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Opinione

per Il grande talk
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2 Stelle Minoli talk
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Raccomandato: No

Vantaggi Si guarda la tv senza guardarla

Svantaggi assolutamente di parte

Dettagli

L'intreccio così così
La tensione narrativa inesistente
I personaggi non so

L'autore

Paperellino Dal 21 mag 2007

Ciao a tutti, il nostro mondo è basato sul consumismo, tutti cercano di appiopparci qualcosa e... continua

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Il programma "Tv talk", già denominato "Il grande talk", va in onda il sabato mattina, dalle 9,00 a circa le 10,30, e si occupa di televisione. Analizza i programmi della settimana sotto la guida del conduttore Massimo Bernardini, con l'ausilio di alcuni ospiti fissi, un professore ed un autore, un'esperta di auditel, Silvia Motta, ed infine con un pubblico composto da "studenti" della facoltà di "scienza della comunicazione" (o simile) della Cattolica di Milano. Ogni settimana vengono poi invitati dei personaggi della Tv, a seconda dell'attualità, e si discute in generale della televisione, e nello specifico di singoli programmi. Il tono della discussione è sicuramente garbato, il che lo rende un'eccezione nel panorama della tv, pressochè tutta spazzatura, il problema è che i contenuti spesso sono "pilotati" verso quella che, dopo vari mesi di ascolto, mi è parsa la vera e propria "mission" della trasmissione, e cioè: 1) dimostrare che la Rai vince su Mediaset, anche quando i numeri non lo dicono; 2) fare da cassa di risonanza all'attività di Giovanni Minoli, che non a caso è il direttore di Rai Educational da cui dipende il programma. Ma andiamo per gradi.
1) La prima finalità è evidente quando si fa il raffronto fra programmi Rai e Mediaset in concorrenza nella stessa serata (cioè in ogni puntata). Si comincia con le curve auditel, il cui esame è affidato alla Silvia Motta, che rimane già un po' sgradevole per il suo modo di parlare alquanto saccente. Se la percentuale di share complessivo è a favore della Rai, si sbandiera ai quattro venti e finisce lì, se invece succede il contrario, allora ci si avventura in un'analisi che spacca il capello in quattro fino a quando non si trova una qualche sottocategoria in cui il prodotto Rai vince su quello Mediaset. Per esempio, si va a vedere la curva dei "pensionati ultrasessantacinquenni acquirenti di Viagra" oppure quella dei "tredicenni brufolosi tabagisti" oppure quella delle "casalinghe donne manager" oppure quella degli "avvocati ballerini di flamenco" fino a quando non c'è quella differenza, magari dello 0,25% a favore della Rai, che conclude la spasmodica ricerca. Quindi, per fare un esempio pratico, sebbene fosse sotto gli occhi di tutti che la fiction "Don Matteo" fosse perdente rispetto al "Grande Fratello" (a prescindere dal fatto che in entrambi i casi si tratta sostanzialmente di tv trash), ogni settimana si assisteva a questo strazio per sentirci dire alla fine che gli anziani guardavano di più "Don Matteo" ..... bella scoperta! Ci voleva Silvia Motta per capire una simile inutile ovvietà!
Talvolta l'operazione è ancora più scoperta e scandalosa, perchè per esempio, dopo l'ultimo Sanremo, programma vecchissimo come concezione e mentalità, per di più affidato ad un "dinosauro" come Pippo Baudo, che seriamente dovrebbe indurre ad una riflessione per capire se si può ancora andare avanti così, era tutto un peana di luoghi comuni (come per esempio "Ma alla fine lo guardano tutti") e l'unico ragazzo che ha avuto il coraggio di uscire dal coro è stato immediatamente zittito e la parola è stata nuovamente data all'ennesimo soprano del coro.
2) La seconda finalità (laudatio di Giovanni Minoli) è evidente perchè in ogni puntata, nessuna esclusa, anche se per esempio fosse scoppiata la terza guerra mondiale, si è parlato e si parlerà sempre di quello che ha detto Minoli a "La storia siamo noi". Anche se magari l'argomento non è così interessante e comunque il programma è un po' di nicchia, quindi l'avranno visto in 20 ascoltatori in tutto. E infatti la Silvia Motta non ci prova neppure, con le sue "curve". Eppure, è un passaggio irrinunciabile, se ne parla per un bel pezzo, e quasi sempre giù lodi a Minoli, per la scelta del tema, per le modalità della trattazione, per i filmati, per l'intervista, per le inquadrature rivoluzionarie (quelle di Mixer con la faccia dell'intervistato proiettata dietro Minoli) e via dicendo. Anzi, da qualche tempo ho anche notato che il conduttore Bernardini ha assunto lo stesso modo di parlare di Minoli (di quando appunto faceva le interviste a Mixer), la stessa gestualità ... boh, forse si sta "minolizzando" anche lui.
Infine, i commenti degli studenti della Cattolica: quasi sempre pilotati (v. esempio sopra), sono il classico contributo dello studentello un po' saccente che non capisce che dopo la laurea (che comunque ancora non hanno) la vita è tutta in salita!!!!
In definitiva, lo guardo perchè così evito di guardare la tv spazzatura: me ne prendo qualche pillolina qua e là, giusto come si fa con il veleno (che poi funge da antidoto), ma mi dissocio quasi sempre dalle analisi che vengono compiute.

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Commenti

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Pagina 1 di 1 | 1 - 1 di 1 commenti
  • bobox 25/05/2007 12:56
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
Pagina 1 di 1 | 1 - 1 di 1 commenti

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