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Opinione

per Io non ho paura
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5 Stelle L' innocenza perduta tra i campi di grano Opinioni con immagini
114 su 114 utenti Ciao hanno valutato come utile la seguente opinione Vedere le valutazioni
Raccomandato: Si

Vantaggi straordinari paesaggi del sud, ottime intepretazioni, regia e sceneggiatura raffinate e perfette, colonna sonora

Svantaggi Sottovalutato

Dettagli

Genere drammatico
Età minima per tutti
Regia ottima
Attori convincenti
Sceneggiatura buona
Colonna Sonora da comprare!
Qualità Video (DVD):
continua

L'autore

aantea Dal 22 dic 2002

dolci preparativi.... continua

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Bambini….
Bambini con le loro biciclette che corrono tra i campi color oro della campagna pugliese sotto un cielo che più azzurro non si può….
Bambini che crescono mentre tutto attorno a loro sembra essersi fermato….
Bambini costretti dagli adulti a perdere la loro innocenza….
“Io non ho paura” (2001) racconta i bambini con la loro incoscienza e con la loro purezza che diventano in questo caso i veri protagonisti di una storia e non semplici mezzi da contorno.
Tratto dal romanzo del talentuoso scrittore romano Niccolò Ammaniti, che sforna ormai delle vere e proprie sceneggiature per il cinema, questo film vede il ritorno del “vero” Gabriele Salvatores, il regista dei grandi paesaggi luminosi del Sud, che, dopo qualche fallimento come “Denti” e “Amnèsia” finalmente torna ad essere il narratore e fotografo di eccellente bravura quale egli è.

Ambientato nel profondo sud, la storia racconta del piccolo Michele Amitrano che, durante l’estate caldissima di fine anni ’70, scopre un inconfessabile segreto che vede vittima un bambino come lui, Filippo, un ragazzino dai colori diversi dai suoi ma vicino a lui nella inconsapevolezza della cattiveria dei grandi. Il bambino è vittima di un sequestro, rinchiuso in una tana al buio e gettato tra il fango, egli riporrà ogni speranza di salvezza in Michele che considera il suo angelo custode, quest’ultimo però si troverà davanti la triste realtà che vede implicata nel rapimento tutta la sua famiglia.

Michele è il piccolo eroe che non ha paura, che va in soccorso del suo coetaneo, lo nutre, lo disseta e gli parla senza riuscire a capire perché il suo amato padre possa aver fatto questo, possa aver ridotto insieme ai suoi amici un bambino come lui in quel modo, ridotto cieco, sporco e quasi immobile, la sua innocenza non gli permette di cogliere quegli sporchi meccanismi e in fondo a lui poco importa, l’unica cosa che vuole Michele è salvare il suo piccolo amico, mantenere una sorta di promessa fatta a se stesso.
Un film dalle forti emozioni che coinvolge e intenerisce, fatto di contrasti tra il buio della cava e la luminosità dell’estate del sud, tra il coraggio e la vigliaccheria, tra i ricchi e i poveri tra i buoni e i cattivi. La sceneggiatura ad opera dello stesso Ammaniti insieme a Francesca Marciano è fedele al romanzo, epurato in qualche parte come la descrizione della famiglia si Salvatore, l’amichetto di Michele o nel finale che nel film è netto e chiuso.
Impeccabile la fotografia di Italo Petriccione che ci immerge dentro i campi i grano facendoci vivere quei luoghi lontani dal mondo con gli occhi di una bambino di dieci anni coinvolgendoci profondamente.
Salvatores eccezionale nella direzione dei protagonisti ragazzini del film, un bravissimo Giuseppe Cristiano nel ruolo non facile di Michele fa da “capolista” dell’ottimo cast, ognuno con la propria maschera portata in modo definito, il padre di Michele, sfigato e fintamente cattivo interpretato da Dino Abbrescia, la madre di Michele, addolorata, succube e protettiva verso i figli interpretata da Aitana Sánchez-Gijon (Il profumo del mosto selvatico) e il piccolo Mattia Di Pierro nel ruolo di Filippo, la vittima, che recita per tutto il film con gli occhi chiusi e con la voce tremolante dalla paura.
Qualche titubanza su Diego Abatantuono che recita la parte del cattivissimo “capobanda” Sergio, il milanese che muove i fili dell’operazione, bravo come sempre anche se in un ruolo marginale e forse poco adatto a lui.

Un film validissimo, pluripremiato meritatamente, una realtà quasi immaginaria con una natura protagonista al pari degli attori che ripesca nella memoria di chi conosce bene quei luoghi tipicamente meridionali. Nessuna finzione in questa storia, punti di vista diversi sulla realtà con dei bambini che vengono a contatto consapevolmente e per la prima volta col dolore, con la sofferenza e col cattivo mondo degli adulti.Un film sui valori, sulla solidarietà, sul coraggio, sul conforto e sull’accettazione del diverso.

A completare in modo direi quasi poetico è la musica, un quartetto d’archi di gran classe e perfetto per l’incalzare della storia. Ovviamente gli anni ’70 la fanno da padrone con le canzoni che andavano alla grande in quel periodo da Ivan Graziani a Mina.
Curato in ogni minimo particolare e dalla bellezza che toglie il respiro, lento come è lento tutto quando al Sud il caldo ti piega le gambe, una sorta di thriller campagnolo che lascia senza parole.
Bellissimo e sottovalutato dal grande pubblico, peccato.

Immagini

per Io non ho paura
Bambini
di aantea aantea

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Pagina 1 di 24 | 1 - 5 di 118 commenti
  • Jecka169 25/08/2006 21:39
    Ha valutato l'opinione
    Utile
  • cobra79 05/05/2006 00:53
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    Grande film!

  • supermk76 28/12/2005 01:22
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Ottima critica.L'ho appena finito di vedere per la prima volta.Bello si...Forse la trama e la recitazione vengono messi un po' in secondo piano dalla stupenda fotografia e dalla colonna sonora azzeccatissima,cmq attori bravi al pari di Salvatores.Provero' a legggermi anche il libro...

  • fecap 23/12/2005 20:48
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile

    atmosfere stupende, l'amicizia tra i bambini...bello per davvero

  • DerKaiser 09/08/2005 18:43
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
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