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per Il piccolo principe (Antoine de Saint-Exupéry)
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5 Stelle Una parte di me Opinioni con immagini
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Raccomandato: Si

Vantaggi un viaggio fantastico

Svantaggi molti lo considerano un libro solo per bambini

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Reperibilità
Layout:
Qualità Materiale mediocre
Prezzo 7 euro

L'autore

Ilpiccoloprincipe Dal 19 feb 2004

"Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi" continua

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Non pensavo che un giorno ci sarei riuscito… Scrivere di sé è sempre più complicato che redigere un qualsiasi prodotto e me n'accorgo soltanto adesso che mi accingo a trattare uno dei libri a me più cari e sicuramente quello che più mi rappresenta. Ma non temete, non lo farò esplicitamente perché mi sembra più conforme alla logica del sito.
Per molti la lettura di questa recensione, come tutto il resto del libro, resterà un semplice spropositare su questioni lontane legate a ricordi di un'infanzia infelice oppure un racconto fantastico fine a se stesso come se ne sentono tanti da bambini. D'altronde non è nemmeno semplice leggere di cose che non si sentono come proprie. Eppure devo provarci, non fosse altro per il fatto che "tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano.)" E questo Antoine Jean Baptiste Marie Roger de Saint Exupéry, autore di questo splendido libro, lo sapeva meglio di chiunque altro. Vi starete domandando il perché. Beh, Pizzicalaluna, era questo il suo nomignolo, all'età di sei anni perde il padre e impara a sue spese quanto può pesare l'essere soli. Quando prova ad abbozzare la figura di quello stupido boa che aveva ingoiato un elefante nessuno riesce a capire di cosa si tratti perché con l'avanzare degli anni si disimparano ad amare le cose semplici: subentrano caduche priorità che trascendono il sentimento d'amore tipico dell'infante.

"Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi."
Quanti bei ricordi, quante emozioni mi rievoca ascoltare questa frase. Non ci sono parole per spiegare le cose semplici; …per quelle complicate tutto diventa più facile. L'ho detta e ripetuta migliaia di volte perché è la chiave di tutto il libro e forse lo è diventata anche di parte della mia vita.
Solo gli occhi di chi è puro di cuore riescono a guardare al di là delle apparenze perché non si limitano ad apprezzare le forme delle cose, ma scrutano le figure per coglierne la più intima essenza. Se ci pensate è un po' un processo inverso perché uno della vita dovrebbe imparare ad apprezzarne l'essenza e l'esperienza dovrebbe aiutarci molto in questo: è come se ci avvicinassimo alla perfezione in un crescendo di buoni propositi (mi sembra ovvio che la stretta aderenza alle regole è quanto mai necessaria). Purtroppo però le cose non stanno così.
Gli occhi di un bambino, nuovi a qualsiasi esperienza e quindi perfettibili, riescono a guardare oltre. Ecco, forse è proprio questo il nocciolo della questione. Un bambino è esente da quel velo che le brutture del mondo rendono pesante agli occhi dell'adulto… ,un bambino non si ferma a riflettere sul perché quell'immagine gli si propone dinnanzi e questo per una ragione semplice, non gli serve darsene una spiegazione. La sola immagine basta a riempirgli il cuore di quella gioia primordiale che ci apre alla bellezza del mondo e quindi alla vera essenza delle cose. Un'essenza figurata è già per definizione un'evidente contraddizione.

Mi sento legato alla figura di quell'ometto dai capelli color oro e dall'aspetto fragile e credo di comprenderne il motivo. In primis mi somiglia molto, o meglio mi somigliava. Anch'io, come lui ero timido, fragile e indifeso, non rispondevo mai quando mi si interrogava, ridevo spesso, piagevo, sognavo, …vivevo a modo mio le emozioni senza vergognarmene mai. Poi, si sa, le cose cambiano. Quello che non è cambiato, è come questo libro riesca ad emozionarmi ogni volta che lo leggo ed ogni volta in maniera nuova. Sono da sempre convinto che la bellezza risieda negli occhi di chi guarda. Se non fosse così tutto quanto vi sto raccontando non avrebbe senso, e non avrebbe senso neppure la difesa che l'autore fa del suo libro alla fine del quarto capitolo. Con quella punta di rammarico che ne ha caratterizzato lo stile, Antoine de Saint Exupéry sarà portato persino a giustificare l'esistenza del suo personaggio: "La prova che il piccolo principe è esistito, sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste". Bella motivazione, non trovate?
Qualcuno ora si domanderà quanto di vero esista nelle parole che scrivo ma la scelta del nick, e vi prego di credermi, non è stata per niente casuale e forse soltanto la lettura di questo splendido libricino vi renderà partecipi del pensiero che sto cercando di esprimere.
Il piccolo principe non è solamente una figura romantica che raccoglie consensi fra i cuori degli animi nobili propensi per natura a vaneggiare quello che non c'è o quello che vorrebbero esistesse; il piccolo principe è di più. E' semplicità pura, struggente, straordinariamente percettibile, è l'emblema di quanto esista di meraviglioso in questa vita e di quanto esso si avvicini di più a chi apre il suo cuore al mondo perché sa che in esso risiede la chiave di tutto. Non c'è bisogno di cercare lontano le proprie risposte… a volte sono più vicine di quanto si creda. E questo è tanto più vero quanto più ci ostiniamo a farci domande sbagliate. La risposta, come sempre accade, è dentro di noi, basta cercarla. Ma non voglio abbracciare una riflessione che esime dal compito dell'opinionista.

Il piccolo principe è in viaggio.
Ha abbandonato il suo piccolo pianeta, la sua stella, il suo bellissimo fiore e lo ha fatto per trovare un pozzo.
Aveva sete, ma non sentiva affatto il bisogno di bere.
Aveva sete, si, di quella sete che ogni essere umano prova, quando si accorge che la vita non può essere affrontata nella pienezza della solitudine.
Il piccolo principe aveva sete d'amore.

Su quel suo piccolo pianeta lontano anni luce, quell'esile figura aveva lasciato le uniche certezze che aveva: un fiore con tutte le sue stupide contraddizioni ed i suoi quarantatré tramonti tanto cari a chi, come lui, ha il cuore triste saziato di quella straboccante malinconia che non di rado gli si leggeva impressa in volto. E tutto questo per una questione semplice, si sentiva solo. Il peso della solitudine è come un macigno che grava di continuo sulle coscienze ed è tanto più forte, quanto più la noia si fa spazio tra le file del quotidiano.

Il piccolo principe è in viaggio.
Durante il suo percorso di pianeta in pianeta, incontrerà tanti personaggi che un po' riassumono i vizi e le perdizioni degli uomini. Ognuno di questi, partendo dal re per finire col geografo, avevano perso un po' la bussola. I motivi, ovviamente, sono molteplici e non sarò di certo io a spiegarmeli, ma tutti, compreso l'ubriacone che beve per dimenticare di bere, avevano perso il senso della misura al punto da cercare nei numeri, nella vanità, nel possesso, la risposta al perché della loro esistenza. Inutile dire che per queste categorie di uomini il destino è tanto singolare quanto scontato.
Il viaggio più mirabile di tutti però, e mi fa ben sperare per il futuro, lo farà sul nostro meraviglioso pianeta dove incontrerà personaggi sicuramente singolari ma molto più "umanizzati". A tale proposito c'è un passo del libro che mi ha colpito molto per la semplicità con cui Antoine de Saint Exupéry affronta il tema dell'amicizia in cui il piccolo principe, sconcertato dal fatto che il suo abbandono avrebbe causato un dolore forte alla giovane volpe, chiede cosa ci avrebbe guadagnato nel diventargli amica e come tutta risposta si sente dire "il colore del grano" che avrebbe così evocato in lei il ricordo di quella bella chioma dorata.
E' di momenti come questo che vive il piccolo principe: è un attimo, una sfumatura di rosso appena percettibile sulle guance, un sorriso imbarazzato che stenta a farsi scorgere… un attimo e ti senti come morto, ma tanto cosa importerebbe? Hai già provato l'ebbrezza della felicità, la gioia di vivere in un solo sorriso tutta una vita… e basta questo ad empirti il cuore, placare l'animo di una sensazione nuova, mai provata prima. Un attimo può cambiarti la vita, ma purtroppo pochi soltanto sanno accorgersene. E quando è troppo tardi per tentare di capire, non resta altro che abbracciarsi ai più bei ricordi di sempre, serbarli come piccoli tesori da custodire nello scrigno della mente.
Solo così le stelle sapranno ridere come "mucchi di sonagli".
Questo, credetemi, è l'unico modo di dare un senso alle cose. Il cielo è costellato di mille pianeti, infinite galassie vi risiedono e si confondono all'occhio di chi cerca l'asteroide B612, ma se solo cercassimo di guardare col cuore basterebbe un attimo a farci accorgere di quanto la vita sia una cosa meravigliosa. Purtroppo non sempre le strade sono chiare e lineari ciononostante vale la pena di tentare comunque perché, come direbbe il giocatore più accanito di sempre, l'illustre filosofo Pascal se perdessimo è poca cosa paragonata alla vittoria che ci regalerebbe l'infinito.

E adesso mi rivolgo a voi che avete perso di vista il piccolo principe, che non sapete più distinguere se è più importante che una pecora abbia o meno mangiato una rosa; a voi che siete i soli artefici del vostro destino una preghiera: non lasciate che il tempo vi eclissi la sua parte migliore, guardate sempre il tramonto come se fosse la prima volta ed emozionatevi nel guardarlo come se fosse anche l'ultima, fidatevi di una volpe che sogna di trovare l'oro, rispettate una rosa e ammiratene la straordinaria bellezza senza proferir parola, in religioso silenzio e se qualcuno vi prenderà per pazzo ridetegli pure in faccia.
E' questo l'unico modo per dare un senso alle cose ed è questo l'unico modo di urlare al mondo: Il piccolo principe è vivo!

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Grazie infinite per avermi letto, è ovvio che ci tengo particolarmente a questa recensione e non è stato per niente semplice esprimere quello che mi rende il piccolo principe della community. Spero comunque di avervi reso partecipe di questo fantastico mondo. Se ci sono riuscito, anche se solo in minima parte, affrettatevi a dirmelo, mi rendereste davvero felice. Ancora grazie,
Il piccolo principe (di ciao)


Il sito che mi va di consigliarvi per completezza, è:
http://digilander.libero.it/Gretablu/il_​piccolo_principe/
In esso troverete tutto il libro suddiviso per capitoli corredato dei disegni originali fatti dallo stesso Saint Exupéry . Ad ogni modo, se non dovesse bastarvi rivolgetevi pure a me per chiarimenti.

Immagini

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Il piccolo principe

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Commenti

Avete domande riguardo Il piccolo principe (Antoine de Saint-Exupéry)? Domanda
Pagina 1 di 46 | 1 - 5 di 229 commenti
  • kiana 19/11/2011 22:23
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    bella opinione

  • ondalis 29/04/2011 23:26
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    un libretto che ha fatto storia! Oltre alla tua esperienza personale. Ciao :-)

  • erika1971 25/09/2010 10:05
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    bravo

  • epy 26/07/2010 22:18
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    eccellente opinione, ciao e alla prossima

  • ariannafi 23/02/2010 15:03
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Non devi ringraziare per averti letto. In fondo, chi ti ha letto, se ha capito, ci ha "guadagnato il colore del grano". Grazie a te. :)

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