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Ernia iatale ti ho sconfitta!!!!

5  25.03.2005

Vantaggi:
una nuova vita

Svantaggi:
piccole cicatrici che con il tempo spariranno

Consiglio il prodotto: Sì 

seppia73

Su di me: UN FELICE 2009

Iscritto da:11.11.2004

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In media l'opinione è' stata valutata molto utile da 19 utenti Ciao

Ho deciso di raccontarvi questa esperienza personale perché sono in molti a non conoscerne l’esistenza e spero in questo modo di potervi essere utile!!!

LA MIA ESPERIENZA:
Avevo 18 anni quando una “simpatica” professoressa di ragioneria (non vuol essere un’accusa nei confronti di tutta la categoria!!) decise che ero troppo timida e doveva “forgiarmi il carattere”; naturalmente ci riuscì ma a modo suo e diventando il mio incubo!!!! Diventai nevrotica come lei e comincia a buttare tutta la mia rabbia nello stomaco con conseguenti tremendi bruciori di stomaco.
Con il cibo i bruciori non passavano anzi triplicavano così spesso saltavo i pasti e mi imbottivo di malox.

Negli anni seguenti la situazione andò peggiorando perché non tenevo nulla nello stomaco, appena ingerivo qualcosa la vomitavo. Una situazione tremenda che mi ha portato ha contattare tutti i luminari del settore gastroenterologico.
I medici mi davano della malata immaginaria, dicevano che era un problema psicosomatico.
Nel frattempo spendevo un patrimonio in visite, i miei genitori naturalmente credevano ai medici ed io peggioravo le cose cominciando a fumare. Arrivata a 21 anni la situazione stava degenerando, ero un fantasmino.

Fortunatamente una sera incontrai per caso un amico di famiglia che di lavoro fa il radiologo; vedendomi in quello stato cominciò a fare domande: hai dolori al petto simili ad un attacco cardiaco? i dolori si propagano di riflesso alla schiena? trovi una macchiolina bianca, tipo il rigurgitino dei bimbi, sul cuscino al mattino? Rispondendo sempre di si mi propose di recarmi da lui a digiuno il giorno seguente.
Io sarò grata per tutta la vita a questa persona che con una semplice radiografia al bario ha scoperto cosa mi stava accadendo: ero praticamente nata con un’ernia iatale, molti bimbi nascono così ma crescendo l’ernia scompare, che negli anni si era sviluppata.

Mi mandò da un suo amico gastroenterologo che dopo la gastroscopia confermò l’esistenza di un’ernia di 2,5 cm e notevoli problemi di reflusso gastroesofageo. Mi fece fare tutti gli esami del caso: PH metria e manometria esofagea: un sondino che dal naso andava nello stomaco per 24 ore e il calco della quantità di cibo che si fermava sopra l’ernia.
Come cura mi diede dell’omeoprazolo, mi vietò tutte le attività fisiche che facevo e parecchi alimenti: menta, arance, limoni, alcolici e superalcolici, cipolle, aglio, carni grasse e rosse, pomodoro, tutti i cibi speziati, ecc..
Non cambiò nulla, così per un mese provammo un pasto particolare: pane e marmellata di amarene. Finalmente comincia a stare meglio perché la marmellata era così dolce che assorbiva parecchi succhi gastrici attenuando l’acidità e nel frattempo il medicinale cominciava fare il suo dovere. Dopo 3 mesi stavo benissimo, dovevo solo avere molto cura dell’alimentazione e non fare sforzi fisici.

Ero felice perché finalmente non ero più una malata immaginaria e stavo bene ma non potevo immaginare quanto la mia vita fosse cambiata: avevo ritrovato il mio peso ma non la forza fisica, per cui in tutti gli anni a seguire la mia vita è stata casa e lavoro/lavoro e casa!!
Il fine settimana mentre tutti i miei coetanei uscivano io dormivo continuamente per ritrovare a modo mio le energie per affrontare la settimana successiva. Provai ad andare a delle feste il sabato sera ma finivo sempre per addormentarmi vicino al guardaroba aspettando gli altri per tornare a casa così decisi che era inutile tentare di uscire la sera. Il sabato riuscivo, ogni tanto ad andare a trovare qualche amica per poche ore e fare poche commissioni ma appena arrivava la stanchezza di corsa a casa per dormire. Una grande prova per me e per gli amici, sì perché è in questi momenti che capisci il vero senso dell’amicizia e distingui i veri amici da quelli falsi!!! Certo è una non vita e devo ringraziare tantissimo il mio parroco che mi ha ascoltata per anni tutti i sabati e incoraggiata, spronata, ad andare avanti, qualcosa sarebbe cambiato e così è stato.

Improvvisamente all’inizio di quest’anno è ricominciata la tortura e dopo un bruttissimo attacco d’ernia sono finita al pronto soccorso. Sembrava una brutta forma influenzale ma erano indecisi anche sul fatto che l’ernia fosse peggiorata. Il mio gastroenterologo si ostinava a dire che andava tutto bene e che non c’era bisogno di fare una gastroscopia per controllare. Ricordandomi le parole del mio parroco mi sono recata da un altro gastroenterologo al S. Raffaele di Milano che prontamente mi ha cambiato cura e fatto fare la gastroscopia che non facevo da 10 anni!!!! L’ernia era arrivata a 5 cm dovevano operarmi d’urgenza. Ma io non sapevo si potesse operare perché il mio vecchio gastroenterologo non me lo aveva mai detto (gli farei provare solo per 1 anno la vitaccia che ho fatto io negli anni + belli per giunta!!).

Mi recai subito da un chirurgo famoso che opera tramite mutua all’ospedale di S. Donato e che confermò l’urgenza e la semplicità dell’operazione. Quando appresi la notizia non mi spaventai ma anzi ero felice perché sarei tornata a vivere normalmente come tutti gli altri 
Nel giro di due giorni arrivò la telefonata dall’ospedale per l’operazione: viene effettuata in laparoscopia facendo 5 buchini minuscoli sulla pancia!!! Una volta entrati oltre a togliere l’ernia hanno trovato altri problemi e mi hanno iniettato una sostanza che a contatto con l’aria ha formato un specie di plastica sulle pareti dello stomaco e girato non so come parte dell’esofago. La degenza, compresa l’operazione, è stata di 3 giorni e poi un mese a casa. Per due settimane ho mangiato pappine, minestrine, e omogeneizzati per bimbi, posi ho cominciato ad introdurre cibi più solidi ma non era un problema quel tipo di alimentazione perché il dolore intenso che avevo al petto e che accompagnava ogni giorno della mia vita era svanito!!!

Ora sono quasi passati 2 mesi e ogni giorno che passa sono sempre più felice: pian piano stò ritrovando le forze, mangio qualcosa in più, non ho dolore e sono una nuova Francesca.
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Viva la vita e viva tutte le persone che mi hanno sostenuta in tutti questi anni: la mamma che è sempre rimasta la mio fianco occupandosi di me sempre e nonostante non fossi + una bimba, il mio parroco che mi ha incoraggiata e spronata ad andare avanti, le 3 vere ed uniche amiche che mi sono rimaste e che mi hanno sopportato tantissimo.
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ORA LE SPIEGAZIONI PIU' DETTAGLIATE:

ERNIA IATALE, COSA E’:
L’ernia iatale non è una malattia ma un’alterazione anatomica relativamente frequente nella quale una parte dello stomaco, che normalmente si trova nell'addome, si sposta sopra il diaframma attraverso una apertura chiamata "iato esofageo" e si trasferisce nel torace.
Consiste nello scivolamento di una parte più o meno grande dello stomaco al di sopra del diaframma cioè risalita di parte dello stomaco dalla cavità addominale all'interno di quella toracica, attraverso il foro diaframmatico in cui passa l’esofago.
L’ernia iatale si forma nello stomaco e una parte di essa entra nel diaframma. Questo disturbo provoca l’indebolimento del supporto dello sfintere che impedisce all’acido dello stomaco di schizzare nell’esofago. Il risultato è il reflusso gastroesofageo o pirosi.

COSA LA PROVOCA:
Perché l’ernia si formi non è chiaro, ma l’indebolimento dei tessuti muscolari che si trovano a livello dello iato esofageo può sicuramente favorire il fenomeno. La formazione di un'ernia iatale può alterare la struttura di una zona molto delicata: qui infatti i particolari rapporti anatomici esistenti tra la parte inferiore dell'esofago e i pilastri del diaframma cooperano per assicurare una barriera efficiente al passaggio di materiale dallo stomaco all'esofago. L'indebolimento di questa barriera può favorire, in determinati casi, il fenomeno del reflusso gastroesofageo che, se prolungato e ripetuto, può causare la malattia da reflusso gastroesofageo.
L'ernia iatale può dunque essere considerata un fattore di rischio per la comparsa di questa malattia, ma solo in particolari circostanze e con il concorso di altri fattori.
Secondo alcuni esperti, addirittura, l'ernia iatale potrebbe rappresentare, in certi casi, solo la conseguenza di una malattia da reflusso. In ogni caso, ernia iatale e reflusso gastroesofageo non devono essere considerati sinonimi. La frequenza di ernia iatale aumenta con l'età. Un adulto su tre sopra i 50 anni ne è affetto: in Italia circa 6 milioni di individui, con una prevalenza aumentata nelle donne e nelle persone in sovrappeso.
Può essere congenita o acquisita. Fattori favorenti lo sviluppo di un'ernia iatale possono essere: debolezza dei legamenti che uniscono esofago e stomaco al diaframma; aumento della pressione endoaddominale per obesità o gravidanza; più cause tra loro associate.

SINTOMI:
La presenza di ernia iatale è spesso ignorata perché non provoca sintomi. Spesso, infatti, l'ernia iatale viene rilevata casualmente in individui sani, durante una radiografia dell'apparato digerente oppure durante una gastroscopia: secondo diversi studi sull'argomento circa un individuo su cinque mostra segni radiologici o endoscopici di ernia iatale in assenza di sintomi riferibili al tratto digestivo superiore. Se l'ernia iatale diventa sintomatica, i disturbi coincidono con quelli della malattia da reflusso gastroesofageo.
La sintomatologia è in genere assente ma, nelle forme di lunga durata, possono comparire esofagite da reflusso gastroesofageo e anemia per sanguinamento cronico; nelle ernie iatali di grosse dimensioni si possono avere disturbi che ricordano l’angina pectoris (dispnea, palpitazioni, dolore epigastrico). I sintomi sono sensazione di fastidio dietro lo sterno, pirosi e eruttazioni.

REFLUSSO GASTROESOFAGEO:
Il reflusso di succhi gastrici acidi è in grado di dare lesioni e disturbi non solo a livello dell'esofago ma anche nei distretti ORL, in particolare a livello della gola (faringe) e delle corde vocali (laringe). I disturbi e le patologie che riconoscono quale fattore in causa il reflusso sono numerosi e spesso solo indagando e trattando correttamente tale fenomeno, spesso misconosciuto dal paziente, è possibile risolvere situazioni che non riescono a trovare un corretto inquadramento diagnostico ed instaurare una terapia efficace. Nonostante la maggior parte degli specialisti siano ormai a conoscenza di tale fenomeno quale causa di patologie della gola, questi problemi di competenza otorino ma causati da un problema generalmente trattato solo da altri specialisti (gastroenterologo, chirurgo generale), restano spesso senza diagnosi o senza una cura idonea. La diagnosi di certezza del reflusso è oggi possibile con la pHmetria multicanale faringoesofagea.
La causa dei reflussi patologici va ricercata in un insufficiente funzionamento dello Sfintere Esofageo Inferiore (LES: Low Esophageal Sphincter) che separa l’esofago dallo stomaco, aprendosi al passaggio del bolo alimentare per poi richiudersi.
Questa condizione può manifestarsi senza una causa apparente, ma spesso è dovuta alla presenza di un’ernia iatale, cioè alla migrazione di un tratto di stomaco nella cavità toracica attraverso lo iato esofageo. Tale condizione disattiva la funzione del LES e di altri meccanismi antireflusso, dando vita alla Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo. La MRGE si manifesta con bruciori e dolori retrosternali post-prandiali e notturni, accompagnati dalla sensazione stessa del reflusso. Faringiti, bronchiti ricorrenti ed asmatiche, infiammazioni del cavo orale con possibili carie, dolori similcardiaci possono essere i sintomi iniziali e addirittura dominanti che conducono il malato, in prima istanza, all’Otorinolaringoiatra o al Pneumologo o al Cardiologo.

ESAMI:
Esami strumentali: radiologico, endoscopico, la pHmanometria esofagea.
La pHmetria è un monitoraggio del livello di acidità (pH) che consente, l'analisi di eventuali episodi di reflusso gastroesofageo. L'indagine richiede l'introduzione di un sottile sondino di appena 2,3 mm con due distinti canali ed elettrodi per la valutazione del livello di acidità nell'esofago e a livello della gola. dal naso fino all'esofago, che viene mantenuto per 24 ore, senza necessità di ricovero.

CURE:
La cura dell’ernia iatale richiede piccoli pasti nel corso della giornata e il mantenimento della posizione verticale dopo i pasti. Gli alimenti fritti, il cioccolato, la menta e il fumo rilassano lo sfintere. Bisognerebbe evitare gli alimenti allergenici come i succhi di agrumi, l’alcool, il caffè e i pomodori. Il dimagrimento diminuisce la pressione sui muscoli.
Nei casi che si associano ad ernia iatale, con quadro clinico severo e che vanno incontro a ricadute dopo terapia medica, è necessario prendere in considerazione l’intervento chirurgico.
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TUTTO QUANTO ELENCATO SOPRA E’ STATO TROVATO IN INTERNET PER EVITARE DI SCRIVERE STRAFALCIONI!!!
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Commenti su questa Opinione
opinionistaonline

opinionistaonline

30.12.2010 21:21

molto utile questa opinione! Grazie

lilluz

lilluz

13.04.2010 16:10

Bella opinione, personalmente toccante! anch'io soffro di ernia iatale con reflusso, da poco si può operara direttamente con gastroscopia.

lauria66

lauria66

02.11.2009 23:19

ciao anche io sono stata operata mi piacerebbe parlarti un po io ho ancora problemi ti lascio la mia email ..lauria66@hotmail.it ciao

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