La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
Buoni interpreti, una commedia piacevole e divertente |
| Svantaggi: |
Pensavo che von Trier giocasse maggiormente sugli equivoci |
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Sì |
Siamo in Danimarca, un'azienda che opera nel campo dell'informatica sta per essere ceduta ad un brusco signore islandese, Finnur (Fridrik Thor Fridriksson), che ha intenzione di smembrarla.
Costui vuole avere di fronte il capo dell'azienda che intende acquistare e si rifiuta di intavolare una trattativa con un referente.
Questo particolare si rivela un grosso problema per Ravn (Peter Gantzler), il capo dell'azienda che sta per essere ceduta.
Eh sì, perché per fino a quel giorno Ravn è apparso agli occhi di tutti come un dipendente qualunque. Difatti, per tutti il Grande Capo è un individuo che vive in America e comunica con i suoi dipendenti solamente attraverso e-mail.
Ravn appare come il portavoce, quel dipendente al quale il Grande Capo si rivolge più frequentemente per impartire ed estendere le direttive.
Così Ravn, per non smascherarsi, è costretto ad ingaggiare come capo una controfigura, un attore attualmente disoccupato, Kristoffer (Jens Albinus).
Il compito di Kristffer inizialmente appare molto semplice: lasciare il pallino della trattativa a Ravn, firmare a suo favore la procura per la cessione dell'azienda e sparire.
Purtroppo la trattativa si allunga e Kristoffer viene casualmente notato da alcuni dipendenti.
A questo punto si alterneranno con la trattativa per la cessione tutta una serie di eventi che vanno dalla curiosità dei dipendenti nei confronti del Grande Capo, alle loro lamentele e domande, fino ai vari contatti fisici.
Premetto che questo Il Grande Capo è il primo film che vedo del, molto particolare, regista Lars Von Trier.
E' un film che analizza l'ambiente lavorativo partendo da un dato di fatto anomalo, cioè il nascondersi del titolare, il suo non mostrarsi.
In tempi in cui molti datori di lavoro (per le più svariate motivazioni) non sono molto amati dai loro sottoposti, la scelta di Ravn trova fondamento nel fatto di poter compiere qualunque scelta, magari anche impopolare senza avere nessuno, direttamente, contro e senza doversi sorbire le lamentale, evitando eventuali, poco piacevoli, faccia a faccia.
E' come se il nostro vicino di scrivania, con il quale magari molte volte abbiamo parlato male del titolare, un giorno si trasformasse nella figura del capo: sarebbe un bel botto.
Quello di Ravn è un agire nell'ombra, facilitato dalle moderne tecnologie che permettono una grande interazione tra le varie parti del mondo.
Egli rappresenta il punto di contatto con la dirigenza, un ruolo privilegiato agli occhi dei colleghi, che devono passare attraverso la sua mediazione per arrivare ad avere una pseudo-comunicazione con il capo.
Inoltre Ravn intrattiene sopradici rapporti via mail con i suoi dipendenti, provando a scavare nel loro io, facendoli sentire importanti per quella breve relazione che concede loro.
In questi contatti rompe un po' il muro solidissimo che aveva creato ad arte tra sé stesso (inteso come titolare) e i suoi dipendenti, perché sfocia nella confidenza e ciò appare una stonatura in quanto trattasi di rapporti molto saltuari e non si capisce bene da quale motivazione vengano stimolati (anche perché il discorso non viene approfondito, ma serve più che altro per incrementare il lato comico della vicenda, in quanto vengono smascherate le intenzioni fisiche e personali relative al tornaconto di Ravn).
In questi rapporti utilizza sovente la comunicazione per guadagnare ulteriori vantaggi personali, ad esempio quando esorta la collega bionda a stare vicina al povero Ravn (quindi a sé stesso) che viene visto come oberato ed affaticato dal suo compito e dal "gravoso" ruolo di congiunzione.
Ravn appare a tutti come una buonissima persona, un collega onesto e disponibile ed invece è un individuo privo di etica e moralmente scorretto; segue le regole del mercato e del profitto, non si fa scrupoli a cedere la sua azienda a chi ha intenzione di smembrarla, lasciando probabilmente i colleghi-dipendenti senza più un posto di lavoro.
Ad aggravare il suo comportamento c'è un clima aziendale molto amichevole, fatto di rispetto e supporto reciproci; diverse volte i dipendenti nei momenti di difficoltà si abbracciano per sostenersi in queste situazioni delicate (specialmente quando apprendono che l'azienda sarà smantellata), li vediamo anche pranzare armoniosamente insieme nella mensa.
Il loro comportamento nei confronti di Ravn dopo essere venuti a conoscenza delle sue intenzioni è in generale basato ancora sul rispetto e sulla lealtà.
Kristoffer invece con il passare del tempo prende sempre maggiore possesso, da attore qual'è, del suo personaggio.
Molto spesso è lasciato volutamente in balia degli eventi da Ravn, inizia lentamente a capire quale sia la sua figura grazie al dialogo continuo con i dipendenti i quali si mostrano, comunque, attratti da lui, avendo necessità di stabilire un rapporto e un confronto con questa figura enigmatica.
Il suo è un continuo improvvisare, le sue risposte sono ovviamente sempre molto vaghe e brevi, cerca di aggrapparsi alle poche informazioni di cui dispone e che riesce a captare dai discorsi degli altri. Ma sa anche sfruttare alcune situazioni che le dolci ragazze fanno accadere.
Clamoroso il suo affannoso ricorrere ad un ipotetico superiore, il Capo del Grande Capo.
Kristoffer di professione è attore e utilizza spesso questa sua arte chiamando in causa il grande maestro Gambini e la sua celebre massima; addirittura quando viene smascherato definitivamente, si gode il suo momento di gloria prendendosi tutta l'importanza del caso, riassaporando il godimento dello stare sopra un palcoscenico, la cui mancanza è per lui molto forte; vuole calamitare l'attenzione di tutti verso sé ed eseguire il suo compito con alta professionalità fino in fondo.
Molto particolari e dalle caratteristiche appena definite sono i dipendenti dell'azienda, meravigliati nel credere di scoprire il volto del loro capo.
I più appaiono molto insicuri e desiderosi di sostenersi l'un l'altro, come fossero tutti fratelli.
Sanno autoregolarsi collettivamente, sia fisicamente sia per quanto riguarda la gestione delle loro emozioni.
Von Trier introduce in maniera secondaria anche se molto forte il contrasto tra due popoli, quello danese e quello islandese, dovuto agli anni di dominio dei primi nei confronti della piccola isola.
Finnur, che nel film parla esclusivamente la sua lingua natale e per questo si porta appresso un interprete (Beneditk Erlingsson), mostra un profondo odio e rancore contro i danesi e le sue parole di offesa nei confronti di Ravn e di Kristoffer non sono mai celate, ma anzi sono accentuate dalla sua aria scontrosa e dal suo sguardo freddo che viene abilmente nascosto dai lunghi capelli grigi.
Una grande interpretazione per Fridriksson.
Gli ambienti scelti dal regista sono volutamente freddi e i cambi di scena appaiono spesso bruschi.
Ogni tanto von Trier (che si diletta nell'interviene con la sua voce fuori campo in 2-3 occasioni) usa inquadrature particolari, spostate rispetto a chi parla; in questo aspetto, in almeno un paio di circostanze mi ha ricordato vagamente il modo di girare di Gus van Sant, con la ricerca di dare importanza alle voci e ai dialoghi rispetto alla purezza delle immagini.
Nel cinema di von Trier, infatti, sono importanti e hanno risalto le persone; i personaggi vengono messi in difficoltà e devono riuscire a risollevarsi.
Il calore viene emesso dall'insieme attori-dialoghi piuttosto che dai luoghi.
Per questo motivo l'ambita azienda viene mostrata in maniera molto semplice, gli spazi, la mensa e gli uffici non hanno nulla di farsesco, perché non è quello che il regista vuole mostrare, non c'entra nulla.
In conclusione, un film che si lascia vedere molto bene, scorre a ritmo blando ma assolutamente non pesante, senza alcun intoppo e senza troppe divagazioni. Devo però dire che mi aspettavo un maggior gioco degli equivoci e una comicità più accentuata.
Un'opera che si accende sul finale in occasione della conclusione della trattativa in cui Fridriksson e Albinus si scatenano in maniera molto gustosa.
Un film di Lars von Trier.
Con Jens Albinus, Peter Gantzler, Fridrik Thor Fridriksson, Benedikt Erlingsson, Iben Hiejle, Henrik Prip, Mia Lyhne, Casper Christensen, Jean-Marc Barr, Louise Mieritz.
Genere: Commedia
Durata: 99 minuti
Produzione: Danimarca, Svezia
Anno: 2006
Distribuzione: Lucky Red.
| Altre Opinioni |
Il capro di tutto
Valutazione del Prodotto Il grande capo (L. von Trier - Svezia 2006) scritta da
brest
Vantaggi: Il trascurato sarcasmo, la genialità dello stallo caratteriale, l'assenza di fronzoli.
Svantaggi: Il tipico compiacimento trieriano nella confezione graffiata dai jump-cuts, e nel sottofinale troppo prolungato e cincischiante.
Ravn (Peter Gantzler) è il collega generoso e bonaccione che ognuno di noi vorrebbe avere: nell'azienda di software in cui lavora, a Copenhagen, è una sorta di factotum amico di tutti, con un passato di problemi finanziari non ancora completamente risolti ...
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Gli utenti Ciao hanno valutato questa opinione mediamente Eccellente |
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Eccellente
19.02.2007
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Psicopatologie aziendali secondo Von Trier
Valutazione del Prodotto Il grande capo (L. von Trier - Svezia 2006) scritta da
Balurd
Vantaggi: divertentissimo
Svantaggi: nessuno
...Non era mai successo che Ravn dovesse far comparire il Grande Capo. Il personaggio immaginario che aveva creato per i suoi dipendenti, fino a quel momento, era come il Charlie delle Charlie's Angels o come Orson per l'Orkiano Mork. Una figura invisibile ...
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molto utile
18.01.2007
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il grande capo
Valutazione del Prodotto Il grande capo (L. von Trier - Svezia 2006) scritta da
forrestgump75
Vantaggi: pungente, feroce, il grande lars
Svantaggi: ---
...Ravn (Peter Gantzler), proprietario di un'avviata industria informatica Danese, ha deciso di cedere la sua attività ad un holding islandese.
C'è un problema però: nessuno sa che è lui il proprietario dell'azienda; si era inventato la figura mitica ed emb ...
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molto utile
18.01.2007
(11.04.2009)
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Il grande capo: l'ultima trovata filmata di Lars
Valutazione del Prodotto Il grande capo (L. von Trier - Svezia 2006) scritta da
paolo_sc
Vantaggi: Commedia piacevole e carina
Svantaggi: Le riprese potrebbero esserlo
...Particolare, ma tutto sommato un bel film, con un buon finale neppure proprio scontatissimo (anche se forse, a pensarci bene, non poteva che essere proprio quello il finale... curiosi? :)
In un'atmosfera che si aggira tra il surreale, il comico, a volte ...
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molto utile
12.03.2007
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cinema dell'assurdo, genio Von Trier
Valutazione del Prodotto Il grande capo (L. von Trier - Svezia 2006) scritta da
Alysa
Vantaggi: finalmente un film geniale, divertente, spassoso, uso dell'automavision
Svantaggi: o lo ami o lo odi
San Valentino. Passarlo da sola in casa con una coppiettina??? Andare da sola a mangiare al cinese? Ma no dai Aly!!! E' troppo squallido! Beh, alla fine mi aggrego ad una mia collega e ad un suo amico (ma non stanno insieme whewwwwwwww!) e andiamo al cin ...
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molto utile
15.02.2007
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