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Il sassicaia e i suoi compagni. Da Bolgheri a Suvereto, tra i grandi vignaioli della costa degli etruschi (Aldo Santini)

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SASSICAIA: IL VINO DEGLI DEI...

5  19.09.2006 (27.02.2007)

Vantaggi:
QUALITA' SUBLIME .  .  .

Svantaggi:
PREZZO PROIBITIVO .  .  .

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henry_pe

Su di me: Vi è una sola cosa al mondo peggiore...è rinunciare ad amare quando si è sicuri di aver trovato l'am...

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Il nome Sassicaia, che fino a qualche anno fa era conosciuto solo agli esperti, viene ormai da tutti identificato come il miglior prodotto in assoluto dell'enologia italiana. Infatti, a differenza del Brunello di Montalcino, altro vanto della nostra industria enologica, il Sassicaia può vantare l'unilateralità del prodotto, oltre al fatto che a partire dal 1994 gli è stata riconosciuta la Denominazione di Origine Controllata della zona di Bolgheri. Fino ad una decina di anni fa, quando questo splendido vino iniziava a raccogliere riconoscimenti, soprattutto a livello internazionale (nel 1978 la rivista inglese "Decanter" dichiara il Sassicaia '72 il migliore fra 33 grandi vini di undici Paesi; nel 1982 "Pocket Wine Book" lo definisce il miglior vino italiano in assoluto e, nello stesso anno, l'associazione "Vinarius" lo elegge miglior vino dell'anno), era possibile degustarlo nelle varie trattorie del livornese. Al giorno d'oggi, considerati i riconoscimenti mietuti a livello internazionale e la sua superiore qualità, quel prodotto che ricorda nel nome il terreno pietroso della tenuta di San Guido in Bolgheri, oltre ad essere quasi introvabile, è divenuto ormai una vera e propria fonte di investimento. Le innumerevoli richieste da tutto il Mondo, hanno elevato il suo costo a livelli impensati solo qualche anno fa, tanto da renderlo un'esclusiva delle tavole più importanti.
E chissà se l'allora studente di belle speranze, Mario Incisa della Rocchetta, nei lontani anni '20, avrebbe potuto prevedere un successo di tale portata per quel suo vino stile "Bordeaux".
La storia di questa leggenda dell'enologia italiana inizia infatti negli Venti, allorquando il Marchese Mario Incisa della Rocchetta ispirandosi a quello che era il suo vino ideale (il Bordeaux), sognava di crearne uno di qualità superiore. Dopo essersi stabilito nella Tenuta San Guido, sulla costa tirrenica toscana, ed aver sperimentato diversi vitigni francesi, giunse alla conclusione che il Cabernet possedeva il bouquet ideale per il vino che aveva in mente. Un vino composto prevalentemente da uve Cabernet rappresentava un radicale cambiamento nell'ambito della tradizione enologica toscana e piemontese, entrambe abituate ai sapori fruttati e dolci del Sangiovese e del Nebbiolo.
Nessuno si era mai sognato, fino a quel momento, di produrre un vino bordolese su terreno italiano e men che meno in una zona assolutamente sconosciuta dal punto di vista vinicolo. Nonostante il terreno sassoso della Tenuta di San Guido fosse molto simile a quello ghiaioso della zona di Graves, in cui si produce il Bordeaux, e gli sforzi per produrre un vino tanto particolare, i primi giudizi espressi da chi era abituato a vini locali molto leggeri non furono positivi, tanto che per molti anni ancora e fino al 1960, il Sassicaia fu bevuto solo nella Tenuta. Il Marchese, però, ben presto si rese conto che il Sassicaia, invecchiando, migliorava notevolmente e, nel 1965, dopo aver piantato altri due vigneti di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, iniziò a diffonderlo, migliorandone anche le tecniche di vinificazione. L'annata del 1968 fu la prima ad essere messa sul mercato, con un'accoglienza degna di un grande Premier Cru Bordolese. Negli anni successivi, la cantina fu trasferita in locali a temperatura controllata, i tini d'acciaio sostituirono quelli in legno per la fermentazione e vennero introdotte le barriques francesi per l'invecchiamento. La scelta del Cabernet e l'uso delle barriques, introdotte entrambe per la prima volta dal Marchese Incisa della Rocchetta, si diffusero ben presto in tutta Italia, rivoluzionando così il sistema enologico nazionale.
Si arriva così ai giorni nostri, dove la nuova cultura enologica aiuta a comprendere l'importanza di questo grande vino, che in oltre 40 anni di storia non ha mai subito cali qualitativi e che, prendendo a modello la terminologia francese, costituisce oramai l'unico vero e proprio "Grand Cru" italiano (prodotto in una zona ben determinata).
Per concludere il viaggio nel Mondo Sassicaia, bisogna soffermarsi sulle sue principali caratteristiche organolettiche.
Il caratteristico taglio bordolese, 85% Cabernet Sauvignon e 15% Cabernet Franc, appaiono subito evidenti dal classico sentore erbaceo; i suoi molti profumi ci conducono in un viaggio nel sottobosco Italico fino ad evidenziarne innumerevoli profumi terziari, derivanti dall'invecchiamento, che sfiorano sentori di tabacco, cacao, pelle, e rovere, tutti arrotondati ed ammorbiditi in una perfetta armonia tannica. Per quanto riguarda gli abbinamenti culinari, essi devono essere necessariamente orientati ai sapori forti ed intensi, come i prodotti della caccia, in particolar modo il piccione arrosto, i filetti alla bordolese ed i formaggi dal sapore intenso. Addirittura, alcuni consigliano di degustarlo senza alcun accompagnamento, o al più con qualche gheriglio di noce e fungo porcino a crudo, condito solo con poche gocce di olio di oliva e qualche intensa erba aromatica dal profumo mediterraneo.
Infine, per coloro che volessero dedicarsi alla ricerca di qualcosa di particolarmente "prezioso", è doveroso sottolineare come le annate ritenute universalmente le più importanti siano quelle del 1988, 1990 (ormai introvabile) e 1995.

CARTA D'IDENTITA':

1. DENOMINAZIONE: Sassicaia Bolgheri D.O.C.
2. VITIGNI: Cabernet Sauvignon (85% circa) e Cabernet Franc (15 % circa);
3. COLORE: rosso rubino intenso;
4. ODORE: vinoso, ricco ed elegante, con sentore erbaceo, profumi di sottobosco e macchia mediterranea e terziari tipici dell'invecchiamento;
5. SAPORE: corposo, armonico, asciutto;
6. GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5%;
7. RESA MEDIA PER HA: 45-50 quintali;
8. RESA MASSIMA DI UVA IN VINO: 70%;
9. AFFINAMENTO: 2 anni in botti di rovere da 225 lt. e poi in bottiglia per lunghi periodi;
10. TEMPERATURA DI SERVIZIO: 18 - 20 °C;
11. ABBINAMENTI: Sapori intensi, come piatti a base di selvaggina, salumi, ribollita e formaggi stagionati;
12. CALICE CONSIGLIATO: calice per vini rossi di gran corpo tannici.

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giomipao

giomipao

03.10.2013 15:59

l'ho bevuto solo poche volte...ottimo vino

ormor66

ormor66

20.05.2011 19:32

Mi dispiace ma non vale il prezzo che costa, da tecnico l' ho bevuto è mi ha sorprendentemente deluso annata 1999

panserotto

panserotto

05.10.2007 18:26

Beato te che l'hai bevuto!!! ottima opi

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