sue ceneri. Questa forza si era risvegliata in Maria Maddalena, che aveva imparato che il corpo di una donna, più di ogni altro corpo può condensare forze capaci di aprire la materia e trasformarla.
Difficile da comprendere e soprattutto da accettare, lo so bene, perché ho vissuto l’esperienza sulla mia pelle nemmeno un anno fa.

Gesù diceva che i profeti e i patriarchi dei tempi antichi non avevano Madre, perché non le permettevano di esprimersi attraverso di loro. Parlava del Fuoco femminile e lo descriveva come una Forza che sa riconoscere la bellezza e la grandezza di una debolezza. Diceva che è per mezzo della Donna che tutto sarebbe accaduto quando la sua Parola sarebbe finalmente stata udita, nella Donna c’è un principio destabilizzante che la rende un‘eterna iniziatrice, nutrice dell’umanità e rivelatrice della Conoscenza.
La donna dovrà vedere la Donna dentro di sé, e l’uomo dovrà ammettere in sé la Donna.
Lo Spirito non è né maschio né femmina. E questo Leonardo Da Vinci l’aveva capito. Chissà se è per questo che è stato giudicato un omosessuale. Quanta ignoranza e quanti pregiudizi!

Non so se questa opinione è nel posto giusto, ma che devo dire? Il Codice Da Vinci ha risvegliato in me tante di quelle cose che ho sentito il bisogno di tirarle tutte fuori in questo modo. Tutto quanto molto soggettivo, spero che nessuno si scandalizzi, è soltanto un pensiero tra miliardi di altri pensieri e punti di vista. Ed è il mio.
Vi prego, non lapidatemi!

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Erix

Erix

18.04.2006 02:02

Io l'ho letto veramente bello, mi è piaciuto molto; la tua recensione è bellissima....complimenti davvero, ma ricorda è prima di tutto un romanzo, non c'è nulla di documentato, anche se come ragionamento e filo logico sarebbe possibile è nato tutto dall'idea di fare un romanzo per cui non ti fare turbe mentali (come mi sono fatta io) :D

MARZIA85

MARZIA85

28.11.2005 23:40

Bellissima opinione!vado a comprarlo..

anni80

anni80

03.11.2005 16:38

L'opinione che hai scritto è sicuramente sentita..ma non lasciarti trascinare troppo da questi argomenti...ci sono persone che ci speculano...e per quanto riguarda il romanzo...l'ho letto anche io..ma è soltanto UN ROMANZO.......

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