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Opinione su "Il Rugby"

pubblicata 10/11/2008 | IlMarsigliese
Iscritto da : 13/03/2007
Opinioni : 86
Fiducie ricevute : 186
Su di me :
"Se ti senti disposto a essere conciliante, chiediti soprattutto che cosa ti rende in realtà così indulgente: una cattiva memoria, la comodità o la codardia" (Arthur Schnitzler)
Ottimo
Vantaggi Spettacolare, scuola di vita sportiva
Svantaggi L'Italia perde quasi sempre...
Eccellente

"Uno sport da bestie praticato da gentiluomini"

Biglietto Italia-Argentina

Biglietto Italia-Argentina

Era da tanto che stavo pensando di scrivere un'opinione come questa.
Oggi, con ancora negli occhi la superba prestazione di sabato scorso dell'Italia contro l'Australia (in realtà ho dovuto gustarmela alla sera in registrata perché a quell'ora stavo prendendo pedate negli stinchi su un disastrato campetto di calcio di periferia, roba che neanche la partita scapoli-ammogliati di fantozziana memoria può avvicinare), una sconfitta contro "quelli" per 30-20 è quasi come una vittoria per un movimento obbiettivamente poco importante come il nostro, e con in tasca un biglietto di tribuna per la partita di sabato prossimo a Torino contro l'Argentina, mi appresto a raccontarvi qualcosa di uno sport che ho cominciato ad apprezzare solamente da una decina d'anni, ossia da quando l'Italia è stata ammessa nel prestigioso Torneo delle Sei Nazioni: il rugby, il più classico degli sport di contatto e di situazione…
Il continuo contrasto fisico dei giocatori in campo lo rende uno sport molto duro, ma non basta essere un colosso per essere un ottimo giocatore di rugby, l'intelligenza e la capacità di leggere al volo le varie fasi di gioco fanno la differenza.
Tante volte, parlando con quel calciofilo di mio padre, salta fuori la domanda "ma cosa ci trovi di divertente in un mucchio di uomini che si spingono, si picchiano e si annusano i sederi?"…
Una risposta vera e propria a questa domanda non ce l'ho.
Forse mi piace pensare al famoso "terzo tempo", ossia a quel momento in cui, dopo la partita e dopo un sacco di legnate, i giocatori, i tecnici ed a volte i tifosi si ritrovano a mangiare e a bere tutti insieme, dimenticando in un attimo quelli che possono essere state le scintille in campo.
O forse mi piace pensare che in uno stadio di rugby i tifosi stanno gomito a gomito con quelli dell'altra squadra e mai si sente parlare di incidenti.
Mi piace pensare che solo nel rugby Irlanda del Nord ed Eire giocano sotto la stessa bandiera (e ad ogni incontro viene suonato un doppio inno nazionale, che però viene cantato da tutti indistintamente).
O forse ancora perché mi piace vedere l'entusiasmo con cui i nostri giocatori, sebbene spesso tecnicamente inferiori agli avversari, ce la mettano tutta per tenere alto il nostro onore e non si arrendano mai per segnare "quella sporca ultima meta"…
Dite che sono troppo sentimentale? Beh, magari è così, ma dopo tanti anni di aridità spirituale data dalla frequentazione pluriennale degli italici stadi di calcio il rugby è stata davvero una magnifica scoperta…
Vediamo qualche dettaglio in più…

ORIGINI

"Il calcio è uno sport da gentiluomini fatto da bestie, il rugby è uno sport da bestie fatto da gentiluomini". Così Oscar Wilde descriveva questo sport, nato in terra d'Albione, nel college di Rugby appunto, nel 1823, quando, così narra la leggenda, lo studente William Webb Ellis, cui è tutt'ora intitolata la Coppa del Mondo della disciplina, nel bel mezzo di una partita di calcio, prese la palla con le mani e cominciò a correre verso la linea di fondo campo.
Obbiettivo del gioco è appunto quello di schiacciare un pallone ovale nell'area di meta degli avversari, segnando così dei punti. Per farlo si può correre con il pallone in mano, calciarlo lontano con i piedi o passarlo ad un compagno con le mani, ma attenzione: si può solo passare il pallone all'indietro!
All'epoca le regole degli sport non erano ancora codificate in maniera così rigida come lo sono adesso, pertanto la novità piacque parecchio e si cominciò a giocare una sorta di ibrido tra calcio e rugby.
Soltanto nel 1829, quando cambiò il rettore del college, il rugby divenne uno sport vero e proprio.
In una riunione del 26 gennaio 1871 tra i rappresentanti delle maggiori squadre londinesi nacque la Rugby Football Union, con regole atte ad unificare la tipologia del gioco, che all'epoca prevedeva ancora lo schieramento di 20 giocatori per ciascuna formazione.
Dal 1877 il numero di giocatori venne abbassato a 15 per squadra e nacque lo Union Rugby, quello che possiamo vedere ancora oggi e che è il più diffuso.
Esistono anche alcune varianti di questo gioco che prevedono un numero minore di giocatori (tredici o sette) in cui però è stata abolita una fase di gioco chiamata mischia.
Esiste anche la versione "soft" del gioco, in cui è sufficiente toccare un giocatore perché questi debba cedere la palla, il cosiddetto "rugby-touch", in cui non è ammesso calciare. Sinceramente non mi piace granché, visto che uno dei momenti più spettacolari di una partita è proprio costituito dai placcaggi monumentali che questi energumeni gentiluomini sono in grado di piazzare.

CAMPO DI GIOCO E ACCESSORI

Vediamo qualche dettaglio normativo sul rugby.
Il campo deve avere una dimensione minima di circa 120 metri (almeno 100 senza contare le aree di meta) di lunghezza per circa 66 metri di larghezza.
Il campo è diviso in due dalla linea di centrocampo, ai cui lati, ad una distanza di 10 metri, si trovano altre due linee parallele.
A 22 metri da ciascuna delle linee di meta si trovano altre due linee, le "linee dei 22 metri" (ma va?? Ma che fantasia che hanno gli inventori del gioco!).
All'interno del campo, a 5 metri dalle linee laterali e da quelle di meta, si trovano altre linee, così come ce ne sono altre due parallele alle linee laterali a 15 metri da queste.
Su ciascuna linea di meta è collocata una porta fatta "ad H". I pali sono collocati ad una distanza di 5.64 metri, sono alti almeno 4 metri e sono da considerarsi prolungati all'infinito.
A 3 metri da terra è collocata la "traversa".
Una curiosità del gioco è il pallone ovale (il regolamento ufficiale parla di "sferoide prolato"): deve avere un peso di circa 400 grammi e circonferenze di 74 cm e 59 cm sui due assi.

TEMPO DI GIOCO

Un match di rugby si disputa su 80 minuti non effettivi, da disputarsi su due tempi di 40 minuti ciascuno.
Per decretare la fine di un tempo o di un match è indispensabile che il pallone esca dal campo, che l'arbitro decreti una mischia o che venga segnata una meta.
Tra i due tempi viene concesso dall'arbitro un periodo di riposo di una decina di minuti.

GIOCATORI

Ogni squadra è composta da 22 elementi, 15 in campo più 7 in panchina.
Sono ammesse fino a 7 sostituzioni a partita.
La numerazione è rigida e va rispettata (1 e 3 sono i piloni di mischia, 2 è il tallonatore, 4 e 5 sono la seconda linea, 6-7-8 sono la terza linea - i giocatori con numeri da 1 a 8 costituiscono il cosiddetto "pacchetto di mischia" -, il 9 è il mediano di mischia, il 10 il mediano d'apertura, solitamente è il migliore calciatore della squadra, l'11 ed il 14 sono l'ala destra e sinistra, 12 e 13 sono i centri, il 15 è l'estremo), anche perché le fasi di mischia possono essere molto pericolose ed i giocatori addetti devono essere parecchio esperti per non farsi troppo male.
Nel rugby sono ammesse sostituzioni temporanee. Quando nei frequenti scontri qualcuno riporta lesioni o contusioni, mentre lo staff medico cerca di capire l'entità del danno il giocatore infortunato può essere sostituito da un "rimpiazzo". Rimpiazzo che può diventare "sostituto" se l'infortunio è grave o per scelta tecnica, ma che può anche tornare in panca se nell'arco di 15' dal momento dell'infortunio il suo compagno è in grado di riprendere il gioco.
Il giocatore che entra è un "sostituto" vero e proprio se prende il posto del compagno a titolo definitivo.

ARBITRI

Una partita di rugby è tipicamente arbitrata da un giudice di gara centrale e da due assistenti di linea.
Quando la partita è di particolare importanza può essere aggiunto il TMO (Television Match Official) che è, per somma gioia di Aldo Biscardi, una sorta di moviola in campo: in caso di meta dubbia (vedremo più avanti che per essere valida una meta il pallone deve essere schiacciato in area di meta, se scivola il punto può e deve essere annullato) l'arbitro può avvalersi dell'assistenza del TMO.
Il giudizio arbitrale è comunque insindacabile, pertanto in occasione di proteste si può assistere allo spostamento in avanti di 10 metri del punto di battuta del calcio di punizione (come detto è un gioco che si basa tutto sulla conquista del terreno, i 10 metri che a calcio sono niente qui diventano importantissimi).

OBBIETTIVO E FASI DI GIOCO

Scopo del gioco del rugby è quello di schiacciare il pallone nell'area di meta degli avversari o di fare passare, calciandolo, il pallone tra i pali della porta, ma sopra la traversa.
Ogni meta vale 5 punti, a seguito di ogni meta c'è una trasformazione: il pallone viene posizionato a terra e deve essere calciato tra i pali. Se la trasformazione viene correttamente eseguita vengono assegnati altri 2 punti.
Per ogni calcio di punizione vengono assegnati 3 punti, così come per i drop.
La differenza tra punizione e drop consiste nel fatto che la punizione è un momento in cui il gioco è fermo, pertanto il calciante può posizionare una specie di supporto sotto il pallone per colpirlo meglio. Il drop è un calcio "in movimento", ossia mentre il gioco continua, ed affinché sia valido il pallone deve toccare terra prima di essere colpito dal piede del calciante, con tutte le difficoltà che il rimbalzo di uno sferoide può creare.
Il pallone può essere portato correndo, o passato (ma sempre e solo indietro, anche se cade dalle mani e tocca terra è come se fosse un passaggio "in avanti") o calciato. Quando si calcia, tipicamente si cerca di spedirlo in fallo laterale.
Se il pallone esce direttamente dopo essere stato calciato dai propri 22 metri il gioco viene ripreso dal punto in cui è stato calciato, se invece tocca terra prima di uscire si riprende dal punto di uscita.
Se viene calciato da fuori dei propri 22 metri si riprende sempre dal punto di uscita.
Un calcio particolare è il cosiddetto "up and under" (sopra e sotto): il calciante alza molto la parabola del pallone e cerca di correrci sotto per riprenderlo al volo in modo da sottrarlo agli avversari (i suoi compagni non possono farlo a meno che al momento del calcio non siano dietro di lui).
Molto diffusi sono anche i calcetti bassi "a seguire", in cui il calciante cerca di infilare il pallone tra la linea degli avversari sfruttando poi la velocità per recuperarlo e coglierli di sorpresa.
Una fase di gioco che sicuramente incuriosisce molto è la cosiddetta "mischia", che può essere "aperta" (ruck) o chiusa.
La mischia aperta è una fase di gioco in cui i giocatori sono in piedi e cercano di aiutare il compagno ad avanzare con il pallone spingendolo.
Una mischia chiusa viene decretata dall'arbitro per penalità minori, ma è una delle fasi più importanti del gioco. Avere un ottimo pacchetto di mischia è un buon viatico per essere una ottima squadra.
Ogni mischia viene composta da 8 giocatori (ma possono anche essere solo 5). Le due prime linee devono essere parallele alla linea di meta. Teste e spalle dei giocatori devono essere al di sopra dei fianchi e devono incastrarsi tra loro.
Il mediano di mischia della squadra che non ha commesso fallo inserisce il pallone di lato al centro della mischia. A questo punto i due tallonatori devono cercare, sfruttando la forza della spinta del pacchetto di mischia che li sostiene, di portare il pallone dalla loro parte. Nessuno può toccare il pallone prima che venga toccato dai tallonatori, ma da quel momento tutti possono prenderlo.
Se, a forza di spintoni, la mischia ruota per più di 90 gradi in gioco viene stoppato e si ricomincia con un'altra mischia.
Il pallone può solo uscire dal retro della mischia, mai di lato, altrimenti va ripetuta.
Un'altra fase esaltante del gioco è quella dei placcaggi.
Si può placcare solamente il giocatore in possesso del pallone e si può farlo dal busto ai piedi, altrimenti è fallo.
Un giocatore è placcato quando ha almeno un ginocchio a contatto con il terreno. In quel momento può scegliere di passare la palla ad un compagno, di lasciare a terra la palla, di spostarsi o, se il placcaggio è molto prossimo alla linea, di segnare una meta.
Quando una squadra subisce un fallo, ma è comunque in grado di portare a fine un'azione utile, l'arbitro aspetta a fischiare e concede il vantaggio; se il vantaggio non si concretizza il gioco viene interrotto ed il fallo sanzionato in maniera opportuna (tipicamente calcio di punizione o mischia).
Quando la palla esce dal campo si ha la cosiddetta "touche": i due pacchetti di mischia si posizionano parallelamente alla linea di meta, nello spazio compreso tra quella dei 5 e dei 15 metri, ed il tallonatore della squadra rimette in gioco il pallone: è la fase in cui si può fare l'"ascensore", ossia i giocatori più potenti sollevano i più alti per permettergli di impadronirsi del pallone.
È, tuttavia, in casi particolari, possibile giocare la cosiddetta "touche veloce", che permette di rimettere in gioco il pallone senza attendere lo schieramento degli avversari.

INFRAZIONI E SANZIONI DI GIOCO

Le infrazioni più gravi, quali "fuorigioco" e "antigioco", vengono punite con un calcio di punizione.
Si ha un fuorigioco quando un giocatore partecipa all'azione trovandosi al di là del pallone.
L'antigioco è invece una infrazione che tende "ad uccidere" il gioco o a mettere a rischio l'incolumità dell'avversario (come i placcaggi al collo). Possono venire sanzionati o con il cartellino giallo, ossia con una espulsione temporanea di 10 minuti, o con il cartellino rosso, equivalente ad un'espulsione definitiva. Nessuno può entrare al posto del giocatore espulso.
Quando la squadra che si sta difendendo commette un fallo senza cui l'altra squadra avrebbe segnato viene concessa la cosiddetta "Meta Tecnica" che vale 5 punti.
Un calcio di punizione può essere calciato da uno qualsiasi dei componenti della squadra che ha subito il fallo; si può calciare direttamente in touche, mantenendo il possesso della palla dal punto di uscita, o si può cercare di centrare i pali (nel qual caso vengono assegnati 3 punti). Fino al momento del calcio i compagni di gioco del calciante devono restare dietro il pallone, gli avversari devono stare ad almeno 10 metri di distanza.

SISTEMA DI PUNTEGGIO

Farò riferimento al sistema di punteggio attuale, poiché nel corso degli anni il sistema di valutazione è stato più volte modificato, dando sempre più peso alla meta rispetto alle punizioni ed ai drop.
Ogni meta vale 5 punti. Affinché la meta sia valida il pallone deve essere schiacciato nell'area di meta, non basta che la tocchi. Se si tocca con il gomito il terreno prima del pallone la meta non è valida.
Ad ogni meta fa seguito il tentativo di trasformazione, che se realizzato vale 2 punti.
Calci di punizione realizzati e drop andati a buon fine valgono 3 punti ciascuno.
Vince la partita la squadra che all'80 minuto ha realizzato più punti.

TORNEI INTERNAZIONALI

Rispetto al calcio, in cui le nazionali diventano sempre più degli incomodi, il vero spirito del rugby è la nazionale.
Tornei come il famoso Sei Nazioni (cui partecipano Inghilterra, Irlanda, Scozia, Galles e Francia, oltre all'Italia) o come il Tri-Nations (cui partecipano le tre squadre più forti del mondo: Nuova Zelanda, i mitici All Blacks, Australia e Sudafrica) catalizzano da sempre l'attenzione degli appassionati.
Il Tri-Nations è difficilmente seguibile dall'Europa, tuttavia ogni anno la fine dell'inverno vede i nostri eroi evoluire nel Sei Nazioni.
Un torneo che si basa sullo scontro di ciascuna nazionale con tutte le altre in partite singole ad anni alternati (ad esempio, se nel 2008 c'è stato Italia-Francia nel 2009 ci sarà Francia-Italia). Chi ha più punti alla fine delle 5 partite vince il torneo. Chi arriva alla fine delle cinque partite con 0 punti si vede assegnato il "Cucchiaio di Legno", una sorta di Tapiro che non ha però scopo canzonatorio quanto piuttosto viene visto come uno stimolo a migliorarsi per gli anni successivi.
Negli anni scorsi erano ammessi arrivi ex-aequo, ma da qualche anno è stata introdotta la differenza punti per decretare il vincitore.

Cosa dire d'altro??
Beh, io non l'ho mai giocato e ormai non posso più praticarlo per raggiunti limiti d'età, ma mi piacerebbe che potesse farlo mio figlio, sebbene attualmente sia ancora troppo piccolo per inserirlo in questo mondo. Il fisico sembra avercelo…
La vera anima del rugby è che la squadra viene prima di te, ciò che il tifoso di rugby apprezza più di una squadra che è sotto tanti a nessuno è che preferisca, a 5 metri dalla meta, giocare per segnare piuttosto che accontentarsi di 3 punti facili. Perdere non mai è un disonore, se lo si fa a testa alta.
È più umiliante un gol della bandiera segnato per pietà degli avversari o una partita persa a zero con gli avversari che ti hanno distrutto sul campo proprio per dimostrarti il loro grande rispetto nei tuoi confronti???
Sicuramente la seconda è la più dura da accettare, ma è anche quella che insegna qualcosa e che aiuta a capire che lo sport deve essere un valore morale.
Quel qualcosa che, forse, i nostri viziatissimi campioni pallonai avrebbero potuto e dovuto imparare molto tempo fa…
Spero di non avervi annoiato…
Ah, per dimostrarvi che non sono un "banfone", vi allego la foto del biglietto della partita di sabato prossimo…

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Commenti su questa Opinione

  • cheila67 pubblicata 27/01/2011
    cercavo informazioni sul rugby e mi son spuntate fuori le tue! ma ke bello! grazieeeeeeee
  • Mestile99 pubblicata 16/06/2009
    ok!!
  • chris46 pubblicata 11/02/2009
    E' uno sport che piace anche a me, però tanti dettagli li ignoravo. Grazie per l'ottima e ed accurata descrizione.
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Ciao

Su Ciao da: 30/05/2001