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Il fantasma di Canterville (Oscar Wilde)

Valutazione complessiva (13): Valutazione complessiva Il fantasma di Canterville (Oscar Wilde)

 

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"Lei crede ai fantasmi?No, ma ne ho paura"

5  13.01.2005 (15.01.2005)

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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 38 utenti Ciao

La frase del titolo è di Roger Caillois e rappresenta un bel paradosso.

Avete voglia di farvi un sacco di risate?
Avete una sana e consapevole voglia di entrare in una storia di fantasmi?
Una di quelle storie che pofumano di castelli inglesi e di aperture delle porte con tanto di cigolìo?

Se la risposta è affermativa ad etrambe le domande allora questo racconto fa per voi....

Le vicende con protagonisti fantasmi fanno parte delle cosiddette ghost stories, dove essi ci appaiono simpatici, ridicoli e curiosi, e anche quando narrano delitti cruenti sono avvolti di una patina che ci ricorda le frittelle di riso con le uvette più che thriller terrificanti.
D'altra parte la letteratura fantastica nasce in Europa verso la fine del Settecento quando le conquiste della tecnica sono all'ordine del giorno grazie alla rivoluzione industriale.
Il progresso configura un mondo che pare simile ad una macchina e in cui non vi è posto per tutto ciò che attiene al soprannaturale.
Ma in questo meccanismo che pare così ben oliato avanzano aspetti che sembrano fra loro discordanti.
Da una parte l'uomo conserva l'attrazione per ciò che pare inspiegabile, irrazionale e che potrebbe scombinare i piani posti in essere dall'approccio scientifico.
Dall'altra ritiene che la preponderanza della macchina possa favorire la spersonalizzazione e che finisca col fagogitare ogni ambito.
Questi due elementi costituiscono il collante su cui matura la letteratura fantastica che trova indigesto un sovraccarico di razionalismo e agita qua e là folate di vento per scompigliare le certezze indomite della ragione.


Ma veniamo a noi...
Questo brano è davvero esilarante.
Il Signor Otis e famiglia acquistano il castello di Canterville nonostante siano stati avvertiti che il luogo è abitato dagli spiriti.
Il Signor Otis è un ministro degli Stati Uniti che non si fa spaventare dalle chiacchiere sui fantasmi.
Infatti dice a Lord Canterville di essere disposto a comprare sia i mobili che il fantasma.
Il fatto di abitare negli Stati Uniti dove con il denaro si può comprare tutto consente questo approccio spavaldo e spaccone.
Segue un'ironica descrizione dei membri della famiglia.
La figlia viene presentata come abile amazzone poi si verrà a sapere che ha fatto una volta due giri nel parco in groppa al suo pony, abile amazzone?
All'interno del castello, sul pavimento, vi è una macchia rossa, esattamente accanto al caminetto.
Ma niente paura il figlio del ministro estrae l'impareggiabile super-smacchiatore e detergente Pinkerton che in un baleno la pulisce.
Infatti la macchia sparisce.
Ma suspense!!
Al mattino quando scendono per la colazione la macchia è ancora lì.
A questo punto solo il fantasma può essere responsabile della macchia fantasma, nel senso che va e viene.
Si ricorre nuovamente al super detergente e la macchia se ne va per riapparire al mattino dopo.
Qualche dubbio, anzi più di uno, comincia ad insinuarsi nelle certezze dei nostri protagonisti.
Ma non si lasciano adombrare e se ne vanno a passeggiare, al ritorno, mentre si trovano a tavola, non parlano di fantasmi ma di argomenti tipici in voga tra la classe sociale "colta" americana.
Argomenti colti? discorrono sulle difficoltà di "trovare la focaccia di grano saraceno e farina di granturco o del vantaggio del bagaglio appresso nei viaggi in ferrovia", insomma argomenti molto futili.
E' notte fonda, si ode un rumore di catene.
Il Signor Otis si affaccia al corridoio e vede il fantasma.
Ma anziché averne paura lo rimprovera di cigolare troppo con le catene e gli consiglia di oliarle.
In sostanza gli incontri con il fantasma renderanno impossibile la vita...al fantasma stesso.


Un racconto davvero arguto in cui Wilde ci mostra come si vive in certi ambienti, si ride con tenerezza del fantasma e, scuotendo la testa, della famiglia americana, come accade di fronte a tutti coloro che credono in primis nelle loro granitiche certezze e sono costretti in ruoli precostituiti.

Si ride del perbenismo e della vacuità di certa vita.


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Commenti su questa Opinione
123paolocesare

123paolocesare

06.07.2011 14:53

da leggere

MoonAndSea

MoonAndSea

27.01.2005 14:11

=) bel libro davvero...l'ho letto un pò di anni fa in lingua inglese e ho avuto modo di vedere anche la sua rappresentazione a teatro :) favoloso...

GekoLoco

GekoLoco

24.01.2005 06:43

ero curioso di leggere qualcosa scritto il giorno del mio compleanno.. e quindi thanx del regalo! Gà.

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