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Il tailleur grigio (Andrea Camilleri)

Opinione

per Il tailleur grigio (Andrea Camilleri)
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1 Stella Battito femminile.
51 su 51 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: No

Vantaggi poche pagine.

Svantaggi storia poco coinvolgente, per niente emozionante, lettura non molto scorrevole per via d'alcuni te

L'autore

birba76 Dal 17 mag 2004

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“Ma il tempo aveva da un pezzo finito di accelerare o di rallentare. Ora gli veniva difficile assà distinguere la notte dal jorno, la sira dalla matina, pirchì il tempo era addivintato come un liquido gelatinoso che fluiva sempre uguale e senza mai cagiare di colore”.
Una semplice frase d’apertura che racchiude in un attimo la vita di Febo Germosino, un ex funzionario di banca del paese di Montelusa in Sicilia, ora in pensione da pochi giorni che sembra fermarsi all’improvviso e sembra rendersi conto di una verità sconvolgente. Adesso ha più tempo e si ritrova così ad osservare le tre lettere anonime ricevute, allineate davanti a se proprio nel suo primo giorno d’uomo in pensione. Le prime due lettere sono vecchie di decenni, mentre l’ultima, la più recente insinua dubbi sulla fedeltà della sua bellissima e giovanissima seconda moglie, Adele, la protagonista del romanzo, una splendida donna sulla quarantina che ama indossare, in alcune particolari circostanze, un tailleur grigio che sembra avere un particolare significato, che sarebbe meglio non conoscere mai…

Febo, un uomo in pensione da pochi giorni che sembra fermarsi all’improvviso e rendersi conto di una verità sulla sua bella moglie che in cuor suo ha sempre saputo, ma che solo adesso, riesce ad affrontare dentro di sé. Diciamo un perdente per i miei gusti, sempre triste, senza qualità con tantissimi soldi e un buon prestigio sociale, una rabbia mia ha suscitato nel vederlo costantemente sottomesso ai comportamenti della moglie, senza mai reagire e soprattutto accetta i tradimenti e le falsità della donna senza mai accusare o in ogni caso far sentire la sua voce, è questo che mi ha innervosito di questo personaggio.
Adele, elegantissima e vaporosa, tanto da sembrare quasi finta. Capelli lunghi e biondissimi, con questa sua aria d’ambiguità, malcelata dietro alla sua bellezza e questa sua eleganza naturale. Descritta da Camilleri come una femme fatale, egocentrica, capricciosa, viziata e mai soddisfatta. Molto astuta che sa utilizzare le sue armi migliori nei momenti giusti ottenendo sempre tutto ciò che vuole.
Essa rappresenta solo il corpo, bellissimo e sexy, ma un corpo privo di cuore, senza un’anima, fatto solo di carne.
“Io sono come un deserto. Anche se viene innaffiato, non ci nascerà mai un’oasi”, queste sono parole sue, mentre si confida al marito, in una delle poche occasioni in cui parlano e si confidano.
Le emozioni, i piccoli gesti di Adele sembrano sempre tutte calcolate, non che vengano dal cuore, per niente spontanea nelle sue reazioni, sembra quasi priva d’emozioni.
Non vive benissimo il pensionato del marito in quanto pensa che questa situazione possa minacciare la sua libertà, infatti, da sempre fa quello che vuole senza che il marito abbia mai interferito, ma adesso che lui si trova in pensione e quindi con tanto tempo libero da occupare lei pensa che la sua libertà sia alquanto in pericolo, tanto da convincere uno dei suoi amanti a cercare di coinvolgere il marito in un’attività nuova, vale a dire quella di seguire una fusione, ma che in realtà nasconde affari non troppo puliti.
Una donna arida, fredda, priva di sensibilità, almeno mi ha dato quest’impressione.
“Lei avrebbe voluto vedere solo film che contavano di grandi e disperati amori romantici, preferibilmente in costume” l’unica cosa che ho in comune con Adele, la passione per le storie d’amore…

E’ lei la figura centrale del romanzo, una bellissima donna affamata di sesso e di prestigio sociale. E’ lei il motore della storia, mentre chi la vive e la soffre è suo marito. Il loro rapporto sembra già complicato fin dalla prima pagina del libro e si viene a conoscenza del loro rapporto complicato e difficile ed altri particolari della loro storia, via via che si prosegue nella lettura del romanzo e quindi attraverso i ricordi di lui e quello che vive a causa di questa donna bellissima ma alquanto complicata e particolare.
Personaggi che non mi hanno trasmesso particolare emozione, anzi, nessuno di loro è risultato essere il mio preferito o in ogni caso nessuno mi ha colpito in modo particolare. Adele mi è stata antipatica fin dall’inizio, una persona arida, insensibile, che ad un certo punto del romanzo sembra cambiata e sembra davvero innamorata di suo marito, sorprendendo poi alla fine…
Tutto sembra contro di lei ma quando Febo si trova coinvolto in una terribile malattia sembra che la moglie stia vivendo per lui, in quanto, rinuncia alle sue uscite, al suo tenersi come donna e a tutto per stare vicino al marito e proprio nel momento in cui si convince che i suoi erano solo dubbi da marito geloso di una moglie troppo bella e giovane, ecco che lei ricompare tutta in ordine e con indosso il suo splendido e terrificante tailleur grigio.
“Lo riconobbe immediatamente, perché nei primi suoi incontri con Adele conserva una memoria lacerante, macari del più piccolo dettaglio. Era il tailleur grigio da donna d’affari che aveva indossato appena passato il lutto stritto, quando era venuta a trovarlo in banca per firmare i documenti e doppo erano andati a mangiare per la prima volta insieme”.

E’ da un mese e poco più che ho terminato la lettura di questo romanzo, iniziato a leggere quasi per caso in quanto quattro mesi fa mi sono dimenticata di respingere la proposta raccomandata della rivista di libri a cui sono abbonata e così allo scadere del termine mi hanno mandato una coppia di libri tra cui appunto questo romanzo di Camilleri. Da sempre mi sono detta che prima o poi avrei letto un libro di Andrea Camilleri, un autore di cui ho sentito parlare tanto, ma di cui non avevo mai letto un suo romanzo. Ed ecco che mi sono ritrovata tra le mani questo romanzo e ho iniziato così a leggerlo.
Un libro di pochissime pagine, con una trama particolare, che sinceramente non mi ha colpito granché, anzi, direi che mi aspettavo qualcosa di diverso, e sicuramente se avessi avuto la possibilità di scegliere se acquistarlo o no, leggendo la trama, non l’avrei sicuramente comprato.
Scritto in siciliano, quindi in alcuni momenti mi sono soffermata per capire le varie parole, ma in linea di massima si capiva abbastanza bene, riuscivo a seguire il discorso ed ho capito abbastanza, anzi, mi sembrava persino di sentire anche la pronuncia siciliana.
Proseguendo nella lettura, la storia ha continuato a non entusiasmarmi particolarmente, anzi, sosterrei che mi sono sentita piuttosto esterna ad essa, non mi sono sentita coinvolta e, anche se riuscivo a vedere i vari momenti, non sentivo alcun’emozione particolare, mi sono sentita piuttosto indifferente, tanto da non provare alcun dispiacere una volta terminata la lettura.

Come vi dicevo è il primo romanzo che leggo di Andrea Camilleri, questo scrittore siciliano molto famoso, uno stile un po’ particolare in quanto racconta nella sua lingua, il siciliano, a volte un pochino difficile, ma alla fine sono riuscita a comprendere il senso della storia e ciò che veniva raccontato. Sicuramente questo non è uno dei romanzi che mi hanno maggiormente colpito, e forse quello sbagliato per iniziare a conoscere questo autore, sicuramente voglio leggere qualche altro suo romanzo prima di dare un giudizio particolare e definitivo su di lui, certo è che questo romanzo non mi è piaciuto per niente.
Un astuto osservatore della psiche della donna e dei suoi comportamenti, un linguaggio in cui si frammezzano espressioni dialettali siciliani che dimostrano il suo attaccamento alla sua terra e al suo linguaggio.
Il linguaggio italo-siciliano lo utilizza nella parte del narratore, invece nel dialogo fra i vari personaggi sono tutti in italiano letterario, questo dimostra quanto lo scrittore si diverte a giocare con il suo stile e con i codici linguistici.
In questo suo romanzo trionfa l’apparire piuttosto che vivere le cose e capirne la loro sostanza.

Ho trovato un articolo su internet che parla di questo romanzo di Camilleri, l’articolo è scritto da un cerco Massimo Bencivenga e, nonostante abbia sempre molto apprezzato Camilleri e il suo personaggio di Montalbano e quindi i suoi romanzi, questo romanzo invece lo considera uno dei peggiori di Camilleri, il peggiore e consiglia ai lettori di non leggerlo e di lasciar perdere. Per me è stato appunto il primo romanzo che ho letto di Camilleri e sinceramente con questo romanzo non mi ha per niente conquistato, sicuramente ne leggerò altri prima di dare un giudizio definitivo e sinceramente questo libro non mi è proprio piaciuto e sono quindi d’accordo con Bencvenga e con quello che dice con il suo articolo su sullanotizia.com.

Mio Voto: 5+


Casa Editrice: Arnoldo Mondadori Editore Spa.
Edizione: Mondolibri.
Nr.: 769885.
Anno Copyright: 2008.
Genere: Romanzo.
Pagine: 122.
Numero ISBN: 8022264769884.

Data Inizio Lettura: 12.09.2009
Data Fine Lettura: 21.09.2009

Canale: Comprato per posta con la rivista “Club Per Voi”.


“Quando Adele uscì, restò immobile, le narici allargate al massimo, a cogliere il lieve sciauro della sua pelle che ancora si sentiva nello studio”…
Così concludo la mia recensione di una lettura che non mi ha lasciato particolare emozione ma che mi ha in ogni modo tenuto compagnia durante il mio tragitto in pullman per il luogo di lavoro e anche durante il ritorno a casa.
Un romanzo che non riesco a consigliare a chi, come me, vuole iniziare a conoscere quest’autore; io ho sbagliato ad iniziare con questo libro, ma me lo sono ritrovata tra le mani per caso, ma di sicuro, non entrerà a far parte della mia collezione di libri preferiti.

Eccomi arrivata alla fine di questa mia relazione su un romanzo di pochissime pagine, di cui non aspettarsi grandi emozioni.
Aspetto come sempre le vostre opinioni e soprattutto i vostri pareri sul romanzo se lo avete letto.
Buona notte a tutti amici e vi ringrazio sempre per la vostra lettura.
Un bacione
Dany ^____^

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Commenti

Avete domande riguardo Il tailleur grigio (Andrea Camilleri)? Domanda
Pagina 1 di 11 | 1 - 5 di 52 commenti
  • supercoach 04/10/2011 06:04
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    SPERO CHE LA LETTURA DI QUESTO LIBRO NON ABBIA INFLUENZATO NEGATIVAMENTE LA TUA OPINIONE SULL'AUTORE CHE HA SCRITTO OPERE SENZ'ALTRO MIGLIORI.

  • lety2 19/09/2011 15:18
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Avrei voluto leggerlo...ma, Camilleri, mi ..."stanca". Per me leggere Camilelri è come vedere un fil sottotitolato...che fatica!!!!!

  • oriuccia86 30/05/2010 15:37
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    ottima opinione, complimenti!

  • christie 30/04/2010 10:07
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • Cri58 28/12/2009 22:26
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    non sembra da leggere...

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