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Signorina_C

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Opinioni scritte

dal 13/08/2011

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Con la S 19/06/2012

Spengo il Segnale. Solo per oggi.

Con la  S È arrivato. È definitivo. Il segnale. Si è spento il segnale analogico nella mia città, nei prossimi giorni nell'intera mia regione. Abbiamo comprato il digitale terrestre, abbiamo rottamato i vecchi televisori, li abbiamo sostituiti con i più eleganti LCD o LED, in base alle nostre tasche. Li abbiamo appesi ai muri, quasi fossero quadri. Sono così belli, i nostri nuovi televisori. Così nitidi, così magri. Così ingordi di canali e di programmi e di notizie. Non riesco neppure a contarli. Dopo il sesto canale non devo più fermarmi. Devo andare avanti, avanti. Decine e decine di canali mi aspettano. Decine e decine di inutili canali. Tematici li chiamano. Perché riguardano un solo tema. Una pluralità di canali dedicati ai bambini, che trasmettono solo cartoni animati o giù di lì; una moltitudine di canali dedicati allo shopping (allo shopping?). E poi i film, i telefilm, le repliche, le fiction, i polizieschi. Un canale per le donne. Un canale che trasmette tutto ciò che una donna vuole vedere, secondo la prospettiva e le credenze dell'uomo. E poi... I canali più importanti: gli all news, ché l'esterofilia fa sempre molto cool. Informazione 24 ore su 24, tutto il giorno, tutti i giorni, festivi compresi, senza mai fermarsi, e ancora e ancora e ancora... Ingordo. Un'orgia di notizie: non le discerno più, non le capisco, dove sono le notizie? Troppo rapide, io nel frattempo sto cucinando, non ho capito, che ha detto Monti? E che aggiornamenti ci sono su Vantaggiato? Il ...

La democrazia in trenta lezioni (Giovanni Sartori) 26/05/2012

DEMOCRAZIA (non) È PARTECIPAZIONE (diretta)

La democrazia in trenta lezioni (Giovanni Sartori) Racconta Lorenza Foschini, giornalista Rai, nella Prefazione al testo oggetto di questa recensione, che al quesito rivoltogli da un passante, «Professore, ma lei è di destra o di sinistra?», Giovanni Sartori, con il quale la giornalista passeggiava per discutere del programma da preparare per RaiSat Extra, avrebbe risposto: «Bella domanda. Anch'io me lo chiedo da tanto tempo, ma non l'ho ancora capito». Sono proprio l'immediatezza e la semplicità le caratteristiche, anzi le virtù che di Giovanni Sartori apprezzo personalmente, io come il resto dei suoi estimatori, immagino. Con la sua scrittura lineare e scorrevole, infatti, il Professore riesce a farsi comprendere da un pubblico molto ampio, rendendo accessibile a tutti (o quasi) una materia forse un po' sottovalutata quale è la politologia, ma di certo non così semplice come potrebbe sembrare. Politologia – sia ben chiaro – è una disciplina autonoma che ha una sua dignità: non è che chiunque abbia una opinione può definirsi un politologo, ci mancherebbe altro; né si creda che sia la stessa cosa di leggere un giornale o vedere Santoro su Cielo. Banalità? Forse, ma (forse) è meglio esser precisi, per eventuali lettori totalmente all'oscuro dell'esistenza di questa disciplina. Fare politologia significa elaborare una teoria, una riflessione teorica su un sistema politico (non solo e non per forza liberaldemocratico); e, in questo contesto, Giovanni Sartori è considerato unanimemente dalla critica il più grande politologo ...

Edoardo Sanguineti 11/05/2012

Una dichiarazione di guerra alla Letteratura e alla Poesia

Edoardo Sanguineti E tu mi parli di poesia? Scrivere un'opinione su un uno scrittore o poeta di rinomata fama sarebbe un'operazione non troppo faticosa per me, né richiederebbe chissà quali prolungate ricerche o studi. Ma sono persuasa che sarebbe un'operazione completamente inutile, o quasi. I commentatori e i valutatori di ciao.it non sempre sono anche lettori: a dire il vero, lo sono rare volte e pochi sono i commenti che (sfido chiunque a smentirmi) lasciano trasparire limpidamente la presenza di lettori attenti e acuti. Scarseggiano i lettori, figuriamoci i lettori acuti. Che la mia opinione – come tutte le altre – sia destinata a ricever più valutazioni che letture si può dar per certo. Se, per di più, essa dovesse riguardare un argomento largamente indagato (un Pirandello, un Manzoni, un Carducci, giusto per buttare dei nomi a caso) la morte della mia opinione sarebbe certa. Scelgo dunque di trattar un tema di cui si discute poco su ciao.it – la poesia – e di un poeta sconosciuto ai più – Edoardo Sanguineti. Mi si potrebbe contestare che ciao.it pullula di poesie di improvvisati artisti della penna: io non sono un poeta e la poesia non la faccio: è già un insulto ch'io abbia la pretesa di commentarla. Non me ne vogliano i poeti (improvvisati, mi pare ovvio) di ciao.it: io preferisco lasciar la poesia ai poeti e attribuire questo titolo a chi ne ha la licenza. Volete fare poesia? Fate pure. Io, piuttosto, vi parlo di poesia, o meglio della poesia di un poeta che alla poesia, e ...

C'è qualcuno che ride (Luigi Pirandello) 27/04/2012

Chi osa ridere?

C'è qualcuno che ride (Luigi Pirandello) C'è qualcuno che ride Serpeggia una voce in mezzo alla riunione: - C'è qualcuno che ride. Qua, là, dove la voce arriva, è come se si drizzi una vipera, o un grillo springhi, o sprazzi uno specchio a ferir gli occhi a tradimento. Chi osa ridere? Tutti si voltano di scatto a cercare in giro con occhi fulminanti. Trama e commento Questo l'incipit di C'È QUALCUNO CHE RIDE, una delle ultime novelle di LUIGI PIRANDELLO, pubblicata nel 1934 sul Corriere della sera e collocata nell'ultima sezione della raccolta di Novelle per un anno, intitolata Una giornata. La novella, non tra le più celebri, ma non per questo meno significativa, presenta dei caratteri decisamente surrealistici e paradossali, ma anche ironici e grotteschi. Il dubbio e la suspense sono i sentimenti che si insinuano in chi legge, ma l'impressione è che anche al narratore sfugga il senso dei fatti narrati. Il titolo – C'è qualcuno che ride – tematico e frastico, cioè coincidente con una frase pronunciata da uno dei personaggi della novella, che resta in realtà ignoto – rivela che il tema del racconto è proprio il riso. Ma la risata che si sente è denunciata come un'insolenza in relazione alla serietà della riunione. La frase che dà il titolo alla novella è pronunciata con un tono di biasimo e accusa. Siamo in un enorme salone, dove un'orchestrina e dei ballerini che assomigliano a marionette cercano tra balli e musiche di far sembrare la riunione una festa di carnevale. Il clima è mortuario, e la ...

Vittime della crisi economica. In aumento il numero dei suicidi in Italia a causa della crisi che porta gli imprenditori a compiere gesti estremi. 16/04/2012

Inutile polemica contro l'Adm ovvero processo all'informazione

Vittime della crisi economica. In aumento il numero dei suicidi in Italia a causa della crisi che porta gli imprenditori a compiere gesti estremi. Tu sei uno sciocco Tu sei uno sciocco. Tu credi nella libertà e nell'arbitrarietà delle tue opinioni. Sei convinto di poter pensare liberamente. Ma soprattutto, tu non hai consapevolezza di essere nelle mie mani. Tu pensi ciò che io ti dico di pensare, tu credi in ciò che io ti dico di credere. Tu reputi importante ciò che io ti dico essere importante, tu giudichi giusto o sbagliato ciò che io ti dico essere giusto o sbagliato. Tu non hai opinioni. Quando hai voglia di pensare pensi ciò che io ti dico. Tu sei un sciocco, perché credi ancora nella libertà del tuo pensiero. Non sai di essere ciò che io ho deciso tu debba essere. Sei un mio prodotto, una mia creazione. Io controllo i tuoi pensieri, a ben vedere ho il controllo della tua persona. Chi sono? Io sono il Giornalista. Vittime della crisi Imprenditore di 59 anni si suicida, la sua azienda era in fallimento Le riducono la pensione, anziana muore lanciandosi dal quarto piano Perde lavoro e moglie, si impicca in cantina a Milano Crisi, imprenditore si toglie la vita. Era pieno di debiti Troppe tasse, un muratore si dà fuoco davanti all'Agenzia delle entrate: è grave Manca il lavoro: imprenditore s'impicca Falegname suicida: i clienti non pagavano Niente prestito, commerciante si suicida Il compaziente, ovvero il signor Q La crisi continua a fare vittime. È da un po' di tempo che non si sente parlare altro di suicidi, soprattutto di piccoli imprenditori. Non riescono più a mandare avanti ...

V Per Vendetta (Collector's Edition) (Dvd) 11/04/2012

Un'idea può cambiare il mondo

V Per Vendetta (Collector's Edition) (Dvd) Lo schermo del vostro televisore si tinge di nero. È notte. Una voce fuori campo, femminile, dolce, rassicurante e al contempo inquietante: Ricorda per sempre il 5 novembre, il giorno della Congiura delle Polveri contro il parlamento. Non vedo perché di questo complotto, nel tempo, il ricordo andrebbe interrotto. Ma l'uomo? So che il suo nome era Guy Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese. Ma chi era realmente? Che tipo d'uomo era? Le immagini di Guy Fawkes, uno dei protagonisti della cosiddetta Congiura delle Polveri, con la quale un gruppo di tredici cattolici inglesi nel 1605 cercò di far esplodere la Camera dei Lord con l'intento di uccidere il re Giacomo I d'Inghilterra e la sua famiglia, nonché gli aristocratici che sedevano in Parlamento. Sfortunatamente per gli insurrezionalisti, il complotto fu scoperto prima che potesse andare a segno: era il 5 novembre 1605 (o, più evocativamente, dovrei scrivere il V novembre). Il buio e il fuoco. La voce fuoricampo, mentre è mostrato l'arresto di Guy Fawkes e la sua impiccagione: Ci insegnano a ricordare le idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire. L'uomo può essere catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma 400 anni dopo ancora una volta un'idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretto della forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle idee, li ho visti morire per difenderle… Ma non si può baciare un'idea, non puoi toccarla né abbracciarla; le idee non ...

Giovinezza 26/03/2012

Farneticazioni: io non mi sento giovane...

Giovinezza «Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono»: così cantava Giorgio Gaber nel suo ultimo album, uscito poche settimane dopo la sua morte, nel gennaio del 2003. Questa canzone, Io non mi sento italiano, echeggia in me da tutto il giorno e non riesco proprio a smettere di canticchiarla: «sarà che gli italiani, per lunga tradizione, sono troppo appassionati di ogni discussione», continuo a ripetere sottovoce, «persino in parlamento c'è un aria incandescente, si scannano su tutto e poi non cambia niente». Mercoledì scorso ho voluto guardare in tv il nuovo programma di Sabina Guzzanti, giunto alla sua seconda puntata e in onda su quello che oramai è diventato il canale dedicato alla notizie a all'approfondimento politico, più o meno serio. Non l'ho seguito con molta attenzione, in verità, impegnata com'ero a prepararmi prima e gustarmi dopo la cena, ma nel complesso la satira presente mi è sembrata gradevole. A un certo punto vedo Sabina parlare con “una giovane”: la mia distrazione non mi ha fatto capire se fosse un intervento serio oppure no, ma credo proprio che lo fosse. Così la Guzzanti inizia con la solita tiritera dei giovani e dell'originalità delle loro idee e loda l'ospite che, a suo dire, avrebbe una visione del mondo che non ci si aspetta, nuova per l'appunto. E le domande incalzanti, e le risposte biascicate per forza e senza troppa convinzione. Al quesito se la giovane avesse letto la Costituzione della Repubblica Italiana, dopo che l'illustre ...

A lezione di dialetto. Dodici le lingue minoritarie che potranno essere insegnate a scuola. E gli altri idiomi regionali? 19/03/2012

Se lo Stato distingue tra dialetti di serieA e dialetti di serieB

A lezione di dialetto. Dodici le lingue minoritarie che potranno essere insegnate a scuola. E gli altri idiomi regionali? NON SONO UNA COLLEZIONISTA DI VALUTAZIONI. SIETE PREGATI DI LEGGERE L'OPINIONE PER INTERO PRIMA DI VALUTARLA. GRAZIE. Premessa a mo' di scusa L'Argomento di Attualità che il team di ciao.it ha scelto per la seconda metà di questo mese è più complesso di quanto non possa a una prima lettura apparire, e solo un occhio poco vigile e una capacità di comprendere non molto critica potrebbero ridurlo a un banale scontro sulla legittimità o meno di insegnare il dialetto a scuola. Mi auguro che i miei lettori, in particolare i miei assidui, non abbiano bisogno di questa mia premessa a mo' di scusa – la cui titolazione vorrebbe ricalcare parzialmente e omaggiare al contempo il Pirandello romanziere del Fu Mattia Pascal – per comprendere appieno il significato del tema di attualità di cui si vuole discutere. Sono certa, però, che ci saranno sempre quei tre o quattro co*****i (autocensuro il mio turpiloquio, che non si addice ad una signorina) che trasformeranno il tema di attualità in uno sterile quanto sorpassato scontro dai caratteri vagamente pseudo-leghisti (o anti-pseudo-leghisti) riassumibile in un “sì/no al dialetto a scuola”, producendo verosimilmente opinioni che poco c'entrano col problema in esame o, quantomeno, che non ne centrano il nodo focale. Esprimere il proprio parere sulla legittimità dell'elevare le lingue dialettali a materie di studio non è certamente fuori tema: non si vuol affermare questo, che sarebbe chiaramente un errore. Ciò che, tuttavia, mi sembra ...

TreValli Budino alla Vaniglia del Madagascar 15/03/2012

Quello 0,2% di Vaniglia del Madagascar

TreValli Budino alla Vaniglia del Madagascar Un budino è un dessert che mi concedo molto spesso, soprattutto nelle stagioni calde, alla fine di un pasto: lo ritengo un dolce equilibrato, grazie alla combinazione di alta appetibilità, apporto energetico piuttosto basso (si aggira sulle 100-120 kcal per 100 g) e indice di sazietà abbastanza elevato tale da soddisfare a pieno la mia voglia di dolce. Preparare un budino non credo sia particolarmente difficile; la presenza, tuttavia, sul banco frigo del supermercato di prodotti già belli e pronti per il consumo, unita a prezzi abbastanza accessibili (con le dovute eccezioni), fa sì che prevalga il mio lato pigro, sicché anziché perder tempo a preparare un budino, con l'aggravante di dover aspettare delle ore prima di poterlo consumare, quando me ne venisse voglia, senza contare la fatica delle stoviglie sporche che la sua preparazione richiederebbe, sono solita acquistare dei budini già pronti. A sfavore della mia abitudine vi è una (presunta) genuinità del prodotto casalingo rispetto a quello industriale; ma vi assicuro che, sul fronte del risparmio calorico, le ricette casalinghe di solito non brillano, contenendo molte più calorie dei rispettivi prodotti confezionati; inoltre, il budino industriale mi permette di controllare con una certa precisione quante calorie assumo; per tutti questi motivi mi pare che la mia scelta di pigrizia non sia del tutto condannabile. Quest'oggi, dunque, bighellonando tra i vari reparti del supermercato, attività che trasforma una spesa che ...

Stuffer Coppa con Panna alla Vaniglia 13/03/2012

Una Coppa con Panna non troppo vincente

Stuffer Coppa con Panna alla Vaniglia Ricordo che fino a qualche tempo, diciamo uno o due anni, la Stuffer immetteva nel mercato i suoi prodotti a prezzi davvero competitivi: in particolare sul banco frigo si poteva trovare un vasto assortimento di latticini, dal gusto gradevole e a prezzi da discount. Circa 1 o due anni fa, per l'appunto, iniziarono a proliferare i cartelloni pubblicitari dell'azienda, che, poco fantasiosamente, riprendeva un'espressione che è tipicamente connessa al social network più noto nel mondo, Facebook Stuffer mi piace spuntò un po' ovunque, per le vie della città, uno slogan accompagnato da deliziose figure di bambine sorridenti e felici di mangiare gli yogurt bolzanini. L'investimento nella promozione dei suoi prodotti credo sia la principale causa dell'aumento dei prezzi che ho riscontrato: un incremento, tuttavia, non così elevato da comprometterne la convenienza, sicché è ancora possibile affermare che ancora oggi, eccettuati i marchi dei discount, i prodotti Stuffer sono tra i più economici nel mercato. La Coppa con Panna credo sia uno dei dessert più famosi confezionati da Stuffer: è piuttosto reperibili nel mercato e ha un prezzo decisamente concorrenziale, costando una Coppa da 200 g solo € 0,37. La Coppa con Panna è prodotta in due varianti: * Cacao * Vaniglia ed è venduta in singoli vasetti da 200 g la cui trasparenza permette di ammirarne già al momento dell'acquisto il contenuto, ancor prima che sia aperto. Era da un po' di tempo che non acquistavo uno; oggi, ...

Perché non votare bene le opinioni ben strutturate degli altri? 09/03/2012

Parole libere sulle opinioni e sulle valutazioni vendicative

Perché non votare bene le opinioni ben strutturate degli altri? Premessa SIETE PREGATI DI VALUTARE E COMMENTARE QUESTA MIA OPINIONE SOLO DOPO AVERLA LETTA PER INTERO. Se leggere uno scritto di una tale prolissità non fa per voi, dovreste chiudere la finestra e passare all'opinione successiva. Se l'argomento di cui tratto non è di vostro interesse, pazienza, non commentate con un misero “Ok”, oppure “Grazie” e così via, solo per accumulare 3 miseri punti. Io non guadagnerò un solo centesimo dalla pubblicazione di questa opinione, dunque non sono interessata ad accumulare valutazioni. Non date giudizi a caso, non commentate in maniera standard. Grazie. PAROLE LIBERE sulle opinioni e sulle valutazioni vendicative Accendo il computer, entro su ciao.it e controllo il mio profilo. Noto che la mia penultima opinione ha ricevuto una valutazione “inutile”. Al che sobbalzo: inutile? La mia opinione? Stiamo scherzando? Ve lo assicuro, non mi sopravvaluto: le mie opinioni, soprattutto le ultime, sono obiettivamente scritte bene: dal punto di vista morfosintattico e ortografico sono impeccabili, o quasi: è possibile che qualche errore sia presente, ma può scappare a tutti. Scrivo sempre le mie opinioni su un foglio di Open Office e poi le copio su ciao.it, in modo tale che il correttore ortografico automatico mi segnali eventuali errori di battitura. Sono solita rileggere le mie opinioni, per rendere il mio testo più leggibile: sostituisco le ripetizioni con sinonimi, dove possibile, verifico che non ci sia qualche tema sospeso e così ...

Divorzio breve. Discussione sui tempi di separazione ridotti. Cosa ne pensate? 08/03/2012

Finché divorzio non vi separi

Divorzio breve. Discussione sui tempi di separazione ridotti. Cosa ne pensate? Premessa E prometto di esserti fedele sempre sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti ed onorarti finché morte non ci separi. Così recita la formula tradizionale del rito del matrimonio cattolico, alla quale recentemente la CEI ha apportato delle modifiche non troppo significative, tra cui la sostituzione dell'espressione finché morte non vi separi con un più sobrio tutti i giorni della mia vita. La sostanza rimane la stessa: la Chiesa Cattolica non ammette in alcun caso il divorzio. L'ultimo argomento di attualità scelto dal team di ciao.it chiede di discutere e fornire il proprio parere sulla legittimità e utilità del cosiddetto “divorzio breve”: se, dunque, ho ben interpretato la nomenclatura del tema “Divorzio breve. Discussione sui tempi di separazione ridotti. Cosa ne pensate?”, i personali commenti relativi all'opportunità di ricorre allo strumento divorzio non sono pertinenti: che io pensi oppure no che sia giusto porre fine a un matrimonio non è attinente al soggetto scelto; che il divorzio sia causa di malessere soprattutto per gli eventuali figli è un'argomentazione tanto banale e risaputa quanto fuori tema; le esperienze personali di separazione dal proprio coniuge sono interessanti, ma non richieste nella discussione sul tema di attualità; io, dunque, mi asterrò dall'esprimere giudizi su quanto detto sopra, limitandomi a riflettere sulla proposta di legge approvata il 24 febbraio dalla Commissione Giustizia della Camera e ...

Perugina Tavoletta Baci 07/03/2012

Dillo con una Tavoletta Baci!

Perugina Tavoletta Baci Il cioccolato, si sa, è uno degli alimenti più appetibili e prelibati che esistano. Non a caso, il nome scientifico della pianta di cacao è Theobroma: chi ha un minimo di conoscenza della lingua greca saprà certamente che theos significa 'dio', mentre broma si può tradurre come 'bevanda'. Ecco giustificata la classica definizione di cioccolato come “cibo degli dei” e della cioccolata come “bevanda degli dei”. Probabilmente per poter apprezzare al meglio la bontà del cioccolato bisognerebbe gustare le stecche (qualche quadratino, eh, non stecche per intero) di cioccolato, piuttosto che le varie praline, ovetti, snack vari che mescolano il cioccolato con altri ingredienti (wafer, pasta frolla, caramello e così via) che, per quanto anch'essi gustosi, confondono e coprono il sapore del cioccolato e di certo non lo esaltano. Oggi, girovagando nel reparto dolci del supermercato, davanti al quale sono solita fermarmi per ammirare le meraviglie che il mercato del settore offre e che mi porteranno ad essere morsa da quel cagnaccio a tre teste di Cerbero, quando, passata a peggior vita, finirò nel terzo cerchio dell'Inferno (di Dante); davanti al quale anche oggi mi sono fermata, con l'intenzione di non acquistare alcunché per cercare di salvaguardare la mia linea; ebbene, oggi, di fronte a quella che per me è una assoluta novità, non sono riuscita a resistere alla tentazione (tanto ormai il mio destino è segnato: sono già condannata a stare a terra, nel fango, immersa da questa ...

Pavesi Pavesini 29/02/2012

Pavesini al caffè? Sì, grazie! Anzi, no... O forse nì!

Pavesi Pavesini Ho comprato i Pavesini e son contento, ho comprato Pavesini e me ne vanto, me ne mangio un pacchettin di quei buoni biscottin e mi tengo su, su, su, con i Pavesin! Così cantava Topo Gigio ai tempi del Carosello, quando il grazioso topolino sponsorizzava i celebri biscotti di Novara. Oggi mi sento un po' come il Topo Gigio di questo vecchio spot in bianco e nero: sono contenta di essere riuscita a trovare (finalmente) i Pavesini al caffè, che per tanto tempo ho invano cercato sugli scaffali di diversi supermercati, e ora che li ho con me non vedo l'ora che arrivi il tempo della merenda per poterne aprire un pacchetto e assaggiarli. In attesa che arrivino le ore 18, dunque, inizio a raccontarvi qualche cosa su questi biscotti. Pavesini al *caffé? «Quisquilie, bazzecole, pinzillacchere, sciocchezzuole!» direbbe Totò, leggendo quanto sto per scrivere: ma tant'è, una curiosità di cui mi sono accorta osservando la confezione di questi Pavesini al caffè. Sull'incarto la parola caffè, sia nella dicitura “Pavesini al caffé”, sia nella lista degli ingredienti, è scritta con l'accento acuto (*caffé) e non con l'accento grave, come prescrivono tutti i dizionari (*caffè). Una pedanteria? Non vi è dubbio che sia così. Però, cara Pavesi, diciamolo pure, potevi pure consultare un dizionario prima di mandare in produzione queste Pavesini al “caffè”. Se a me scappa un errore ortografico, santiddio, può capitare! Nessuno dotato di buon senso potrà condannarmi se un testo che contiene più ...

Mulino Bianco Armonie Integrali 25/02/2012

Le Armonie con Farina Integrale... e non solo!

Mulino Bianco Armonie Integrali Una fetta biscottata con un velo di confettura extra per me è l'ideale per soddisfare la voglia di dolce che mi assale senza però introdurre un numero eccessivo di calorie. Tra le varie marche di fette biscottate presenti in commercio, io sono solita scegliere le MULINO BIANCO ARMONIE INTEGRALI e ora vi spiego il perché. ARMONIE: quali scegliere e perché? Come è noto, la Mulino Bianco propone ben cinque varianti di fette biscottate: # Dorate # Integrali # Cereali # Malto d'orzo # Grano Saraceno Rispetto alle fette biscottate vendute da altre marche (es. Buitoni, Misura) queste fette hanno il vantaggio di non contenere oli vegetali di dubbia qualità: gli altri due marchi che ho citato contengono entrambi oli vegetali, per l'appunto, e non specificano di che tipo di oli si tratti: sicché io da consumatore non sono informato se sto introducendo nel mio organismo il dannosissimo olio di palma o di colza, pen nominare solo i più conosciuti. Inoltre, tali aziende non riportano neppure la dicitura idrogenato/non idrogenato: di solito, la mancanza di questa specificazione è funzionale al celamento dell'uso del suddetto processo di idrogenazione che tutti (o quasi) sappiamo essere un terribile nemico per il nostro colesterolo. La Mulino Bianco, invece, nell'elencare gli ingredienti di queste fette, sottolinea che vi è contenuto grasso vegetale non idrogenato: il consumatore è così tranquillo e consapevole di ciò che mangia. L'azienda, inoltre, ci tiene a sottolineare ...
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