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Opinione

per Il giardino dei Finzi Contini (Giorgio Bassani)
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5 Stelle la vita è un giardino
17 su 17 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

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Reperibilità edicola
Layout: mediocre
Qualità Materiale buona
Prezzo

L'autore

erin86 Dal 30 apr 2006

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Non è importante di cosa scrivi, è COME la scrivi che fa la differenza. Basta una città, anche solo un giardino e tutto quello che ci sta attorno. Tempo e spazio sembrano dissolversi nell'atemporalità, la storia di 60 anni fa può essere (salvo qualche elemento) una storia di oggi.

Il Giardino dei Finzi-Contini più che un romanzo è un viaggio nella memoria, un monumento alla sua protagonista indiscussa, Micol Finzi-Contini. Micol, sempre presente nei discorsi, nei ricordi seppur lontana. Ma cominciamo con ordine.

Il libro si apre con una visita del protagonista, ormai in età matura (di cui non si fa mai chiaramente il nome) alle tombe degli Etruschi a Roma, così antiche, così solenni. Basta poco per andare con la mente a Ferrara, città dell'infanzia e della giovinezza, dove lui bambino si trova di fronte al mausoleo dei Finzi-Contini, famiglia ebrea abbiente e di un certo peso nella città. Il mausoleo è un "ibrido orrendo di diverse architetture" ma richiama solennità e rispetto.
Il protagonista e la sua famiglia sono anch'essi ebrei, ma di rango diverso. I Finzi-Contini, dopo la morte del figlioletto maggiore in tenera età, decidono di chiudersi in una sorta di isolamento, dando ai figli Micol e Alberto un'educazione prettamente privata, salvo presentazione alla scuola pubblica per gli esami finali. Lì, oltre che alla sinagoga, i due fratelli ed il protagonista hanno modo di incontrarsi, senza però scambiarsi una parola, finchè in un giorno di giugno del '29 il protagonista scopre dei essere stato bocciato agli esami di matematica e pre paura dei rimproveri del padre, vaga senza meta per la città.
Lo ritrova Micol, e di lei lo colpiscono l'acutezza e la bellezza. Lo convince a scavalcare con lei il grande muro di cinta che separa il suo giardino dall'esterno. Sì, perchè la famiglia nell'immensa villa, chiamata ironicamente dal protagonista MAGNA DOMUS, situata in via Ercole I d'Este, vive lontana dalla vita di paese, sembra non interessarsi alle vicende esterne.
Passa molto tempo, 5 anni per esattezza prima che Micol e il narratore si rivedano: è l'estate del '38, le leggi razziali sono state appena promulgate e tutti i cittadini ebrei sono esclusi dai circoli e dai luoghi di pubblica frequentazione. Alberto e MIcol aprono la loro casa a tutti coloro che sono stati esclusi dal circolo Eleonora d'Este, un tennis club molto prestigioso e organizzano dei veri e propri tornei nel loro campo da tennis, un po' malandato, senza out, soprattutto dietro. Ma che importa?
Il campo da tennis rappresenta un luogo di incontro e di confronto per quei giovani universitari un po' tutti fuori corso.
Il nostro protagonista vi partecipa prettamente per vedere Micol e passare un po' di tempo solo con lei, passeggiando per il giardino e ascoltando la voce di lei, lei che una volta lo porta nella tenuta delle auto di famiglia e lo fa salire su una carrozza, che sembra rimasta intatta dalle insidie del tempo. In realtà alla luce del giorno tutto cambia, si vede l'irreparabile. E' la metafora della vita che sfugge, che tutto prima o poi muore.
"Anche le cose muoiono, meglio lasciarle andare. C'è molto più stile oltretutto, non ti sembra?".
Micol sembra aver intuito anticipatamente il precipitare degli eventi, non pensando e non facendo progetti per il futuro, aborrendolo, vivendo intensamente il presente e amando il passato.
Da quel giorno il protagonista e Micol non si vedranno più così assiduamente: Micol decide di dare la tesi all'Università di Venezia, per il narratore sarà un modo per conoscere e frequentare la sua famiglia, vivere Micol attraverso di loro, approfondendo i rapporti con il mite Alberto e l'impegnato politicamente amico Malnate e il padre Ermanno, che lo appoggia con paterna convinzione nella tesi.
Nonostante i tempi, nessuno sembra rendersi minimamente conto di ciò che sta accadendo: il racconto dell'espulsione del protagonista dalla biblioteca pubblica e la scena della macchina da scrivere chiamata "Littoria" non provocano nei familiare preoccupazione o perplessità, anzi vengono salutati con una certa leggerezza. Sembra quasi che nella casa si respiri un'aria di "lasciarsi vivere", nonostante tutto e tutti.
Nel frattempo Micol si laurea a pieni voti e torna a casa per Pasqua. Il protagonista viene invitato a casa sua e accolto da quest'ultima. Lui la bacia, e darà vita ad una sorta di comportamento morboso nei confronti della ragazza. L'amore non è corrisposto: Micol è distante, sfuggente, quasi cinica nel dichiarare al ragazzo che non potrà mai esserci amore tra di loro. Le attenzioni si fanno sempre più ossessive e Micol chiede al protagonista di allontanarsi da lei e dalla famiglia per un po' di tempo. Seppur restìo, il ragazzo accetta. Nel frattempo si laure a e viaggia un po', ma il pensiero di lei rimane fisso. Decide dunque di scavalcare di notte il muro di cinta e di salutarla immaginariamente per sempre, chiudendo per sempre con il passato.
L'epilogo è tragico: nel '43 la famiglia verrà deportata e sterminata nei lager nazisti (Alberto, morirà prima, a seguito di un granuloma) e di loro non resterà che la magnifica tenuta e l'immenso giardino.

Un romanzo misurato nelle emozioni e nello stile, ben curato ed elegante, di una scrittura elegante e raffinata che attinge talvolta al dialetto ferrarese e al "finzi-continico", il modo di scandire parole e il registro aulico utilizzato da Micol, mescolato a parole di lingua straniera che risentono di citazioni di letterati francesi ed inglesi.
I protagonisti hanno tratti e pensieri palpabili: Micol, libera e ribelle, talvolta sfrontata, si contrappone al mite e introverso fratello Alberto. Ognuno ha un suo ruolo ed una sua personalità, essenziale per lo svolgersi della storia. Il protagonista, come in tutti i romanzi di Bassani, è testimone in terza persona della storia, dalla quale è stato escluso e dalla quale emerge solitudine ed emarginazione. Pretende l'amore di Micol come se gli fosse dovuto, ma è difficile stare dietro alla personalità senz'altro magnetica di Micol, imprendibile come l'infinito, inaccessibile e misteriosa...
La prosa è unitaria, l'intento dello scrittore è infatti cercare di unire più generi letterari creando un'opera singola che raccolga l'essenza della poesia. E' questo che caratterizza il "poema di Ferrara", che prende dimensioni epiche. In tutte le opere che ne fanno parte, Ferrara è come Itaca per Ulisse: elementi che ritroviamo in "Dentro le mura", "gli occhiali d'oro", "dietro la porta" e "L'airone". Un'opera omnia che occupò cinquant'anni di continua riscritutta, come se la scrittura fosse opera viva in continua cambiamento. Nei Finzi-Contini, il tema del viaggio è più accentuato che in altri.

Ma cosa resta alla fine di tutto, sembra chiedersi l'autore. Malinconia, un po' di rimpianto e nostalgia per il tempo della maturità, dei giorni spensierati nei campi da tennis, della bellezza mai colta di Micol, di cosa potrebbe essere stato ma non è stato possibile vivere.


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Pagina 1 di 4 | 1 - 5 di 17 commenti
  • Sauvage 11/05/2007 11:44
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Ottima lettura.. ottima recensione... ottima Elisa... , ..mandi mandi ....Loris.....

  • emmabovary 11/12/2006 17:31
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    mi piace pensare che Micol, intuendo l'orrenda tragedia incombente, opponga al destino una femminile e apparente incoerenza di sentimento, rinunciando ai legami e cercando invece lo struggimento della passione che brucia in una sola fiammata...

  • baol70 23/08/2006 13:39
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    nella struttura il romanzo è ineccepibile...abbastanza vero e sapientemente narrato. Per chi ama il genere certo un classico immortale, anche se sulle qualità di Bassani, romanzo in questione a parte, ho delle riserve

  • OOfarfallaOO 23/08/2006 11:43
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • mitja76 18/08/2006 21:01
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    veramente bello!

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