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Opinione

per Il dito e la luna - Angelo Branduardi
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Raccomandato: Si

Vantaggi Musiche e voce di Branduardi, filosofia nei testi di Faletti

Svantaggi Testi di Faletti che mutano l'arte di Branduardi

Dettagli

Qualità dei testi buona
Qualità della musica buona
Voce artista ottima

L'autore

Arcadia88

Opinione più recente dell'autore

L' album risale al 1998,a circa ventiquattro anni dall' inizio della carriera di Branduardi: le musiche sono tutte composte da lui, ma i testi sono di Faletti, attore di "Drive in" che, appassionatosi alla musica,comparve anche a Sanremo (mi sembra nel '94) .E pare che questa sua passione per la scrittura(ha scritto il libro "Io uccido")i testi musicali e le canzoni abbia prevalso definitivamente su quella per le battute comiche. Ci sono ben 14 testi che ha scritto per Branduardi: due che compaiono nell' album live "Cammindo Camminando" dal titolo "L' apprendista stregone" e "Piccola canzone dei contrari", e gli altri dodici invece che compongono interamente "Il dito e la luna".Senza dubbio Branduardi nel cantare primeggia, ma in quest' opera, sarà per i testi che non sono nè suoi nè della moglie Luisa Zappa (eccellente paroliera in quasi tutto il resto degli album),sarà per i pochissimi strumenti che usa (molto meno delle altre volte) perde un poco la sua lucentezza nel comporre la musica. I testi di Faletti ne "Il dito e la luna" poi, a differenza di quelli che sono in tutte le altre opere di Branduardi,non mostrano quella vena poetica forte, fantasiosa, colta, ricca di atmosfera e senza tempo (v.opinione "Altro e altrove")...sono solo rime di un attore consumato e un po' filosofo, originali ma non eccezionali,in parte compensate e arricchite di significato dalla musica che "il menestrello" compone per esse. Passando all' elenco delle canzoni:

1- IL GIOCATORE DI BILIARDO: con essa si apre l' album, ed è probabilmente tra le più orecchiabili. Il contenuto non è molto alto, è semplicemente l' ansia di un giocatore che si concentra per colpire le biglie sperando in una vittoria quasi impossibile "...non c'è da stenderci giù la mano, cercando di capire qual è il punto dove colpire..." ma ormai il gioco è una mania tale che il rotolare delle biglie cattura l' anima del tiratore: "...ed il gioco si porta via rotolanodo la vita mia..." Molto veloce e orecchiabile nel ritmo,Branduardi molto abile,ripetitiva nei ritornelli. voto 7.

2- LA COMICA FINALE: è un testo da ex attore comico D.O.C. più nostalgico che umoristico, ma che secondo me è troppo in basso per Branduardi. E' una specie di dedica a Stanlio e Ollio, perfettamente divisa tra l' uno e l' altro, simmetrica in un certo senso "...Sono un buffone lo sai perchè, non c'è nessuno magro come me...se il mio nome non sai qual è, sono Stan laurel e a volte ho pianto dal ridere..."le parole per Oliver Hardy sono identiche con la sola sostituzione del nome e di "Grasso" a "magro". C'è pure una certa descrizione fisica dei personaggi simmetricamente contrapposta "Ha capelli lunghi ed ispidi che non smettono di crescere mai...(stan laurel)" e "...l' altro ha baffi corti ed ispidi che non smettono di crescere mai...(oliver hardy). Moderata nel ritmo,ripetitività simmetrica. voto 7=.

3- IL DITO E LA LUNA: è quella che da il titolo all' album. Ci mostra perfettamente il Faletti da "attore consumato e un po' filosofo":la canzone descrive la suggestività di una sera a teatro, sul cui palco (che si può intendere come palco della vita) si ritrovano a recitare vecchi attori e vecchie attrici, senza più nostalgie, nè preoccupazioni, solo pensieri per la vita che è una sola e sta per tramontare. "...sia per noi vecchi attori che per voi vecchie attrici i ricordi si fan cicatrici"... e tra gli spettatori è uno sciocco che, anzichè fissare la luna(quel che è davvero importante) fissa il dito dell' artista che la indica, che sta a rappresentare la superficialità. L' immagine di questo "sciocco" si trova in realtà in una frase del Buddha. Canzone suggestiva e più densa di significati rispetto alle altre. Musica che a modo suo ricorda un ritmo orientale, voto 7.

4- L'ULTIMO GIORNO DEL CIRCO: Anche qui filosofia Falettiana: il circo che va via (come le cose belle della vita, allusione al CARPE DIEM) e lascia lo spazio vuoto sul piazzale. Ma solo l' orchestra, che non ha posto per partire, rimane a suonare e a divertire (come simbolo della speranza). Musica buona, con l' aggiunta di una chitarra elettrica a intervalli che però secondo me non sta nè in cielo e nè in terra. voto 7.

5- PER OGNI MATEMATICO: E' appunto il soliloquio di un matematico che smette di dedicarsi alla sua scienza perchè ha trovato l'amore: "...c'è un sogno pitagorico che a me non è servito, adesso che nel 3+3 so cosa 6 per me..." è una canzonetta più che una canzone, con una musica che anche se composta da Branduardi si discosta tragicamente dai suoi canoni: più che una ballata senza tempo pare un lento anni cinquanta del tipo "danza sulla mattonella". Non nego però una certa eleganza. Voto 7.

6- LAMENTO DI UN UOMO DI NEVE: Solioloquio di un uomo di neve innamorato che si lamenta perchè, essendo fatto di ghiaccio, il suo sciogliersi gli impedirà di vedere l' oggetto dei suoi sentimenti. "....non ci sarò quando verrai a cercarmi nel sole, che la tua vita non è la mia, io sarò già andato via..." Un testo suggestivo, ma stavolta è Branduardi che avrebbe potuto usare più strumenti e suoni più consoni alla sua arte: voto 7=.

7-L' USO DELL' AMORE: Al 100% è la peggiore dell' album. Il testo di Faletti è una vera e propria filastrocca, e Branduardi brilla nella voce, ma declina un po' per la musica che non è da lui...carenza di ispirazione? Ripetitiva e piena di anafore, quasi scontata e banale nel testo "...L' Africa ce l' ha, l' Asia ce l' ha, l' America ce l' ha, l' Antartide ce l' ha seppure non l' aveva già e Atlantide ce l' ha...tutto il mondo ha l' uso dell' Amore!" Voto 6=.

8- PAROLA AI MIMI: una buona risalita si ha in questa canzone: ancora il Faletti "filosofo" che attraverso il soliloqui di un mimo stavolta vuole dirci che il silenzio è più eloquente delle parole "...e vestito di bianco, vestito di nero darò ad ogni pensiero l' importanza che ha..." - "-...il suono di un gesto come un tuono sarà..."- La voce di Branduardi non delude mai, la musica è ben composta e anche con pochissimi strumenti riesce a dare profondità al tutto. Voto:7.

9- LA REGOLA DEL FILO A PIOMBO: E' un po' una lezione di Fisica: ..."scende verso il basso tutto quel che sale...e rimane appeso qualche istante su ma poi ritorna giù..." e finisce con una metafora ..."così sia per me, se ti attiro io, dolce peso dolce amor mio". Il ritmo è azzeccatamente lento ed è anche azzeccata la scelta del flauto che fa pensare ad una musica dell' India, conferendo ad essa un tocco orientale molto lento.Voto: 7.

10- VITA QUOTIDIANA DI UNO SPETTRO: La migliore dell' album in assoluto! Branduardi nella musica riprende la sua vivacità che a modo suo ricorda la sua canzone"A l' entrada de temps clar" (dall' Album "Futuro Antico I" capolavoro assoluto a cui "Altro e Altrove" è pari). Anche se il numero di strumenti è un poco esiguo e la batteria è terribilmente evidente. Faletti è stato molto fanasioso con il testo: uno spettro dispettoso che vive in un castello abbandonato e si diverte coi visitatori che ignorano la sua presenza, facendo anche l' occhiolino al menefreghismo visto come "una scelta di libertà in un tempo di perfezionismo". voto: 7 1/2.

11- LA LEGGENDA DEL COLLEZIONISTA: Un faletti più macabro del soito parla in questo testo di un maniaco che colleziona morti. "...per due uomini sani ti darò un uomo ferito anche se nel frattempo sarà morto oppure guarito..."Branduardi con l' intonazione di voce e la musica rende bene l' atmosfera. Voto: 7

12- CONFESSO CHE HO VISSUTO: L' ultima Falettata riassunta in pochissime parole: "Se un giorno dovessi morire, confesso che ho vissuto." Pessimistica e lenta, poco adatta all' arte Branduardi. La musica è solo un insieme di archi che da l' idea di evanescenza. Voto: 6 1/2.

Come ho già detto, è l' album in cui Branduardi perde un po' di lucentezza. Meglio i lavori suoi e basta: ci sono più emozioni...c'è più densità...Meglio i testi scritti da Luisa Zappa: ora gioiosissimi (a l' entrada de temps clar) ora commoventi come "La ragazza e l' eremita" che mi ha portata fino alle lacrime (dalla sua ultima raccolta the Platinum Collection). Il dito e la luna è nei suoi testi un album nella media, perfino un po'cinico, inadatto per chi vuol trarre forti emozioni dalla musica o vuole, attraverso essa, creare un' atmosfera "fantastica".

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Commenti

Avete domande riguardo Il dito e la luna - Angelo Branduardi? Domanda
Pagina 1 di 3 | 1 - 5 di 15 commenti
  • promos 25/03/2005 15:11
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    .......quelli antecedenti il matrimonio... non solo in senso artistico, intendo.... ma perchè è saltato sto coso? ciao:))

  • promos 25/03/2005 15:11
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Luisa Zappa ottimo paroliere? mmmmmmmhhh ho sempre pensato che i lavori migliori fossero q

  • Vittanto-TheRising 15/02/2005 14:03
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    A me questo disco non è piaciuto, troppo diseguale sia nella musica che nei testi ( troppe ... Falettiate ? eheheheh a proposito ora i libri scritti sono due: dopo Io Uccido , Niente di vero tranne gli occhi ) meglio molto meglio i suoi precedenti lavori. Ciao V.

  • mystique 04/02/2005 17:08
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • davide.priolo 02/02/2005 10:50
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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