Home > Libri > Narrativa > Gialli, Horror e Noir > Il discepolo (Elizabeth Kostova) > Opinione

Opinione

per Il discepolo (Elizabeth Kostova)
Leggi l'opinione successiva "Dracula, dove ti nascondi?"
5 Stelle LA PAURA TRA LE LENZUOLA.... Opinioni con immagini
37 su 38 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi ***

Svantaggi ***

Dettagli

Contenuti
Reperibilità
Layout:
Qualità Materiale
Prezzo

L'autore

tartaruga71 Dal 15 feb 2005

Non esistono grandi scoperte nè reale progresso finchè sulla terra esiste un bambino infelice... continua

27 Utenti Aggiungimi al tuo circolo di fiducia

Eccomi con una mia nuova recensione su un libro che mi ha veramente appassionato oltre ogni aspettativa mia e di mio marito visto che e' un genere di lettura che non pensavo mi avrebbe appassionato cosi' tanto visto che le storie dei vampiri non mi sono mai piaciute anche se inconsciamente amo l'aglio!!!
Scherzo..

Inizio partendo da una considerazione sull'autrice che si e' sicuramente preparata sull'argomento (piu' di altri "scrittori" che non hanno neppure la decenza di leggere qualcosa sull'argomento che trattano nei loro libri) dando ad un romanzo valenza storica anche se la linea tra reale e fantastico è molto sottile.

Infatti, a mio avviso, una cosa è inserire Dracula come personaggio in dimensioni narrative completamente diverse da quella del capolavoro del 1897 di Bram Stoker - lo hanno fatto decine di autori, con medio successo - un'altra è partire con l'ambizione di riscrivere Dracula.

La Kostova non si propone niente di meno e ha fatto proprio questo e considerando che si tratta del suo primo romanzo ha un futuro sicuramente come scrittrice.
Dal classico di Dracula di Bram Stoker riprende tutte le tecniche narrative, a partire da quel incastro di diari, lettere e documenti che non a tutti piacque alla fine dell'Ottocento ma che ha assicurato la perennità di un testo fino a oggi considerato inimitabile.
Nello stesso tempo, l'autrice americana ha evidentemente letto tutto quanto si è scritto sui rapporti - veri, presunti, immaginari o negati - fra il Vlad Dracula della storia romena e il Dracula di Stoker.

La Trama

Dal retro del libro leggo "Una notte, curiosando nella biblioteca del padre, una ragazza fa una strana scoperta: un fascio di vecchie lettere indirizzate "Al mio caro e sfortunato successore". E, accanto alle lettere, un libro ancora più
strano, dalle pagine completamente bianche eccetto quelle centrali, raffiguranti un drago e la scritta "Drakulya".
Quel libro è la chiave d'accesso a un mistero - e a un orrore - sepolti nelle profondità della storia, il seme di un'ossessione che ha causato la rovina di molti. Nei
secoli, generazioni di studiosi hanno rischiato la reputazione e la vita nel tentativo di decifrarne l'enigma.

Gia' in libreria vi direte…intrigante!!

Bravi si legge in pochi giorni anche perché l'intreccio di diari coinvolge qui una figlia alla ricerca della madre scomparsa e dei segreti di cacciatore di vampiri del padre, ex-storico americano divenuto diplomatico di carriera, che quasi vent'anni prima si mette alla ricerca del suo mentore accademico misteriosamente scomparso, in una saga che lo porta in Turchia, Romania, Bulgaria nel corso di quella che sembra essere una caccia alla vera tomba di Vlad Dracula, ma si rivela invece insieme un pericoloso confronto con lo stesso Vlad nella sua incarnazione presente di vampiro, una delicata missione oltre la Cortina di Ferro all'indomani immediato della morte di Stalin e un'educazione sentimentale dove lo storico è iniziato all'amore dalla figlia del professore sparito, nelle cui vene scorre però il sangue stesso della stirpe dei Dracula.

Forse ho detto troppo ma non ho praticamente detto nulla, infatti vi ho sicuramente incuriosito e sono convinta che gia' molti di voi, amici lettori, domani andrete in libreria, anche perche' e' una storia ad incastro nella quale alla fine tutti i tasselli si rimettono al loro posto e il cerchio si chiude valorosamente.

Non sono pazza e non sono stata morsa da un vampiro…

Si può davvero riscrivere Dracula nel 2005, e qualunque rischio di caricatura è scongiurato, perché ogni volta che il lettore immagina Bela Lugosi l'autrice lo riporta a dettagli minuti sulla vita del Vlad Dracula storico, sui monasteri dell'Europa dell'Est, sulla politica ottomana o sulle relazioni diplomatiche fra i Paesi satelliti dell'Unione Sovietica sempre essere un personaggio piu'contemporaneo che mai!!
Certo, l'immagine di grandi strutture moderne, con immensi fiumi di sangue finto e pipistrelli appesi a un filo sembrano in netto contrasto con la realtà storica del personaggio.

E' proprio un avventura straordinaria, capace di tenere il lettore con il fiato sospeso fino alla fine. Una sapiente mescolanza di realtà e invenzione, presente e passato, racconto in prima persona e stralci di diari, lettere e documenti, romanzo storico e psicologico, thriller letterario e storia d'amore.


Gran peso è dato alla base storica (davvero emozionante scoprire tante cose su un vampiro di cui si è sempre certi di sapere già tutto), ma non manca la suspence che fa desiderare di scoprire subito come va a finire... Terrificante il personaggio di Dracula, che non si fa mai vedere davvero, se non attraverso ombre, occhiate fuggenti e sensazioni.

E adesso un po' di storia di vampiri….

Poco più di un anno fa era stata annunciata la costruzione del Parco di Dracula, una sorta di Euro Disney, basato sulla storia del famoso vampiro. Il luogo prescelto era Sighisoara in Transilvania, dove nacque il conte Vlad III, noto a molti semplicemente come Dracula.
Sorgono ora i primi motivi di disaccordo tra gli ideatori del parco e l'UNESCO, che non vorrebbe vedere deturpato un luogo dove lo spirito della storia, e in particolare di quella medievale, è ancora vivo.

Dracula divenne celebre grazie al romanzo omonimo di Bram Stoker.
Anni di studi hanno portato a conoscere il personaggio che diede ispirazione allo scrittore: il Conte Vlad III, che visse realmente in Romania nel 15° secolo.
Un libro appassionante che dovrebbe leggersi prima di questo anche per capire alcune cose, ma devo dire che nonostante i generi siano diversi meritano entrambi e gia' leggendo "Il Discepolo" vi incuriosirà il romanzo di Stoker visto che alcuni personaggi del libro ne tengono una copia sempre con loro.
Infatti io considero "Il Discepolo" il Dracula contemporaneo di Stoker meno erudito ma piu' pittoresco nelle sue apparizioni….


Per l'esattezza dracula nacque nel 1431 a Sighisoara e la sua vita fu strettamente legata alle vicende reali.
Suo padre infatti era il Principe di Valacchia, zona della Romania che vide come regnante il famoso Dracula per ben tre volte.

La storia del Conte e della sua famiglia alterna fughe, ascese al trono, battaglie, tradimenti, alleanze, vittorie e sconfitte a un ritmo vertiginoso, ma uno dei punti fermi della sua vita fu la crudeltà. Già quando era ospite della corte turca, aveva dato prova di assoluta freddezza. Fu sorpreso dal sultano mentre "si intratteneva" con una delle sue concubine. Questa venne fatta squartare viva davanti al giovane Vlad, che rimase assolutamente impassibile.
Quando riuscì a salire al trono di Valacchia, lo fece per mezzo di una violenza inaudita, appresa proprio durante il soggiorno turco.

Fu soprannominato Tepes, che in rumeno significa l'impalatore. Pare infatti che il suo modo preferito per uccidere nemici e sudditi disubbidienti fosse quello di impalarli vivi.
Quando, per difendere la cristianità, dovette respingere l'esercito turco, Vlad fece trovare all'esercito nemico lungo il cammino circa 8.000 persone impalate. Questo bastò a scoraggiare i soldati, che preferirono una sicura ritirata.
Ma gli aneddoti che riguardano le torture inflitte da Dracula sono
numerosi.

Un'antica raffigurazione del Conte Vlad III che banchetta tra i corpi impalati
Si narra, ad esempio, che "una volta, Dracula stava banchettando contornato dalle vittime che fece impalare dopo un lungo assedio. In quella foresta di cadaveri, Dracula si divertiva e mangiava a quattro palmenti. Un nobile inviato alla sua mensa fece un gesto di disgusto e il principe gli chiese: "Perché fai così?". Il boiaro rispose: "Perché, mio Signore, non riesco a sopportare questo odore di cadaveri".
Dracula ordinò che il nobiluomo fosse impalato sul palo più alto e gli disse: "Allora starai là in alto, dove la puzza non potrà raggiungere le tue narici!"."

Su un altro manoscritto si racconta anche che Dracula "invitò a
palazzo tutti i poveri del suo regno e dopo averli soccorsi appiccò il fuoco al palazzo dove li aveva riuniti. Morirono così più di duecento persone. ... Fece arrostire alcuni bambini e obbligò le loro madri a mangiarli. Poi tagliò alle sventurate i seni e dopo aver costretto i loro mariti a cibarsene, li impalò."

La Romania ricorda il Conte Vlad più per il suo valore militare e la sua importanza storica, e in molti lo considerano un eroe nazionale.
Ma, nell'occidente, la storia sembra averlo affidato alla leggenda.
La prima immagine che ci viene in mente è quella di un uomo pallido, con gli occhi cerchiati di rosso, i canini appuntiti. Impossibile vederlo di giorno: egli infatti non sopporta la luce. Dracula è un non morto, sostenuto dal diavolo. Proprio il Diavolo sembra essere il primo elemento della leggenda di Vlad. Per capire un po' meglio il rapporto tra il maligno e il conte è bene ricordare l'origine del nome Dracula.


La crudeltà nei confronti dei prigionieri gli valse il soprannome di Dracul, che in Rumeno significa "drago", ma fu anche detto l'Impalatore.

L'Ordine in relazione a Vlad III è importante per diversi motivi: in primo luogo dà una spiegazione del nome Dracula: in rumeno Dracu indica diavolo, ed i nobili di Romania, conoscendo l'appartenenza di Vlad II all'Ordine del Drago, decisero di chiamarlo Dracul. Draculea che in rumeno significa Figlio di Dracul, fu spesso usato dallo stesso Vlad III nella corrispondenza ufficiale. In secondo luogo, fu l'abbigliamento tipico dell'Ordine ad ispirare a Bram Stoker certi particolari del suo Dracula

Una tradizione, comunque, tipica dell'oriente europeo, dal quale proviene lo stesso nome: vampyr in magiaro, upiery in polacco, upiry in russo uomini morti e seppelliti da parecchi anni o almeno da parecchi giorni, i quali si facevano vedere in corpo ed anima, parlavano, camminavano, succhiavano il sangue dei loro parenti, li sfinivano ed infine provocavano loro la morte.

A dimostrazione di come il fenomeno fosse preso tremendamente sul serio, dal Medioevo in poi in questi paesi, non stanno soltanto l'imponente numero di cronache e tradizioni, ma anche le complesse pratiche magiche e rituali, nonché i provvedimenti giuridici volti a difendere la comunità dall'attività del vampiro.

Non è un caso quindi che l'irlandese Bram Stoker, padre del più celebre vampiro della cultura moderna, avesse ambientato in Romania e segnatamente sulle montagne della Transilvania il romanzo «Dracula» (1897) che originò una rinascita del genere vampiresco.

Dracula nasce in Transilvania perché ancor oggi i contadini di quelle regioni vivono nel terrore di vampiri e licantropi e formano croci con pezzi di aglio per proteggersi da sgradevoli visite notturne.
Quella di Stoker non fu solo fantasia, perché un conte Dracula in quei luoghi è esistito veramente.

La descrizione fatta da Stoker del castello è perfetta, dicono i due studiosi; e in quel castello, a riprova della sua reale esistenza, affermano di aver trovato anche il ritratto del terribile Dracula.
Di lui, però, i contadini transilvani non parlano come di un vampiro.

Dracula, dunque, non avrebbe mai morso un collo, ma l'esistenza di un signore sanguinario in una terra dove è così radicata la paura e la tradizione del vampiro ha fornito a Stoker lo spunto per il romanzo.

Il Dracula storico nacque nel 1431 con il nome di Vlad, figlio di Vlad Drakul principe di Valacchia: di qui il patronimico Dracula, nome intriso di significati occulti poiché «drakul» in rumeno significa demoni… E demoniaca fu la sua vita perché dominò la Valacchia dal 1456 al 1462 con incredibile efferatezza, prima di venire ucciso nel 1476 dai turchi. Nella zona si dice che la sua maledizione è ancora viva e a farne le spese furono gli stessi ricercatori interessati alla sua storia e a dimostrarne la veridicita'.
Uno di loro, sembra che durante l'ispezione del castello, cadde in un burrone e si ruppe un'anca. Tre studiosi rumeni impegnati nelle ricerche morirono misteriosamente. Per i contadini transilvani la spiegazione c'è, anche se ripugna alla ragione: erano andati a frugare fra i segreti di Vlad l'Impalatore, il Dracula maledetto, che non perdona anche dopo cinque secoli.

Dracula fu sadico e spietato, inventò anche le armi battereologiche, o meglio, ordinò agli appestati di travestirsi da guerrieri turchi e di entrare nella fila del nemico, espandendo così la malattia. Buttò carogne di animali e uomini nei corsi d'acqua, incendiò interi villaggi nell'intento di terrorizzare il nemico infondendogli l'orrore nel cuore.

Dopo la sua morte misteriosa (c'è chi dice sia stato ucciso dai suoi uomini perché scambiato per un turco) sul campo di battaglia, molte sono le ipotesi su dove sia finita la sua salma.
Alcuni pensano sia stata bruciata, altri pensano sia stata fatta a pezzi ed esposta ad Istanbul, ma la teoria più storica, è che il corpo di Dracula è stato ritrovato in una tomba di una cappella nella città di Snagov. Lo scheletro ritrovato infatti, aveva abiti in seta vermiglia ed un anello con inciso il simbolo dell' Ordine del Drago, l'Ordine a cui Dracula apparteneva. Dulcis in fundo, sembra che tutte le mattine un gruppo di monaci dedichi delle preghiere a quella tomba con lo scopo di "farlo stare buono"
Qui comincia la leggenda, la letteratura che lo vuole principe dei vampiri, celebrato da libri, film e fumetti. Non era un vampiro ma certamente fu un personaggio sinistro, la cui fama raccapricciante è dovuta al sangue che ha versato se non a quello che ha succhiato: il Dracula «storico», insomma, è altrettanto «nero» di quello letterario.

Si dice che il mito vampiresco crebbe intorno a lui a causa dei pipistrelli che infestavano la zona dove abitava. La tradizione rumena parla di pipistrelli, probabilmente idrofobi, che volavano dal castello, attaccando e mordendo chiunque si avvicinasse. È stato facile, quindi per la fantasia popolare, associare un così malefico signore alle caratteristiche dei ripugnanti volatili a forma di topo che ne costituivano la corte minacciosa in agguato sui torrioni del maniero.

C'è una notizia, però, che ridà qualche speranza a chi si rifiuti di accettare la realtà storica di Dracula come semplice, sia pur efferato signore transilvano e non come essere che sorgeva dalle tombe per succhiare il sangue dei vivi.
Quando, nel 1931 a Snagov, vicino a Bucarest, fu aperta la cripta in cui era stato sepolto Vlad Tepes cinque secoli prima, la tomba fu trovata vuota: il conte Dracula non c'era più. I ricercatori di Boston hanno dato una spiegazione: l'empia fama di quel cadavere avrebbe indotto alcuni monaci, timorosi che i resti potessero dissacrare il terreno di sepoltura, a traslare segretamente la salma altrove. È la spiegazione forse più logica, ma non è certa né documentata, per cui chi ama pensare che Dracula sia uscito dalla tomba, con mezzi propri, per andare in giro di notte a succhiare sangue dai colli è sempre nel suo diritto.
Le ipotesi sono ipotesi: i fatti dicono che il Conte Dracula, nella sua tomba, non c'era più.
È un mito che nasce da un bisogno dell'uomo: quello di continuare ad esistere al di là della morte, di perdurare nel tempo, di essere immortale presente in ognuno di noi.

Notte a tutti e mi raccomando…non scordate l'aglio sotto il cuscino!!!

Immagini

per Il discepolo (Elizabeth Kostova)
dracula
di tartaruga71 tartaruga71

Valuta questa opinione

Quanto ti è stata utile questa opinione? Consigli sulle valutazioni

Questa è la prima opinione dell'utente

Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

  • Aiuta questo utente offrendogli consigli

  • Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.

Attiva i pulsanti per le valutazioni negative

Aggiungi il tuo commento

 Invia un commento  Invia un commento

Per poter inserire un commento è necessario attivare Javascript

Commenti

Avete domande riguardo Il discepolo (Elizabeth Kostova)? Domanda
Pagina 1 di 8 | 1 - 5 di 39 commenti
  • Gloris1976 05/12/2007 14:08
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    L'ho letto anch'io e mi è piaciuto tantissimo.... La tua recensione è veramente superba!

  • lampadina985 02/07/2007 16:00
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    ottimo...non lo conoscevo e neanche l'autrice, ma provvederò!!! grazie!!!

  • workerbee 11/12/2006 16:14
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • silvano.silvano 03/11/2006 10:30
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Complimenti, una bella disquisizione. Non conosco l'autrice, quindi mi documenterò. Ciao Silvano

  • Leda700 02/11/2006 13:44
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    non lo conoscevo questo libro...cerco che come dici tu, è un pò strano riscrivere Dracula nel 2005...però sono curiosa di vedere cosa è venuto fuori. Se mi dovesse capitare di vederlo in libreria, ci darò sicuramente uno sguardo...

Pagina 1 di 8 | 1 - 5 di 39 commenti

Altre opinioni

per Il discepolo (Elizabeth Kostova)

Compara i prezzi

per Il discepolo (Elizabeth Kostova)