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Il diavolo e la signorina Prym (Paulo Coelho)

Opinione

per Il diavolo e la signorina Prym (Paulo Coelho)
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5 Stelle Il diavolo e la signorina Prym
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Qualità Materiale mediocre
Prezzo 13 euro

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Djerba

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Viscos. 281 abitanti. Cittadina tranquilla, pregna di tradizioni celtiche, poca religiosità, perbenismo nascosto dalla morale finta e vacua, ossia scelta conveniente o alibi della paura.

"Un notabile lo interrogò: "Maestro buono, che devo fare per ottenere la vita eterna?" Gesù gli rispose: "Perchè mi dici "buono"? Nessuno è buono, se non uno solo, Dio".

Attraverso l'Ambivalenza della religione, della tradizione, dei Valori, del Potere, delle Scelte... e del Bene e del Male, viene messa in scena una storia Fantastica, come da tradizione latino americana, con uno stile di scrittura d'impatto e immaginario.

Uno dei pregi di Coelho è riuscire a mescolare sempre con sapiente armonia tematiche come l'amore, il potere, la religione, con la natura dell'animo umano, colma di idiosincrasie e tormenti. Arroccata e legata agli arretaggi culturali e speculativamente ideologici, le decisioni dell'uomo sono sempre compromessi accettati di buon grado e anzi considerati spesso coraggiose scelte a sostegno della "stima del sé".
Di qui il risultato controverso eppure razionale, coerente e sentetico che Coehlo dà degli uomini.

Alla fine di questo romanzo, i cui protagonisti sono il Bene e il Male, il diavolo e gli angeli, il forestiero Carlos e la signorina Chantal Prym, non ci sono ruoli definiti.
Il Male e il Bene sono semplicemente due facce della stessa medaglia.
E' impossibile scoprire se nell'animo umano prevalga la prima o la seconda.
Una percezione vaga si può avere forse solo all'ultima pagina del romanzo, ma ritengo che essa risulti soggettiva, perchè nonostante narrativamente parlando il finale sancisca una "soluzione univoca", l'idea complessiva della trama e dei fatti resta comunque sospesa tra i due estremi "pilastri del tempo": il Bene e il Male.
Nè la religione, nè il potere, nè la tradizione riescono a dare un'interpretazione unilaterale ed esaustiva dei fatti, nè tantomeno a risolverli.
Chantal "scioglie" la storia e risolleva la dignità del Paese prima di compiere il delitto. Ma quanto risolve dell'Enigma postole da Carlos? L'Uomo è Buono e Cattivo? E lei, alla fine, è buona o furba?

La sintesi "razionale" di Coelho, che è solo una mia modesta interpretazione dei contenuti di questo romanzo, sta nel riuscire a analizzare, descrivere e, appunto, sintetizzare la psicologia dei personaggi, indicando che la storia di un uomo è quella di tutta l'umanità.
Lo scopo di convincere il lettore esplicitando o più cripticamente indicando una chiave di lettura, non è un tentativo nè una volontà dell'autore. E non si può non riconoscere quanto questo sia un merito e una dote rara nella letteratura dei "valori" contemporanea.

Carlos arriva a Viscos. La bella Chantal ne resta affascinata, più che altro per la speranza di poter andar via da quel posto che non ama e con il quale non ha altri legami se non la sua totale inamovibilità che scaturisce dall'apatia che aleggia in paese.
Carlos le mostra 11 lingotti d'oro e la ricatta. Quell'oro verrà consegnato al Paese in cambio di un delitto. E uno di essi è per lei, se si farà portavoce di quella Sfida raccapricciante.
L'intento di Carlos è quello di capire se l'umanità è buona o cattiva. Se può "vendersi" in cambio di Bene comune.

***Questo è forse un punto in comune con la tesi del delitto "epurativo" di Dostoevskij nel "Delitto e Castigo", collegato alle grandi ipotesi sulla grandiosità di Napoleone, che ha sacrificato uomini, sangue, carne; quelle colpe, restando impunite, sono state giustificate dalla superiorità intellettuale del grande stratega.
Il fine è però diverso.
Nel caso del sudamericano l'idea è quella di descrivere il tormento dell'anima ontologicamente divisa e non trovare soluzione, se non la necessità di RI-comprendere che non siamo solo buoni o solo cattivi (il che costituisce il punto di partenza).
Il russo "punisce" il protagonista con i lavori forzati, impregnando di senso politico (punitivo, rieducativo) l'errore.
Nel primo caso il delitto è uno strumento per comprendere. Nel secondo è un tentativo per mettere alla prova la coscienza dell'assassino.***


Intanto Berta, la più vecchia del Paese, che passa il suo tempo a guardare le montagne e a parlare con suo marito morto, vede il diavolo che accompagna Carlos e sente che il suo arrivo in paese non porterà che guai.

La trama s'infittisce quando Chantal sogna il bene e il male, durante tre notti tormentate, e attraverso varie leggende sui due pilastri del tempo, si snodano avvenimenti che coinvolgono il potere -ma non l'autorità- del sindaco, la religiosità del prete, la coscienza di massa di un paese sperduto e lontano dal mondo moderno; avvenimenti che si rifanno alle leggende del lupo maledetto e la leggenda celtica di Ahab, salvatore di Viscos, che pose al centro della piazza centrale una forca, minaccia degli uomini di "buona volontà" -affinchè restassero tali-, ovvero gli uomini minacciati dalla sanzione e dalla punizione.
Ed è questo il messaggio ultimo di Coelho. Il male e il bene prevalgono a seconda della paura. Sostanzialmente la sua è un'ottica pessimista del mondo e dell'uomo. L'uomo non è coraggioso. E' un vile.
E quando fa del bene lo fa per egoismo o per paura.
Che sia un'idea accettabile o meno resta il fatto che è sconvolgente riuscire a trovare in un libro un filo logico assolutamente inattaccabile perchè così prepotentemente coerente da prospettare con forza una tesi così poco volentieri condivisibile.

Questa è un altro aspetto che mi ha sorpreso e colpito dell'autore in questione. Egli racconta la storia di Viscos raccontando la storia del mondo. Nel Tempo e nello Spazio la storia è la stessa, e Coehlo non si esime dal compito di ribadirlo più di una volta.

Dei latino americani bisogna accettare il prepotente tocco metafisico, superstizioso (quasi) e magico, altrimenti non può essere apprezzato complessivamente lo stile. Fato e destino s'intrecciano con le leggende e con la vita reale. La Scelta ne diventa protagonista, e con essa la Sfida di accettare il destino. La sfida di beffarsi del Tempo, di colpire il passato e gettarsi nel Cambiamento. La protagonista ci riesce. Ma forse si tratta solo di un'elusione della Sfida, non una Vittoria su di essa.
In quest'ottica il diavolo forse alla fine viene sconfitto. Ma la guerra non è vinta. Le storie sono le battaglie. La Storia è una Guerra che per definizione è interminabile.

Coelho è considerato uno degli autori sudamericani più importanti degli ultimi decenni.
Le sue opere sono state vendute per un totale di 27 milioni di copie nel mondo.
Questo romanzo conclude la trilogia "E nel settimo giorno...." di cui fanno parte "Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto" (1994) e "Veronika decide di morire" (1998).
Consiglio Coelho e nella fattispecie "il diavolo e la signorina Prym" a chi già apprezza lo stile dei sudamericani contemporanei, chi ama leggere (!) e chi ama sentirsi raccontare le storie dell'uomo, sugli uomini, del Mondo intero.
Ricordatevi che sarete immersi in una scrittura molto lontana da quella italiana contemporanea. Assimilabile, per grandi linee, solo a Calvino.


"Quando concepì questo dipinto, Leonardo Da Vinci si trovò alle prese con una grande difficoltà: aveva bisogno di dipingere il Bene, nell'immagine di Gesù, e il male, nella figura di Giuda, il discepolo che scelse di tradirlo durante la cena. Dovette interrompere il lavoro a metà, fino a quando non fosse riuscito a trovare il modelli ideali.
Un giorno, mentre ascoltava un coro, in uno dei ragazzi vide l'immagine perfetta di Cristo. Lo invitò nel suo studio e ne riprodusse i lineamenti in vari studi e bozzetti.
Passarono 3 anni. il dipinto era quasi terminato, ma Leonardo non aveva ancora trovato il modello per Giuda. il cardinale - il respondabile della chiesa - lo sollecitò, pretendendo che terminasse entro breve la sua opera. Dopo alcuni giorni di ricerche, il pittore incontrò un giovane prematuramente invecchiato, lacero, ubriaco, che giaceva riverso in un fosso. Con difficoltà, chiese ai suoi assistenti di condurlo in chiesa, giacchè non aveva più tempo di fare alcun bozzetto. Il mendicante fu trasportato fino alla chiesa. Non capiva cosa gli stesse succedendo: gli assistenti lo tenevano in piedi mentre Leonardo copiava i lineamenti dell'empiet, del peccato, dell'egoismo, che apparivano ben marcati su quel viso. Quando il lavoro fu ultimato, il mendicante - ormai ripresosi dalla sbronza - aprì gli occhi e notò il dipinto davanti a sè. E, con un misto di sgomento e di tristezza, disse: "Ho già visto questo dipinto!" "Quando?" Domandò Leonardo sorpreso. "Tre anni fa, prima che perdessi tutto ciò che possedevo. In quel periodo, cantavo in un coro, e la mia vita era piena di sogni... Un artista mi invitò a posare come il modello per il viso di Gesù"."

"Il Bene e il Male hanno la stessa Faccia. Tutto dipende dal momento in cui attraversano il cammino di ogni essere umano".


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Avete domande riguardo Il diavolo e la signorina Prym (Paulo Coelho)? Domanda
Pagina 1 di 12 | 1 - 5 di 59 commenti
  • sonofthewind 16/02/2005 23:46
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • littlelaura80 16/09/2004 20:48

    lo sto leggendo...ma mi appassiona a tratti...comunque Coelho è un grande!

  • grezucch 16/07/2002 12:32
    Ha valutato l'opinione
    Utile
  • Stelmario 20/06/2002 21:13
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • vittanto 19/06/2002 16:58
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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