Le origini del mondo del Signore degli Anelli
13.03.2006
Vantaggi:
Si svelano le origini di molte cose sul Signore degli Anelli
Svantaggi:
Lettura difficile, alcuni passi hanno bisogno di molta attenzione
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Sì
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 ziobeppino
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Come molti bravi autori di libri fantasy, Tolkien non ha narrato una vicenda nata dalla sua fantasia, ma ha costruito un mondo dove i personaggi, interagendo, creano la storia. Anni di lavoro, durante la scrittura del Signore degli Anelli, raccolti in appunti rimaneggiati, ricontrollati, riordinati... Tutto questo per creare quel mondo, il più coerente possibile, in cui hanno luogo le vicende del Signore degli Anelli.La genialità di Tolkien, però, sta nell'aver fatto questo lavoro con una lirica ed uno stile di scrittura tipici delle leggende delle terre del nord (attingendo indifferentemente dagli stili delle leggende nordiche, dai canti dei Galli e da tutto il mondo della letteratura inglese e medievale - di cui era profondo conoscitore) Cosa è, quindi, il Silmarillion? Il libro raccoglie una serie di leggende e racconti (fra cui il "quenta silmarillion" che da il nome al libro) che narrano le vicende della terra di mezzo dalla sua nascita alla terza età, in cui si svolgono i fatti di Frodo e compagni. Si parte proprio dalla creazione, da parte di Iluvatar - Eru - e degli Ainur. Si capisce chi sono gli elfi (e a volte serve una grande attenzione per seguire le casate). Si scopre per esempio che Elrond (re di Gran Burrone) è un mezz'elfo (che ha scelto, però, dis eguire la sorte degli elfi). Si comprende il loro desiderio di andare ad Ovest.Nel libro (cioè nell'insieme di racconti) viene raccolta tutta la storia del mondo. L'arroganza di Melkor, la cattiveria di Sauron. Si scopre cosa sono e come funzionano le Palantir. Si capisce cosa è e perché è tanto importante l'albero bianco di Minas Tirith... Il Silmarillion nasce dall'opera di raccolta del figlio di Tolkien. Anche se c'era già l'idea di produrre il libro, Tolkien non la attuò mai perché continuava a rielaborare e riaggiustare quello che aveva raccolto. Dopo la morte di Tolkien il figlio si è occupato di rivedere tutto quanto il padre aveva scritto sulla nascita del mondo; gli ha dato la forma di libro e lo ha dato alle stampe. E credo che dobbiamo essere molto grati a lui per questo lavoro, perché ci ha permesso di conoscere ancora più a fondo l'opera del padre.Un consiglio: il libro va "assaporato" con calma. Ci sono passaggi difficili che possono scoraggiare il proseguimento della lettura (a me è successo). Ma ci sono anche passaggi bellissimi che meritano di essere centellinati, letti un paio di volte. Non vi fate scoraggiare: datevi come obiettivo la lettura di 3-4 pagine al giorno... ci metterete un bel po' a finirlo, ma ne vale la pena. Se, invece, proprio non riuscite ad andare avanti nella lettura, provate a leggerlo a ritroso: partite dall'ultimo racconto (il più semplice e abbastanza breve) e procedete indietro. Alcune cose, però, vi resteranno oscure (ad esempio: chi sono i Valar, chi è Manwe) finché non arrivate all'inizio. Infine devo chiedere scusa per i nomi dei personaggi inseriti in questo post. E' facile che la memoria mi imbrogli sugli accenti necessari a scrivere correttamente i nomi. Prima di fare clamorosi errori preferisco allora scriverli nella forma base senza accenti.
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14.03.2006 21:35
Mi aspettavo qualcosa di simile al "Signore degli anelli" o a "Lo Hobbit" e per questo ne sono rimasto deluso. Sono d'accordo quando parli di lettura difficile ed è interessante la tua proposta di provare a leggerlo a ritroso. Mi piacerebbe riprenderlo...
13.03.2006 17:09
splendida recensione...complimenti! Lara
13.03.2006 14:39
ho tentato di leggerlo, ma non dopo un paio di pagine mi sono arresa. riproverò in vacanza...bellissima opi, complimenti