Home > Libri > Narrativa > Narrativa Straniera > Il diavolo veste Prada (Lauren Weisberger) > Opinione

Opinione

per Il diavolo veste Prada (Lauren Weisberger)
Leggi l'opinione successiva "AMERETE IL VOSTRO CAPO!"
5 Stelle Un patto col diavolo... Opinioni con immagini
53 su 53 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi molto piacevole, scorrevole

Svantaggi poco approfondito in certi punti

Dettagli

Contenuti
Reperibilità edicola
Layout: buono
Qualità Materiale buona
Prezzo 5.90 € versione pocket

L'autore

geekette1977

Opinione più recente dell'autore

Era il 4 maggio quando, a seguito dell'ennesima arrabbiatura in ufficio, ho mollato tutto e sono uscita a fare un po' di sano shopping.

E quando ho visto in libreria "Il diavolo veste Prada" in versione economica l'ho comprato. Non conoscevo la trama. Semplicemente era da molto che lo volevo comprare ma avevo sempre aspettato per via del prezzo - data la quantità di libri che leggo a 18/20 € alla volta a fine mese tutti i miei risparmi andrebbero alle librerie ;)
Caso fortuito? Segno del destino? Mah… ma procediamo con ordine.

"Il diavolo veste Prada" è il primo romanzo di Lauren Weisberger, la quale, dopo la laurea, ha lavorato come assistente personale di Anna Wintour, direttrice di Vogue America nonché guru della moda mondiale.

E questo libro ha tutta l'aria di essere la cronistoria del primo lavoro dell'autrice.

Andrea Sachs, ventitreenne laureata, provincialotta un po' scialba, si trasferisce a New York con un sogno nel cassetto: diventare scrittrice, magari giornalista per il New Yorker.
Dorme sul divano di Lilly, sua amica fin dalle scuole medie, figlia di genitori Hippy che l'anno abbandonata con la nonna per esplorare il mondo. Ha un fidanzato, Alex, che vive a Manhattan, e fa l'insegnante in una scuola per ragazzini disadattati.
All'inizio della storia, Andrea è sciatta, svogliata, passa la maggior parte della settimana sul divano di Lily e il fine settimana a casa di Alex. Mentre Lily ed Alex sono alle prese con i loro "progetti": la prima conseguire un master in letteratura russa, il secondo creare un mondo migliore per i ragazzini disadattati.

Un giorno però accade qualcosa che cambia la vita di Andrea: le arriva una telefonata che la invita a presentarsi alla Elias-Clark, società che ospita la redazione di "Runaway". Una famosa, se non addirittura, LA famosa rivista di moda. Il motivo per cui è stata convocata alla Elias-Clark è una selezione per l'assistente junior di Mrs. Miranda Priestly, direttrice di Runaway. Dopo un primo colloquio, Andrea viene passata in rassegna dalla ex- assistente junior ora promossa assistente senior, e dalla ex-assistente senior promossa capo redattrice moda. Andrea, assolutamente "ignorante" in materia di moda e soprattutto ignara della fama di Miranda Priestly, è combattuta fra accettare questo lavoro o rifiutarlo.
Il mondo della moda le sembra troppo sciocco e frivolo per lei che vuole fare la scrittrice, ma una frase pronunciata da una delle assistenti di Miranda Priestly le riecheggia nel cervello: "Miranda Priestly ricompensa sempre le assistenti che hanno lavorato bene per lei".
Ed è questa frase che la spinge ad accettare questo lavoro di assistente junior, affittare una stanza in una casa con due ragazze e tagliare definitivamente il cordone ombelicale che simboleggiava la dipendenza dai suoi genitori.
Andrea considerava l'anno che aveva davanti come la "giusta" gavetta per realizzare il suo sogno. Quello che inizialmente era un "pensiero" per giustificare il suo lavoro presso una rivista di moda come il trampolino di lancio verso il mondo del giornalismo, nel corso dei mesi sarebbe diventato il deterrente per giustificare "tutto quanto".
Alla Elias-Clark tutte le ragazze sono alte, magre (quasi anoressiche oserei dire), vestite, truccate, pettinate ed accessoriate sempre all'ultima moda. I ragazzi sono abbronzati, depilati, ben curati e gay - nessuna discriminazione, è una semplice fotografia della moda in generale: ragazze anoressiche e addetti alla moda uomini omosessuali.
Andrea si distingue dalle altre per essere più "in carne" - porta una 42 anziché una 38 - indossa abiti non alla moda e scarpe basse e consunte.
Durante i primi due mesi di lavoro Miranda non è in ufficio: Emily, l'assistente senior di Miranda ne approfitta per spiegare ad Andrea tutti i minimi dettagli delle manie e delle richieste di Miranda. Miranda è una donna straordinaria - Runaway è frutto delle sue fatiche e ogni singola parola pubblicata è stata da lei approvata - ma assolutamente dispotica, nervosa, arrogante, pretenziosa, egocentrica, egoista e non curante degli altri. Non ammette scuse e ritardi e non ha nessun sentimento empatico verso chi sta cercando in tutti i modi di soddisfare ogni sua più stupida richiesta, non importa a quale ora del giorno o della notte. È irrispettosa verso gli altri e tutto le è dovuto. Non conosce le parole per favore e grazie. Né conosce lodi e complimenti per i lavori ben fatti. Confonde - a mio avviso appositamente - i nomi di Emily ed Andrea ed ogni occasione è buona per mortificarle.
I ritmi serrati di lavoro e le continue e pressanti richieste di Miranda non possono che portare tutti quanti a livelli di stress ineguagliabili, oltre a fare saltare loro il pranzo rendendoli così manichini camminanti.
L'Andrea campagnola e provincialotta, per istinto di sopravvivenza, deve accettare di cambiare stile di vita: dedicare ogni istante al lavoro, trasformare il suo look scialbo in un look all'ultima moda e ovviamente - per forza di cose - sacrificare la sua vita privata. Al contrario al lavoro e tutti quelli legati al suo lavoro l'adorano e si fanno in quattro per aiutarla.

Come si può resistere ad una vita così infernale? Come è possibile che una persona si senta autorizzata a potere trattare così male altri esseri umani? Come è concepibile? E come è concepibile che le persone che erano/sono più legate ad Andrea non riescano a capirla e si ostinino a rinfacciarle che quel lavoro se l'è scelto lei? Che volendo potrebbe scegliere diversamente?

E qui riporto una frase di un discorso di Radiofreccia: "Credo che non è giusto giudicare la vite degli altri perché non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri." Solo se le vivi di persona puoi capirle certe esperienze…

Ma Andrea cosa deciderà di fare? Come si svilupperà al sua storia? Lascio a voi scoprirlo, a me non sarebbe piaciuto scoprire il finale da altri…

Sono 400 pagine (nella versione economica) che scorrono velocemente. Lo stile è coinvolgente, molto diretto e naturale. Talmente coinvolgente da immedesimarsi a pieno nel personaggio. Io ho sofferto con Andrea, l'ho capita, mai biasimata e mi sono soprattutto rincuorata: i miei problemi al lavoro sono di granlunga minori rispetto ai suoi… ma ognuno sa di casa sua, come si dice da noi.

Un buon romanzo d'esordio, al quale forse sono stati tolti frammenti essenziali per legare eventi fra loro "scollegati". Alcuni episodi come iniziano finiscono e così facendo tanto valeva ometterli, no?!?
È un racconto più o meno oggettivo sullo spietato, pomposo e falso mondo della moda. Forse da oggi il desiderio di diventare l'assistente personale di Giorgio Armani non rientrerà più fra i primi posti sulla lista dei lavori che vorrei fare… ;)
Non posso comunque che dare un giudizio positivo a questo romanzo, con la speranza che Lauren Weisberger ne scriva altri altrettanto piacevoli.

Immagini

per Il diavolo veste Prada (Lauren Weisberger)
l'autrice
di geekette1977 geekette1977

Valuta questa opinione

Quanto ti è stata utile questa opinione? Consigli sulle valutazioni

Questa è la prima opinione dell'utente

Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

  • Aiuta questo utente offrendogli consigli

  • Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.

Attiva i pulsanti per le valutazioni negative

Aggiungi il tuo commento

 Invia un commento  Invia un commento

Per poter inserire un commento è necessario attivare Javascript

Commenti

Avete domande riguardo Il diavolo veste Prada (Lauren Weisberger)? Domanda
Pagina 1 di 12 | 1 - 5 di 57 commenti
  • giovi1975 20/05/2006 07:02

    devo ripassare per darti la giusta valutazione....

  • acerorosso 17/05/2006 12:36
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    anche a me è piaciuto molto

  • Sombrero 10/01/2006 15:00
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • biblioteca 06/09/2005 16:02
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • lorenza2002 06/09/2005 14:55
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Mi ero persa la tua opi su questo fantastico libro... Per fortuna ora ho rimediato! ;-) Ottima recensione... come sempre. Io lo sto leggendo in questi giorni: mi piace un sacco!

Pagina 1 di 12 | 1 - 5 di 57 commenti

Altre opinioni

per Il diavolo veste Prada (Lauren Weisberger)

Offerte simili

per Il diavolo veste Prada (Lauren Weisberger)