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Opinione

per Il giardino dei Finzi Contini (Giorgio Bassani)
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4 Stelle Una "piccola" relazione su questo libro...
7 su 7 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
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Qualità Materiale mediocre
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L'autore

baby_2000 Dal 7 giu 2004

NON MI AVRETE MAI COME VOLETE VOI continua

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I personaggi di questo romanzo sono:
Micol Finzi-Contini, di cui Bassani si innamora. È il personaggio attorno al quale gira tutta la storia. Viva, intelligente, sensibile e simpatica, Micol aveva un carattere dolce ma deciso.
Alberto Finzi-Contini, il fratello della ragazza, era un giovane aperto, abile e benevolo verso le nuove idee, eppure esclusivo nelle amicizie. Sembra che solo il narratore si accorga del suo strano aspetto degli ultimi tempi e lo descrive con il viso grigio, le spalle magrissime sperdute dentro un pullover diventato ormai troppo grande.
Giampiero Melnate, l'amico di Alberto, detto "il Giampi" era un chimico che lavorava in un'industria ferrarese di gomma sintetica, ma proveniva da Milano. Durante i pomeriggi passati nella stanza di Alberto, il Giampi e Bassani avevano delle grandi discussioni di tipo politico: Melnate era infatti contro il regime instaurato da Mussolini e più propenso alle idee di Stalin. Verso la fine dei romanzo, durante i loro incontri serali, i loro rapporti mutano, diventando buoni amici, e discutono soltanto di letteratura.

Il periodo di tempo in cui si svolge la storia è ben delimitato nel periodo del regime fascista, poco dopo l'approvazione delle leggi razziali. Tutta la storia è ambientata nella casa dei Finzi-Contini, la magna domus, situata in corso Ercole 1 D'Este. La casa era ricca di lussuosi tendaggi e quadri costosi, il giardino di 10 ettari in cui erano piantate palme e alberi tropicali, curati da Perotti, il fedele guardiano di casa Finzi-Contini, facevano da sfondo alle lunghe passeggiate di Micol e Bassani. Oggi, purtroppo, il narratore afferma che non esiste più nulla poiché gli alberi di grosso fusto sono stati tagliati e la casa danneggiata dai bombardamenti durante la guerra. Nel giardino vi è anche il campo di tennis, sul quale "ancora oggi i paesani non riuscivano a sorridere". Infatti secondo Bassani i cittadini lo trovavano solo un modo per sperperare la loro immensa ricchezza e per "sbatterla in faccia al mondo".

Il libro inizia con un prologo. Bassani ricorda la famiglia dei Finzi-Contini e la grande statua mortuaria, un monumento molto particolare in marmi di vari generi costruito dal fondatore della famiglia e con il tempo abbandonato, che si trova nel cimitero ebraico di Ferrara durante una gita alle tombe Etrusche.
Dopo aver parlato delle origini della famiglia, il narratore presenta i due fratelli, Alberto e Micol, descrivendo la loro casa i loro primi incontri in sinagoga, poiché entrambe le famiglie facevano parte della comunità ebraica e il professor Ermanno e la signora Olga, i genitori dei due ragazzi. Il primo vero incontro con Micol il narratore lo ha solo in settembre: il ragazzo era stato rimandato in matematica e, per paura di tornare a casa, vaga in bicicletta lungo le mura cittadine, fino a raggiungere la fine di corso Ercole 1 d'Este. Fermatosi all'ombra di un albero si siede e comincia a pensare, ma le sue riflessioni vengono disturbate da una voce, quella di Micol. Si mettono a chiacchierare e il loro dialogo culmina con l'invito della ragazzina ad entrare nel giardino attraverso le tacche fatte da lei stessa e il chiodo piantato nel muro. Lui stava per rifiutare, soffrendo di vertigini, ma evita questo momento imbarazzante poiché qualcuno incita la ragazza a tornare a casa.
Quasi dieci anni dopo, nell'estate del 1938, in cui il narratore non aveva più incontrato i due ragazzi, Bassani riceve una telefonata da Alberto Finzi-Contini che, essendo espulso ieri dal circolo di tennis "Eleonora D'Este" per motivi razziali, lo invita a giocare nel loro campo privato. Lì ogni pomeriggio incontra altri ragazzi ebrei, espulsi anche loro. Iniziano anche le lunghe passeggiate di Micol con il narratore per il meraviglioso giardino, che creano una grande amicizia ed affinità tra i due giovani. Ma, con l'avvicinarsi dell'inverno, le visite alla magna domus, chiamata così la casa dei Finzi-Contini, si diradano sempre di più mentre le telefonate tra i due si fanno più frequenti. La stagione invernale segna un lento ma inesorabile distacco, che culmina con la partenza di Micol per Venezia dove si reca per finire la sua tesi universitaria. Per mantenere i contatti con la famiglia, Giorgio Bassani passa numerosi pomeriggi invernali nella camera di Alberto con lui ed un suo amico, Giampiero Malnate, già conosciuto d'estate al campo di tennis. Lì cominciano le interminabili discussioni fra Malnate, chiamato anche il Giampi, e Bassani di tipo politico.
Il professor Ermanno, quando Bassani racconta un giorno a tavola la sua espulsione dalla Biblioteca Comunale a causa delle leggi razziali, invita il ragazzo a servirsi liberamente della biblioteca di casa, in modo da poter concludere la tesi di laurea. Durante la malinconica cena Pasquale in famiglia, meno ricca e allegra degli anni precedenti, arriva l'inattesa telefonato di Alberto che lo invita e recarsi alla magna domus per una sorpresa, il ritorno di Micol; lì regna un clima totalmente differente, un'atmosfera di festa. Il narratore cerca di parlare alla ragazza per esporle i suoi sentimenti, maturati durante la lontananza ma, il clima di festa della casa e la paura, glielo impediscono. Nonostante il narratore passa gran parte delle sue giornate nella casa dei Finzi-Contini, non ha mai l'occasione di incontrare Micol, fino al giorno in cui viene chiamato nella sua stanza, poiché la ragazza è malata. Bassani però fraintende un gesto della ragazza e cerca di baciarla contro la sua volontà. Questo segna la fine della loro amicizia. Bassani parte e si reca in Francia per far visita a suo fratello. Non appena ritorna a Ferrara, il suo corteggiamento silenzioso, durante i pomeriggi trascorsi al campo di tennis, spinge Micol a chiedergli di diradare le visite. L'unico contatto, anche se indiretto, con la famiglia lo ha frequentando "il Malnate", con cui vaga di notte, non parlando più di politica, ma di letteratura e di poesia. Una notte, rientrato molto tardi, come ormai d'abitudine, si affaccia alla camera di suo padre, ancora sveglio, e per la prima volta i due si parlano apertamente del rapporto con Micol. Il padre esprime il suo parere negativo ad un tale legame e seguendo questo suggerimento, Bassani rinuncia a Micol.
Con il capitolo finale l'autore descrive l'ultima volta che vede "il Malnate", osservandolo di nascosto nel suo solitario vagabondare per la città, fino a trovarsi nei pressi della magna domus. Qui fa ciò che non aveva avuto il coraggio di fare anni prima: scavalca il muretto servendosi delle tacche, fino a raggiungere la parte non visibile del giardino e qui immagina incontri segreti fra Micol e "il Malnate".
Il romanzo si avvia verso la sua conclusione: il professor Ermanno, la moglie Olga, la vecchio madre di lei, Regina, Alberto e Micol vanno incontro alla loro fine. Alberto morirà per primo a causa di una malattia che lo affliggeva già da tempo.
Nel 1942 i Finzi-Contini saranno condotti in Germania e rinchiusi nei campi di sterminio nazisti.

La famiglia dei Finzi-Contini viene descritta riservata e piena di sé. Infatti, dai discorsi che il padre fece a Bassani, trapela che i Finzi-Contini sono uno famiglia ebrea di primissimo rango, quasi dei principi borghesi che mantengono la loro aria di superiorità a contatto con i cittadini. Ad esempio, quando fu restaurata la piccola sinagoga di rito da parte del professor Ermanno, gli altri israeliti non la videro di buon occhio. La spiegazione fu vaga, qualcosa a proposito degli zii veneziani Herrera.
Si può affermare che il romanzo vuole raccontare la storia di questa famiglia giunta al suo culmine del splendore e conscia di star vivendo gli ultimi memorabili giorni della loro storia.
Il libro inizialmente mi è sembrato noioso e un po' difficile da comprendere ma a poco a poco, continuando la lettura, mi sono immedesimata sempre di più nei personaggi, volendo sapere a tutti i costi il finale di questa storia diventata pian piano avvincente. Secondo me questo libro aiuta a discutere e a riflettere anche perché i discorsi politici dell'epoca e di ora aiutano noi giovani a comprendere il mondo e il motivo per cui è venuto su così, le sue tradizioni e le persone che lo hanno cambiato.

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Pagina 1 di 2 | 1 - 5 di 7 commenti
  • Fatablue 27/08/2004 17:40
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    bellissimo libro...ottima opinione!! ^_^

  • ipermax66 24/08/2004 09:19
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • rosmare 04/08/2004 15:54
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    E' davvero molto utile la tua recensione e la apprezzo particolarmente data la tua giovane eta'...sei in gamba e fai benissimo a guardare al passato. Senza memoria non c'e' futuro, se non un futuro da zombie... Sii orgogliosa della tua "diversita'"

  • SangueImpazzito 04/08/2004 15:16
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    ottimo questo resoconto...non conoscevo ne il libo ne la storia..avevo sentito pero' parlare del film.-..pero' non avendo mai l'occasione di vederlo

  • epy 04/08/2004 14:59
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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