Il Muro del Pianto, Gerusalemme

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Il Muro del Pianto, Gerusalemme

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Opinione su "Il Muro del Pianto, Gerusalemme"

pubblicata 13/05/2017 | Ciobin
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Viaggio saltato, tristezza arrivata!
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"Il Muro del Pianto"

Il Muro del Pianto, Gerusalemme

Il Muro del Pianto, Gerusalemme

Un viaggio in Israele è un viaggio abbastanza complesso e ci sono moltissimi modi per affrontarlo: c'è un modo spirituale, un modo turistico, uno curioso o un mix di tutte queste cose. Sicuramente, però, qualunque sia la motivazione che vi spinge (o spingerà) a visitare Israele non dovrete assolutamente perdervi la visita a Gerusalemme.
La città è molto varia e complessa, ci sono moltissime cose da vedere ed è sicuramente uno dei luoghi dove le fedi religiose si incontrano e, troppo spesso, si scontrano. Visto che non avevamo molti giorni a disposizione per visitare bene la città, per un giorno ci siamo affidati ad una guida che ci ha fatto fare un giro veloce per darci un'infarinatura in modo da avere poi il tempo i giorni seguenti di visitarla con calma.
La prima visita al Muro del Pianto l'abbiamo fatta con la guida, ma ci siamo poi ritornati anche in un'altra occasione. Penso che il Muro del Pianto (o muro occidentale) sia conosciuto da tutti quanti e immagino che ognuno di voi abbia visto le scene degli ebrei in preghiera davanti a questo muro, però vorrei raccontarvi qualcosa in più sulla sua storia e sulla mia esperienza personale.

Perché è considerato il luogo più sacro di tutto l'ebraismo? Questo muro è l'unica vestigia rimasta del muro di contenimento che venne costruito intorno al monte sulla cui sommità erano stati posti sia il Primo sia il Secondo Tempio e dove gli ebrei sperano di ricostruire il Terzo Tempio. Il primo tempio, costruito del X secolo a.C. da Salomone sul terreno che suo padre il Re Davide comprò da Aravna, venne distrutto da Nabucodonosor. Il Secondo venne costruito dopo il rientro dall'esilio a Babilonia nel 536 a.C. e venne poi ristrutturato da Erode. Nel 70 d.C. venne distrutto da Tito e tutto ciò che rimase fu, appunto, il muro occidentale di contenimento che non venne abbattuto per lasciare agli ebrei il ricordo della sconfitta subita da Roma.
Per il popolo ebraico, invece, quel muro rimasto miracolosamente in piedi rappresentò una promessa di Dio, della sua vicinanza al popolo eletto e la volontà di ricostruire il Tempio dove ora si trova la Moschea di Omar.
Proprio per la sua posizione strategica e per il suo altissimo valore religioso, il Muro del Pianto è stato a lungo oggetto di contese, lotte e guerre per il suo possesso tanto che passò di mano diverse volte. Nel 2000, dopo la guerra dei sei giorni, tornò sotto il controllo ebraico e, da allora, è diventato uno dei fulcri più importanti nella visita di Gerusalemme (l'altra è, senza ombra di dubbio, il Santo Sepolcro).

Per più di 2000 anni il Muro Occientale è stato il cuore della memoria, della nostalgia e della speranza del popolo ebreo perché, secondo la tradizione, la presenza divina non ha mai cessato di essere presente. Il Muro è, infatti, un luogo di preghiera e di speranza dove chi si reca a pregare spesso infila dei bigliettini contenenti delle preghiere, tra gli interstizi del muro. La leggenda narra che il monte che sovrasta il muro sia il luogo dove Abramo ricevette l'ordine di sacrificare suo figlio Isacco, ma anche il luogo in cui Giacobbe si addormentò e sognò gli angeli che salivano su una scala verso il cielo. Per consentire a tutti di accedere al Muro, il popolo ebraico decise di allargare la zona creando una piazza antistante la parte scoperta del muro che misura circa 55 metri contro il 488 metri della sua lunghezza totale. Il resto del Muro è visibile passando attraverso il tunnel. Tutta la zona è considerata un luogo sacro e, quindi, si esige il rispetto dovuto al luogo, ma non preoccupatevi perché potete accedere senza grossi problemi e recarvi fino alle rocce e, magari, inserire anche voi il vostro bigliettino con le preghiere. La zona degli uomini e quella delle donne è separata ma la piazza antistante permetterà anche alle visitatrici donne di guardare la parte dedicata alla preghiera maschile senza alcun problema. Ovviamente se siete dei fotografi sarete spinti a fotografare il momento di preghiera e di raccoglimento spirituale e potrete anche farlo perché nessuno vi dirà nulla però credo che sia doveroso avere un minimo di rispetto e, almeno, non disturbare la preghiera ed essere troppo invadenti.

Altre informazioni le potrete trovare su https://www.thekotel.org/
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  • sarad12 pubblicata 16/08/2017
    Grazie per la descrizione
  • Pacman1984 pubblicata 21/05/2017
    eccellente opi.
  • mrforni pubblicata 17/05/2017
    eccellente
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Su Ciao da: 20/02/2017