La forezza Bastiani e il senso della vita
08.10.2006
Vantaggi:
Libro stupendo, entusiasmante e coinvolgente
Svantaggi:
In alcune parti un pò lento
Consiglio il prodotto:
Sì
 sabato88
Su di me:
sansabato@hotmail.it
=)
Iscritto da:26.12.2005
Opinioni:86
Fiducie ricevute:102
In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 66 utenti Ciao
Dopo un bel pò di tempo che non scrivevo su Ciao, torno oggi a parlarvi di un libro molto interessante che ho letto un paio di settimane fa e il cui titolo è "Il deserto dei tartari". L'autore, Dino Buzzati, pubblicò questo che era il suo terzo romanzo nel 1940, mentre in Europa si aggirava lo spettro di una nuova sanguinosa guerra che avrebbe coinvolto anche il nostro bel Paese e lo stesso Buzzanti si imbarcò quell'anno come corrispondente di guerra per il Corriere della Sera L'inizio del libro è alquanto lento, ma pagina dopo pagina cresce la curiosità per le sorti del protagonista del romanzo, il giovane ufficiale Giovanni Drogo, che si ritroverà assorbito in una realtà lontanissima da quella desiderata, ma che come nelle sabbie mobili lo trascinerà sempre più verso l'interno impedendogli di uscire (perdonatemi la banale similitudine).Il giovane tenente Drogo, dopo aver concluso l'addestramento viene trasferito nell' isolata fortezza Bastiani, una sorta di remoto avamposto dimenticato da tutti e del tutto inutile, dove la vita scorre sempre uguale e i giorni si rincorrono indistinguibili. Drogo appena giunto vede infrangersi il suo sogno di gloria, comprendendo che in quel posto remoto non sarebbe mai riuscito ad ottenere la tanto desiderata fama, così decide di abbandonare subito la fortezza, ma viene dissuaso dal generale Matti che però gli promette di lasciarlo partire entro pochi mesi. Ed è da questo momento che la fortezza si trasforma nella prigione senza sbarre del povero Drogo che dopo i quattro mesi pattuiti decide di rimanere spinto da un istinto eroico e da speranze di gloria. Trascorrono così gli anni, fra abitudine e speranza, ma l'eroico ufficiale continua a fissare la landa desolata, con la sua vita scandita da ferree regole militari nella fortezza che fa da ultimo avamposto prima di un deserto verso il quale nessuno si avventura e dal quale un tempo pare siano venuti i Tartari. Inutilmente la vita scorre inesorabile nella speranza che giunga il giorno che muterà la sua vita per sempre. Uno dei peronaggi più interessanti raccontato da Buzzati è Angustina, protagonista di una morte assurda, dovuta al suo aristocratico stile di vita che però sarà addirittura invidiata dagli altri.Dopo alcuni anni Drogo, spinto dal capitano Ortiz, ottiene una licenza di due mesi per tornare in città. Ma ormai la sua casa è la forteza Bastiani e tutto il resto non gli riguarda più, è estraneo e ostile, compreso il suo amore giovanile. Così torna alla fortezza, dove la maggior parte degli uomini si era ormai trasferita, ma in lui si riaccende una fiamma di speranza quando il tenente Simeoni gli mostra, all'orizzonte, una luce, sostenendo la minaccia di un attacco dei Tartari. Ma nessuno crede a questa loro tesi, credendo si tratti delle solite vane speranze, che poi però risulteranno vere. Così si arriva alla fine del libro, davvero molto drammatica, infatti Drogo che aveva sacrificato tutta la sua vita in attesa di poter dimostrare il suo valore militare sul campo di battaglia, magari morendo anche in modo valoroso, è costretto a rinunciare a questo tanto atteso momento, a causa di una malattia che lo costringe ad allontanarsi dalla fortezza proprio quando stava per scatenarsi la guerra. Drogo solo, triste ed ammalato combatte la sua epica battaglia in una piccola locanda sulla strada che lo vedrà valoroso sconfitto non dai nemici in guerra ma dalla morte in persona che affronterà con coraggio. Intorno alla figura di Drogo, all'interno della fortezza ruotano altri personaggi che rivestono un ruolo molto importante per comprendere le dinamiche militari e la realtà quotidiana all'interno della fortezza, quali: Angustina, che come già detto sacrifica la sua vita per l'onore militare; il soldato Lazzari, ucciso da un suo compagno per un'assurda interpretazione del regolamento; il sergente Tronk, romantica incarnazione della fede assoluta nel regolamento; il colonnello Filimore, che per primo aveva creduto ad una invasione da parte dei Tartari che portasse onore e gloria e infine l'ufficiale Ortiz, unico vero amico di Drogo che vive le stesse vicende di Drogo senza però il riscatto di una morte dignitosa. Buzzanti elabora il romanzo con un linguaggio semplice, vicino all'uso quotidiano, ma allo stesso tempo ricco di termini specialistici, per lo più tratti dal gergo militare e figure poetiche. Le vicende che avvengono in un luogo non precisato, vengono narrate in terza persona tramite un punto di vista di un narratore esterno alla vicenda e onnisciente. In un'intervista, Buzzati afferma che lo spunto per il romanzo, era nato "dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l'idea che quel tran-tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. È un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell'esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva". Questo per rispondere ad alcune critiche che gli erano state mosse a causa del carattere militare della sua opera che alcuni critici avevano interpretato come una celebrazione della guerra e della vita militare. In realtà per Buzzanti la fortezza e le vicende di Drogo non sono altro che una metafora della vita, infatti tutti noi viviamo alla continua ricerca di un evento che dia un senso alla nostra vita e spesso ci rifuggiamo nell'omologazione o nell'isolamento per evitare di essere giudicati.Consiglio questo stupendo libro a tutti coloro che amano le letture di riflessione, che fanno riflettere ed emozionare in un viaggio introspettivo attraverso le avventure del protagonista. In particolare la conclusione del libro con le amare riflessioni di un uomo in procinto di morte che riflette sull'occasione persa per la quale aveva sacrificato tutta la sua vita è davvero molto emozionante. Da questo stupendo libro è stato tratto anche un film del 1976 di Valerio Zurlini, con Vittorio Gassman, Helmut Griem, Francisco Rabal, Jean-Louis Trintignant, Giuliano Gemma, Max Von Sidow, Fernando Rey, Philippe Noiret, Jacques Perrin. Purtroppo questo film è introvabile dalle mie parti! =(<< Il tempo intanto correva, il suo battito silenzioso scandisce sempre più precipitoso la vita, non ci si può fermare neanche un attimo, neppure per un'occhiata indietro. "Ferma, ferma!" si vorrebbe gridare, ma si capisce ch'è inutile. Tutto quanto fugge via, gli uomini, le stagioni, le nubi; e non serve aggrapparsi alle pietre, resistere in cima a qualche scoglio, le dita stanche si aprono, le braccia si afflosciano inerti, si è trascinati ancora nel fiume, che pare lento ma non si ferma mai. >> **************************************** Titolo Il deserto dei tartari Autore Buzzati Dino Prezzo EURO 7,80 Dati 18 ed. (cur. Garancini Costanzo A.) Anno 2001 Editore Mondadori Collana Oscar classici moderniAlla prossima, Ciao! =D
Fotografie per Il deserto dei tartari (Dino Buzzati)
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05.08.2007 23:06
grande recensione, grazie
19.03.2007 22:19
Ottima opinione
27.01.2007 20:53
bella opinione!