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Twanky

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Opinioni scritte

dal 23/04/2001

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Harry Potter e i doni della morte (J. K. Rowling) 23/07/2007

L'ultimo segreto di Hogwarts

Harry Potter e i doni della morte (J. K. Rowling) Non è facile parlare dell'ultimo libro della saga di Harry Potter senza fare spoiler. Un po' perché la lettura ti trascina fino all'ultima pagina senza mollarti un attimo, un po' perché è come parlare di vecchi amici che (se la Rowling non cambierà idea) non vedremo più se non rileggendo le vecchie avventure. Comunque... "Harry Potter and the Deathly Hallows" inizia già nel bel mezzo dell'azione. Non c'è l'introduzione lenta presente nei precedenti volumi, qui si riparte da dove la Rowling ci aveva lasciati... mese più, mese meno. Harry si ritrova già coinvolto nella guerra che si stava preparando al termine de "Il Principe Mezzosangue" e fin da subito si capisce che i soli e quasi unici protagonisti della vicenda saranno gli eroi di sempre: Harry, Ron e Hermione. Gli altri (tutti gli altri, ci sarà una comparsata per quasi tutti i personaggi che hanno accompagnato il trio nelle precedenti avventure) faranno una capatina sulla scena, aiutando o mettendo i bastoni tra le ruote al trio - a seconda del loro schieramento - per poi ritornare nell'ombra fino alla prossima apparizione. La struttura trio-centrica del romanzo non aiuta fino in fondo. Per i ragazzi, i lettori dell'età dei protagonisti, la vicenda sarà forse più sopportabile... per un adulto a volte (come era già capitato per le crisi adolescenziali di Harry ne "L'Ordine della Fenice") la narrazione risulterà un po' pesante. Però, e questo è il dono della Rowling, pur con qualche rallentamento non si riesce a ...

Il principio del cavatappi (Leila Haddad) 06/01/2007

Alla ricerca del "grande picchiatello"

Il principio del cavatappi (Leila Haddad) La prima cosa che mi ha attirato è stata la copertina. Un cavatappi vecchio stile, la formula della relatività di Einstein... basta poco per convincermi a comperare un libro, direte voi. Non mi sono fatta neppure distrarre dalla frase di lancio, che mi parlava fin troppo bene di quale filone letterario l'editore avesse scelto come traino per il libro. Non mi sono neppure preoccupata di non trovare nulla riguardo l'autrice. Di Leila Haddad si sa solo che è una giornalista scientifica e che collabora per una rivista di astronomia francese ("Ciel et Espace"). Con una rapida ricerca su Amazon.fr (nella sezione americana non esiste neppure un riferimento), si può scoprire che ha scritto un paio di libri di divulgazione scientifica dedicata ai ragazzi. Però l'attrazione è stata fatale e mi sono ritrovata con il libro (assieme ad un'altra mezza dozzina di suoi cuginetti, ma è un dettaglio) in borsa. "Il principio del cavatappi" è, soprattutto, una carrellata sulle scoperte e i progressi che la razza umana ha fatto nel campo della fisica e in tutte quelle discipline ad essa correlate. La protagonista della vicenda - Iréne - è, però, una donna che di fisica non sa nulla... nonostante il marito sia uno tra i massimi esperti del campo e la sua migliore amica e il di lei marito siano altrettanti geni del settore. Iréne viene definita dalla sua migliore amica Marie (studiosa in carriera che ha abbandonato gli studi perché iniziava a trovarli poco stimolanti... per poi dedicarsi ...

Doreen Tovey 21/11/2006

La felicità di scoprire di non essere soli

Doreen Tovey Tra tutti gli scrittori che "frequento", Doreen Tovey è l'unica che sembra non esistere. Se cercate in rete, troverete il suo nome solo in riferimento ai libri che ha scritto e, seguendo alcuni link presenti sui siti che li vendono, potrete arrivare alla pagina principale del "Siamese Cat Club", del quale è presidente. Neppure la Wikipedia vi potrà essere di aiuto... nella parte inglese non c'è nessun riferimento alla sua esistenza, idem per quella francese, non parliamo poi della tedesca e della spagnola (ho evitato di cercare nella sezione cinese o in quella russa). Solo nella versione italiana, sembra quasi assurdo, riuscirete a scoprire qualche misera informazione: Doreen Tovey è inglese, scrive libri che parlano di gatti... libri che sarebbero stati tradotti in oltre otto lingue e che avrebbero venduto qualcosa come 100.000 copie. Quello che possiamo apprendere su di lei e sulla sua vita lo possiamo desumere solo dai suoi libri. All'incirca a metà del XX secolo si è trasferita nella campagna inglese vicino a Bristol con il marito Charles, del quale è restata vedova in tempi recenti. Fin da subito, essendo cresciuta in compagnia di una zia animalista convinta, ha iniziato a dare asilo alle creature più strane (a partire dal marito...). Nel corso della loro vita coniugale, i Tovey hanno dato cresciuto scoiattoli, pappagalli, asini, api e gatti... gatti siamesi. Le avventure di questi ultimi, assieme alle disavventure di Doreen e di Charles e agli aneddoti sui vicini ...

Rosso sangue (Joan Brady) 12/11/2006

Meglio camminare sempre rasenti al muro

Rosso sangue (Joan Brady) Joan Brady, l'autrice di "Rosso sangue" è nata a San Francisco, ha intrapreso e abbandonato la carriera di étoile della danza al New York City Ballett, si è laureata in filosofia e, alla fine, si è trasferita in Inghilterra, per stabilirsi a Oxford. La sua carriera di scrittrice è iniziata nel 1979, quando ha pubblicato il suo primo romanzo, seguito da un libro di memorie sulla sua esperienza nel mondo del balletto e da un nuovo romanzo ispirato alla vita del nonno. Quest'ultimo le ha permesso di essere la prima donna alla quale è stato assegnato il "Whitbread Book of The Year Award", mentre in Francia le è valso il " Prix du Meilleur Livre Etranger". "Rosso sangue" ("Bleedout" in originale, l'undicesimo libro pubblicaro da Joan Brady) è una storia narrata a due voci: quella di Hugh Freyl, rampollo di una delle più famose, ricche e influenti famiglie dell'aristocrazia di Springfield nell'Illinois, e quella di David Marion, ragazzo destinato fin dalla nascita a diventare un pericoloso criminale, assassino e uomo senza scrupoli. Le loro strade si incrociano quando, dopo essere diventato improvvisamente cieco, Hugh (brillante avvocato e con una carriera destinata al successo ancor prima di nascere) inizia a dare lezioni ai carcerati quasi analfabeti distribuiti nei vari carceri di massima sicurezza della regione. Nel carcere di Marion incontra David Marion (figlio di padre ignoto e il cui cognome fu "deciso" dalla nonna materna, come omaggio al destino che lo avrebbe ...

Il serpente di bronzo (Tim LaHaye, Greg Dinallo) 08/11/2006

A spasso nella Bibbia

Il serpente di bronzo (Tim LaHaye, Greg Dinallo) Qualche mese fa mi sono imbattuta in un libro dal titolo interessante. Era "La Profezia di Babilonia" di Tim LaHaye e Bob Phillips. Tra i vari romanzi collegati, in un modo o nell'altro, alla Bibbia, alla pseudo-archelogia e a tematiche più o meno religiose, questo sembrava essere il primo che tirava in ballo Babilonia. La prima nota "preoccupante" che noto è che è la terza parte di una serie quindi, da brava e coscienziosa lettrice, prima di incastrarmi con una (ennesima) serie infinita decido di informarmi sugli autori. La ricerca in rete è stata molto breve. Trovo immediatamente il sito ufficiale di Tim LaHaye e scopro che, nella vita di tutti i giorni, il nostro scrittore è un Reverendo di uno dei movimenti più attivi del ramo Evangelico della Chiesa Americana. Ma, oltre alla sua missione di tele-predicatore, il Reverendo LaHaye ha all'attivo una marea di libri, tutti ispirati alle Sacre Scritture e - in prevalenza - al Libro delle Rivelazioni di San Giovanni... meglio conosciuta come l'Apocalisse. L'impressione che si ha è che il Reverendo sia la mente e i vari co-autori, ne ho contati almeno tre, quelli che mettono su carta le idee. Dopo una premessa del genere in molti avrebbero cambiato idea, invece - sempre complice la presenza di Babilonia - l'idea di leggere un romanzo di avventura a sfondo biblico realizzato da un vero Ministro della Fede mi ha incuriosito e, dopo una lunga ricerca, ho comprato il primo volume della serie: "Il serpente di bronzo" ("Babilon ...

The Fog - Nebbia assassina (Rupert Wainwright - 2005) 07/11/2006

C'è qualcosa nella nebbia, anzi... c'era...

The Fog - Nebbia assassina (Rupert Wainwright - 2005) Antonio Bay è una tranquilla cittadina sulla costa settentrionale della California. Ha una tradizione centenaria che sta per essere onorata in una cerimonia senza precedenti. E' un tranquillo paese di pescatori che vive, senza saperlo, sotto la minaccia di una terribile maledizione: quella del remake! Ho evitato di vedere la nuova versione di "The Fog", essendo l'originale uno dei miei film preferiti, fino a poche sere fa... poi, complice un dvd a prezzo stracciato e nulla da vedere per tv, ho ceduto alla tentazione ed ho guardato il film. Ebbene, pur non essendo all'altezza dell'originale, pur avendo dei cali di stile e di trama comuni a tutti i film horror degli ultimi anni, mi ha deluso meno di quanto mi sarei aspettata. Naturalmente, volendolo criticare paragonandolo alla prima versione, non posso fare a meno di descrivere la trama di entrambi... se quindi avete intenzione di vederne almeno uno, non continuare a leggere. Il primo banco di nebbia venne realizzato con un budget ridotto e quasi completamente in "famiglia" da John Carpenter. La produzione (con la solita collaborazione di Debra Hill), la regia e le musiche sono tutte di Carpenter. Sia lui che Debra Hill partecipano come comparse mentre, nel cast principale, troviamo l'allora moglie di Carpenter, Adrienne Barbeau, una delle attrici favorite dei film della coppia Carpenter/Hill, Jamie Lee Curtis (che già era stata vittima predestinata in "Halloween"), la madre della Curtis, Janet Leight e Tom ...

Il lampionaio di Edimburgo (Anthony O'Neill) 20/10/2006

Fantasia con vista

Il lampionaio di Edimburgo (Anthony O'Neill) "Il lampionaio di Edimburgo" viene definito come un mystery/thriller/suspense dalla casa editrice che lo ha pubblicato e, nell'insieme, non gli si può dare torto, anche se l'abito da romanzo vittoriano che indossa fin dalle prime pagine può trarre in inganno i lettori meno appassionati. Opera seconda, se si escludono gli scritti "molto" giovanili, di Anthony O'Neill (australiano di Melbourne con origini irlandesi), il "Lampionaio" è una discesa negli incubi che sconvolgono la pace e la tranquillità di una Edimburgo vittoriana, dove il buio della notte è meno fitto di quello in cui la fantasia di una giovane ragazza è costretto dai puritani e bigotti adulti a cui è affidata. Evelyn, la protagonista, è un'orfana affidata ad un classico istituto dove la rigidità dei comportamenti è pari solo alla crudeltà (e al piacere) con cui vengono inflitte le punizioni. Dotata di una fantasia irrefrenabile, crea la figura del "Lampionaio", ispirandosi alla legione di uomini che, tutte le sere, sciamano per le vie della città per accendere le lampade a gas che illumineranno la fredda notte scozzese. Una figura che le ispira viaggi e creature immaginifiche che, con abilità, riporta su carta con destrezza. Spaventati dalla sua abilità di creare immagini fantastiche, molte volute ispirate dal Diavolo in persona, Evelyn viene più volte punita e, alla fine, "salvata" da ulteriori miserie grazie alla fortuita ricomparsa del padre... "padre" che la porterà a vivere invece il suo incubo più ...

Two sisters (J.Hongryeon) 19/10/2006

Il mistero dell'armadio

Two sisters (J.Hongryeon) Per quanto mi piacciano i film horror orientali, ho un certo timore nel guardare quelli Coreani. Non perché facciano "paura", ma perché tutti hanno un sottotesto da psico-thriller che spesso spaventa più delle scene inquietanti inserite all'interno della storia. "A Tale of Two Sisters" o, più semplicemente, "Two Sisters" come è stato distribuito in Italia, appartiene a questa categoria: poche scene che regalano veri brividi e un caos psicologico (più per gli spettatori che per i protagonisti) che ti fanno perdere il filo a metà pellicola. La base della storia narrata nel film si rifà ad una antica leggenda, più volte riadattata per il cinema, che narra della vita e delle gelosie tra due sorelle... storia che, ovviamente, finisce male. Anche in questa trasposizione le cose non vanno per il meglio tanto che, per iniziare bene, la storia si apre durante un colloquio tra un medico psichiatra e una giovane paziente non troppo loquace. L'uomo cerca di convincere la giovane a parlare di "quel giorno", lasciando supporre che nel passato della ragazza si nasconda una grande tragedia. Subito dopo, e si comincia con un gioco perverso (per lo spettatore) di veri e finti flash-back, vediamo la ragazza, assieme alla sorella, accompagnata in auto fino ad una grande casa. Le due sorelle, Su-mi (la più grande e futura paziente psichiatrica) e Su-yeon, sono in compagnia del padre e nella grande casa incontrano la loro matrigna, Eun-joo. La donna cerca di entrare nelle simpatie delle ...

Phone (Byeong-ki Ahn) 19/10/2006

Mai cambiare numero di telefono

Phone (Byeong-ki Ahn) Che gli orientali fossero fissati con i telefoni si era capito. Nel panorama occidentale ricordo pochi titoli che coinvolgono telefoni e telefonate e che non siano rifacimenti di pellicole orientali. Uno è "Telefon" con Charles Bronson e Lee Remick, con cellule sovietiche impiantate nel tessuto urbano americano durante la guerra fredda e attivabili (per causare disastri) tramite una telefonata in codice. Dell'altro non ricordo neppure il titolo (ma è stato fatto da poco un remake), e vedeva una giovane baby-sitter minacciata dal solito maniaco... che poi si scopriva essere nascosto nella casa dove lei si era asserragliata. Per l'oriente le cose cambiano, ma in proporzione a noi, gli orientali sembrano avere una vera dipendenza da cellulari e, come si vedrà in "Phone", anche una certo attaccamento ai telefoni fissi. Alla lontana, "Phone" si può dire ispirato ad alcune leggende metropolitane classiche della Corea e, considerandolo nell'insieme, non si può definire un film horror, ma una mescolanza di scene e situazioni (già viste in tanti altri film del genere) che dovrebbero portare lo spettatore a fare qualche saltolino sulla sedia. A parte l'impressionante abilità della bambina che interpreta la "posseduta" Ying Zhi e la girandola di nomi che i protagonisti vincono ad ogni "traduzione" nuova, di salti se ne fanno pochi, mentre è degno di nota il finale - più psicologico che horrorifico - che rende il tutto più originale e lodevole del previsto. La protagonista del ...

La chimica della morte (Simon Beckett) 18/10/2006

Chimica per dilettanti

La chimica della morte (Simon Beckett) Quando ho comprato il libro "La chimica della morte", come mi capita di frequente, l'ho fatto solo perché mi era piaciuta la copertina. D'accordo, divoro qualsiasi tipo di thriller ma, quando si tratta di autori nuovi, o li scopro grazie alle segnalazioni di amici o perché, vagando in libreria, mi colpisce la copertina. L'autore, Simon Beckett, sembra aver fatto di tutto nella sua vita. Musicista rock, insegnante di inglese in Spagna, giornalista di assalto (sembra che sia famoso per aver scritto inchieste - vivendo i fatti in prima persona - su raid effettuati dalle divisioni antidroga e buoncostume) e romanziere. Dei libri citati sul suo sito, il solo conosciuto sembra essere l'ultimo... diventato un bestseller a causa del tema: le avventure di un antropologo forense. Forse esagero, ma se nella trama si parla di serial killer e di antropologia forense (ma anche di patologia forense, non siamo schizzinosi) il libro in questione diventa subito un titolo di richiamo per le case editrici. Però, a dispetto di altri autori più ferrati, a favore delle conoscenze sull'argomento di Beckett possiamo contare solo un reportage sulla Fabbrica dei Corpi e il protagonista della vicenda, David Hunter, non ha certo la competenza di un Bill Bass (Rigor Mortis), di Temperance Brennan (protagonista dei romanzi di Kathy Reichs) o della Kay Scarpetta (servono presentazioni?) dei tempi felici. La storia è semplice: David Hunter, ex antropologo forense che ha abbandonato la carriera per un ...

A9.com 30/09/2006

Navighi, ma Amazon non ti premia più...

A9.com Aggiornamento del 29 settembre 2006: secondo i vari corollari della Legge di Murphy qual'è il modo migliore per far modificare un sito? Ma parlarne in toni entusiastici, ovviamente! Da questa notte A9 ha cambiato non solo aspetto, ma ha anche perso la peculiarità che me lo aveva fatto scoprire: lo sconto su Amazon... ma vediamo nel dettaglio cosa è cambiato. Non modifico l'opinione originale... aggiungo i commenti riguardanti quello che è cambiato. Valuterò poi in seguito quanto queste modifiche saranno state utili o meno al sito. --- Su Internet si trovano ormai decine di diversi motori di ricerca anche se, in realtà, molti si appoggiano a servizi già esistenti e specializzati nel settore. Altri fanno uso di vari motori di ricerca e propongono una sorta di "scelta" tra i vari risultati ottenuti tramite questi motori singoli. Ho da sempre utilizzato uno di questi ultimi (www.metacrawler.com) che faceva riferimento ai risultati delle ricerche di Google, Yahoo! Search, MSN Search, Ask Jeeves, About, MIVA, LookSmart e vari altri. Poi, essendo una utilizzatrice assidua di Amazon.com, ho aderito ad una delle sue offerte di sconto: l'iscrizione e l'utilizzo del motore di ricerca A9 (www.a9.com). A9 è utilizzabile da chiunque ma, se avete un acconto su Amazon e vi iscrivete con lo stesso nominativo su A9, potrete usufruire del 1.57% di sconto su tutti gli acquisti eseguiti su Amazon.com. Non è richiesto un tetto di utilizzo minimo, basta utilizzare A9 di tanto in ...

The call - Non rispondere 28/09/2006

Caramelle per uccidere

The call - Non rispondere Una delle manie più tipiche della gioventù - e non solo - giapponese è l'utilizzo del cellulare e riescono a dare dei punti anche a occidentali. Tra cellulari, pager, cercapersone, agende elettroniche e similari, non c'è adolescente giapponese che non sia in costante contatto con gli amici, la famiglia, i conoscenti e... gli spiriti assetati di vendetta. Infatti cosa sarebbe il Giappone se uno spirito (femminile), morto in circostanze misteriose, non decidesse di dare la caccia ai primi sprovveduti che incontra? Tutto comincia nel modo più casuale possibile: un gruppo di amici a cena fuori, un cellulare che suona con un tono sconosciuto e la registrazione in memoria di una chiamata mancata (che da il titolo alla versione originale). Ovviamente la sfortunata proprietaria del telefono riascolta il messaggio lasciato in segreteria e si accorge che la chiamata proviene dal suo stesso cellulare ma è datata come se fosse stata lasciata tre giorni dopo il momento della registrazione. Come se non bastasse (un bug nel sistema potrebbe sempre giustificare la cosa), il messaggio lascia intendere che, quando registrerà il messaggio, la dolce fanciulla non sarà in una situazione proprio tranquilla... visto che urla come se la stessero squartando. Passano tre giorni, la ragazza non li passa nella maniera più tranquilla e, raggiunta la data e l'ora della chiamata, non viene squartata... viene semplicemente buttata giù da un ponte da un'entità non ben precisata. Ovviamente tutto non ...

A rischio (Patricia D. Cornwell) 27/09/2006

Geronimo all'attacco

A rischio (Patricia D. Cornwell) Patricia Cornwell scrive dal 1983, anno della pubblicazione del suo primo romanzo (una biografia di Ruth Bell Grahan "A Time for Remembering", ripubblicato come "Ruth: A Portrait"), ma ha raggiunto la fama nel 1990, con il primo episodio della serie di thriller che vede come protagonista la patologa legale Kay Scarpetta. Dal 1990 ad oggi sono stati pubblicati 14 romanzi ("Postmortem", "Oggetti di reato", "Quel che ne rimane", "Insolito e crudele", "La fabbrica dei corpi", "Il cimitero dei senza nome", "Causa di morte", "Morte innaturale", "Punto di origine", "Cadavere non identificato", "l'ultimo distretto", "Calliphora", "La traccia", "Predatore"), che vedono Kay come protagonista, più due uscite con le ricette preferite dalla nostra patologa. Le sue avventure, originali e appassionanti all'inizio, sono via via scese di tono fino a far disamorare molti dei suoi fan più appassionati (sono tra questi) che, al momento attuale, comprano e leggono i suoi romanzi più per affetto che per vero piacere. La Cornwell ha fatto anche un tentativo di sfuggire alla fama data dal suo personaggio principale, iniziando una nuova serie che vede come protagonista il poliziotto Andy Brazil (tre romanzi all'attivo "Il nido dei calabroni", "Croce del sud" e "L'isola dei cani") ma con risultati disastrosi. Se già le avventura di Kay Scarpetta stavano scendendo in popolarità, quelle di Brazil e della sua compagnia non sembrano essere neppure riuscite a decollare. Imperterrita, e dopo una pausa ...

Artico (James Rollins) 21/08/2006

Ghiacciai in fiamme

Artico (James Rollins) Ho conosciuto James Rollins solo l'anno scorso quando, convinta dai pareri favorevoli ricevuti dal suo primo libro pubblicato in Italia ("Amazzonia", Editrice Nord 2004, in originale "Amazon" 2002), mi ero finalmente decisa ad intraprenderne la lettura. Ovviamente, come capita spesso in questi casi, in nessuna libreria il libro era disponibile ma - colpo di fortuna - era presente un altro titolo dello stesso autore, appena arrivato in Italia: "Artico". Decisa a leggere qualcosa di Rollins l'ho comprato e, in meno di tre giorni, ne ero completamente conquistata. Una breve ricerca in rete mi ha permesso di scoprire un paio di cosette sul nostro amico. James Rollins è solo uno pseudonimo. Il vero nome dello scrittore è Jim Czajkowski, è un veterinario appassionato di speleologia e di immersioni, lavora a Sacramento (California) e si diletta anche nella scrittura di romanzi fantasy sotto il nome di James Clemens. Il lato negativo della sua carriera è stato scoprire che "Artico" era il quinto libro scritto da Rollins e che noi italiani con "Amazzonia" avevamo "scoperto" questo autore dalla sua quarta opera... fortunatamente per noi, fino ad ora, Rollins non ha personaggi fissi e ogni libro è autonomo rispetto agli altri... ma, mentre le pubblicazioni ora procedono quasi in ordine cronologico (nel 2006 è uscito "La mappa di pietra" ovvero "Map of bones" del 2005), sembra che nessuno abbia per ora l'intenzione di recuperare i primi romanzi: "Subterranean" (1999), "Excavation" ...

Rigor mortis (Jefferson Bass) 19/08/2006

Inciso nelle ossa

Rigor mortis (Jefferson Bass) Dietro lo pseudonimo "Jefferson Bass" si nascondono due personaggi ancora poco famosi in Italia, se non tra gli appassionati di autori come Patricia "Kay Scarpetta" Cornwell e Kathy "Tempe Brennan" Reichs. Il dr. William "Bill" Bass è un antropologo forense, specializzato nello studio delle ossa, che dopo aver insegnato all'Università del Tennesse ha aperto quella che, tecnicamente, è la "Forensic Anthropology Research Facility", una "struttura per la ricerca nell'antropologia forense", nota ai fans come "la fabbrica dei corpi". Chi ha letto il romanzo omonimo della Cornwell sa di cosa sto parlando e, forse, anche chi segue assiduamente C.S.I. (anche se non ricordo se è stata citata direttamente o meno) ne avrà sentito parlare da Grissom. La "fabbrica dei corpi" è una grande distesa, suddivisa in vari settori, dove i corpi (morti di morte naturale e donati appositamente per lo scopo) vengono sottoposti a vari diversi tipi di "morte" e decomposizione, in modo da essere d'aiuto per tutti quei dipartimenti di polizia o federali che si trovano a dover incastrare un colpevole avendo a disposizione sono il corpo del reato, a volte neppure messo troppo bene. Chi non è ancora stato male fino ad ora, può tirare un sospiro di sollievo... basta descrizioni tecniche. Solo due parole sul "Jefferson" della coppia, nella vita noto come Jon Jefferson, giornalista e autori di documentari. Ha lavorato per testate come il New York Times, Newsweek, USA Today ed ha lavorato per il National ...
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