Il brutto anatroccolo (Antonella Abbatiello, H. Christian Andersen)

Immagini della community

Il brutto anatroccolo (Antonella Abbatiello, H. Christian Andersen)

Questa storia, scritta da H. Christian Andersen nel 1843, viene considerata una metafora delle difficoltà che spesso bambini e adolescenti sperimentan...

> Vedi le caratteristiche

80% positiva

1 opinioni degli utenti

Opinione su "Il brutto anatroccolo (Antonella Abbatiello, H. Christian Andersen)"

pubblicata 08/05/2010 | maria.divita
Iscritto da : 15/04/2010
Opinioni : 34
Fiducie ricevute : 6
Su di me :
Buono
Vantaggi insegnamenti per i più piccoli
Svantaggi ...
molto utile
Contenuti
Reperibilità
Layout:
Qualità Materiale

"il diverso.."

Il brutto anatroccolo (Antonella Abbatiello, H. Christian Andersen)

Il brutto anatroccolo (Antonella Abbatiello, H. Christian Andersen)

ANTONELLA ABBATIELLO
Nasce a Firenze nel 1959. Vive a Roma, dove si è diplomata all'Accademia di Belle Arti con il grande Toti Scialoja. Ha illustrato sessanta libri per bambini e di molti di questi è suo anche il progetto e il testo.

HANS CHRISTIAN ANDERSEN
Scrittore danese, è considerato uno dei massimi autori europei di letteratura per l'infanzia.
Di famiglia umile, orfano a undici anni, a quattordici fuggì a Copenaghen, dove ebbe l'opportunità di studiare grazie all'aiuto di Jonas Collin, direttore del Teatro reale.
Esordì in letteratura con poesie, racconti di viaggio, testi teatrali, e il romanzo L'improvvisatore (1831). Ma la vera notorietà gli venne dalle raccolte di Fiabe che pubblicò fra il 1835 e il 1872.
Compì lunghi viaggi in Europa, Asia e Africa e fu autore fecondo, anche di resoconti di viaggio, come Il bazar di un poeta (1842). I 164 racconti per l'infanzia appartengono ormai ai classici della letteratura mondiale. Andersen seppe esprimere mirabilmente le emozioni più sottili e le idee più fini attraverso un uso equilibrato del linguaggio corrente e delle espressioni popolari, passando senza difficoltà dalla poesia all'ironia, dalla farsa alla tragedia, dal quotidiano al meraviglioso.
I temi delle fiabe sono attinti in parte dalla tradizione popolare nordica (I cigni selvatici, Il piccolo Claus e il grande Claus, La principessa sul pisello), in parte dalla storia e dalla vita quotidiana; altri ancora provengono da spunti autobiografici (La sirenetta, L'intrepido soldatino di stagno)Andersen usò un linguaggio quotidiano ed espresse nelle fiabe pensieri e sentimenti fino ad allora ritenuti estranei alla comprensione di un bambino, attraverso le vicende di re e regine storici o leggendari, ma anche di animali, piante, creature magiche e persino di oggetti. Le fiabe di Andersen sono state tradotte in tutte le lingue e hanno ispirato innumerevoli opere teatrali, balletti, film, nonché opere d'arte figurativa. Nel 1855, egli fu autore anche di un'autobiografia (La fiaba della mia vita).
Morì a Copenhagen nel 1875.

TRAMA E CONSIDERAZIONI
Questa storia, scritta nel 1843, viene considerata una metafora delle difficoltà che spesso bambini e adolescenti sperimentano durante la loro crescita. La fiaba viene spesso raccontata per rinforzare l'autostima dei bambini e far loro accettare eventuali differenze che li dividono dal "gruppo"; o addirittura, essere fieri di tali differenze, che potrebbero in realtà rivelarsi un dono. Le ultime pagine del libro contengono il coloratissimo gioco di società "Il gioco dell'anatroccolo".
In una nidiata di anatroccoli, uno di essi, anziché essere bello e bianco, è grigio, grande e goffo nei movimenti..
Sebbene la madre cerchi di accettarlo, tutti gli animali della fattoria pensano che lui non abbia nulla a che fare con loro e che, sicuramente non è figlio della coppia di anatre..Tutti gli altri anatroccoli continuano a deriderlo e a farlo sentire brutto, inadeguato, assolutamente fuori luogo..
emarginato..
Stanco di questa situazione un bel giorno decide di farla finita con queste umiliazioni e scappa dalla fattoria..
L'anatroccolo vaga giorni e giorno senza meta ma non trova nessuno che lo voglia accettare ed amare..
Così, continua a girare in cerca di qualcuno che gli voglia bene..
Con l’arrivo dell’inverno rischia di morire di fame e di freddo, ma sopravvisse..
Un bel giorno arrivò presso uno stagno dove nuotavano degli splendidi cigni..
maestosi, grandi e regali..
Attratto dalla loro bellezza non potè fare a meno di avvicinarsi guardandoli estasiato..Mentre era in contemplazione all’improvviso quelle splendide creature gli diedero il benvenuto tra loro e lo invitarono a vivere dentro la loro comunità..
Guardando il proprio riflesso nell'acqua, finalmente il “brutto anatroccolo” si accorse di essere anche lui un cigno..e di essere bellissimo..
La storia oggi viene usata spesso per riferirsi a qualcosa o qualcuno che, inizialmente oggetto di disprezzo o disinteresse, alla fine ottiene l'apprezzamento e il rispetto dei più. In genere ci si riferisce a un progresso morale, ma talvolta anche fisico (per esempio per riferirsi a un bambino o una bambina "bruttini" da piccoli che diventano più belli crescendo).
Il fatto che il brutto anatroccolo trovi sé stesso quando trova i suoi simili, infine, è stato talvolta letto come un'affermazione dell'importanza della famiglia e dell'appartenenza a un gruppo.
Insomma questa storia così semplice e apparentemente "sciocca", ha significati profondi; per questo è importante leggerla ai bambini i quali, ne prendono spunto e apprendono...
Allora, se è una fiaba che non avete ancora letto a figli e nipotini...correte a comprare il libricino!!!!!

Valutazione della community

Questa opinione è stata letta 1170 volte e valutata
81% :
> Capire la valutazione di quest’Opinione
molto utile

La tua valutazione su questa opinione

Commenti su questa Opinione

  • cireneo pubblicata 09/12/2010
    una delle mie fiabe preferite....
  • oreste81 pubblicata 11/05/2010
    ottima segnalazione... ciaoo
  • bibbybibby pubblicata 08/05/2010
    buona opinione
  • Sei d’accordo con quest’Opinione? Hai qualche domanda? Effettua il log-in con il tuo account Ciao per poter lasciare un commento all’autore Connettersi

Offerte "Il brutto anatroccolo (Antonella Abbatiello, H. Christian Andersen)"

Prodotti simili più popolari

Informazioni sul prodotto : Il brutto anatroccolo (Antonella Abbatiello, H. Christian Andersen)

Descrizione del fabbricante del prodotto

Questa storia, scritta da H. Christian Andersen nel 1843, viene considerata una metafora delle difficoltà che spesso bambini e adolescenti sperimentano durante la loro crescita. La fiaba viene spesso raccontata per rinforzare l'autostima dei bambini e far loro accettare eventuali differenze che li dividono dal "gruppo"; o addirittura, essere fieri di tali differenze, che potrebbero in realtà rivelarsi un dono. Le ultime pagine del libro contengono il coloratissimo gioco di società "Il gioco dell'anatroccolo". Età di lettura: da 3 anni.

Caratteristiche Tecniche

EAN: 9788886178860

Tipologia del prodotto: Libro rilegato

Autore: H. Christian Andersen, Antonella Abbatiello

Traduttore: G. Jacobsen

Numero totale di pagine: 28

Tipo di illustrazioni o altri contenuti: sono presenti illustrazioni

Alice Classification: Letteratura per Ragazzi

Classico della letteratura: classico

Letture specifche per: Età: a partire dai 3 anni

Editore: Nuages

Data di pubblicazione: 2008

Origine del record: Il copyright dei dati bibliografici e catalografici e delle Immagini fornite è di Informazioni Editoriali I.E. Srl o di chi gliene ha concesso l’autorizzazione. Tutti i diritti sono riservati.

Ciao

Su Ciao da: 19/12/2009