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Romario

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Opinioni scritte

dal 29/07/2000

601

La strada del vino 01/05/2008

Uno splendido percorso fra frutteti e vigneti

La strada del vino Nell'opinione che ho scritto sul Museo Provinciale del Vino dell'Alto Adige, che si trova a Caldaro sulla strada del vino, ho già ricordato come la storia dell'Alto Adige è strettamente legata sua tradizione vitivinicola ed è indiscutibile che la tradizione vitivinicola atesina è una delle più antiche dell'intera area geografica europea, tanto che già ai tempi dei Romani i vini prodotti con le uve locali erano già molto apprezzati, anche se occorre aspettare il Medioevo per assistere all'espansione delle terre coltivate a vigneto ed all'evoluzione delle tecniche di vinificazione, consolidando una tradizione vitivinicola che ai giorni nostri è presente sul mercato con numerose etichette che per qualità sono fra le più apprezzate. Per chi non avesse letto l'opinione sul Museo del Vino, mi ripeto brevemente, ricordando che i vigneti dell'Alto Adige si trovano per la maggior parte lungo il corso dell'lsarco dal territorio di Bolzano fino a poco oltre Bressanone e lungo il corso dell'Adige fino a Magrè e Salorno. Attualmente i vigneti altoatesini coprono una superficie di circa 5000 ettari, che danno una produzione annuale di circa 400 mila ettolitri e, fra le zone di maggior produzione, l'Oltradige è quella sicuramente più importante (con i tradizionali comuni vinicoli di Appiano, Caldaro, Terlano) oltre alla bassa Stesina con i comuni di Cortaccia, Magrè, Cortina, Egna, Salorno e Montagna. Una splendida zona, molto conosciuta dagli intenditori non tanto per la quantità ...

Saintes Maries de la Mer 01/05/2008

Il vero capoluogo della Camargue

Saintes Maries de la Mer All'inizio dello scorso mese di novembre, nel periodo del ponte di Tutti i Santi, sono stato qualche giorno a Les Saintes Maries de la Mer, una fra le più suggestive località del Sud della Francia e della stessa regione della Camargue, di cui può essere considerato il vero capoluogo, anche se dal punti di vista amministrativo Arles è la città più importante del dipartimento. Un'esperienza anche questa volta eccellente, come già lo era stata la prima volta, difficile da dimenticare grazie alle bellezze di questo angolo di Francia in cui l'ambiente naturale, la flora, la fauna e gli insediamenti urbani si armonizzano molto piacevolmente. La Camargue è, in effetti, un territorio molto particolare che si estende su quello che è il delta del fiume Rodano, un po' come il delta del Po a cui spesso viene paragonata. Personalmente, avendo visitato entrambi i luoghi, considero il paragone non sostenibile perché, pur essendo entrambi i posti molto belli ed entrambi meritevoli di essere visitati, o meglio, essere "vissuti", presentano delle caratteristiche differenti che non li rendono paragonabili. Insomma, la Camargue è la Camargue e il Delta del Po è il Delta del Po. Inutile ripetere ciò che ho già scritto in altre opinioni sull'argomento, se non ribadire che la Camargue deve essere "vissuta" e non è sufficiente visitarla e se si vuol veramente apprezzare fino in fondo questo splendido angolo della natura è indispensabile fermarsi qualche giorno, perché perdersi l'emozione del ...

Aigues Mortes 01/05/2008

Il porto dei Crociati

Aigues Mortes Se Les Saintes Maries de la Mer è considerata la località più significativa e conosciuta della Camargue, la cittadina di Aigues Mortes non è da meno, in funzione della sua storia, del suo particolare assetto urbanistico, dei suoi monumenti e edifici di sicuro interesse storico e artistico. Quindi, non tanto una località provenzale, ma una bella cittadina medievale ricca di storia ed uno straordinario esempio di architettura militare medievale, che si trova a poco più di venti chilometri da Les Saintes Maries de la Mer, a circa 35 chilometri da Nimes e 30 da Montpellier. Le origini di Aigues Mortes sono incerte, c'è chi le attribuisce ai Greci oppure ai Romani (e ritrovamenti di testimonianze dell'epoca, in particolare monete e monili, lo confermerebbero) che la chiamarono "Aquae Mortuae" proprio in funzione della zona paludosa e degli acquitrini circostanti, ma sicuramente questa località assume une reale importanza solo nel 1200, quando l'allora re di Francia, Luigi IX, decise la costruzione di un porto vero e proprio sul Mediterraneo e, ottenuto il controllo di questa località, fece prima costruire una piccola fortezza, l'attuale Tour Carbonnière, per controllare la strada di accesso e successivamente un'altra torre più ampia per ospitare una piccola guarnigione, l'attuale Tour de Constance, ed in seguito i bastioni e le mura. E cosi nel panorama pianeggiante e paludoso della zona fu costruita Aigues Mortes, cosi come oggi si può ancora vedere, completamente ...

I Giardini di Castel Trauttmansdorff, Merano 27/11/2007

Un giardino da favola

I Giardini di Castel Trauttmansdorff, Merano Nello stesso giorno in cui ho visitato nel pomeriggio il Museo Passiria Andreas Hofer a San Leonardo in Passiria (su cui ho già scritto un'opinione), di mattina mi ero fermato a Merano per visitare i Giardini di Castel Trauttmansdorff e il Touriseum (Museo Turistico dell'Alto Adige) che è ospitato nello stesso edificio, anzi è proprio dalla visita di questo museo che ho avuto l'idea di recarmi poi a San Leonardo in Passiria per la visita dell'altro Museo. I Giardini di Castel Trauttmansdorff e il relativo castello rappresentano un insieme davvero molto interessante, un'iniziativa recente di pochi anni, che ha trasformato l'austero Castel Trauttmansdorff in un punto di notevole interesse turistico per la città di Merano, già molto bella di suo, cui si è aggiunta questa novità che sull'onda del sempre attuale mito dell'Imperatrice Sissi, ha fatto da ulteriore richiamo a chi è ancora sensibile al fascino della Mitteleuropea. Merano è stata una delle località di soggiorno preferite dall'Imperatrice Elisabetta di Baviera, che proprio nel Castel Trauttmansdorff ha soggiornato molti mesi e che sovente si recava a piedi nel centro di Bolzano. Anche questo percorso è stato inserito nello stesso complesso di iniziative turistiche che, oltre al castello ed al Giardino, include anche il percorso che faceva l'Imperatrice. Castel Trauttmansdorff, è circondato da un interessante giardino che è stato da qualche anno trasformato in giardino botanico nel quale sono state messe a ...

Acqui Terme 27/11/2007

Acquae Statiellae: arte, terme e gastronomia

Acqui Terme Qualche tempo fa ho avuto modo di fare un soggiorno ad Acqui Terme per un ciclo di fangoterapia che programmo ogni tre/quattro anni. In altre occasioni avevo scelto località che ritenevo più interessanti, tipo Ischia o Milano Marittima, ma non volendo allontanarmi troppo da casa questa volta ho scelto Acqui Terme (località in cui c'ero già stato qualche anno fa) anche in considerazione delle eccellenti proprietà terapeutiche dei fanghi di queste Terme che già mio padre frequentava fin dai lontani anni sessanta. Acqui è una bella cittadina, non vi sono dubbi, ma trascorrervi una dozzina di giorni senza annoiarsi non è stato facile. Non essendo a conoscenza che avrei potuto prenotare con molto anticipo l'ora in cui fare il fango, per non avere l'impegno nel primo pomeriggio, che mi avrebbe, di fatto, rovinato la giornata, ho dovuto accontentarmi di farlo alle 7 del mattino e quindi alle 9 ero già bello e pronto per affrontare una lunga giornata di ozio. E cosi, nolente o volente, mi sono ritrovato ad avere visitato Acqui in ogni suo angolo (e più volte) ed alla fine mi sono ritrovato ad avere visitato anche tutta la zona dell'Alto Monferrato Alessandrino, dai centri più grossi quali Gavi ed Ovada, fino alle piccolissime località di alta collina, sperdute in mezzo ai vigneti, quali la pittoresca località di Bricco Oddone o di Fontanile. Località sulle quali, molto probabilmente, scriverò delle opinioni, rendendo felice lo staff di Ciao, considerato che sono tutte già ...

Abbazia di Montecassino(FR) 13/11/2007

Assolutamente da visitare

Abbazia di Montecassino(FR) Molte pubblicazioni definiscono l'Abbazia di Montecassino, fondata da San Benedetto da Norcia nei primi anni del 500, come probabilmente la più conosciuta al mondo e credo sia vero, sia in considerazione della sua indiscussa millenaria importanza religiosa, sia per i preziosi tesori d'arte che vi sono racchiusi, sia per le vicissitudini che hanno visto protagonista questa Abbazia durante l'ultimo periodo della II Guerra Mondiale. Dell'originaria costruzione voluta da San Benedetto credo che rimane poco o niente, tante furono le volte che questa Abbazia fu distrutta e ricostruita. Una prima volta fu distrutta dai Longobardi nel 577, una seconda volta nel 883 per opera dei Saraceni, una terza volta nel 1349 a causa di un terribile terremoto ed una quarta volta il 15 febbraio 1944, quando fu completamente distrutta da un bombardamento durante la II guerra mondiale. Mi permetto di spendere qualche parola in più su quest'ultima distruzione, perché, a mio avviso, dimostra come la guerra sia veramente un condensato di stupidità umana. All'inizio del 1944 la città di Cassino si trovò malauguratamente lungo la Linea Gustav, lungo la quale l'esercito tedesco cercava di fermare l'avanzata alleata che, dopo lo sbarco in Sicilia, risaliva la penisola. Con notevole buon senso (almeno in questa occasione) i tedeschi decisero di rispettare l'Abbazia e di non usarla come baluardo difensivo, nonostante la posizione dominante sulla vallata poteva essere di indubbio interesse tattico ...

Vienna 22/10/2007

L'affascinante capitale della Mitteleuropa

Vienna Sono rientrato oggi dopo aver trascorso qualche giorno in Austria e principalmente a Vienna, una città che oramai conosco molto bene essendoci stato per la prima volta nel lontano 1973 e successivamente un'altra decina di volte sia per turismo che per motivi professionali. Eppure anche questa volta sono ripartito sapendo che ci sono ancora molte cose interessanti che non ho ancora avuto modo di visitare. Vienna è, in effetti, una città veramente universale, ricca di fascino e di tradizione, un vero gioiello per chi come me è ha da sempre subito il fascino della Mitteleuropa, oltre ad essere un appassionato della storia austro-ungarica, strettamente legata al Lombardo-Veneto d'ottocentesca memoria. Anzi, a dire il vero, se si analizzasse serenamente quel periodo storico il Generale Radetzky e l'imperatore Francesco Giuseppe (Cecco Beppe come lo chiamavano i lombardi dell'epoca) ne uscirebbero probabilmente molto rivalutati. Una città che emana un fascino particolare, ricca come poche di monumenti, edifici storici e siti d'arte, parchi e giardini, gallerie d'arte e musei, ben tenuta ed ordinata e soprattutto abitata da persone cortesi. Personalmente ho avuto occasione di visitare più di una ventina di paesi europei ed ho trovato gli austriaci fra i più cortesi in assoluto, sia che si fosse a Klagenfurft, a Graz, a Vienna o a Salisburgo. Tanto cortesi sono la gran parte degli austriaci, quanto scontrosi e altezzosi sono i vigili urbani e gli agenti di polizia. Certo, ...

Hotel Lucia Pagnatelli, Castel Gandolfo 30/09/2007

Un hotel storico? Mah! Sicuramente molto modesto

Hotel Lucia Pagnatelli, Castel Gandolfo Agli inizi di questo mese mi sono recato a Roma per partecipare al matrimonio di un mio cugino che, dopo la cerimonia a Roma, aveva programmato la cena nuziale presso l'Antico Ristorante Lucia Pagnanelli a Castel Gandolfo, un eccellente locale con una vista molto panoramica sul Lago Albano, e per ospitare gli stretti familiari, conoscenti e parenti (come nel mio caso) che arrivavano da lontano, aveva, di fatto, prenotato tutte le camere dell'adiacente Antico Albergo Lucia Pagnanelli. Quando ho ricevuto l'invito, per ovvia curiosità, ho cercato informazioni in Internet, trovandone anche poche e lo stesso sito dell'albergo si riduce ad una sola pagina, con un paio di fotografie, a dire il vero molto accattivanti, ed alcune brevi informazioni. In pratica ho rilevato che era un albergo classificato due stelle, con 10 camere e con prezzi, per una camera matrimoniale, che partivano da 103.29 euro, un costo non certo trascurabile. Mi è sembrato strano che un albergo classificato solo due stelle praticasse prezzi cosi alti (allo stesso prezzo nello scorso mese di agosto avevo soggiornato in ottimi alberghi a 4 stelle) e sono arrivato alla conclusione che probabilmente si trattava di una struttura di un certo prestigio che non poteva avere una migliore classificazione perché, probabilmente privo di quelle caratteristiche aggiuntive (bar, sala colazione, spazi comuni, ristorante) che sono richieste per tali esercizi ma che, comunque, non incidevano sulla qualità delle camere e ...

Caldaro 31/08/2007

Kaltern an der Weinstraße

Caldaro Era il mese di agosto del 1987 quando sono arrivato per la prima volta a Caldaro, una località che avevo scoperto in modo abbastanza casuale. In quel periodo, con mia moglie, eravamo solito trascorrere dei fine settimana a Riva del Garda e d'abitudine alloggiavamo all'Hotel Europa, un buon albergo che si affaccia sul porticciolo e che faceva parte del gruppo Best Western. Per quella estate la scelta delle vacanze era negativamente condizionata dalla condizioni di salute di un familiare e quindi si era deciso di restare entro una distanza di circa tre ore di viaggio in auto da casa e quando, sfogliando un opuscolo con l'elenco degli alberghi Best Western, ne abbiamo trovato uno nell'Oltradige, a Kaltern an der Weinstraße (era scritto proprio in tedesco), una località facilmente raggiungibile con un viaggio tutto autostradale, l'abbiamo subito presa in considerazione. Accattivante era anche la fotografia dell'albergo, il Kartheiner Hof, e l'indicazione delle caratteristiche e dei servizi offerti era altrettanto interessante e alla fine abbiamo deciso per quella meta. A Caldaro siamo arrivati ai primi di agosto e, in effetti, il viaggio è stato velocissimo, in circa tre ore eravamo sul posto e dopo essere usciti dall'Autobrennero a Egna, abbiamo percorso gli ultimi otto chilometri che ci separavano da Caldaro, percorrendo una strada fra frutteti e vigneti e che, dopo l'inserimento sulla Strada de Vino, procedeva costeggiando il suggestivo lago di Caldaro fino al paese. ...

Museo Provinciale del Vino, Caldaro 06/08/2007

Un Museo ricco di curiosità

Museo Provinciale del Vino, Caldaro Si può dire che la storia dell'Alto Adige è strettamente legata alla tradizione vitivinicola e il territorio altoatesino è certamente una delle zone vinicole più antiche dell'area geografica europea e già ai tempi dei Romani i vini prodotti dalle uve locali erano già molto apprezzati. Un ulteriore forte impulso alla coltivazione della vite avvenne nel Medioevo, grazie alle iniziative dei principi vescovi, consolidando questa tradizione vitivinicola che è arrivata ai giorni nostri con alcuni dei vini più apprezzati oggi in commercio. I vigneti dell'Alto Adige si trovano per la maggior parte lungo il corso dell'lsarco dal territorio di Bolzano fino a poco oltre Bressanone e lungo il corso dell'Adige fino a Magrè e Salorno. Attualmente i vigneti altoatesini coprono una superficie di circa 5000 ettari, che danno una produzione annuale di circa 400 mila ettolitri e, fra le zone di maggior produzione, l'Oltradige è quella sicuramente più importante (con i tradizionali comuni vinicoli di Appiano, Caldano, Termeno, Cortaccia e Magrè), oltre alla Bsssa Atesina (la zona alla sinistra dell’Adige), con i comuni di Salorno, Egna e Montagna. Una zona, l’Oltradige, giustamente famosa non tanto per la quantità del vino prodotto ma soprattutto per l’indiscussa qualità di vini come il Santa Maddalena, il Lagrein, il Cabernet, il Tramin Aromatico, il Gewürztraminer, il Sauvignon, il Müller-Thurgau, prodotti da cantine che hanno una solida tradizione vinicola, come la cantina Sociale ...

Granite siciliane Granigel - Polaretti Dolfin 02/08/2007

Nemmeno lontana parente della granita siciliana

Granite siciliane Granigel - Polaretti Dolfin Fa caldo e l'acquisto di qualche prodotto fresco, da tenere in freezer per quando se ne ha voglia, è diventato quasi obbligatorio durante la visita al supermercato. Di solito acquistiamo un prodotto (che volutamente non cito per non fare eccessiva pubblicità) tipo sorbetto al limone, da un anno sul mercato, e che troviamo molto soddisfacente oltre che comodo da trasportare perché venduto in forma liquida e poi successivamente da mettere in freezer. L'altro giorno, accanto al solito espositore del nostro solito sorbetto, erano esposti anche altri prodotti similari, in offerta promozionale, commercializzati dalla Dolfin SpA e in particolare i prodotti della serie Granigel. Prodotti che si presentano anche loro in forma liquida, quindi trasportabili senza problema, e poi si mettono in freezer prima del consumo. Secondo quanto indicato sulla confezione, il risultato finale sarebbe stato una "vera granita siciliana". Mi ha fatto sorridere questa "pretesa" perché conosco molto bene la granita siciliana e so anche molto bene come non sia facile conservarla, né tanto meno commercializzarla nella grande distribuzione sotto forma di prodotto da ricostruire successivamente nel freezer. Questa premessa per farvi capire che non sono cosi sprovveduto dall'aver creduto a quella pubblicità (e poi chi penserebbe seriamente di acquistare la granita siciliana al supermercato?), ma ho comunque acquistato il prodotto per pura curiosità, senza aspettarmi grandi cose, proprio per vedere di ...

Museo Passiria, San Leonardo 28/07/2007

Un interessante Museo Storico ed Etnografico

Museo Passiria, San Leonardo La Val Passiria è una delle più belle valli dell'Alto Adige, situata a nord di Merano lungo la quale scorre la strada che da Merano porta da una parte, passando per il Passo Giovo, verso Racines e Vipiteno e dall'altra, passando dal Passo Rombo, verso il confine austriaco. Dove la strada si biforca, al circa 700 metri di altitudine, si trova San Leonardo in Passiria, una bella località a circa 20 chilometri da Merano, nota per essere un interessante luogo di soggiorno estivo e invernale, ma anche per essere stato uno dei punti più caldi dell'indipendentismo tirolese, anche in periodi non molto lontani. Da quando frequento l'Alto Adige ero passato diverse volte da San Leonardo, perché in pratica è un transito quasi obbligato da Merano verso Vipiteno e, pur essendo a conoscenza della presenza in loco del Museo su Andreas Hofer, non mi ero mai fermato a visitarlo, proprio perché, essendo documentato su questo Museo sapevo che non si trattava di un Museo allestito in modo tradizionale, ma bensì di un Museo che oltre alla sede principale, aveva punti esterni (il cimitero dei francesi, Castel Giovo e Malga Pfistrad), in modo che la visita di questo Museo si sarebbe trasformata nella visita dell'intero paese, e non avevo mai a disposizione il tempo necessario. L'occasione per ritornare a San Leonardo e visitare il Museo Hofer è capitata durante il mio ultimo soggiorno in Alto Adige nella seconda metà di Luglio. Quella mattina eravamo andati a Merano per visitare i giardini ...

Hotel Schloß Korb 20/07/2007

Il mio Hotel preferito

Hotel Schloß Korb In moltissime delle mie opinioni non ho mai fatto mistero di quanto apprezzo l'Alto Adige, una regione ricca di storia e di ambienti naturali splendidi ma anche ospitale e con una gastronomia locale veramente da leccarsi i baffi. Sono oramai quindici anni che annualmente mi reco in Alto Adige nel periodo estivo e molto spesso ci ritorno anche a dicembre per un giro al mercatino di Bolzano, approfittando delle festività di Sant'Ambrogio e dell'Immacolata. La sistemazione che da tempo considero ottimale è ad Appiano o a Caldaro, due località confinanti con Bolzano, in quella zona che viene giustamente definita il giardino dell'Alto Adige. Un ambiente eccezionale tutto coltivato a frutteti e vigneti che si estende da Egna, Ora e Mezzacorona, fino al passo della Mendola passando dal Lago di Caldaro e dai Laghetti di Monticolo, attraversato dalla panoramica Strada del vino (Weinstrasse). Appiano (Eppan) è il classico comune che non esiste: in effetti si tratta di una località con una quindicina di frazioni ma senza un capoluogo effettivo, anche se la Sede Municipale è situata a San Michele, una delle frazioni più grosse. In una di queste piccole frazioni, Missiano, si trova l'Hotel Schloss Korb presso il quale mi reco dal 1988, di cui voglio parlarvi e nel quale ho recentemente soggiornato nella seconda settimana di Luglio. Si tratta di una costruzione posta sulla più alta collina di Missiano (circa 650 metri), in una posizione particolarmente favorevole dalla quale si ...

Passo della Mendola 15/07/2007

Il più grande Bazar del Trentino Alto Adige

Passo della Mendola Il Passo della Mendola è sicuramente uno dei valichi alpini più conosciuti, sia per la sua posizione particolarmente favorevole che ne fanno una località di passaggio fra la Val di Non e la provincia di Bolzano, sia per la spiccata vocazione turistica della zona, sia per i ricordi sportivi che vedono questo passo fra quelli più transitati dal Giro d'Italia e, in passato, come destinazione di gare automobilistiche in salita (rimasta famosa la Bolzano-Mendola) e, non da ultimo, come strada di passaggio della famosa Mille Miglia. Il valico della Mendola è situato fra il Monte Roen e il Monte Penegal, a 1363 metri d'altitudine, collegato da una parte alla Valle di Non con una strada che sale con pendenze moderate, attraversando piacevoli pinete e abetaie, e che si affaccia sulla provincia di Bolzano e la valle dell'Adige quasi a strapiombo, raggiungibile con una strada di ripido dislivello con una dozzina di tornanti. La strada su entrambi i versanti è molto bella e facilmente percorribile e la parte originariamente più tortuosa, quella verso Bolzano, è stata negli ultimi anni molto ben sistemata ed è rimasto solo un piccolo tratto di strada di media difficoltà, ma i tempi di percorrenza sono comunque molto brevi; da Appiano o da Caldaro, le due località ai piedi della Mendola in provincia di Bolzano, si raggiunge il valico con un percorso di circa quindici chilometri, in circa quindici minuti di salita. La storia di questo Passo inizia alla fine del 1800 con ...

Hotel Le Pont des Bannes, Saintes Maries de la Mer 06/07/2007

Un ottimo albergo fra le paludi della Camargue

Hotel Le Pont des Bannes, Saintes Maries de la Mer Questo è l'Hotel presso il quale mi sono fermato entrambe le volte che ho avuto occasione di soggiornare in Camargue, a Les Saintes Maries de la Mer. La scelta iniziale di questo albergo fu determinata dalle informazioni molto lusinghiere che avevo trovato su una rivista turistica che, in pratica, lo definiva come una delle strutture alberghiere più caratteristiche di quella zona e, al lato pratico, sono rimasto cosi soddisfatto del primo soggiorno che ne ho riconfermato la scelta anche nel mio ultimo soggiorno dell'autunno scorso. A Les Saintes Maries de La Mer ci sono diversi alberghi, alcuni dei quali si trovano nella parte centrale della città o verso il mare ed altri che invece si trovano nelle immediate vicinanze, in campagna e fra gli acquitrini, e sono quelli che permettono di poter vivere più da vicino la Camargue, di poter vedere da vicino i fenicotteri rosa nello stagno mentre si sta cenando oppure di vedere le albe e i tramonti infuocati fra il totale silenzio rotto saltuariamente da qualche volatile. L'Hotel Pont de Banne è uno di questi, situato a un paio di chilometri da Les Saintes Maries, sulla strada che porta verso Arles. Si tratta di una costruzione originariamente adibita a casa di caccia che è stata trasformata in albergo e nella quale sono stati ricavati i locali di uso comune, il ricevimento, il bar e il ristorante, con l'aggiunta di uno spazio esterno attrezzato per la colazione o la cena all'aperto, che da sulla piscina, dopo la quale inizia ...
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