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Il clavicembalo

Opinione

per Il clavicembalo
4 Stelle Il clavicembalo, antenato del pianoforte!
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Vantaggi conoscere meglio gli antenati di molti meravigliosi strumenti!

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L'autore

primo_hulk Dal 17 mag 2006

Tutte le religioni mandavano i loro giovani al fronte a uccidere e il Papa fece un trattato con... continua

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Qual'è lo scopo di questo manuale?
Di dare al lettore una chiara ed esauriente idea delle difficoltà che s'incontrano con questo strumento e tutte le competenze che comportano il suonare il clavicembalo.
Il volume è suddiviso in quattro parti, in una di queste viene presa in esame la struttura dei diversi strumenti da cui la 'famiglia' del clavicembalo è formata, analizza dettagliatamente le caratteristiche sonore e morfologiche dell'antenato del pianoforte!
Nel manuale si trova anche una completa guida pratica per accordare lo strumento, utile per i veri musicisti!

Il clavicembalo, antenato del pianoforte


L’arpa e la lira furono fra i primi strumenti a corda, e venivano pizzicati con le dita.
Più tardi venne il dulcimer, suonato percuotendo le corde con i martelletti. Nel Medioevo si diffusero in Europa strumenti con una tastiera per pizzicare o percuotere le corde, i più popolari dei quali erano il clavicordo e il clavicembalo.
Il clavicordo era costituito da una cassa rettangolare con un coperchio, in cui le corde venivano percosse dal di sotto da piccole lamine metalliche dette tangenti. Era melodioso, ma la sua esile voce veniva spesso soffocata dagli altri strumenti o dai cantanti.
Il clavicembalo era più grande, assomigliava abbastanza all’attuale pianoforte a coda, aveva corde lunghe che venivano pizzicate da penne o plettri e produceva un suono forte, risonante, ma senza variazioni di volume.
Verso il 1700, per la nuova musica vigorosa ed espressiva che componevano, i musicisti volevano uno strumento melodioso come il clavicordo e potente come il clavicembalo.
Il fabbricante italiano di strumenti musicali Bartolomeo Cristofori unì alla struttura basilare del clavicembalo l’azione dei martelletti del clavicordo, impiegando per percuotere le corde piccoli martelletti di legno ricoperti di pelle.
Chiamò la sua invenzione gravecembalo col piano e col forte, abbreviato in pianoforte o piano. Si trattava di uno strumento a tastiera che aveva un suono più pieno, più ricco, e si poteva suonare con maggiore o minore intensità.
Purtroppo Cristofori non visse abbastanza da vedere il successo del nuovo strumento. Poiché pochi se ne interessarono, tornò a fabbricare clavicembali.
Quasi trent’anni dopo il primo pianoforte di Cristofori, il tedesco Gott- fried Silbermann, fabbricante di organi, riprese in mano il progetto e cominciò a produrre pianoforti in proprio. Artigiani tedeschi e austriaci proseguirono gli esperimenti, cercando di costruire un modello più piccolo e più leggero, detto pianoforte rettangolare.
In Inghilterra era al lavoro un altro gruppo di costruttori di pianoforti, emigrati dalla Germania alla fine degli anni ’50 del XVIII secolo. Uno di loro, Johannes Zumpe, ideò una versione del piano rettangolare che si vendeva bene. Il francese Sébastien Érard e altri in Europa e in America apportarono ulteriori miglioramenti. John Broadwood, avveduto ebanista scozzese, capì che il pianoforte sarebbe stato l’ideale per le signorine della classe media divenuta ricca, e ben presto la sua ditta sfornava pianoforti rettangolari e a coda in quantità.
Ora il problema era progettare un pianoforte di dimensioni ridotte che conservasse l’ottimo suono del piano a coda. Quindi si costruirono pianoforti verticali, anziché orizzontali, sempre più grandi. In un modello Broadwood le corde misuravano due metri e settanta al di sopra della tastiera, ma questo creava dei problemi di statica non indifferenti, per cui era troppo pericoloso suonarlo! Un altro pianoforte verticale chiamato “piano-giraffa” era in effetti un piano a coda con la cassa situata verticalmente. Nel 1800 l’inglese John Isaac Hawkins progettò il primo pianoforte verticale che ebbe successo, collocando l’estremità inferiore delle corde quasi a livello del suolo. Questo col tempo segnò la fine del piano rettangolare.

Un manuale per amanti della musica


Sapete cos'è il clavicembalo, la spinetta e il virginale?.
Il virginale risale al XV secolo. Aveva 32 corde metalliche e la forma del clavicordo ma il suono del clavicembalo. La spinetta era una versione ridotta del clavicembalo.
Questi, specie il clavicembalo, divennero i principali strumenti con tastiera durante il XVI e XVII secolo. Il nuovo meccanismo del clavicembalo era rivoluzionario. Il libro ne fa questa descrizione: 'Le corde venivan pizzicate da becchi o cunei invece di esser percosse da tangenti come nei clavicordi. Dietro a ogni tasto si trovava un salterello, vale a dire un’asticella di legno dalla quale sporgeva una penna o un cuneo di cuoio. . . . Quando veniva abbassato il tasto andava su il salterello e costringeva la penna a pizzicare la corda, quindi, obbedendo a un meccanismo a molla, tornava giù senza pizzicare ancora la corda”.
A questo meccanismo innovativo era dovuto il suono caratteristico del clavicembalo. Una pianista descrisse così il suono del clavicembalo, ben diverso da quello del pianoforte: “Ha un suono esile, metallico, e le note non sono sostenute”.
Il clavicembalo si è trasformato molto nel corso degli anni. I più antichi avevano una sola tastiera e una sola corda per ciascun tasto. In seguito i modelli più elaborati avevano due tastiere, più corde per ogni tasto e altri congegni per cambiare il tono. Grandi compositori dell’epoca, come Johann Sebastian Bach (1685-1750) e Domenico Scarlatti (1685-1757), approfittarono del tono e delle possibilità tecniche del ''clavicembalo''' e produssero tantissima musica tuttora valida.
La fisarmonica fu inventata nel XIX secolo e diventò particolarmente popolare nel XX secolo. È una combinazione di tastiera e strumento ad aria, poiché un soffietto fa vibrare le ance collegate alla tastiera. La fisarmonica moderna ha fino a 140 bassi azionati da sette file di bottoni e una tastiera con un’estensione da due a quattro ottave.
Il '''clavicembalo''' era divenuto lo strumento a tastiera più in voga, ma aveva lo svantaggio di poter produrre in pratica musica di volume costante, poiché il meccanismo si limitava a pizzicare le corde. Si otteneva varietà con l’aggiunta di diversi gruppi di corde, ma il suonatore non poteva ancora alterare in maniera significativa il suono col modo in cui suonava la nota. D’altra parte, l’invenzione di Cristofori impiegava dei martelletti che colpivano le corde, invece di pizzicarle.
Questa innovazione permetteva al suonatore di controllare il suono di ciascuna nota con la forza con cui colpiva il tasto. Poteva accentuare certe note, e aveva a sua disposizione l’intera gamma di volume dal piano al forte.
'''Il nuovo strumento fu chiamato gravicembalo col piano e forte''', in seguito semplificato in pianoforte e infine in piano.

Sapete cos’era l’hydraulis?


Si ritiene che la più antica tastiera che si conosca appartenesse a uno strumento chiamato hydraulis, cioè organo ad acqua, la cui invenzione è attribuita a un ingegnere alessandrino, Ctesibio, nella prima metà del III secolo a.E.V. Secondo questo libro, “l’aria viene pompata . . . in un recipiente perforato (pnigeus) collocato in una cisterna d’acqua, e da questo era incanalata nel somiere, contenitore sottostante [una serie di] canne, in cui la pressione è mantenuta costante dall’acqua”.
Le canne producevano il suono mediante mantici azionati con l’aiuto di diversi grandi tasti. Dal momento che le note erano forti e sgraziate l’organo idraulico era più adatto ad esecuzioni in circhi, fiere e feste all’aperto. Raggiunse la massima popolarità all’epoca dell’impero romano e persino Nerone fu descritto come un abile suonatore.
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Leggete questo libro se volete conoscere meglio questi meravigliosi strumenti e la loro storia!

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  • er_meio 20/02/2010 22:18
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    Molto utile
  • lNFORMO 19/02/2010 22:29
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    Molto utile
  • Monfalconese 18/02/2010 23:03
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    Molto utile
  • Conoscere 16/02/2010 19:46
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    Molto utile
  • kresimir 16/02/2010 01:31
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    Molto utile
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