Home > Cultura e Spettacolo > Cinema > Tutti i film > I > Insider, dietro la verità (Michael Mann) > Opinione
Insider, dietro la verità (Michael Mann)

Opinione

per Insider, dietro la verità (Michael Mann)
Leggi l'opinione successiva "Uomini onesti contro le..."
5 Stelle VIETATO FUMARE...
50 su 50 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi Tutto

Svantaggi Forse la colonna sonora...

L'autore

crowingc

Opinione più recente dell'autore

Qualche tempo fa’ avevo scritto un’opinione su “Cronisti d’assalto” film prettamente di giornalismo, che metteva in primo piano il lavoro del reporter. Proprio qualche giorno fa’ mi apprestavo a vedere questo “The insider”, e non avendo letto niente a riguardo ero sicuro di trovarmi di fronte un nuovo film sul lavoro del giornalista, la sua ricerca affannosa della verita’ e la sua voglia di scoop a tutti i costi. Decisi lo stesso di vederlo, in quanto c’era un attorone come Al Pacino (secondo me uno dei migliori attori mondiali, dopo Robert de Niro) , ed un regista come Michael Mann , precedente fautore di film come “Manhunter” e “Heat-la sfida”, film dove i due protagonisti erano proprio Al Pacino e Robert De Niro. Pero’, Non appena ho visto i primi dieci minuti mi sono dovuto ricredere, in quanto “The insider” non e’ un film sul giornalismo, ma e’ piu’ che altro un film sulla ricerca della verita’ e del benessere interno dovuto ad un comportamento eticamente corretto.

Il film si basa su di una storia realmente accaduta, e che ha tenuto banco per parecchio tempo sia in America che nel nostro paese. La storia ricorda la denuncia di uno stato americano verso le piu’ grandi compagnie del tabacco, che avevano tenuto nascosti gli effetti di dipendenza da nicotina. Per evitare il fallimento, le compagnie dovettero patteggiare ed effettuare un pagamento di seimila miliardi di lire a tutti quei consumatori raggirati e danneggiati. Ovviamente arrivare ad una cosa simile non fu per nulla facile, e proprio gli agganci che le compagnie avevano all’interno della societa’ americana (come polizia, organi governativi , ecc…) , resero le cose ampiamente difficili, ma per fortuna ci furono delle persone che si comportarono in modo retto e onesto, andando anche contro i propri interessi e dicendo tutta la verita’ a riguardo.

Il film in questione comincia con una inquadratura “esotica”, e si capisce quasi subito che il paese preso in considerazione e’ un paese islamico ed in particolare si capisce che e’ l’Iran. Lowell Bergman (Al Pacino), giornalista di successo e presentatore della trasmissione “60 minuti”, si reca appunto in Iran per convincere i fondamentalisti islamici a concedere un’intervista all’America, dove avrebbero dovuto spiegare le loro ragioni per gli atti di terrorismo compiuti in tutto il mondo. Non appena vidi queste poche scene , il mio pensiero volo’ ovviamente ai recenti avvenimenti, e mi convinsi che il film fosse basato proprio su questa intervista da fare, e su tutti i fraintendimenti che si sarebbero potuti creare. Invece fui smentito praticamente subito, notando che la storia si sposto’ immediatamente verso nuovi orizzonti prettamente “americani” e che niente avevano a che fare con gli arabi. Infatti , la scena si sposta immediatamente verso un ufficio (che giurerei si trovasse a Manhattan) , dove un uomo viene licenziato in tronco da una societa’ che dopo si scopre essere la Brown & Williamson , multinazionale del tabacco con fatturato annuo multimiliardario. Quest’uomo e’ Jeffrey Wigand ( interpretato da un irriconoscibile Russel Crowe) , chimico preparatissimo, licenziato perche’ venuto a conoscenza della lavorazione delle sigarette trattate con ammoniaca atta ad aumentare la dipendenza da nicotina. Bergman e Wigand vengono in seguito casualmente in contatto e insieme cercheranno di smascherare le grandi case per fumatori. I due pero’ dovranno affrontare tantissimi problemi, alcuni dei quali veramente enormi. Mentre Wigand dovra’ far fronte alle numerosissime intimidazioni da parte della stessa societa’ in cui lavorava, Bergman sara’ costretto a combattere contro i suoi capi, resisi conto di essersi messi in un affare troppo grande per loro, che li avrebbe portati a delle grane talmente grosse da costringerli a chiudere baracca. Fra l’altro Wigand e’ combattuto doppiamente tra il dire tutto ed il non dire niente, in quanto aveva precedentemente firmato una dichiarazione scritta dove dichiarava di non rivelare niente della lavorazione delle sigarette e di quello che succedeva all’interno della societa’, ma per fortuna a volte la coscienza umana e’ piu’ forte delle carte scritte, e i due “eroi” decidono di combattere fino in fondo la loro battaglia, per raggiungere uno scopo utile a tutta l’umanita’.
Viene rappresentato benissimo anche il rapporto dei due protagonisti con la famiglia, con Bergman che cerca in tutti i modi di tenere fuori dai suoi affari la moglie, e con Wigand in netto contrasto con la propria consorte, molto piu’ preoccupata di perdere la propria agiatezza economica dovuta al licenziamento del marito, piu’ che stargli accanto in una battaglia impervia e lunghissima.
Wigand e Bergman sembrano dei veri e propri nani, a confronto delle multinazionali, ma come ci insegna la storia di Davide e Golia , non sempre sono i giganti a vincere.
Ovviamente il finale si conosce gia’, ma ha poca importanza, visto che il film si presenta quasi come un documentario che non chiede di avere una trama con dei colpi di scena, ma solo una storia con degli sviluppi si improbabili, ma ampiamente conosciuti dal mondo intero.

La sceneggiatura affidata ad Eric Roth (precedente sceneggiatore di Forrest Gump) e’ praticamente perfetta, non lascia nulla al caso, e riesce a collocare ogni elemento, anche insignificante, al posto giusto e nel momento in cui lo spettatore se l’aspetta. La regia e’ altrettanto ottima, con Mann che si discosta un po’ dal suo ultimo lavoro (Heat), mettendo sullo schermo due personaggi che hanno si personalita’ completamente differenti, ma sicuramente entrambi visti come eroi positivi (cosa che non succedeva nello scorso film che vedeva Al pacino nella parte del buono e Robert De Niro in quella del cattivo). Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi, dei loro conflitti interni e dei loro gesti che sembrano agli occhi del pubblico totalmente naturali. Rappresentati perfettamente anche i conflitti interni di Wigand costretto a scegliere tra la giustizia e la tranquillita’ della propria famiglia, scelta che sembra molto facile dall’esterno, ma che diventa quasi insormontabile se vissuta in prima persona.
Perfetta anche l’interpretazione degli attori , con Al Pacino e Russel Crowe in testa. Su Al Pacino e’ inutile discutere , in quanto questo e’uno di quegli attori che con la sola presenza fanno alzare di livello tutto il film, ma vorrei spendere qualche parola in piu’ proprio per Russel Crowe:
Tanto per cominciare, vorrei proporvi una sfida : prendete due videoregistratori e due televisioni, mettete “Il Gladiatore” e “Insider”, e poi confrontate Maximus con Wigand e ditemi se siete in grado di affermare con certezza che sono la stessa persona. Ad essere sincero io l’ho capito solamente dai titoli di coda e sono stato costretto a portare indietro il mio videoregistratore per cercare di rendere vero quello che era stato scritto alla fine del film!
Proprio l’interpretazione di Crowe su “insider” gli valse la nomination all’oscar, vinto invece da Kevin Spacey con “American Beauty”. Io non so sinceramente dirvi quale dei due meritava il premio (forse lo meritavano entrambi), ma sono certo che qui Crowe si supera, offrendo un’interpretazione drammatica al di fuori del comune, interpretazione che me l’ha fatto rivalutare all’istante , convincendomi che l’attore americano non e’ solo buono a mostrare i muscoli , ma ha anche delle doti recitative di tutto rispetto… pensate infatti che qui ci veniva presentato come un uomo di mezza eta’ con addirittura qualche chilo di troppo!
L’unica nota negativa e’ la colonna sonora affidata a Lisa Gerrard e a Peter Bourke, che oserei definire quasi anonima.

In definitiva non posso fare altro che consigliarlo a tutti, la mia valutazione sara’ ovviamente di 5 stelle, ma non poteva essere assolutamente diversamente , in quanto il film merita in tutto e per tutto l’attenzione del grande pubblico sia americano che nostrano.


Valuta questa opinione

Quanto ti è stata utile questa opinione? Consigli sulle valutazioni

Questa è la prima opinione dell'utente

Invece di postare una valutazione negativa, vorresti:

  • Aiuta questo utente offrendogli consigli

  • Segnala i casi di abuso o plagio al team di Ciao.

Attiva i pulsanti per le valutazioni negative

Aggiungi il tuo commento

 Invia un commento  Invia un commento

Per poter inserire un commento è necessario attivare Javascript

Commenti

Avete domande riguardo Insider, dietro la verità (Michael Mann)? Domanda
Pagina 1 di 10 | 1 - 5 di 50 commenti
  • vigevano 03/01/2006 00:39
    Ha valutato l'opinione
    Utile

    Sono quasi d'accordo sulla tua opinione eccetto le considerazioni ( assolutamente incompetenti ) riguardo alla colonna sonora ed in particolare su Lisa Gerrard.Mi stupisco che prorio tu definisci anonima la Gerrard dato che hai anche visto il Gladiatore. Devi sapere infatti che tra i maggiori compositori di colonne sonore viene annoverat aproprio Lisa Gerrard spesso in collaborazione con artisti del calibro di Hanz Zimmer. Evito data la lunghezza dell'elenco di annoverare tutte le sue meravigliose composizioni in film di notevole rilievo..per non parlare della gloriosa carriera come componente e protagonista del gruppo musicale Dead Can Dance..Sappi che nella colonna sonora ci sono anche 2 brani dei Massive Attack ma suppongo tu non conosca neanche questi..Un consilgio..investi 10 euro..comprati il cd.

  • f1r3nz3 18/04/2004 20:48
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    ciao a presto :D

  • achernarII_la_vendetta 21/12/2001 02:11
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • lyo1 12/11/2001 18:38
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • atyrson76 24/10/2001 01:57
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    grandissimo film,gran bella opinione ma dio mio non finivo più di leggerla :-) comunque gran filmologo che sei come modestamente si dipinge il sottoscritto ciaoooo

Pagina 1 di 10 | 1 - 5 di 50 commenti

Altre opinioni

per Insider, dietro la verità (Michael Mann)

Offerte simili

per Insider, dietro la verità (Michael Mann)