Il Male.Esercizi di pittura crudele-Torino

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Opinione Diamante

Il Male è spesso anche là dove non si vede

5  22.04.2005

Vantaggi:
Andare "oltre" e visitare una mostra decisamente originale

Svantaggi:
Una certa forma di prevenzione nei confronti del tema e del suo curatore che si percepisce da parte di alcuni media

Consiglio il prodotto: Sì 

sabbiaevento

Su di me: 17 febbraio / 4 marzo CHIUSO PER VIAGGIO. Un caro saluto a tutti

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In media l'opinione è' stata valutata Eccellente da 86 utenti Ciao

E' quasi scontato che la morale comune, nel contesto buonista in cui troppo spesso ci troviamo avvolti, ponga principalmente l'accento sul Bene e su tutto quello che ad esso si rivolge, arte e comunicazione visiva in primis; molto più scomodo trattare del Male, sgradevole protagonista da sempre del vivere comune. Ma, scrollandoci di dosso non certo il Bene ma il buonismo, è innegabile che il Male concupisca e in qualche modo attragga la nostra attenzione, e ben sappiamo quanto il suo fascino ambiguo sia in grado di scuotere le nostre coscienze e le nostre certezze. Resta comunque il fatto che il concetto stesso sia di respiro veramente troppo ampio per darne una classificazione univoca che possa andare bene per tutti, ed è e quindi più che mai ben accetta ogni interpretazione, tradizionale o innovativa che sia.
La Mostra che ci viene proposta nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, ideata e realizzata da Vittorio Sgarbi, ha il titolo provocatorio: "Il Male - esercizi di pittura crudele" ed è un compendio di ciò che il Male è nell'arte occidentale secondo l'ottica del curatore, attraverso un percorso temporale che spazia dalla pittura del Quattrocento, quando a mostri e demoni si sostituisce un male più umanizzato - quello del bacio di Giuda, per esempio - fino ai nostri giorni dove i filmati che mostrano il crollo delle Torri Gemelle di New York simboleggiano l'ingresso del male nel nuovo millennio. E' abbastanza curioso come l'ispirazione per questa Mostra provenga però da un dipinto che a prima vista non dà affatto l'impressione di essere riferito al "Male", almeno come raffigurazione tradizionale visiva del dolore o della violenza o di quanto venga automaticamente collegato ad esso. Non sono scene di torture e di martìri, deformità o immagini macabre a evocarne lo spirito, no, qui la rappresentazione del male è tutta in uno sguardo.
Ad aprire la mostra, infatti, è un ritratto di anonimo di Antonello da Messina, dove l'uomo rappresentato, con uno sorriso beffardo ed una luce cattiva negli occhi, sembra racchiudere in sé tutta la malvagità del mondo. Osservando un ritratto analogo - sempre di Antonello da Messina ma esposto a Cefalù - Sgarbi rilevò segni di graffi e sfregi, quelli che un tempo la credenza popolare apponeva per esorcizzare appunto il Male, quasi in questo modo illudendosi di cancellarne l'infausta presenza; fu appunto osservando quel ritratto che nacque nel curatore l'idea di rinchiudere in un

Fotografie per Il Male.Esercizi di pittura crudele-Torino
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Il Male.Esercizi di pittura crudele-Torino Fotografia 200059 tb
Antonello Da Messina - Ritratto d'uomo
contesto espositivo limitato nello spazio - ma infinito nella simbologia - ciò che la pittura, la scultura, la fotografia, fino al fumetto e alla ripresa cinematografica, riescono ad esprimere in maniera così cruda e diretta nel cuore e nello spirito di chi osserva.
La prima parte della mostra è incentrata sulla pittura del Quattrocento dove a farla da padrone è il Beato Angelico, il quale, con freddo distacco che contrasta ironicamente con il suo nome, dipinge una "Strage degli innocenti" in cui l'orrore dell'oggetto rappresentato si mescola con la serafica perizia pittorica dell'autore restituendoci l'iconografia classica del male, quella permeata più sulla rappresentazione simbolica dello stesso piuttosto che dalla prospettiva visionaria individuale.
Proseguendo in ordine temporale è tutto un susseguirsi di immagini religiose di martìri, di carneficine e torture varie di santi e sante, del fratricidio primigenio di Caino, ma soprattutto è un'apoteosi di raffigurazioni da parte dei più illustri pittori della Salomè e di teste del Battista mozzate e spesso impietosamente ghermite a mo' di trofeo che, se da una parte hanno smesso ormai di impressionarci come allegoria di un male al quale la pittura di stampo religioso ci ha in qualche modo abituati, dall'altra assumono un carattere tragicamente attuale, riportandoci ad una cronaca tristemente nota. La decapitazione degli ostaggi da parte dei terroristi islamici ed il vergognoso e barbaro autocompiacimento che ne segue, è una forma del Male che non può essere in alcun modo contestato, è male e basta, un Male che balza agli occhi senza necessità di essere interpretato e che, ovviamente, non può mancare di fare la sua parte in questa mostra.
Ma il Male non è soltanto dolore, violenza, stragi, sgozzamenti, sadiche perversioni. Il Male è l'orrore provocato dalla vista della "Medusa" di Rubens, l'espressione di sgomento e fastidio del "Fanciullo morso da un ramarro" del Caravaggio ma è anche e soprattutto la sconveniente ambiguità di un Cristo dai tratti femminei o la voluttà e sensualità espresse dalla "Erodiade con la testa del Battista" di Francesco del Cairo. Ed è forse questa la forma di Male più provocatoria, non quella inequivocabile che ci viene sbattuta in faccia quotidianamente, ma quella celata non solo allo sguardo ma spesso anche al pensiero, quel tabù che se svelato rischierebbe di far crollare i fragili equilibri su cui si poggia il nostro "vivere civile" e che renderebbe evidente la nostra ipocrisia che ci impedisce di riconoscere il fascino maledetto che il male esercita sulla nostra psiche. Scagli la prima pietra chi mai non è stato attratto morbosamente da un'immagine o da una foto sconveniente!
Dopo gli anni dal Quattrocento al Settecento dove spiccano, oltre ai già citati, pittori come Tiziano, Annibale e Agostino Carracci, Artemisia Gentileschi, Bernardo Strozzi, Alessandro Magnasco, Goya e molti altri, l'Ottocento vede Pelizza da Volpedo e William Blake ma è soprattutto con il Novecento e l'arte contemporanea che la rappresentazione del male in tutte le sue forme - sia evidenti che celate - si rivela quanto mai conturbante e in grado di scuotere fortemente gli animi. E' un Male attuale, perverso, in perfetto passo coi tempi che lo vuole profondamente insinuante e corrosivo là dove è inequivocabile e lampante, ma che con altrettanta efficacia si intrufola e penetra negli abissi della nostra coscienza anche quando si cela dietro ad una parvenza di normalità, quella normalità che purtroppo, ormai, implica un fondo di malvagità ormai interiorizzato e talmente fagocitato dall'ambiente in cui viviamo che passa quasi inosservato. Ecco "Asfissia" di Morbelli con la rappresentazione di un suicidio, il "Barathrum" di Volls che dipinge freddi corpi nudi ponendoli quasi in una pala d'altare, Sironi con un'insolita raffigurazione de "Susanna e i vecchioni" dove i vecchioni sono ormai inquietanti teschi , "Nella camera" di Sughi ove si respira distacco e angoscia nell'immagine di una coppia che si riveste dopo un amplesso, e poi Fausto Pirandello, Munch, fino ad arrivare a Warhol che con la sua "Sedia elettrica" denuncia una realtà scomoda ed ingombrante.
Ma come si è visto questa mostra non è sola pittura e nella fase successiva - la fotografia - il Male balza agli occhi più che mai, specie dove sono immortalati spesso con fredda tecnica gli orrori del nostro secolo, da quelli di guerre, genocidi, fame e miseria, a quelli provocati da catastrofi naturali quali eruzioni o terremoti. La fotografia colpisce forse maggiormente il nostro immaginario in quanto rappresentativa di una realtà non camuffata dall'arte pittorica anche se è superfluo ricordare che ognuno dei grandi fotografi che sono presenti in questa rassegna con loro opere - Robertson, Capa, Bischof, Salgado, Mapplethorpe solo per fare qualche nome - si possono tranquillamente forgiare del titolo di artisti per la loro capacità di fondere cruda immagine e fine percezione personale. E' innegabile infatti quanto la sensibilità del fotografo possa trasformare rappresentazioni di figure umane travolte dalla solitudine, dalla miseria o dalla malattia, da brutali quali sono realmente a raffigurazioni di una bellezza imprevedibile e prorompente quando non inquietante. Su tutte "Verso il lago Faguibin" di Salgado e poi "Gente sfinita per le strade di Patna" di Bischof o "Donne iraniane" di Gaumy.
La Mostra termina con la parte riguardante il fumetto, forma di comunicazione relativamente recente ma di forte impatto perché permette, in qualche modo, di trascendere ed esagerare la raffigurazione stessa di quanto si vuole tracciare, o meglio ancora permette di "raccontare" la realtà oltre che disegnarla. Nel fumetto la crudeltà compare molto presto e questo dimostra quanto questo non sia un prodotto di serie B destinato ai più giovani ma un mezzo quanto mai diretto di rivolgersi a tutti, anche se poi la vera e propria rivoluzione in questo settore arriva con Diabolik, spietato e freddo rappresentante del Male spesso vittorioso sul Bene. Da allora non si contano più i personaggi che di questa nuova arte sono i protagonisti: la conturbante e sensuale Valentina di Crepax, il Corto Maltese di Pratt e poi autori come Altan, Milo Manara, (e Jacovitti?) fino a Scalvi ed il suo famosissimo Dylan Dog.

Per concludere questo vasto excursus sul Male, una considerazione personale: il Male è sicuramente tutto questo e molto altro ma almeno, nell'Arte, si riesce a contemplarlo senza dover vergognosamente abbassare gli occhi.

Una curiosità legata all'audioguida: la voce narrante è quella dello stesso Sgarbi e questo permette - al di là delle opinioni contraddittorie che si possono avere su questo personaggio - di penetrare l'anima profonda di ogni quadro attraverso la grande competenza di questo Critico d'Arte nonché attraverso la sua indubbia ironia.

"Il Male. Esercizi di pittura crudele"
Torino-Palazzina di Caccia di Stupinigi, piazza Principe Amedeo
Dal 26 febbraio al 26 giugno 2005.
Orari: martedì, mercoledì, venerdì e sabato 9.00 - 19.00; giovedì 9.00 - 22.00; domenica 9.00 - 20.00; lunedì chiuso ad esclusione di lunedì 28 marzo e di lunedì 25 aprile.
Ingresso: intero € 9,00; ridotto € 6,00.
Vietato l'ingresso ai minori di anni 14 non accompagnati.
Prenotazioni e informazioni: Ticket One - Tel. 899.500.022

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48mietta

48mietta

11.12.2008 01:24

Complimenti per il diamante meritatissimo!

Nemo73

Nemo73

08.11.2005 11:42

Mmmm... un po' macabro! Ciao, nemo;)

torinello

torinello

13.09.2005 12:20

descrizione esauriente e molto completa!!!

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