La valutazione di questo autore:
| Vantaggi: |
spunto interessante e opere esposte pregevoli |
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Tra i miei giri turistici per Roma, non poteva mancare la visita alla nuova mostra al Colosseo. Da qualche anno, l'Anfiteatro Flavio è sede di esibizioni temporanee. Memore della splendida mostra "Sangue e arena", dedicata al mondo dei gladiatori, ero molto incuriosita da questa nuova esposizione. Purtroppo, sono rimasta un po' delusa. Ma andiamo con ordine.
La mostra "Il rito segreto. Misteri in Grecia e a Roma" ha l'obiettivo di illustrare i riti misterici tanto in voga nell'antica Grecia quanto a Roma. Nella prima, erano diffusi soprattutto riti misterici riguardanti divinità locali, come Cerere, la madre di Proserpina, considerata la dea della fertilità dei campi e dell'alternarsi delle stagioni, o come Dionisio, venerato nei famosi baccanali. A Roma, invece, furono rari i riti misterici autoctoni. Nella capitale dell'Impero, erano diffusi soprattutto i riti stranieri, sia quelli greci sia quelli provenienti da altre parti dell'Impero. Tra questi, i più importanti furono quelli legati al culto di Iside, una potente divinità egizia, del dio Mithra, proveniente dalla Persia e con alcune singolari somiglianze con il cristianesimo, e di Atti, una divinità orientale. Tutti questi riti erano definiti misterici proprio perché non si svolgevano alla luce del sole e in luoghi pubblici, ma sempre in abitazioni private o in luoghi isolati, spesso con il favore delle tenebre. Erano riti poco conosciuti da coloro che non vi partecipavano. Gli adepti erano tenuti alla segretezza e accedevano ai riti solo tramite cooptazione. Per questo, sappiamo ancora troppo poco al riguardo. Oltre ai riti misterici, un altro soggetto della mostra è costituito dalle varie tecniche di divinazione degli antichi: la Pizia e le varie Sibille, gli aruspici… Non manca un breve cenno alle attuali tradizioni popolari.
Va annoverato tra i pregi della mostra, dunque, l'aver affrontato un tema ancora poco conosciuto, soprattutto al grande pubblico, e affascinante. L'altro pregio è dato dal fatto che tutte le opere esposte, circa settanta, sono di ottimo livello: affreschi pompeiani, sarcofaghi, statuette votive, urne, statue marmoree, vasi… Alcune di esse sono dei capolavori come la bellissima "Fanciulla di Anzio", una bellissima statua marmorea raffigurante, per alcuni, la Pizia, le due piccole statuine raffiguranti Iside, una in bronzo e l'altra addirittura in legno, le molte pinakes, delle formelle votive, rinvenute in un santuario della Locride, e una scatola bronzea, utilizzata in una delle svariate tecniche divinatorie.
Detti i pregi, passiamo ai difetti. Innanzitutto, il fatto che la mostra sia al Colosseo da una parte permette di ammirare quest'opera straordinaria, dall'altra fa sì che biglietti e file per la mostra siano gli stessi dell'anfiteatro, Questo significa pagare ben 10 euro per entrare alla mostra: decisamente troppo per chi, come me, non è interessato a visitare il monumento. Le file, poi, sono molto lunghe, in qualsiasi ora e giorno, dal momento che il Colosseo è uno dei monumenti romani più visitati, con circa un milione e duecentomila presenze l'anno.
L'altro difetto è costituito dall'allestimento della mostra. L'esibizione è ospitata in una parte dell'ultimo anello del Colosseo, in pratica in un enorme corridoio curvo. Sul lato destro del corridoio si trovano i pannelli, in italiano e in inglese, che spiegano i vari riti, facendo riferimento alle opere in mostra e citando brani di autori dell'antichità che parlano dei vari riti misterici. Sul lato sinistro, invece, si trovano tutte le opere d'arte. Questo significa che il visitatore deve prima leggersi tutti i pannelli insieme e, poi, girare su se stesso e ammirare i reperti esposti. In questo modo, però, la fruizione della mostra non è delle migliori, perché non si ha la possibilità di leggere le informazioni riguardanti il singolo reperto nel momento in cui ci si trova di fronte ad esso. Insomma, se le opere e i pannelli fossero stati mescolati sarebbe stata data la possibilità di assorbire al meglio le informazioni date.
Tra l'altro, la scorsa settimana, un forte diluvio ha prodotti alcuni danni. La "Fanciulla di Anzio" è caduta a terra, danneggiandosi soprattutto ad una mano. Anche altre due opere esposte sono state danneggiate. Le tre opere sono state ritirate dalla mostra e sono in attesa del restauro. Questo evento ha fatto ulteriormente dubitare alcuni che il Colosseo sia una sede adatta per delle mostre.
Un ultimo, piccolo appunto: la stragrande maggioranza delle opere provengono dai vari musei archeologici di Roma, dagli scavi di Ostia Antica e dal Museo Nazionale Archeologico di Napoli. Insomma, è per lo più roba esposta localmente, dunque viene a mancare uno dei due motivi per cui vale la pena visitare una mostra, almeno per me: ammirare opere altrimenti difficilmente raggiungibili. Per i più curiosi, l'altro motivo che mi spinge a visitare una mostra è poter conoscere qualcosa in più. In questo caso, è vero che sono uscita dalla mostra sapendo sui riti misterici dell'antichità più di quel che sapevo prima.
Un ultimo difetto, questo certo non imputabile ai responsabili della mostra, è dato dall'elevato numero di turisti in visita al Colosseo che passano per caso attraverso la mostra, rendendo più difficile ammirare le opere. Mi hanno colpito, poi, i turisti che si fermavano a farsi foto con le opere esposte, le statue soprattutto, senza avere il minimo interesse a sapere con cosa si stavano facendo fotografare e facendo scattare più volte gli allarmi.
In definitiva, credo che "Il rito segreto. Misteri in Grecia e a Roma" sia una mostra molto interessante nello spunto, meno nella realizzazione. Non è imperdibile e la consiglio solo a chi si trova a visitare il Colosseo o a chi abbia una interesse tale per i riti misterici nell'antichità da voler visitare qualsiasi cosa sia ad essi collegata. Gli altri possono tranquillamente evitarla e visitare, magari, i Musei Capitolini o quelli Vaticani…per non parlare dei numerosi musei archeologici della capitale!
Nel bookshop accanto alla mostra sono in vendita, oltre al catalogo della mostra, molti libri e guide sul Colosseo e su Roma e numerosi gadget: quaderni, magliette, shopping bag, magneti… I prezzi sono parecchio alti, tanto che non ci ho comprato nulla, io che sono "bookshop addicted"!
Ora vi parlo del Colosseo...
No, scherzo, altrimenti quest'opinione mi viene fuori lunga dieci pagine!! :))
La mostra sarà aperta tutti i giorni fino al 7 Gennaio 2006
Dalle 8.30 alle 19.15 fino al 31 agosto
Dalle 8.30 alle 19 dal 1 settembre al 30 settembre
Dalle 8.30 alle 18.30 dal 1 ottobre all'ultimo sabato di ottobre
Dalle 8.30 alle 16.30 dall'ultima domenica di ottobre
La biglietteria chiude un'ora prima
Chiusa il 1 gennaio e il 25 dicembre.
Biglietto: intero 10,00 €, ridotto 6,00 €.