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ConLui

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Passo solo per un saluto. La pausa non è ancora finita ma cercherò di tornare presto e recuperare un pò di letture. Buon tutto!!

Opinioni scritte

dal 30/08/2011

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Con la Z 13/02/2017

L'ultima lettera

Con la  Z Caro Amico, sai che la A maiuscola non è un errore delle mie dita stanche. Caro Amico, ti scrivo qualche riga immaginando di averti qui davanti e poterti parlare come facevamo fino a un po’ di anni fa. Non mi restano molti giorni su questa terra, so che ti dispiacerà leggerlo, forse, ma così mi dicono i medici che mi hanno in cura, anche se di cura ormai non si può nemmeno parlare. Diciamo che mi assistono per quanto possono in queste fasi di caduta libera verso la fine dei miei giorni. Sto facendo un grande sforzo ad usare carta e penna, qui sul letto, leggermente rialzato da un po’ di cuscini dietro le spalle. Tuttavia sono contento di riuscire ancora a scrivere, sebbene debba fare lunghe pause. Mi fanno male le dita anche solo a stringere la penna. La calligrafia che ne viene fuori è una schifezza ma so che non ti formalizzerai. Si, fino ad alcuni anni fa, passavamo molte ore insieme, spesso passeggiando e chiacchierando. Poi ti sei trasferito e ci siamo sentiti non spesso, all’inizio, ma pur sempre ogni mese circa. Poi via via sempre meno. Spero che l‘indirizzo a cui dirò di spedire questa lettera sia quello giusto. Non ho altre notizie di te da quando ci siamo salutati l’ultima volta. Mi auguro di trovarti lì e che tu stia meglio di me. Certo che pensare a te significa ripassare quantomeno i ricordi di 20 anni della mia e nostra vita. Abbiamo iniziato a frequentarci che avevamo circa 40 anni, ti ricordi? Poi le ultime notizie sono di circa 10 anni fa. Siamo vecchietti ...

Con la G 01/10/2016

Giusy resiste

Con la  G Giusy ha resistito. Per anni. L’educazione ricevuta in famiglia, fin da giovanissima e poi via via negli anni, è sempre stata molto rigida e non permette, o non permetteva, di poter lasciar andare pensieri liberi contro una morale intoccabile. Oltretutto cresciuta al Sud dove ancora vive e dove certe cose non si debbono dire, nemmeno pensare se possibile, tantomeno farle. Tuttavia è una donna di 44 anni, ancora molto bella. Non è facile a quest’età riuscire ad assopire ciò che istintivamente ti arriva dai tuoi sogni e bisogni spesso troppo forti per essere celati a lungo. E’ una sofferenza che ti porti dentro senza nemmeno saperla mettere a fuoco, se non ne prendi atto e se non l’accetti. Magari parlandone, esternandola potrebbe servire da valvola di sfogo. Ma non si può, o non si poteva. Tutto chiuso ermeticamente dentro, come un gas che è dentro una bombola d’acciaio ed acquista sempre maggior pressione, col rischio di una forte esplosione. Sono sei anni, ben sei anni che non vive ciò che una donna umanamente, emotivamente e fisiologicamente ha bisogno di vivere. Aveva infatti solo 38 anni quando a Salvatore, suo marito, hanno diagnosticato quella malattia non grave, di certo, non rischiosa per la vita, sicuramente, ma che lo ha reso impotente, sterile e insensibile. Non solo un divorzio o un tradimento non fanno parte della sua educazione, della sua logica e della sua morale, a prescindere. Ma ancor di più impossibile ipotizzare qualsiasi torto al marito quando i motivi ...

Con la D 11/04/2016

Sognava la Polinesia

Con la  D Si chiama Antonella, ha 35 anni, da 5 anni ha rilevato la sua profumeria-estetica proprio in una delle vie del centro. L’ha ereditata, pagandola ovviamente ad un prezzo molto alto, dalla vecchia titolare che da oltre 50 anni l’aveva gestita con amore, impegno e gran senso del dovere. La vecchia negli ultimi tempi ne aveva davvero le palle piene ma si sa com’è la gente… “se chiudo cosa pensano… ormai mi conosco per questo, ho tante amiche che vengono qui per me…” cose di questo tipo che l’hanno portata fino a quasi 70 anni ancora a servire, con puntualità da orologio svizzero, le affezionate, anziane e storiche clienti. Antonella ha lavorato lì da quando aveva 17 anni. Ha fatto man mano i vari corsi di estetista, profumiera ma anche ricostruzione unghie, le extenction ciglia, l’epilazione laser, insomma tutte queste cose moderne dove le ragazze e le donne, ma sempre di più anche uomini, spendono un patrimonio per curare la loro bellezza. Che poi puoi mettere tutte le ciglia che vuoi, allungarti le unghie, toglierti tutti i peli superflui, profumarti col profumo di massima seduzione ma la genuinità io continuo a preferirla. Poco trucco e molto leggero, tanto per togliere l’eventuale pallore, poi il più naturale possibile. Adoro la donna di campagna che se prima non si fa una bella doccia, è impossibile da starle vicino. E quante volte dietro un profumo seducente, dietro un trucco perfetto, un rossetto arrapante e cose simili, ho scoperto, arrivando al naturale ovvero quanto ...

Con la A 20/11/2015

Foglie d'autunno

Con la  A Non è un caso che l’altroieri, in una delle pause di lavoro, entrando in un bar del centro per il solito decaffeinato ho sentito la radio che trasmetteva Sweet Lui-Louise. La signora che mi ha servito il caffè certamente si sarà accorta dei miei occhi lucidi. Avevo la pelle d’oca e mi sono tornati in mente quei momenti indimenticabili di tanti anni fa. Eravamo in discoteca, una piccola discoteca un po’ fuorimano che a noi piaceva proprio perché tranquilla. Si poteva ascoltare musica e volendo anche ballare senza essere travolti dalla calca. Non ci si sballava di alcool. Solo il giusto. Erano altri tempi. Oggi sembra che se non c’è caos e la testa un po’ fuori non ci si possa divertire. Erano altri divertimenti i nostri, forse più di sostanza. Quella sera, freschi di pochi mesi da quando ci eravamo messi insieme, quella sera avevamo litigato di brutto. Ti dico la verità: non ricordo il motivo. Ricordo però il malessere che mi avvolgeva, forse era la prima vera litigata dura da quando stavamo insieme e mi sembrava anche possibile che ti stessi già perdendo. Con gli amici ormai era tutto organizzato e quindi siamo usciti tutti in gruppo ma ci ignoravamo. Dopo una mezz’ora che eravamo nel locale misero questa canzone, che ci toccava il cuore e ci ricordava i nostri primi giorni di innamoramento. Sweet Lui-Louise degli Ironhorse. Era il 1979, 19 anni io e 22 tu. Appena partì il pezzo, seduti l’uno di fronte all’altro nei divanetti del locale, i nostri occhi non poterono fare a ...

Pena di morte 20/05/2015

Ciò nonostante (rewind)

Pena di morte [Ringrazio di cuore Erato che ha scovato questa mia pagina scritta ben 14 anni fa quando il mio nick era settepercaso. L'ho riletta e non ho resistito al desiderio di ripubblicarla] Sono qui e aspetto il mio giorno. Solo tre giorni ancora, forse quattro. Non so, ora è tutto buio... il cuore, l'anima, il presente e il futuro. Tutto è buio. Tutto tranne il passato. Ciò nonostante sono ancora un uomo. Mi prendi da parte e mi sorridi e io ancora una volta ci casco. Ti seguo, seguo i tuoi passi, il tuo odore, la tua innata, forte ma tanto scontata capacità di fare di me quello che vuoi. Ancora una volta mi accarezzi e poi mi tocchi facendomi sentire quei brividi che conosco a memoria. Ancora una volta mi prendi e ti sento entrare spingendo con violenza, poi uscire, toccare, bagnarmi, riempirmi del tuo sperma. Ancora una volta mi hai fatto ciò che volevi e io ho sentito dolore e contemporaneamente sono stato contento di averti soddisfatto. Domani magari mi tratterai meglio. Avrò un giornale in più da leggere e magari un pò di cibo meno schifoso di quello di ieri. Mi do a te per così poco, ti regalo il mio corpo per lenire un pò le mie sofferenze. Soffro fuori per non soffrire dentro. Ciò nonostante sono ancora un uomo. L'ultima volta che mi hai costretto a succhiartelo avevi in mano la pistola e la mia paura era così grande che ci ho messo l'anima, stavi quasi per soffocarmi. Quando alla fine mi hai detto "bravo finocchio bastardo" volevo alzarmi, prendere la sedia e ...

Con la R 01/04/2015

Riunioni pericolose (attenzione: bollino rosso!)

Con la  R In questi incontri ci sono i brav’uomini che fuori prometterebbero amore, tenerezza e attenzione. Ce ne sono davvero molti. Ma altri, più onesti, ammettono, con coraggio e faccia tosta, che vogliono solo ottenere il tuo corpo, fare sesso con te. Questi li ammiri di più, sono quantomeno leali. Questo ad una bella signora come te, capita spesso. E capitano di entrambi i tipi. Il fatto che tu sia sposata non conta nulla per loro. In fondo sia i primi, che fanno i delicati e amorevoli, pronti a tutto per te, sia i secondi che invece trattano te, e gli argomenti connessi, in maniera ben più franca e veritiera, in fondo non si curano di cosa può accadere ad una donna che tradisce il proprio marito e torna a casa con addosso l’odore acre di sperma che ancora la riempie. E non vede l’ora di farsi una doccia per sentirsi quantomeno più pulita fuori. Non certo dentro. Il fatto che rischi gli incubi notturni che ti riportano in mente quel primo pomeriggio folle, nato per gioco e finito in una bolgia, o meglio definirla orgia, poco conta per loro e pian piano anche per te diventa diverso e sempre più accettabile. Perché un’amica ti faceva sentire diversa e fuori dalla normalità. “Impossibile che tu non l’abbia mai provato” diceva. “Ho degli amici giusti. Un giorno ti porto ma stai serena, se non ti va lasci perdere e vai via”. Si, come no! Prova a lasciar perdere quando tre o quattro uomini infuocati, col membro dritto e duro sono attorno a te e non vedono l’ora di metterlo ...

Febbraio 2007 31/12/2014

Pian piano

Febbraio 2007 Ci sono storie che lasciano un segno indelebile. Forse tutte le storie lasciano qualcosa di indimenticabile, di particolare, di unico. Perché siamo unici. E tu sei unica. Alcune storie nascono senza che nemmeno te ne accorgi. Magari stai leggendo pagine che ti emozionano in un sito che parla di prodotti ma dove qualcuno scrive anche di vita. E a volte ti chiedi chi c’è dall’altra parte del video, chi ha questa sensibilità che ti colpisce; e ti piacerebbe guardarla negli occhi, vedere quanto ciò che stai leggendo corrisponde a ciò che potrebbe trasmetterti dal vivo. Ma ci sono spesso distanze fisiche. Ci sono sacrosante diffidenze. Allora rimane solo immaginare. Tu continui a scrivere le tue pagine, lei le sue. E succede che nascono i reciproci commenti. Si inizia anche solo con qualche velato complimento nel box privato dei messaggi. Di mezzo qualche battuta genuina e innocente. Poi i contatti si intensificano. E così passano giorni, settimane e mesi. Allora può accadere che spunti anche qualche pagina dedicata; non espressamente, sia chiaro. Delicatamente, velatamente dedicata. Nessuno dei due lo ammette chiaramente ma lo si intende lo stesso. Ci vogliono le condizioni giuste per fare la prima domanda un po’ più profonda. A volte le condizioni si creano. Allora ci si prova. In fondo c’è di mezzo uno schermo e un po’ di chilometri. “Cosa intendevi con quella frase?”. E iniziano risposte reciproche inizialmente abbastanza evasive ma via via sempre più vere. Arrivano domande ...

Matrimoni gay. Il no al riconoscimento giuridico di matrimoni e unioni gay è grande motivo di discussione. Qual è il vostro punto di vista su questo tema delicato? 08/11/2014

Innanzitutto l'Amore ma poi...

Matrimoni gay. Il no al riconoscimento giuridico di matrimoni e unioni gay è grande motivo di discussione. Qual è il vostro punto di vista su questo tema delicato? Non sono solito scrivere sull’argomento del mese tuttavia ho letto tante opinioni su questo argomento estremamente delicato e la tentazione di dire anche la mia alla fine forse prevarrà. Dico forse perché scrivo in diretta ed eventualmente pubblicherò in diretta, senza pensarci su troppo, ma potrebbe anche accadere di cestinare il tutto a lasciar perdere. Innanzitutto devo premettere che la parola d’ordine, in generale nella vita ed in particolare su argomenti così delicati, è “rispetto”. Rispetto dei punti di vista, delle opinioni diverse e soprattutto delle situazioni che solo chi le vive in prima persona può realmente comprendere. La mia voce probabilmente sembrerà fuori dal coro e fuori dalle tendenze che vanno per la maggiore ma ciò non toglie che è una mia posizione e, come dovrebbe essere sempre, anche riscontrando punti di vista opposti, va rispettata. Ho messo eccellente a tante opinioni su questo argomento perché espresse con “cuore” e convinzione sebbene diametralmente opposte al mio punto di vista sull’argomento. Devo ancora premettere qualcosa: fino a sei anni fa avrei scritto cose molto diverse ma nella mia vita, proprio sei anni fa, qualcosa è cambiato radicalmente e di conseguenza comprendo molto bene tutto ciò che leggo e sento su questo argomento perché rispecchia ciò che anch’io pensavo prima. Ma oggi non è così. Ciò che leggete è il punto di vista di un credente, fortemente credente. Già questo significa che quanto io credo al riguardo di questo tema ...

Situazione femminile ieri e oggi 26/09/2014

Semplicemente Donna

Situazione femminile ieri e oggi Sono nato uomo. Nel senso di sesso maschile. Perché non sempre si è uomini pur avendo un ciondolo tra le gambe. Ho imparato la vita dalla famiglia, dai parenti e ancora dalla scuola. E ovviamente anche dagli amici, condizionati, come me. Ho imparato dall'esempio che tutti davano allora. Ho imparato a senso unico e senza dubbio alcuno che la donna serve, ubbidisce. E non discute. Ancor più accentuato, questo apprendimento, dall'infanzia e adolescenza, vissute in un paesino del profondo sud. Che problema c'era allora nel gestire una donna? Nessuno. Lei non doveva discutere. Doveva fare, eseguire. Punto. Nessuno, dico nessuno, di coloro che mi avrebbero formato negli anni era pronto ad insegnarmi altro. Non poteva, suo malgrado, essendo cresciuto con queste regole. Non gliene faccio colpa. Ma il tempo passa e cambia la vita degli uomini. Cambiano le regole, le abitudini e succede sempre che ciò che è naturale germogli. Non si può fermare la natura. Ciò che è embrione cresce e prende forma. E diventa sempre più bello e vero. E così è stato naturale che la donna pretendesse e poi prendesse il suo giusto posto nell'insieme di noi creature umane. Troppi hanno cercato di ostacolare questo cammino anche in maniera molto dura. Tanti pensano di poterlo fare ancora oggi. Ma come si può ostacolare la crescita di ciò che la natura ha creato forte e vigoroso? L'unica salvezza, in una irrefrenabile evoluzione, è prenderne atto, accettarla e rispettarla. Meglio ancora è amare il cambiamento ...

2002 Luglio 07/08/2014

Angelo senza ali

2002 Luglio Era Luglio del 2002. L'ufficio era ancora in via Spallanzani, non ricordo più il numero. Aveva una vetrina sulla via. Subito dopo l'entrata c'erano tutte le sedie sistemate a cinema dove facevamo le riunioni. Poi la scrivania in fondo alla stanza. Ero seduto al computer, rivolto verso la vetrina. La porta era aperta. Faceva molto caldo e allora covavo la speranza che entrasse un po' d'aria. Il caldo estivo a Torino è insopportabile. Umido, è sempre afa. Ero solo quel pomeriggio. Leggevo qualcosa al computer, qua e là casualmente, e ogni tanto alzavo gli occhi per guardare fuori. Ma passava quasi nessuno. A breve sarebbe arrivato l'ex collega Claudio, mi doveva parlare di qualcosa di lavoro. Leggevo, cercavo altre cose, e leggevo. Alzavo gli occhi e niente… che desolazione, che silenzio, che caldo. Accendevo la solita sigaretta, qualche boccata e poi nel posacenere a consumarsi inutilmente, per metà almeno. Intanto continuavo a leggere senza nemmeno troppa attenzione. "Meno male che tra un po' arriverà Claudio" pensavo. Un po' di compagnia in una giornata così. Moscia. Molle come l'umidità pazzesca che ormai da giorni non ci faceva respirare. Tra una lettura e l'altra, tra una sigaretta e l'altra, si alternavano i pensieri nella mente. I soliti. "Cose da fare. Che noia tutta questa burocrazia. Cose da pagare, ma quando mai mancano?". E si affacciavano anche i desideri-misto-problemi. "Tra un po' si va al mare. Problemi di casa. Una volta la moglie, una volta i figli. Ce n'è ...

Con la E 14/06/2014

E sia solo un ricordo

Con la  E Sono passati tanti anni, troppi forse. Hanno inventato questa chat su FB che è tanto inutile, ho sempre pensato. Mi hai chiesto l’amicizia già da un paio d’anni. Perché no? Amicizia accettata. Del resto sono passati tanti anni, forse troppi. “Come stai? Le tue figlie? E i tuoi? Tutto bene?” o cose del genere. Ci siamo limitati a questo. Per un po’. È difficile tuttavia fermare razionalmente la mente ed è ancora più difficile quando la mente va a pescare ricordi forti, ricordi che comunque ti hanno lasciato un segno. Impossibile fermare la mente quando pesca ricordi che smuovono emozioni accantonate. Specialmente quando sono emozioni forzatamente accantonate. Hanno inventato questa chat su FB che è tanto inutile, ho sempre pensato. Oggi dico anche pericolosa. Per la mia quiete, per la tua. Ma ormai la quiete è persa. Si. Ci siamo già fatti del bene parecchi anni fa. Ci siamo fatti del bene per quel breve periodo intenso che doveva per forza finire. E finendo sapevamo che ci avrebbe provocato male e dolore. E pur sapendolo, prima e durante, non abbiamo rinunciato. È stato incontrollabile. Più forte di noi. Quando volevamo rinunciare era troppo tardi. La tua mente e la tua anima erano dentro me e la mia mente e la mia anima dentro te, travolgendoci senza alcun paracadute. E così, dopo qualche chiacchierata virtuale del più e del meno, qualche settimana fa ho ceduto al desiderio di chiederti. Prima dell’invio ci ho pensato su un bel po’. Ma poi ho premuto. “Nelle nostre ...

2004 Aprile 19/04/2014

Filippo (rewind)

2004 Aprile [Un altro tuffo nel passato. 123paolocesare, qualche mese fa, mi ha onorato con un gran regalo, riproponendomi la lettura di questa opinione che avevo scritto qui in Ciao anni fa, quando il mio nick era “settepercaso”. Rileggendola è stato irresistibile per me emozionarmi. Tantissimo. Ed è stato inevitabile aggiornarla. Oggi ho proprio voglia di ripubblicarla, sebbene possa dare un po’ di tristezza, per onorare questo caro amico, Filippo, che ho avuto il privilegio di conoscere e frequentare purtroppo per un tempo troppo breve.] *************** *************** *************** *************** *************** ** Il successo vero si misura da quante persone ti amano... Luigi ed io avevamo preso quel locale per un anno, in gestione; volevamo provare finalmente a divertirci in un posto dove sfogare la nostra voglia di musica. Era un piccolo disco pub, a Rivoli, niente di eccezionale ma ci si poteva divertire da matti. Durante la settimana facevamo karaoke, si cantava, tutti, anch'io con la mia pessima voce... e poi il sabato, dopo un po’ di canto, facevamo discoteca fino a tarda notte. Avevo anche ripreso in mano le abitudini giovanili di fare il Dj; le prime settimane fu tremendo ma poi, pian piano, ci ripresi la mano e in certe serate la gente ballava senza sosta e senza fine e fino all’alba. Dovevamo essere noi a dire “si chiude!” altrimenti non riuscivamo a farli sedere. E lì che ti ho conosciuto, Filippo. Non è retorica, il mio cuore lo sa e anche il tuo. Ci sono persone ...

Wind 08/03/2014

Senza vaselina

Wind So già che chi conosce il mio modo di scrivere potrebbe subito pensare “oddio, stavolta Corrado esagera… chissà che pagina hard-core ha preparato…” o cose simili. Niente paura. Nulla di tutto ciò. Non sono qui a raccontarvi una delle mie solite storie o meglio stavolta vi racconto una storia diversa e il motivo del titolo vi sarà chiaro più avanti. Andiamo con ordine. Notate che ho scelto come argomento la Wind e in particolare la sezione che tratta della telefonia mobile. Voglio informarvi di quanto mi sta (e ci sta) accadendo, in qualità di clienti Wind, affinché ne traiate le giuste considerazioni e magari, se non siete già caduti nella rete, girate al largo da queste offerte mendaci evitando di sentirvi dei “polli” come mi sento io in questo momento. È solo storia di 8/10 mesi fa che ero cliente H3G attraverso la quale avevo acquistato un telefonino rateizzandolo in 24 mesi . Essendo ormai libero da vincoli mi sono un po’ guardato attorno perché oggettivamente la Tre ha un sistema che non mi piace nel conteggio dei pacchetti all-inclusive contenenti minuti, sms e internet per smartphone. Continua infatti ancora oggi a calcolare i consumi settimanalmente in modo che se sfori vai ad intaccare l’eventuale credito a disposizione con tariffe certamente salate. Un anno fa addirittura i conteggi che mi proponevano erano giornalieri. Quindi un tot di minuti al giorno per conversazioni, un tot di sms al giorno e un tot di Mega per internet. Ed è un sistema che mi pare ridicolo ...

Una giornata qualunque 14/01/2014

Capita

Una giornata qualunque Capita. Di uscire presto al mattino, in mezzo alla nebbiolina sempre presente in questo periodo dell’anno, e vedere te che sali sulla tua macchina dopo aver ripulito il vetro dalla brina. E te ne vai, verso il lavoro, senza nemmeno un saluto. Così indifferente. Spesso penso, forse per consolarmi, che non mi hai visto. Si, avevi fretta e non mi hai visto. Capita quasi ogni giorno. Sabati e domeniche escluse, quando gli orari non coincidono. Capita che vorrei chiamarti, fermarti, guardarti negli occhi e chiederti almeno solo un “perché”. Capita, ma solo ogni tanto, di rientrare al pomeriggio contemporaneamente a te e osservarti mentre rientri a casa. Stavolta sei coi tuoi figli, dopo che sei andata a prenderli a scuola, alla fine del loro tempo pieno. Capita che in quel momento mi ricordo che al mattino ci pensa tuo marito, a portarli a scuola. Tu esci un po’ dopo, da sola, infreddolita, come spesso ti capita. Perché questo me lo ricordo, patisci il freddo, come me. Quanta voglia avrei di aiutarti a scaldarti, in queste mattine così fredde. E quanto vorrei che tu provvedessi a scaldare me. Quando sono arrivato qui, i soliti chiacchieroni dei vicini ti avevano descritta come antipatica e distaccata. Ma io la prima volta che ti ho guardata in viso, la prima volta che mi hai salutato ed io ho risposto, ho subito pensato “è timidezza, non è antipatica”. Ma non so mica se mi sono sbagliato. Poi quel maledetto giorno in cui mi hai fermato perché avevi problemi alla macchina, ...

Tradimento 01/11/2013

Felicemente sposata

Tradimento Laura è una donna felicemente sposata. Così dice a tutti, forse troppo spesso, e ne sembra convinta. Non ho mai capito cosa possa esserci davvero dietro questa frase detta da una donna sui 35 anni, dopo dieci anni di matrimonio. Però, ad essere sincero, ho spesso pensato a una forma di training autogeno: mi ripeto una frase, mi ascolto e mi convinco. Come a dire che ascoltando questa frase qualche crepa che si è aperta nel matrimonio, magari semplicemente la normale stanchezza di anni della stessa minestra, possa essere richiusa e messa a tacere. Laura è una donna felicemente sposata. Ha un figlio molto bello di 3 anni. Suo marito è un signore simpatico e forse anche un uomo non male, non me ne intendo molto di uomini. E’ una mia competitor da circa un anno, intendo una collega di lavoro con la quale siamo teoricamente in concorrenza. Dico teoricamente perché lei è molto brava nel lavoro e ci tiene a primeggiare ma io non gareggio. Io me la cavo bene ma in fondo anche il secondo posto mi basta. Anche il terzo. Ho altre soddisfazioni da prendermi e poi primeggiare nel lavoro appartiene ad altri periodi ormai lontani. Laura è una bella donna. Questo sì, non si discute. Tutti i colleghi lo ammettono e lo dimostrano con apprezzamenti vari. Forse l’unico a non darle importanza sotto questo aspetto sono proprio io. Non che voglia tirarmela ma oramai anche i periodi in cui dovevo vincere le mie partite personali, portandomi a letto questa o quella, sono passati e lontani. Il capo ...
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