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Munro

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Opinioni scritte

dal 28/11/2007

78

ciao.com 21/06/2013

Staff di Ciao e nozze gay: un'altra occasione perduta

ciao.com Non mi piace assecondare le proposte di Ciao sugli Argomenti di attualità. Senza dilungarmi a spiegarne i motivi - non interessano a nessuno, com’è giusto - mi limito solo a dire che non amo prestarmi ai giochi al ribasso. Premesso questo, vorrei fare una banale riflessione sul comportamento di Ciao in occasione della recentissima proposta su nozze gay, che ha raccolto ben 81 opinioni. Ora, non so quali siano i criteri adottati da Ciao per individuare le 2 opinioni vincitrici: dipende forse dal numero degli "Eccellente" e di letture che ricevono le opinioni; dipende forse dal giudizio insindacabile dello staff di Ciao; dipende forse da entrambi i precedenti criteri. Non lo so, ripeto, e sinceramente non mi importa neanche andare a leggere eventuali note informative che Ciao fornisce in proposito. Sta di fatto che, quando il portale propone argomenti di scottante attualità - quelli cioè che, avendo forti ricadute sociali, implicano scelte difficili da parte delle istituzioni e sono oggetto di vivaci dibattiti nell’opinione pubblica, tra i mass media e tra gli studiosi – sarebbe opportuno adottare il criterio del giusto mezzo. Intendo dire che su un tema controverso come quello delle nozze gay sarebbe stato meglio selezionare come vincitrici 2 opinioni in cui vengono argomentate posizioni di segno opposto. Infatti, è solo così che si rispettano le posizioni di tutti i partecipanti, mostrando autentica considerazione per le regole della democrazia. Non di poco conto, è anche ...

Depressione 09/05/2013

Il corpo ci parla … di come sta l'anima

Diritti dei bambini 02/04/2013

Infanzie rubate ... e restituite

Una coppia di amici ha preso in affidamento una bimba di 8 anni che chiameremo Daniela. Il fratellino, più piccolo, è stato affidato ad un’altra coppia. Fino all’età di 4 anni, Daniela è stata oggetto di violenze da parte dei suoi veri genitori. Italiani. Costoro, denunciati dai servizi sociali alle forze dell’ordine, hanno fatto perdere le loro tracce. Gli assistenti sociali, gli psicologi e il giudice hanno deciso che i due fratellini dovessero essere separati. “Quando subiscono gravi violenze, è opportuno che i fratelli non stiamo insieme, perché la vista l’uno dell’altra alimenta di continuo il ricordo di quanto successo”. Affidati a coppie diverse, i bimbi inizialmente non dovevano avere nemmeno rapporti telefonici. I primi affidatari di Daniela non hanno retto. Dopo poco più di un mese, la coppia ha detto al giudice: “Non ce la facciamo. La bambina è ingovernabile”. Daniela è tornata così in istituto. È stato allora che sono entrati in gioco i miei amici. Nell'incontro iniziale con gli assistenti sociali venne loro presentato questo quadro della situazione: “I genitori, in più di un’occasione, hanno denudato la bimba e l’hanno lasciata tutta la notte sul balcone. D’inverno”. Daniela è una bella bambina bionda, ma tra i capelli si intravede una grossa cicatrice sul cuoio capelluto: “La madre le ha strappato grossi ciuffi con le tenaglie”. Gli assistenti sociali hanno preferito non citare tutta la lista delle violenze subite da Daniela e dal fratellino. “Per ora ...

L'Amore è .. a Volte .. 19/03/2013

Anche Gesù si ribellò al padre?

L'Amore è .. a Volte .. Scrivo questa opinione in tutta fretta, senza preoccuparmi di approfondire la riflessione che ho appena fatta tra me e me. Chiedo pertanto scusa in anticipo agli eventuali lettori se non sarò capace di dare uno sviluppo lineare al mio pensiero. Ad ogni modo, si tratta di questo. Le scienze psicologiche e l’esperienza insegnano che un figlio maschio diventa autonomo ed entra nel mondo degli adulti nel momento in cui si separa non solo dalla figura materna, ma anche da quella paterna. Uno dei compiti fondamentali di un padre è di dare ai figli “una ferita”, che consiste nel tagliare il cordone ombelicale che li lega alla madre. Questa ferita va data quando il bimbo ha 9-10 anni (si legga in proposito “Il padre, l’assente inaccettabile”, di Claudio Risé). Il processo che conduce alla formazione della personalità di un figlio non si ferma qui. Come suaccennato, occorre anche che il figlio si ribelli al padre, esca cioè anche dalla dipendenza verso quest’ultimo. Prima avviene la ribellione meglio è. Un padre fatto a padre deve desiderare che il proprio figlio gli si ribelli e deve preoccuparsi se tale ribellione non sopraggiunge, perché ciò significa che il figlio, dentro di sé, continua a vedersi “figlio” e non sente la spinta naturale a crearsi il suo proprio mondo, distinto e separato da quello del padre. E’ questa la via attraverso cui i maschi, alla ricerca della consapevolezza di sé, iniziano con virilità l’avventura della vita, che li metterà nelle condizioni di ...

Marzo 2008 14/01/2013

Sul Papa la Torre di guardia fa la pentola ma non il coperchio

Questa opinione intende fornire agli eventuali lettori un esempio eloquente della strategia comunicativa adottata dalla Torre di guardia, l’organizzazione a capo dei testimoni di Geova, per sostenere una sua propria interpretazione biblica. Nella rivista Svegliatevi! del febbraio 2013, non ancora disponibile in forma cartacea ma visionabile in anteprima sul sito internet dell’organizzazione geovista, versione italiana, è pubblicato un articolo sul filosofo greco Platone (http://www.jw.org/it/pubblicazioni/riviste/g201302/platone-filosofo-greco). L’interesse della Torre di guardia per Platone non ha finalità informativo/culturali. In realtà, il filosofo greco importa all’organizzazione protestante americana semplicemente per rinforzare nei suoi seguaci la convinzione che la fede cristiana nell’esistenza dell’anima immortale individuale non sia biblica, bensì presa in prestito dal pensiero della Grecia antica, da Platone per l’appunto. Dopo una rapida esposizione del pensiero platonico sull’anima, troviamo nell'articolo alcuni versetti del Vecchio Testamento (sono i versetti continuamente citati dall’organizzazione per diffondere l’idea che, dopo la morte, l’uomo finisce nel nulla). Poi una domanda: “Chiaramente la Bibbia non insegna che l’anima sopravviva alla morte del corpo fisico. Pertanto è bene chiedersi: “Le mie convinzioni si basano sulla Bibbia o sulla filosofia di Platone?” Non è finita qui. Immediatamente dopo, l’articolo riporta 3 citazioni. Due sono tratte ...

Il mio futuro 21/11/2012

Copiare opinioni in Ciao: la lettera aperta che non c'è stata

La lettera aperta avrebbe potuto essere come segue. Ai miei fratelli di fede e a tutti coloro che, su questo portale, mi hanno apprezzato finora. Riepilogo i fatti. Ieri ho pubblicato un’opinione in cui recensivo un libro. Tuttavia, nel far questo, ho commesso un grave errore: quella recensione non era affatto mia. Detto in parole povere, HO COPIATO da un’altra fonte, ho pubblicato un testo altrui spacciandolo per mio. Che non bisogna copiare è forse il primo insegnamento che abbiamo ricevuto a scuola, sin da quando eravamo bambini. Copiare è un inganno per chi legge, per l’autore originario e, persino, per colui che copia; è un comportamento sleale, disonesto. Bene, io ho commesso questo errore, volontariamente. Nella stessa giornata di ieri, lo staff di Ciao ha provveduto, con giustizia, a cancellare quella mia opinione. È sua prassi e pare che i nuovi amministratori del portale siano particolarmente impegnati nell’eliminare le opinioni che, in questo senso, impoveriscono e svalutano la Community. Ora, io sono qui a chiedere scusa a tutti voi. Innanzitutto, chiedo scusa agli amministratori del portale per aver violato il Regolamento. Sappiamo che Ciao, nella schermata in cui consente agli utenti di pubblicare un’opinione, fornisce sempre questo avviso: "Confermo che l'Opinione da me scritta è frutto di una mia esperienza personale e che non è stata copiata né nelle espressioni linguistiche né nei contenuti da una fonte diversa. Sono a conoscenza delle ...

Ravensburger J.vetriano The Singing Butler 07/11/2012

Una danza improbabile che affascina

Ravensburger J.vetriano The Singing Butler Di tanto in tanto mi capita di comporre qualche puzzle. Non mi sono mai spinto al di là di quelli da 1000-1500 pezzi, per meri motivi di spazio. Una volta finiti, infatti, li capovolgo, metto sui tasselli delle strisce di nastro adesivo, li porto dal corniciaio e li appendo sulle pareti di casa. Ogni fase – dalla scelta dell’immagine alla scelta della cornice - mi procura sempre una grande gioia. Sarà anche per questo che mia moglie mi definisce un semplice! Per quanto mi riguarda, sfrutto l’occasione del puzzle per conoscere i pittori. E’ vero che le case produttrici di puzzle non si sforzano gran che nel riproporre immagini di elevata qualità (fatta ovviamente eccezione per i classici capolavori), talvolta però qualcosa di interessante compare sul mercato. L’ultimo puzzle che ho completato è stato The Singing Butler (Il maggiordomo che canta), riproduzione di una tela di Jack Vettriano. Il nostro è un pittore contemporaneo scozzese che, nelle pause del lavoro come ingegnere minerario, si divertiva a dipingere paesaggi. Acquisito ed affinato uno stile personale, Vettriano, per le sue tele, ha scelto temi che mi stanno un po’ stretti di collo (l’ambientazione è anni 40-50 del secolo scorso; i colori sono generalmente accesi; molti sono i soggetti raffiguranti uomini o donne, soli, in camere d’albergo o in night club, oppure coppie che amoreggiano; ha ritratto pure una famigliola ad una scampagnata al mare ed un gruppetto di uomini, apparentemente danzatori di tango ...

Dicembre 2006 03/10/2012

Chi è YHWH?

Sappiamo che - prima della venuta di Cristo - Dio scelse un popolo e si fece conoscere come Dio unico e personale: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo” (Deuteronomio 6,4). Mostrandosi a Mosè nel roveto ardente, Dio rivelò che il suo nome, YHWH, significa "Io sono colui che sono!" (Esodo 3, 14-15). E’ questa la traduzione della parola formata da quattro consonanti ebraiche che nel nostro alfabeto corrispondono, per l’appunto, a YHWH (pronuncia: Yahvé). Il popolo ebraico scopre così che Yahvé è l’unico vero Dio, il Signore. YHWH è il Nome divino, ma si badi bene che, nel linguaggio biblico, il nome racchiude l’identità e/o la missione della persona che lo porta; non è una semplice etichetta necessaria a distinguere un individuo dall'altro, come avviene nella cultura contemporanea. La rivelazione che Dio fa di Se stesso non si conclude con l’affermazione della propria unicità e del suo essere l'Assoluto. Con la venuta di Cristo, infatti, l’uomo fa un passo avanti nella conoscenza di Dio e scopre che YHWH è sì uno, ma non è solitario. In particolare, Gesù rivela che Yahvé è Padre ed è suo Padre. Gesù rivela così di essere non solo il Messia tanto atteso dal popolo ebraico, ma di essere anche e soprattutto il Figlio di Dio, l’unico generato da Dio Padre, fatto della Sua stessa sostanza o natura divina (cfr. Giovanni 1, 1-14; Filippesi 2, 5-11). L’identità di Cristo in quanto Dio è chiaramente indicato dai Vangeli e dagli altri libri del ...

Volontariato 21/09/2012

Doniamo la voce per "far vedere" i ciechi

Il mio passatempo preferito è la lettura. Ieri sera, riflettevo sul fatto che una delle più grandi tragedie che mi potrebbero capitare sarebbe di perdere la vista. Pensare di non poter più vedere i miei cari e tutte le meraviglie di cui il Signore mi fa dono ogni giorno mi provoca un brivido lungo la schiena. Fra queste meraviglie, come ho già detto, annovero l'immenso piacere della lettura. Ho cominciato allora a pensarmi cieco. Come la metterei in quella situazione? Bé, potrei far uso di audiolibri, mi sono detto. A quel punto, EUREKA!, si è accesa la lampadina. Le persone che mi conoscono dicono, da sempre, che ho una gran bella voce. C’è chi mi ha addirittura suggerito di fare il doppiatore o di parlare in radio. Quando studiavo in Gran Bretagna, un amico che insegnava nella facoltà di Foreign Languages, mi portava spesso in sala di registrazione, dandomi da leggere brani di letteratura contemporanea per i suoi studenti di italiano. In tutta sincerità, non ho mai pensato a cosa farmene di questo dono di Dio. Bene, ieri sera, improvvisamente, ho capito come valorizzarlo. Infatti, cosa c'è di meglio che metterlo al servizio degli altri? E perché non offrire la mia voce per leggere libri e registrarla a beneficio dei non-vedenti? L’idea mi è subito piaciuta, anche perché, in tal modo, condividerei il piacere che provo per la lettura. Ho acceso così il computer, sono entrato in internet ed ho digitato in Google “Leggere libri per ciechi”. I primi due siti che sono ...

In Cosa Credono i Testimoni di Geova? 18/09/2012

Ma la Bibbia non dice che la fede senza le opere è morta?

In Cosa Credono i Testimoni di Geova? Dopo aver analizzato in altre opinioni alcuni aspetti della dottrina professata dall’organizzazione della Torre di guardia, mettendola a confronto con le Sacre Scritture, trovo adesso interessante esaminare come i testimoni di Geova passino dalla teoria alla pratica, ovvero come essi traducano nel concreto l’invito di Gesù ad amare il prossimo come se stessi. Gli aderenti all’organizzazione dei testimoni di Geova sostengono di svolgere, insieme ad un’intensa attività missionaria (consistente nella predicazione e diffusione della letteratura edita dalla Torre di guardia), anche attività “umanitarie” a beneficio di chiunque, quindi anche dei non-testimoni di Geova. A tale affermazione si contrappone, tuttavia, una percezione differente da parte di chi non appartiene all’organizzazione dei testimoni di Geova. Infatti, se tutti sanno che i seguaci di questo gruppo protestante praticano una capillare ed insistente attività di predicazione porta a porta, nessuno ha mai sentito parlare di loro iniziative umanitarie o caritatevoli. Richiesto di esprimersi in proposito, nessun non-testimone di Geova direbbe mai, in tutta sincerità, di conoscere o aver sentito parlare di un ospedale, di un orfanotrofio o di una mensa per poveri costruito e/o gestito dai testimoni di Geova! Qualche non-testimone può aver sentito parlare di iniziative di predicazione e diffusione di letteratura dei testimoni di Geova all’interno delle carceri o in qualche angolo sperduto del mondo (cosa senz’altro ...

Povertà 15/09/2012

Le ricchezze della Chiesa frutto della carità cristiana

Per lunghi mesi, una madre implorò Maria di intercedere presso Dio affinché guarisse la figlia malata. Quando la bambina finalmente guarì, il marito operaio, che non era credente, si indebitò per comprare un gioiello e donarlo alla chiesa in cui la moglie si era tante volte recata a pregare. Il suo era un gesto di gratitudine per la grazia ricevuta da Dio. Il parroco di quella chiesa, senza dirlo all'operaio, vendette allora il gioiello per darne il ricavato ai poveri. Quando lo venne a sapere, l'operaio, indignato, andò dal parroco e gli fece notare che i poveri ci sono sempre, così come ci sono sempre le opportunità per alleviare la povertà materiale. Il parroco, vendendo il dono, aveva invece offeso i sentimenti di gratitudine verso Dio della famiglia che aveva ricevuto una grande grazia. L’amore per Dio si esprime con l’aiuto concreto al prossimo (la fede senza le opere è morta), ma va sempre ricordato che Dio viene prima di tutti, perché è solo Lui che trasforma i cuori ed è solo Lui che salva ogni uomo. Ho voluto menzionare questo aneddoto per fornire una risposta ai molti non cristiani che contestano alla Chiesa le sue ricchezze. Sarebbe veramente giusto ed opportuno che la Chiesa, oltre al tanto bene spirituale e materiale che fa in tutto il mondo, vendesse pure le opere d’arte, i gioielli e gli immobili di inestimabile valore di cui è in possesso per darne il ricavato in beneficienza? Chiediamoci innanzitutto da dove deriva tale ricchezza. Essa è frutto di secoli e ...

Musulmana 14/09/2012

Occidente, scherza coi fanti ma lascia stare i santi!

Non c'è dubbio che le masse dei paesi mussulmani siano strumentalizzate e aizzate dagli imam a scendere in piazza e a ricorrere alla violenza. E’ una violenza cieca, intollerante, fanatica, che miete come sempre vittime innocenti. E’ vero. Però, mi colpisce ancora una volta la differenza abissale tra l’Occidente e il mondo mussulmano nel rispettivo atteggiamento verso Dio. Qui da noi, Gesù viene irriso, insultato, negato dalla cultura relativista che inneggia a vivere come se Lui non esistesse. Lì da loro, non si può neanche pensare di mancare di rispetto ad Allah e al suo profeta. Al recente Festival del cinema di Venezia è stato proiettato un film in cui una ragazza si masturba con un crocifisso!!! E giù scrosci di applausi del pubblico in sala. Che pena e che gentaglia! Libertà di espressione, si dice. In realtà sono altri chiodi che Gli conficcano nelle mani e nei piedi. “Signore perdona loro, perché non sanno quel che fanno”. Cosa fa poi qualche altro furbacchione? Realizza un film in cui si dipinge in modo irriverente - almeno per la sensibilità dei mussulmani - anche Maometto. Ma come, mi domando, non ricordate le reazioni ai Versetti satanici di Salman Rushdie e alle vignette satiriche danesi? non ricordate le proteste smodate per il riferimento (corretto, significativo ma inopportuno) di Benedetto XVI all’imperatore bizantino Manuele Paleologo sulle conversioni forzate volute da Maometto? No, non ricordano nulla e le riprese del film vanno avanti. In Occidente è ...
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