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Opinioni scritte

dal 09/10/2002

78

La Merda (C.Ceresoli) Roma 13/02/2014

La merda - decalogo del disgusto

La Merda (C.Ceresoli) Roma Sono pochi gli spettacoli che lasciano quella scia piacevolmente invadente che ti porta a rimuginarci su anche il giorno successivo. Non so se ci saranno altre repliche in giro, di questo spettacolo che già da un po' è sulle scene e già da un po' raccoglie pareri ricchi di entusiasmo. Ma se così fosse, non ve lo perdete. Quando si entra nella sala, l'attrice, nuda, è già in scena. E' già personaggio, canticchia, il microfono in mano, seduta su un enorme sgabello. Siamo subito catapultati nel suo mondo, nella sua confessione-racconto che ruota intorno a un provino da superare, da superare assolutamente per sentirsi finalmente realizzata. Lo spettacolo La merda, vincitore dell'edizione 2012 del Fringe Festival di Edimburgo, è uno spettacolo forte che ci racconta l'Italia e la donna di oggi con uno sguardo sul capovolgimento dei valori in un crescendo crudo e a tratti doloroso. L'Italia, quella delle camicie rosse, quella della Resistenza, è un'Italia da leggenda, che non esiste se non nelle parole di un padre ormai morto da tempo, suicida sui binari della metro. Il coraggio non è più quello degli eroi che si batterono per una propria indipendente patria, il coraggio nell'Italia di oggi è oltrepassare la linea gialla e buttarsi giù senza neanche avere qualcuno che tifa per te (“dai papà, forza buttati”). La resistenza non ha niente a che vedere con i partigiani, la resistenza oggi è abituarsi allo schifo, succhiare cazzi di dirigenti, uomini importanti, per raggiungere ...

Mangia prega ama. Una donna cerca la felicità (Elizabeth Gilbert) 13/05/2012

La felicità è fuffa in salsa new age

Mangia prega ama. Una donna cerca la felicità (Elizabeth Gilbert) Elizabeth è una donna americana, trentadue anni, scrittrice, con un divorzio alle spalle e un'altra storia d'amore finita male. Voltata la pagina della depressione e degli psicofarmaci, decide di dedicarsi a se stessa nel tentativo di trovare finalmente una pace interiore; parte quindi per un viaggio che la rigenererà nella mente e nel corpo. Il viaggio ha tre tappe fondamentali che corrispondono ai tre imperativi del titolo: Italia (mangia), India (prega), Indonesia (ama). Ogni tanto ci vuole un libro cazzata. Un romanzo che sia senza pretese, leggero, "da ombrellone". Così mi sono avvicinata all'autobiografia della Gilbert, senza aspettarmi qualcosa che "poteva cambiarmi la vita" (giuro, nella rete si trovano anche commenti di questo tipo, immagino scritti da persone che oltre a Cioè non abbiano mai toccato carta stampata). La mia voglia di un libro semplice e scorrevole è stata effettivamente soddisfatta, peccato però che non siano mancati momenti di una tale superficialità da risultare irritanti. La descrizione dell'Italia è così piena di luoghi comuni da non credere che provenga da una persona che a Roma ci ha vissuto per quattro mesi. Pizza, mafia, Berlusconi e poco altro. Gli uomini italiani? Sono simpatici, belli e attaccati come sanguisughe alle gonne di mammà. La nostra eroina americana si abbuffa di cibo, impara l'italiano e non si azzarda a mettere piede in un museo perchè non interessata all'estetica. Ingrassata come un maiale, dopo aver saccheggiato le ...

La passione di Artemisia (Susan Vreeland) 03/07/2010

Vita di una donna, ritratto di un'artista

La passione di Artemisia (Susan Vreeland) Figlia d’arte, poiché il padre era il pittore Orazio Gentileschi, Artemisia apprende fin dalla giovinezza le tecniche pittoriche e l’affascinante arte del mescolare i colori. Le prime pagine di questo romanzo vedono l’artista protagonista del processo che dovette subire in seguito all’accusa di stupro nei confronti di un amico di famiglia, Agostino Tassi, anch’egli pittore. Oltre al dolore per l’orrore subito, Artemisia è così costretta a subire ulteriori umiliazioni, non è considerata vittima di un oltraggio, ma potenziale bugiarda o tentatrice: per estirparle la verità le preziose dita della pittrice vengono sottoposte alla tortura della sibilla: “Se, con le dita strette dalle funi, avessi reso la stessa testimonianza della settimana precedente, avrebbero compreso che dicevo la verità e il processo sarebbe terminato. Processo non mio. Continuavo a ripetermi che non ero io quella sotto processo. Agostino Tassi era sotto processo.” La passione di Artemisia, romanzo di successo di Susan Vreeland, è la biografia romanzata della vita della pittrice romana del XVII secolo Artemisia Gentileschi : piacevole ed appassionante, è un romanzo come non ne leggevo da tempo e poco importa se le vicende narrate non corrispondono esattamente alle fonti storiche che abbiamo sull’artista. L’onestà della scrittrice si riflette nella nota che apre il libro: la Vreeland ci avverte che stiamo per avventurarci in un romanzo e non in una vera e propria biografia. L’intreccio in ogni caso ...

Le promesse non muoiono mai (Domenico Medea) 07/09/2009

La besa o la forza della parola data

Le promesse non muoiono mai (Domenico Medea) XVIII secolo. E'una notte silenziosa in cui tutti dormono (o quasi) a Panume, piccolo borgo calabro di lingua arbereshe, una minoranza linguistica che trae la sua origine da alcuni insediamenti albanesi risalenti al '400. Sarà solo al mattino che Andrea Reres, il falegname del paese, scoprirà che sua figlia Cristina è scomparsa e che la tomba del figlio è misteriosamente spoglia. XXI secolo. Il giovane Andrea Reres scopre per caso una lettera firmata da un suo antenato che porta il suo stesso nome. La curiosità lo spinge a ricercare e a scoprire la storia della sua familia, una storia fatta di misteri e maledizioni, una storia che gira intorno alla parola "besa". La besa è la promessa, la parola data che va mantenuta per preservare il proprio onore e la cui forza oltrepassa i confini imposti dalla morte. "Le promesse non muoiono mai" è il primo romanzo di Domenico Medea che vive a Firenze, ma è originario di Pallagorio, paese in provincia di Crotone che con Panume ha molti punti in comune. Una lettura piacevole e scorrevole che trova a mio parere la sua unica pecca nello smontarsi della tensione narrativa nelle pagine finali. Apprezzabile invece è il tocco ironico di diverse pagine del romanzo che porta l'autore a divertirsi (e a divertirci) ad esempio con un improbabile retroscena in cui ci racconta la vera storia della nascita del profumo Chanel n°5, frutto delle migliori fragranze di Panume. Non mancano poi interessanti spunti di riflessione sulla (mancanza di) memoria ...

A un cerbiatto somiglia il mio amore (David Grossman) 02/03/2009

Una donna in fuga dalla notizia

A un cerbiatto somiglia il mio amore (David Grossman) Guerra dei sei giorni. Orah, Avram e Ilan sono tre sedicenni che si incontrano all'interno del reparto di isolamento di un ospedale di Gerusalemme mentre all'esterno è il caos. Mentre Ilan è quasi del tutto relegato a un mondo fatto di deliri da febbre alta, tra Orah e Avram nasce (una luce nel buio dell'ospedale) un'amicizia profonda fatta di un fiume di parole: i pensieri più profondi di Orah che hanno adesso il coraggio di uscire, la fantasia traboccante di Avram che prende forma attraverso storie e sogni. E poi ci ritroviamo d'improvviso diversi anni dopo. Orah ha sposato Ilan, ha avuto due figli e si è poi separata dal marito. Sono diversi anni che non ha più notizie di Avram, colpito da una terribile vicenda della quale si scopriranno poi i particolari. Uno dei due figli di Orah, Ofer, nonostante abbia ormai finito il servizio militare obbligatorio, decide di partire volontario per una missione in Cisgiordania, proprio nei giorni in cui lui e sua madre avevano programmato una gita in Galilea... Orah decide comunque di fare quel viaggio tanto desiderato e lo fa insieme a una persona fondamentale nella propria vita: Avram. A un cerbiatto somiglia il mio amore non è un libro di facile lettura: la prosa di Grossman alterna momenti di grande fluidità ad altri in cui l'intimismo delle riflessioni dei suoi personaggi richiede un tipo di attenzione piuttosto impegnativa. "Impegnativo" è un aggettivo che ho più volte utilizzato per decrivere questo romanzo, ma il termine è ...

L'eleganza del riccio (Muriel Barbery) 01/08/2008

Perchè rimanere in questo mondo?

L'eleganza del riccio (Muriel Barbery) Un caso letterario in Francia, un successone anche in Italia. L'autrice è la docente di filosofia Muriel Barbery, al suo secondo romanzo, che con l'Eleganza del riccio ha venduto ben 600.000 copie solo nel suo paese. La trama? Due le protagoniste: Renee, cinquantenne portinaia di un condominio di appartamenti di lusso e Paloma, dodicenne depressa con tendenze suicide. Personaggio misterioso, Renee. A un occhio superficiale appare come una portinaia come ce ne sono tante: bruttina e pure un po'zotica. Ma gli abitanti del palazzo non sanno che Renee recita una parte: se in pubblico il suo comportamento rivela una rassicurante semplicità, nella suo solitario privato coltiva quelli che sono i suoi amori: l'arte, la filosofia, il cinema. Paloma è una ragazzina intelligente. Troppo intelligente per la sua scuola, troppo per una famiglia della quale il suo occhio cinico denigra la superficialità della sorella, la vigliaccheria del padre e la stupidità della madre. Se la vita è così mancante di senso, perché portarla avanti, si chiede la piccola Paloma. Ed è per questo che ha programmato con lucida convinzione, il suo imminente suicidio. Sarà l'arrivo di un nuovo e raffinato condomino a far da ponte alle due anime affini: il signor Ozu, giapponese colto e ironico che rivoluzionerà le sorti di entrambe le donne. Mi aspettavo di più da questo romanzo così osannato. L'eleganza del riccio fatica ad ingranare, diventando poi però un romanzo piuttosto piacevole nel ...

Memorie di una geisha (Arthur Golden) 17/07/2008

Perchè non si ha altra scelta

Memorie di una geisha (Arthur Golden) Nata con il nome di Chiyo in un piccolo e povero paese giapponese , Sayuri vive con la madre malata ormai in stato terminale, la sorella e il vecchio padre. Con tutta l'ingenuità di chi ancora sa poco del mondo là fuori, Sayuri vede nell'interesse del signorotto del paese nei suoi confronti, la prospettiva di un futuro più roseo tramite la sua adozione da parte di una famiglia più agiata. Ma i sogni della ragazzina si scontrano presto con una più cruda realtà: Sayuri e la sorella vengono vendute, l'una destinata alla carriera di geisha, l'altra a quella più degradante della prostituta. La vita di Sayuri cambia totalmente quando si ritrova catapultata nel mondo delle geishe, un mondo totalmente diverso da quello in cui lei era cresciuta: imparerà presto ad affrontarne le angherie, la disciplina, le rigide gerarchie, le rivalità e i soprusi…ma anche ad apprezzarne il fascino e l'elegante sfarzo. Sayuri viene ribattezzata col proprio nome da Mameha, la geisha che diventando sua "sorella maggiore" diventerà la sua personale guida e promotrice. Geisha in giapponese è sinonimo di artista. Il percorso di una geisha è fatto di studio della danza, della musica, del canto, dei rituali legati alla cerimonia del the. Nel mondo occidentale si tende spesso a confondere il ruolo della geisha con quello della prostituta, quando in realtà la geisha è più semplicemente un'intrattenitrice. Il principale merito di Arthur Golden è quello di aver studiato a fondo la materia da manipolare ...

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo (Audrey Niffenegger) 04/07/2007

Sempre e per sempre

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo (Audrey Niffenegger) Claire ha soli sei anni quando incontra il suo futuro marito. Lei ne ha sei. E lui trentasei. Le appare completamente nudo nel giardino di casa sua... è un angelo? O un alieno? Henri, questo il suo nome, le racconta una storia incredibile: sta arrivando dal futuro, ha viaggiato nel tempo. E' questo il dono e la maledizione di Henry: improvvisamente, in qualsiasi momento e contro la sua volontà, può venire scaraventato in un momento del futuro o del passato. E'un dono che gli permette di sapere ciò che avverrà con ampio anticipo, gli permette di chiacchierare con il se stesso da piccolo o di rivedere il viso della madre morta in un tragico incidente stradale. E'la maledizione che lo costringe in situazioni pericolose o imbarazzanti, che gli fa rivivere decine di volte lo stesso drammatico momento senza permettergli di poterlo cambiare. Claire crede alla storia di Henri con tutta l'incoscienza dei suoi sei anni...e comincia ad aspettare con ansia i successivi incontri con l'uomo che sposerà, ma soprattutto il momento in cui si incontreranno nel presente di Henri: per lui sarà la prima volta in cui poserà gli occhi su Claire. Claire che invece lo conosce e lo ama da sempre. Audrey Niffenegger vive a Chicago dove insegna materie artistiche in un college. "La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo" è il suo romanzo d'esordio ed è, a mio avviso, un'eccellente prova di scrittura romantica, sanguigna ed originale che riesce, nonostante il tema, a non cadere nel retorico ...

I racconti di terramare (Goro Miyazaki - Giappone 2006) 08/05/2007

Provaci ancora Goro...

I racconti di terramare (Goro Miyazaki - Giappone 2006) L'equilibrio del mondo di Terramare è seriamente compromesso e tale disarmonia ha le sue conseguenze in terribili malattie che provocano morti in uomini e animali sparsi per tutto il paese. Arren, principe parricida, fuggito dalla corte in cui viveva, accompagna in un misterioso viaggio il potente arcimago Sparviere. Un'ombra minacciosa, con le sue stesse fattezze segue Arren dovunque egli vada... Durante il cammino il giovane Arren fa la conoscenza di Tenar, amica di Sparviere da tutti additata come strega, e della piccola Therru, un'orfana ombrosa e inavvicinabile. La sorte del mondo è minacciata dal potere di Aracne, acerrimo nemico di Sparviere, la cui missione è la conquista della vita eterna... Impresa non facile quella dei figli d'arte; in questo caso è Goro Miyazaki a cimentarsi nella difficoltosa missione di sopravvivere agli inevitabili paragoni con il padre Hayao, maestro dell'animazione giapponese che a quanto si dice non ha mai visto di buon occhio la realizzazione di questo I racconti di Terramare. Su un piano puramente tecnico il film è una gioia per gli occhi: non male l'espressività dei personaggi, i disegni e le animazioni sono di buona qualità e trovano il loro momento più alto nei particolareggiati e fantasiosi ambienti e fondali. La cura con cui è stata trattata la parte grafica non basta però a fare di I racconti di Terramare un'opera completamente riuscita poichè le pecche della sceneggiatura sono fin troppo evidenti. La vicenda è tratta dalla ...

Il cacciatore di aquiloni (Khaled Hosseini) 29/03/2007

Quando a Kabul volavano gli aquiloni

Il cacciatore di aquiloni (Khaled Hosseini) C'è stato un tempo in cui il cielo di Kabul traboccava di mille variopinti uccelli di carta. Amir vive a Kabul con suo padre, Baba, un ricco commerciante di etnia pashtun la cui moglie è morta dando alla luce il figlio. Forse è per questo che Baba tratta Amir con tale freddezza e indifferenza, forse è per questo che Amir deve così tanto faticare per un segno di approvazione, perchè suo padre sia orgoglioso di lui, perchè suo padre semplicemente lo ami. Grande è lo sconforto di Amir nell'apprendere quanto sia distante dall'immagine del figlio ideale che Baba voleva... perchè non è forte, perchè al calcio preferisce immergersi nei libri, nelle sue fantasticherie di futuro scrittore. Amir cresce insieme ad Hassan, ragazzino hazara (appartenente cioè a un'altra minoranza etnica sciita) che è servo della casa insieme al padre, Ali. Hassan ha tutte le qualità che invece mancano ad Amir: sincero e coraggioso, serve l'amico con una lealtà di cui lo stesso Amir non si capacita. E un giorno la vita cambia per entrambi. Amir, nel tentativo disperato di conquistarsi l'affetto del padre, si macchia di una colpa ai danni di Hassan, colpa che lo perseguiterà per tutta la vita. L'amicizia che li legava, si spezza, macchiata dal rimorso di Amir, dal suo sentirsi cattivo, indegno dell'amicizia del piccolo Hassan. La storia poi, li dividerà per sempre: in seguito all'invasione russa Amir e Baba partono per gli Stati Uniti. Molti anni dopo, quando Amir avrà trovato una sua stabilità familiare ...

Il Vangelo secondo Gesù Cristo (Riccardo Sottili) 01/02/2007

"Non sono l'angelo del perdono"

Il Vangelo secondo Gesù Cristo (Riccardo Sottili) Il teatro Fabbricone di Prato non ha palco. La scalinata adibita agli spettatori scende sullo spazio che funge da luogo della rappresentazione. Questa volta le scalinate sono due e al centro troviamo una pedana di legno, deboli luci e una giacca appesa come un crocifisso. Uno dei tanti crocifissi che vedremo durante questo "Vangelo secondo Gesù Cristo", tratto dall'omonimo romanzo di Josè Saramago e con la regia e l'adattamento di Riccardo Sottili. Lo spettacolo tratta la prima parte del romanzo, la seconda parte verrà messa in scena a marzo, nel medesimo teatro. Si comincia con la fine. Un uomo, di cui conosceremo l'identità solo alla fine del suo monologo, sale sulla pedana. Ci descrive una scena tipica dell'iconografia cristiana: è la rappresentazione della Passione, come tante volte l'abbiamo vista: Gesù, Maria, Maria Maddalena, i due ladroni. I due ladroni: il ladrone buono e il ladrone cattivo. O meglio, così li aveva visti Gesù. Non così l'uomo che ci parla: perché differenze non ve n'erano. E che senso avranno mai il bene e il male, se entrambe le cose non esistono se non in quanto assenza dell'altro? E la narrazione vera e propria comincia. E'una storia, quella di Maria e Giuseppe, che tutti conosciamo, ma il punto di vista di Saramago stravolge le figure note donando loro un nuovo profilo, questa volta umano. E mentre seguo affascinata, lo scorrere della storia, penso inevitabilmente al lavoro di De Andrè riguardo La buona Novella. Così come il ...

Blankets (Craig Thompson) 30/12/2006

Un segno su una superficie bianca

Blankets (Craig Thompson) Blankets. Coperte. Coperte di morbida, calda stoffa. Coperte di neve. O metaforiche coperte.. Blankets, dell'autore americano Craig Thompson nato nel 1975, non racconta la tragedia dell'Olocausto come fa Maus, non narra la storia dell'Iran come succede in Persepolis… è "semplicemente" un romanzo autobiografico che racconta per immagini e parole l'esistenza di Craig, nel periodo che va dall'infanzia alla fine dell'adolescenza. Il piccolo Craig trascorre le sue giornate tra i rassicuranti, fantasiosi giochi condivisi con il fratello e le pesanti angherie dei bulli della sua scuola. La bravura di Thompson si riscontra nell'abilità di saper raccontare entrambe le situazioni: molto belle le tavole in cui l'immaginazione trasforma la realtà facendo di un letto un veliero in mezzo a una tempesta…Efficaci le pagine dedicate al dolore del dover subire l'assurda colpa di essere diversi. Blankets è essenzialmente un romanzo di formazione ovvero il racconto del percorso seguito da Craig verso l'età adulta, percorso che inevitabilmente appare fatto di cambiamento, disillusione, ma anche rinascita. Molto spazio è dedicato alla narrazione del primo amore, quello di Craig per Raina. Le tavole esprimono non solo la dolcezza del sentimento, ma anche la sua idealizzazione: Raina è rappresentata come una musa, una dea… Thompson sfrutta così la capacità del fumetto di rappresentare in una tavola senza parole, cosa vede l'occhio e cosa sente il cuore. Elemento importante della ...

Samarcanda - Roberto Vecchioni 26/09/2006

E l'ombra nera che passò ridendo ripeteva no

Samarcanda - Roberto Vecchioni Strano il rapporto che ho con la musica di Roberto Vecchioni... si potrebbe definire una passione a singhiozzo. Avevo otto anni la prima volta che l'ho sentito cantare in un concerto che si teneva all'intero della festa dell'unità. Mi colpirono il suo linguaggio un poco..."colorito" e quella celebre Samarcanda che allora, per le mie orecchie, non era che una piacevole filastrocca. Beh, insomma, esperienza piacevole, ma tornata a casa ricominciai a venerare la mia Cristina D'Avena. Ho cominciato ad ascoltare le canzoni di Roberto solo una decina di anni dopo, nel 1997, piacevolmente colpita da alcuni brani de "Il bandolero stanco". Quando però la mia attenzione si è concentrata su altri nomi, (De Andrè soprattutto, ma anche Guccini) bandolero e compagnia sono stati relegati ad un un polveroso angolo..fino ad oggi, anno 2006. Un viaggio in macchina in compagnia di una voce che totalmente incurante della sua stonatura, accompagna convinta il canto di "Signor giudice" mi fa ritrovare quel perduto amore.. Scopro così che il primo Vecchioni è nettamente migliore rispetto a quello di adesso, a ennesima riprova che inquietudine giovanile e dolore sono linfa vitale per le migliori opere d'arte. Samarcanda, album che consacra Vecchioni al successo del grande pubblico, esce nel 1977 e si avvale della collaborazione di Angelo Branduardi che nell'album suona violino e flauto. La storia di Samarcanda, il brano che dà il titolo all'album, è nota: la guerra è appena finita, nella ...

Eureka street (Robert McLiam Wilson) 14/09/2006

Ode a Belfast

Eureka street (Robert McLiam Wilson) Jake, trentenne cattolico, dal passato burrascoso e violento addolcito dalla presenza dei genitori adottivi, è uno spiantato che non sa tenersi un lavoro e una donna, senza peli sulla lingua e dal cazzotto facile. Chuckie, grasso sfigato protestante, ha un sogno: fare una barcata di soldi. E ci riuscirà grazie alla sua stramba inventiva, dei metodi non troppo leciti e un tocco di fortuna che contribuirà a rivoluzionargli la vita… "Eureka street", terzo romanzo di Robert McLiam Wilson, ha come tema principale la vita di questi due ragazzi irlandesi, eppure a ben vedere non è Jake il protagonista di questa storia e non lo è neanche Chuckie. La vera protagonista è Belfast, tant' è vero che l'intero romanzo potrebbe considerarsi un'ode a questa città così tristemente nota per la violenza dei suoi attentati, per la folle guerra tra cattolici e protestanti. McLiam Wilson dedica alla descrizione della crudeltà delle esplosioni poche, ma intense pagine: seguiamo con lo sguardo una bella ragazza dai capelli ribelli, ne spiamo i pensieri, il gioioso amore, la scoppiettante sensualità appena sbocciata. E poi l'esplosione. E dell'incanto e la tenerezza di quei pensieri non rimane che una macabra scena di corpi dilaniati. Wilson ci racconta la sua Belfast con lo sguardo gelido di una cinepresa che indugia spietatamente sui resti dei morti, l'orribile spettacolo della vita profanata avvelena la città, la violenta, la priva dei suoi figli, di quelle storie che sarebbero diventati ...

Il mio nome è Rosso (Orhan Pamuk) 07/08/2006

Rosso passione, rosso sangue

Il mio nome è Rosso (Orhan Pamuk) "Il mio nome è rosso […] Mi faccio notare. Non ho paura degli altri colori, delle ombre, della folla o della solitudine. Com'è bello riempire con il mio fuoco vittorioso una superficie che mi attende! Dove mi espando io, gli occhi brillano, le passioni si fortificano, le sopracciglia si alzano, i cuori battono forte. Guardatemi, com'è bello vivere! Contemplatemi, com'è bello vedere. Vivere è vedere. Io vedo ovunque. La vita comincia con me, tutto torna a me, credetemi." Siamo nell'inverno del 1591 quando Nero ritorna nella sua città, Istanbul. Sono passati dodici anni dall'ultima volta che vi ha messo piede, dodici anni da quando, dichiarando il suo amore per la bella cugina Sekure, si vide rifiutato e se ne andò via con il cuore a pezzi. Nero ritorna alla casa di Zio Effendi, il padre di Sekure, al quale è stato affidato un importante compito: organizzare i lavori per uno straordinario libro miniato che il sultano ha ordinato come preziosissimo dono al doge di Venezia. Vi lavorano i quattro miniaturisti più abili della città, ma in gran segreto poiché il libro conterrà un ritratto del sultano dipinto secondo le nuove tendenze realiste dei metodi europei, metodi blasfemi agli occhi dei più intransigenti fedeli delle parole del Corano. Uno dei miniaturisti viene ritrovato cadavere in fondo a un pozzo: chi l' ha ucciso e cosa si nasconde dietro l'omicidio dell'artista soprannominato Raffinato Effendi? Orhan Pamuk, nato a Istnbul nel 1952, ci regala una storia che ...
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