" Annusa, compare mio, lo fanno i cani e vivono. E questo è un mistero che la vita sia un fiuto non una certezza"
( Domenico Pisano, Il Mistero Del Cammeo Rosa )
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Il Mistero Del Cammeo Rosa è una lunga ballata dalle sembianze popolari, un tratteggio quasi offuscato, opaco, che sa di antico che al di là degli occhi lascia emergere lo spirito universale e allegorico di una realtà altissima: all'apparenza c'è un mondo di paese antico e artefatto nella sua superficialità, la tisana della superstizione, della 'malamorte' e del mondo terreno.
C'è il mondo che scorre, un mondo chiuso, fuori dal tempo: gioca a mosca cieca con se stesso, quasi senza un'aspettativa particolare. Si lascia annebbiare e così, tutto diventa come una sorta di 'noir morale' fatto di mille fili, mille immagini nascoste, mille trame che si concedono in un vedo non vedo di uno stile di scrittura tutto particolare, che ormai è ben noto ai romanzi di Domenico Pisano, artefice di quella geometria che si respirava nel discusso romanzo Spleen Grigio Pioggia, metafora metafisica dell'affinità elettiva tra mamma e figlia.
Questa volta, cambia il contesto ma non il fine: Il Mistero Del Cammeo Rosa è una meditazione da scoprire pian piano che va ad indagare sul valore dell'uomo e la fede.
La fede. Un concetto noto a tutti, forse, proprio più comune tra i popolani, tra i drappi neri delle vedove di paese, tra le collanine dei rosari, eppure quei rosari da sgranare hanno pur sempre un'opacità, un velo che cela il loro significato reale.
La Terra ha i suoi fedeli, i suoi eletti: preti, diagoni… ma quali di essi sono gli eletti per capire il senso alto di Dio?
L'uomo è imperfetto, questo è certo, forse non sarà una sua colpa, ma l'umanità sembra sempre essere il termine di paragone più prossimo a Lucifero: l'angelo peccaminoso, lo spirito materialistico.
È un fondo di verità, l'uomo non può conoscere il senso empirico, il concetto d'infinito. L'uomo vive il mondo con quel suo senso di 'inferno' e qui possono nascere gli accostamenti con Baudelaire e con quella spiritualità incarnata della disillusione religiosa di un pensatore come De André ne La Buona Novella.
È qui, in questa direzione che matura la svolta, la consapevolezza dell'artificio de Il Mistero Del Cammeo Rosa: portare lo spirito reale della religione nel mondo terreno.
Ecco la magia, il gioco e il principio di questo romanzo: il mondo celeste che si riversa sulla Terra, le aureole che si spengono, la statua di una madonnina che sparisce, l'alone di un cammeo rosa che appare in penombra…
Nasce una grande immagine corale, tenuta continuamente allacciata con il sapore delle citazioni dell'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, appare come una grande visione, quella di un Giudizio Universale: una volta celeste che inizialmente sembra l'abbozzo di un tulle dietro la quinta di un teatro, diventa protagonista sulla scena. E quello che emerge è il contrasto, la paura, il pudore degli uomini, la semplicità e la nudità degli angeli come sordomuti in un mondo così falso.
C'è dunque l'estraniazione, l'incomunicabilità tra il sacro e il mondo terreno che quasi si considerano blasfemi l'un l'altro, ma questo non rimane solo un aspetto filosofico o comunque appannato. È un concetto che vibra, che vuole svelarsi, ecco allora tre personaggi: una ragazza, Caterina, un giovane e un fragile e raffinato signorino, un personaggio delicato e bellissimo che è un po' un Siddharta cristiano: tra di loro c'è amore, amore carnale nel vero senso della parola, ma non è un semplice trittico, un triangolo d'amore: è la sacra Trinità, resa terrena, esemplificata per le coscienze imperfette e incomplete dell'animo umano senza mai segnarne un compromesso e sempre rimanendo surreale e superiore.
►IL MISTERO DEL CAMMEO ROSA, LO STILE CHE NASCE PIAN PIANO
Domenico Pisano conserva sempre questo particolare equilibrio nella sua scrittura: la scorrevolezza e la semplicità delle frasi scandite in un ritmo veloce e l'insinuarsi di una meditazione di qualcosa di più profondo che resta in secondo piano e che forse sa leggere solo chi davvero sa leggere ( ed è li che si schiude il vero senso de Il Mistero Del Cammeo Rosa) e sono tanti i punti chiave di questo romanzo. Si tratta di fotogrammi, l'uno dietro l'altro che si susseguono senza sosta in un linguaggio visivo quasi cinematografico, in scene che a volte lasciano esplodere fumate di impatti visivi davvero intensi: se si fa attenzione, emergono i contorni della Pietà di Michelangelo e di mille accorgimenti minuziosi. E in questa ricerca nulla rimane al caso e anche ad ogni parola è riservato un gusto particolare. 'la nebbia', la 'ics', l'acqua…
Ma forse scoprirne i significati, in questo momento sarebbe inutile, bisogna fare un tuffo in questo romanzo per realizzarne la prospettiva più vera.
Ma come già detto Il Mistero Del Cammeo Rosa, non è un'opera ce si affida al caso e alla superficialità, è qualcosa che ha un labirinto intenso che vale la pena essere percorso se se ne raggiunge il fine che conserva una riflessione teologica intensa, corretta e a scena aperta che lascia uno spunto molto ampio su cui riflettere in cui emergono tanti nodi filosofici che si districano quasi automaticamente con la propria elasticità mentale utilizzata come un susseguirsi di tessere di un domino che compie il suo disegno.
►DOMENICO PISANO: LA VITA
Domenico Pisano è docente di italiano e latino presso un liceo avellinese. Collabora con l'Università degli Studi di Salerno e segue le attività del Centro Di Documentazione Della Poesia Irpina.
►LE OPERE
Spleen Grigio Pioggia (Alfredo Guida Editore,2001)
Il Mistero Del Cammeo Rosa (Alfredo Guida Editore,2005)
18.12.2005 07:46
Sistemata!
16.12.2005 16:02
Un'ottima recensione...dovrò ripassare per la valutazione giusta...è un periodo in cui mi imbatto solo in belle opinioni.....
16.12.2005 10:13
veramente un ottimo libro accompagnato da un'ottima recensione.