"O demônio e a Srta. Prym"
Un piccolo paese di nome Viscos, con appena duecentottantun abitanti e popolato in prevalenza da anziani, viene improvvisamente turbato dall'arrivo di uno straniero molto misterioso.
La vecchia Berta, una signora che da quindici anni passa tutte le giornate seduta davanti alla porta di casa a sorvegliare Viscos (come le ha sussurato in un orecchio il suo marito defunto) lo vede camminare 'insieme al diavolo'.
Lo straniero porta con sè un grande segreto e undici lingotti d'oro che sarà disposto a donare agli abitanti in cambio di un delitto.
Chantal, l'unica a conoscere le vere intenzioni dello straniero, non riesce più a dormire sonni tranquilli, combattuta tra Bene e Male e indecisa se parlare o no con gli abitanti..
Cosa farà la popolazione quando saprà il segreto? Commetterà un delitto in cambio di soldi o sarà il Bene a trionfare?
Inutile aggiungere troppo sulla trama o rischierei di rovinarvi il piacere di leggerlo, e ne vale davvero la pena!
Per i pigroni e per quelli che odiano i tomi-mallopponi da 200mila pagine, aggiungo che di pagine ce ne sono appena 170 e che scorrono molto facilmente.
Il racconto si basa sull'eterna lotta fra Bene e Male;
una parabola nella quale il Male persiste e non molla mai.. nessuno è buono fino in fondo e se non commette il male è solo per paura.
Scrive Paulo Coelho nella premessa: «Comunque sia, fin dalle origini la razza umana è condannata a muoversi nell’eterna Divisione fra i due opposti. E ora ci siamo noi, con gli stessi dubbi dei nostri antenati. Questo libro si prefigge di trattare il tema accogliendo, in qualche punto della sua trama alcune leggende sull’argomento, sparse per i quattro angoli della terra».
L'autore prende anche spunto da 'Visita della vecchia signora' di Dürrenmatt (che probabilmente non tutti conoscono, mentre a me la letteratura tedesca esce anche dalle orecchie *smile*)
E proprio di Dürrenmatt è la frase stampata grande e grossa sul retro della copertina, frase che reputo davvero bella e capace di far riflettere: "L'uomo ha bisogno di quello che ha in sé di peggiore per raggiungere cio' che di migliore esiste in lui".
Ognuno di noi possiede in sé la capacità di scegliere la strada da percorrere in ogni momento della vita.
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Di questo fantastico scrittore vorrei che leggeste anche i seguenti brevissimi testi che con questo libro non hanno nulla a che vedere ma che trovo piccole pillole di saggezza e che personalmente mi affascinano molto e mi fanno sempre riflettere tanto.
1)
COME PROVARE CHE IL TUTTO STA IN OGNI LUOGO
Quando Ketu compì dodici anni, fu mandato da un maestro con il quale studiò fino al compimento dei ventiquattro anni. Quando ebbe terminato il suo apprendistato, tornò a casa pieno di orgoglio. Il padre allora gli disse:
"Come possiamo conoscere quello che non vediamo? Come possiamo sapere che Dio, l’Onnipotente, si trova in ogni luogo?".
Il ragazzo cominciò a recitare le Sacre Scritture, ma il padre lo interruppe: "Così è molto complicato. Non c’è un modo più semplice per apprendere l’esistenza di Dio?".
"Che io sappia no, padre mio. Oggi io sono un uomo colto e ho bisogno di questa cultura per spiegare i misteri della saggezza divina".
"Allora ho perduto il mio tempo e il mio denaro mandando mio figlio nel monastero", reclamò il padre. E prendendo Ketu per mano lo condusse in cucina. Lì, riempì una bacinella d’acqua e vi mise un po’ di sale. Poi uscirono a passeggiare in città.
Quando tornarono a casa, il padre chiese a Ketu: "Portami il sale che ho messo nella bacinella". Ketu cercò il sale, ma non lo trovò perché ormai si era completamente sciolto nell’acqua. "Allora, non vedi più il sale?", domandò il padre.
"No. Il sale è invisibile".
"Assaggia allora un po’ dell’acqua che sta alla superficie della bacinella. Com’è?".
"Salata".
"Prova un po’ dell’acqua nel mezzo: com’è?".
"Tanto salata quanto quella in superficie".
"Adesso prova l’acqua nel fondo della bacinella e dimmi qual è il suo sapore." Ketu l’assaggiò e provò lo stesso gusto di prima.
"Tu hai studiato tanti anni e non riesci a spiegare con semplicità come il Dio Invisibile sia dappertutto", disse il padre. "Usando una bacinella d’acqua e chiamando ‘sale’ Dio, io potrei farlo capire a qualsiasi contadino. Per favore, figlio mio, dimentica la saggezza che ci allontana dagli uomini e torna a ricercare l’Ispirazione che ci avvicina".
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2)
COME LIVELLARE IL MONDO
Confucio era in viaggio con i suoi discepoli quando venne a sapere che, in un paese, viveva un bambino molto intelligente. Così si recò fin là a parlare con lui e, scherzando, gli domandò: "Che ne diresti di aiutarmi a farla finita con le disuguaglianze?".
"Perché farla finita con le disuguaglianze?" disse il bambino. "Se spianeremo le montagne, gli uccelli non avranno più riparo. Se distruggeremo la profondità dei fiumi e dei mari, tutti i pesci moriranno. Se il capo del paese avrà la stessa autorità del pazzo, non ci si intenderà più. Il mondo è vario, lascialo con tutte le sue differenze".
Confucio e i suoi discepoli se ne partirono, questi ultimi molto impressionati dalla saggezza del bambino. Quando ormai avevano quasi raggiunto un’altra città, uno di essi disse che tutti i bambini avrebbero dovuto essere come quello.
"Ho conosciuto molti bambini che, invece di giocare e fare le cose della loro età, cercavano di comprendere il mondo", disse Confucio. "E nessuno di quei bambini precoci è riuscito a fare qualcosa d'importante in seguito, perché essi non hanno mai sperimentato l’innocenza e la sana irresponsabilità dell’infanzia".
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3)
-Cammino per la strada. C’è una buca nel marciapiede. Io sono distratto, sto pensando fra me e me, così ci cado dentro. Mi sento smarrito, infelice, incapace di chiedere aiuto. Non è stata colpa mia, ma di chi ha scavato quella buca. Mi ribello, sono disperato, sono una vittima della irresponsabilità degli altri e resto là dentro per molto tempo.
-Cammino per la strada. C’è una buca nel marciapiede. Io fingo di non vederla, non è un mio problema. Ci cado di nuovo dentro. Non riesco a credere che sia accaduto ancora, avrei dovuto imparare la lezione e mandare qualcuno a chiudere quella buca. Impiego molto tempo per uscire da lì.
-Cammino per la strada. C’è una buca nel marciapiede. Io la vedo. So che c’è, perché ci sono già caduto due volte. Eppure, sono una persona abituata a fare sempre lo stesso percorso. Perciò, ci cado dentro una terza volta: è l’abitudine.
-Cammino per la strada. C’è una buca nel marciapiede. Io ci giro intorno. Subito dopo essere passato, sento qualcuno che urla, dev’esserci caduto dentro. La strada è bloccata e io non posso proseguire.
-Cammino per la strada. C’è una buca nel marciapiede. Io ci metto sopra delle tavole. Posso proseguire il mio cammino e nessuno ci cadrà più dentro.
08.07.2005 19:22
Non l'ho mai letto..ma dopo questa tua opi mi accingerò senz'altro!
05.07.2005 19:17
eccellente anche per gli scritti a fine opi...per quel che riguarda il libro, l'ho letto un sacco di tempo fa e anche se non e' quello che preferisco di Coelho ....mi hai fatto venire voglia di rileggerlo.....chissa' che non sia il momento giusto......
23.01.2002 21:41
Me l'ero persaaaaaaa!!!!!!!!!!!