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Un bel libro su Gilles Villeneuve, che nonostante gli anni ormai trascorsi è ancora in tanti di noi. Chi lo ha amato, come me, da bambino, ne avrà apprezzato le doti fanciullesche dello sprezzo del pericolo, dell’andare sempre e comunque “oltre”, del vivere pericolosamente per il gusto di farlo. Doti che, da bambino, ti si attaccano indelebilmente addosso. Nella vita non farei mai certe cose, rifiuterai anche il pericolo, per questo la mia generazione di fanciulli ha ammirato Gilles Villeneuve: proprio perché andava dove nessun altro sarebbe andato per davvero fuori dal mondo dei sogni: sull’orlo del pericolo, senza paura. Il libro si legge in breve tempo, anche perché è scritto bene, con passione e con affetto verso un personaggio sempre più unico. Scanzi riesce a raccontare con passione e fantasia, mediante una scrittura straordinaria, un pilota che ci manca e ci mancherà. Andrea Scanzi è un "aviatore" della letteratura sportiva (ma non solo), plana con le parole dal cielo, tocca dolcemente il cuore dei lettori. Ed è bravo, caspita se è bravo! Gilles Villeneuve era materiale adatto al suo modo di scrivere. Il risultato è eccellente. Consiglio a tutti una lettura serena e approfondita, per due motivi: per ricordare un personaggio straordinario, che forse Senna ha eguagliato come status symbol, e per scoprire (o riscoprire) uno dei più bravi giornalisti e scrittori italiani di inizio millennio, Andrea Scanzi.
01.07.2008 00:06
non ne avevo mai sentito parlare di questo libro.. buono a sapersi!!
24.11.2004 17:23
Breve ma molto denso! Ciao Liz
01.05.2004 16:00
me lo ha regalato mia moglie perche io sono un fan sfegatato del mitico gilles, ciao marco