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arcadia09

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Opinioni scritte

dal 22/07/2010

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Floriana Emerald Lagoon, Marsa Alam 20/08/2014

UNA TRANQUILLA SETTIMANA DA INCUBO.

Floriana Emerald Lagoon, Marsa Alam PREMETTO CHE...... .....a causa di problemi familiari, quest'anno non ho potuto decidere serenamente e quindi prenotare per tempo le nostre vacanze estive. Pertanto, ad inizio luglio abbiamo optato per una settimana nel Mar Rosso. Anche perchè, il volo partiva da Venezia-Tessera che per noi è decisamente più comodo, Quindi, ci è stato proposto il Floriana Emerald Lagoon località Marsa Alam. Eravamo già stati in località egizie. Dal '95 ad oggi, almeno 8 volte. Da Sharm fino a Hurghada e Makabi. Sempre soddisfatti . Ma anche un pò stanchi di quei posti ed altro. Mars Alam era a noi ancora sconosciuta. Quindi, con la Settemari , abbiamo prenotato la vacanza dal 29.07.14 al 05.08.14, all inclusive. VOLETE SAPERE COME E' ANDATA? STRUTTURA E CAMERE: esteticamente carino. La parte dedicata alla hall, molto ampia e dispersiva. Impianto di aria condizionata spesso spento. Era consentito ai vacanzieri di fumare tranquillamente all’interno. Spesso sulle poltrone a disposizione di noi ospiti, giacevano gatti che poi tentavano di entrare nelle cucine. La camera che ci è stata assegnata la possiamo considerare più che dignitosa, a livello di spazio ed arredamento. Fin dal primo giorno ci siamo accorti che l’acqua del water continuava a scendere, provocando comunque un fastidioso rumore a “cascata”. Abbiamo chiesto l’intervento di personale specializzato. La prima notte abbiamo dovuto personalmente chiudere il rubinetto posto sotto la tazza del water per impedirne la continua ...

Il riscatto di Ender (Orson S. Card) 13/08/2014

ENDER: EROE O GENOCIDA?

Il riscatto di Ender (Orson S. Card) “ Un libro grandioso e ambizioso che ha vinto tutti i massimi premi letterari fantascientifici del 1986, dimostrando al di fuori di ogni dubbio le eccezionali doti letterarie di Orson Scott Card “ Così viene citato nella quarta di copertina del libro che posseggo ( Cosmo classici della fantascienza ), e solo queste poche righe potrebbero indurre molti di noi ad acquistare e divorare avidamente le 388 pagine di questo romanzo. Ma, suppongo che qui su Ciao.it moltissimi di voi già conoscono questo autore. Mentre io pochi anni fa, pur considerandomi un lettore accanito del genere fantascienza, ho dovuto fare un bel bagno di umiltà cercando di sopperire a questa mia falla. Orson Scott Card ha scritto innumerevoli romanzi, ma il ciclo di Ender è ritenuto il più famoso. Tutto iniziò conIl Gioco di Ender ( Ender’s Game) pubblicato nel 1977. Da pochi mesi so che è uscito nelle sale cinematografiche un film tratto da questo romanzo. Non l’ho visto e quindi non posso esprimere giudizi. Ma il primo libro sul ragazzino Ender , sebbene pluripremiato anch’esso all’epoca, mi lasciò abbastanza perplesso. Non voglio tediarvi con la trama, ma in maniera breve, si narrano le gesta di questo ragazzino Andrew (Ender) Wiggins, selezionato e scelto dalle alte sfere militari ad accedere a una sorta di scuola di guerra, ove affinerà le sue doti di stratega e non solo, al fine di combattere contro gli Scorpioni, razza aliena che minaccia i terrestri. Un addestramento fatto di continue simulazioni ...

Day at the Races - Queen 29/03/2013

UN TRIBUTO AI FRATELLI MARX

Day at the Races - Queen L'INTERVISTA CHE NON C'E' Domanda Ciao Franco. A quanto vedo sei un appassionato di musica. Noto, tra l'altro, che di norma tratti generi musicali soprattutto anni '60 e '70. Risposta Effettivamente la musica è la mia passione. Forse l'unica passione che mi è rimasta e che mi sta accompagnando da quando avevo 12 anni circa. D Tenendo presente che se nato nel 1960 è facile fare un pò di conti. Dodici anni? Sicuramente hai subito, si fa per dire, alcune influenze? R Ovviamente. Al solito bar del sabato sera giocavo a flipper o di nascosto a biliardo con ragazzi di qualche anno più anziani di me. A forza di sentirli parlare di Deep Purple, Led Zeppelin, Genesis, Yes ed altri, cominciai ad interessarmi a tutte queste band a me sconosciute. Poi, i primi vinili in prestito. Da lì iniziò il mio lento ma inesorabile amore per il rock, il progressive, ma anche per personaggi come Neil Young, Bob Dylan, Nick Drake, ed altri. D Però sono qui a chiederti come e quando hai iniziato ad ascoltare i Queen. Una band, forse, leggermente atipica per i tuoi gusti musicali. R Sebbene in quegli anni fossi abbastanza immaturo e snob - musicalmente parlando - nulla mi impediva di ascoltare tutto ciò che fosse nuovo per le mie orecchie. Tra l'altro leggevo sempre la rivista Ciao 2001 e quindi ero quasi sempre aggiornato. I Queen li scoprii tardi. Ovvero con la pubblicazione di A Night at the Opera. Non conoscevo, quindi, i primi tre dischi della band di Freddie Mercury. Poi, recuperai. D Ma, ...

Exiles - David Cross 19/03/2013

RITORNO ALLE ORIGINI

Exiles - David Cross LARK’S TONGUE IN ASPIC – STARLESS AND BIBLE BLACK – RED – U.S.A. So bene che sto esplorando terreni musicali poco noti. Senza offesa per nessuno. Ci mancherebbe. Ma credo che per molti di voi il nome David Cross giunge totalmente nuovo o sconosciuto. David Cross è un violinista ( ed all’occorrenza tastierista nei live ) che si guadagnò la – meritata – notorietà suonando alla corte del Re Cremisi. Ovvero i King Crimson. Nel periodo nel quale Robert Fripp, leader indiscusso del progetto crimsoniano, riuscì a mantenere quasi inalterata la formazione della sua band per ben tre dischi consecutivi. Fripp, John Wetton, Bill Bruford, Cross e Jaime Muir ( anche se quest’ultimo dopo poco abbandonò il gruppo per motivi di salute ) sfornarono tre capolavori della musica prog-rock inglese. Senza tener conto del live ufficiale, all’epoca, ovvero Live U.S.A.. Un trittico di vinili che catapultò i King Crimson verso orizzonti musicali inesplorati. Soprattutto con Lark’s Tongue in Aspic ( tr.: Lingue di allodola in gelatina ) la sorpresa per i fan fu notevole. Suoni più grezzi e spigolosi. In antitesi con la timbrica rassicurante di Wetton. E poi, appariva un violinista in pianta stabile. Cioè, David Cross. L’epopea dei King Crimson terminò con la pubblicazione di Red – anche se i loro concerti live continuarono per un breve periodo -. Poi, Fripp mandò tutti a casa. UNA BIBBIA NERA E SENZA STELLE Mai congedo di una band fu mai così glorioso. Basti ascoltare Starless per rendersi ...

Godbluff - Van der Graaf Generator 18/02/2013

IL BLUFF DI DIO

Godbluff - Van der Graaf Generator IL BLUFF DI DIO Oggi torno a parlarvi di una band che nella mia classifica personale è al primo posto assieme ai King Crimson. Sono i Van Der Graaf Generator. Coloro che durante la mia infanzia mi fecero compagnia in molte serate con l’ascolto dei loro dischi ai quali seguirono sempre scambi di idee e discussioni con altri amici. Erano migliori i Genesis? Oppure i King Crimson erano una spanna sopra gli altri? E gli Yes ed i Jethro Tull, dove li mettiamo? E via dicendo. Io, non ebbi mai dubbi. La corte del Re Cremisi ed il Generatore erano, sono e saranno sempre i miei preferiti. Alfieri del progressive inglese, i VDGG conobbero il giusto tributo al di fuori dei confini della loro patria. In Inghilterra, come spesso capitò ad altre band dello stesso periodo, non vennero capiti . Nel resto dell’Europa, invece, il Generatore fu subito amato. Nel 1972 i VDGG arrivarono per la prima volta in Italia per una serie di concerti. Fu l’inizio di un’esaltante rapporto di amore con il pubblico nostrano. Anche se, purtroppo, negli anni ci furono alcuni problemi in merito all’organizzazione, ai luoghi scelti per suonare, alle intemperanze della folla che voleva entrare gratis al concerto, fino al furto della strumentazione con tanto di richiesta di riscatto!!!!! Solo da noi potevano succedere tali e tanti fatti singolari La band inglese, dopo aver pubblicato quattro album, decide di sciogliersi. Vari furono i motivi. Tra i quali ( il predominante ), il fatto d’aver raggiunto lo ...

Kscope Not the Weapon But the Hand - Steve Hogarth & Richard Barbieri 08/02/2013

MINIMALISMO & ESTASI

Kscope Not the Weapon But the Hand - Steve Hogarth & Richard Barbieri Non voglio annoiarvi, ma è d’obbligo una breve premessa. Altrimenti per coloro che non conoscono questi due ( ed altri ) artisti, autori di tale disco, il tutto risulterebbe abbastanza indigesto. Steve Hogarth: cantante, strumentista, nonché front man della band neo-progressive dei Marillion. Fu colui, nel bene o nel male, che riuscì a tenere a galla i Marillion dopo la dipartita del ( clone ) cantante storico Fish. Se quest’ultimo presentava notevoli similitudini con la timbrica vocale di Peter Gabriel, Hogarth, grazie a Dio, possedeva e possiede tutt’altra ugola. Forse è per questo motivo che apprezzo di più la band Marillion del post-Fish. Richard Barbieri: raffinato tastierista. Fu colui che contribuì alla breve ma intensa favola musicale dei Japan ( con David Sylvian, Karn, Jansen e Dean ). Barbieri ha sempre offerto delicati accorgimenti strumentali senza mai risultare pesante od oppressivo. Da moltissimi anni egli fa parte dei Porcupine Tree. Quindi, inutile aggiungere altro. NON L’ARMA MA LA MANO……. Quando uscì questo disco, istintivamente pensai che si sarebbe trattato di un buon esempio di musica neo-progressive. Considerato da chi fu concepito tale lavoro, non mi sarei aspettato nulla di meno. Invece le tracce di questo disco riservarono per me molte sorprese. Infatti non erano presenti contaminazioni né del sound dei Marillion, nè tanto meno dei Porcupine Tree. E quindi? Dopo un primo veloce ascolto, mi resi subito conto che ero in presenza di ...

Hounds of Love (Digitally Remastered) - Kate Bush 01/02/2013

TRA FIABA E REALTA'

Hounds of Love (Digitally Remastered) - Kate Bush MILLENOVECENTOSETTANTOTTO Stregò David Gilmour. Rimasero incantati dalle sue doti vocali persino gli altri tre membri dei Pink Floyd. Ma, cosa più importante, convinse una casa discografica a farle incidere un 33 giri. Poi arrivò nelle radio libere un singolo apripista incantevole dal titolo – tradotto – Cime Tempestose. Iniziò la sua leggenda. Irruppe nel mondo della musica Kate Bush . THE HOUNDS OF LOVE Questo disco uscì nel 1985. Kate Bush aveva già quattro album alle spalle. Era entrata con delicatezza e spirito innovativo nel cuore di molti. Wuthering Heights e The Man with the Child in his Eyes ci avevano riscaldato. Babooshka eccitò I nostri sensi. I ritmi tribali del disco The Dreaming, invece, ci consegnò un artista che non si sarebbe mai arresa a idee banali e di maniera. The Hounds of Love venne subito accolto con entusiasmo. Un disco più accessibile rispetto ad altri precedenti. Non mancavano le atmosfere tipicamente maestose alle quali ci aveva abituati Kate. Melodia, ritmi etnici, sonorità celtiche, elettronica e pop. Una miscela esplosiva. Forte di un gruppo di strumentisti di alto livello che già avevano militato con artisti del calibro di Mike Oldfield, Peter Gabriel, Paul McCartney, Elton John e Alan Parsons, Kate Bush dosò sapientemente i vari stili musicali, impreziosendoli con strumenti classici ( ad es. il violoncello ) o affidandoli alle corde della chitarra classica di John Williams, noto ai più come allievo di Segovia e per la discussa ...

Cloud Atlas. L'atlante delle nuvole (David Mitchell) 15/01/2013

UN VIAGGIO NEL TEMPO........

Cloud Atlas. L'atlante delle nuvole (David Mitchell) 1…2…3…4…5…6…5…4…3…2…1 Sei personaggi diversi. Sei storie ambientate in epoche diverse. Un flebile comune denominatore. Non è facile, per me, recensire questo romanzo. Tanto vale ammetterlo subito: non mi è piaciuto molto. Però, sono disposto a dargli un’altra possibilità. Quindi, nel breve, cercherò di rileggerlo. C’è ancora qualcosa tra quelle righe, che mi attira. E forse è un fatto positivo. Pertanto non abbandonate la lettura di questa mia opinione. Cercate di non farvi influenzare dal mio pessimismo iniziale. Avevo sentito parlare a lungo di questo Cloud Atlas. Essendo un appassionato del genere diciamo “ fantasy “ o meglio ancora del genere “ fantascienza “, ero già alla ricerca di questo romanzo da parecchi mesi. Però era fuori produzione. Neppure le mie ricerche in rete diedero i suoi frutti. Poi, leggendo che i fratelli Wachowsky – gli stessi della trilogia Matrix – stavano girando il relativo film, sapevo che prima o poi avrebbero rimesso in stampa L’Atlante delle Nuvole. Così a dicembre u.s. entrai finalmente in possesso dell’agognato libro. Cos’è l’Atlante delle Nuvole? Ci sarà una risposta in merito al quesito sopra riportato. Ma andiamo per ordine. Perché è facile perdersi tra le righe del Sig. David Mitchell, autore di questo scritto. Ci sono sei personaggi che sono i protagonisti di altrettante storie personali che si sviluppano in epoche diverse. Ognuno di loro è, ovviamente, un personaggio a sé stante. Non solo per la situazione nella quale vivono. ...

Open. La mia storia (Andre Agassi) 03/12/2012

CIO' CHE VUOI E CIO' CHE EFFETTIVAMENTE FAI........

Open. La mia storia (Andre Agassi) IO, ME. Ovvero arcadia09 Ero abbastanza bravo. Forse non avevo un pizzico “ talento “ vero e proprio. Però mi applicavo. Anche se allenarmi mi costava fatica. E non mi faceva divertire. Perché lo sport, alla fine è divertimento.Secondo me. Ma quando decidi – in ritardo nel mio caso – di voler fare sul serio, allora devi mettere da parte la tua voglia di divertirti. Devi correre, sudare e….non fare prigionieri. Praticavo uno sport così detto d’elitè. Ove molto è apparenza, arroganza e snobismo. Io, un corpo estraneo inserito in quel mondo fatto di gente ricca o arricchita che preferisce mostrare agli altri la propria fuoriserie nuova, oppure l’ultimo attrezzo sportivo acquistato. Solo che, spesso, quest’ultimo non sanno usarlo. Uno spreco. Una tristezza infinita. Il tennis, soprattutto a livello amatoriale è così. Forse esagero. Ma credetemi, la verità è molto vicina a ciò che scrivo. Amavo giocare. Amavo sporcarmi le scarpe di terra rossa – anche se per il mio tipo di gioco i terreni sintetici sarebbero stati più ottimali - . Amavo le mie racchette che maniacalmente preparavo affinchè fossero sempre di eguale peso e con la medesima tensione delle corde. Non ne ho mai spezzata intenzionalmente nessuna. Non ho mai avuto sfoghi del genere, per fortuna. Eppoi, una racchetta costa tantissimo. In seguito, dopo una trentina di anni, arrivarono i problemi fisici. Le prime contratture. Poi due strappi muscolari. L’epicondilite al gomito che mi provocai cambiando tipo di corde. ...

Up the Downstair (Digitally Remastered) - Porcupine Tree 16/11/2012

NEO - PROG

Up the Downstair (Digitally Remastered) - Porcupine Tree L’ALBERO DEL PORCOSPINO Porcupine Tree. Ovvero Steven Wilson. Era il 1993 e questo fu il secondo disco pubblicato dalla band inglese. Anzi, in verità ancora non si poteva parlare di una band vera e propria. Perché durante questa primissima fase le composizioni e la leadership erano totalmente nelle mani di Wilson. Se l’album d’esordio – bellissimo!! – era composto unicamente da alcuni brani scelti fra i tanti scritti e suonati proprio da Wilson ed assemblati nel migliore dei modi, con Up the Downstair, invece, apparirono altri musicisti che poi rimasero in pianta stabile nella line-up dei porcospini. Cioè Richard Barbieri alle tastiere, Colin Edwin al basso elettrico e Chris Maitland alla batteria ( quest’ultimo fu sostituito pochi anni dopo ). SU PER LA SCALINATA CHE SCENDE Ciò che stai ascoltando sono musicisti che eseguono musica psichedelica sotto l’influenza di una sostanza chimica che altera la mente, chiamata..." Uno speaker presenta in tal modo ciò che si andrà a sentire. Non prendete seriamente ed alla lettera quello che è stato annunciato, ovviamente. Però il fatto che Wilson abbia puntualizzato che si tratta di musica psichedelica ha la sua importanza. A patto che non vengano fatti paragoni con altre band del passato. Pink Floyd in primis. Non è un segreto che Wilson mal sopporta tale accostamento. Egli, pur amando i Pink Floyd smisuratamente, non ritiene di emulare quel sound. A mio modo di vedere, non posso che dargli ragione. Però, un piccolo tributo ...

Computer World [Remastered] - Kraftwerk 03/11/2012

LA DOMINAZIONE DEI COMPUTERS

Computer World [Remastered] - Kraftwerk KRAFTWERK ( Centrale Elettrica ) 1981. Lungimiranza? Il dominio del computer era già nell'aria? Il tempo diede ragione ai Kraftwerk. Forse un'ovvietà. Ma un mondo mai assuefatto ai software e hardwhare era quanto mai prevedibile. Kraftwerk, quindi. Proprio questa band tedesca decise di proporre un piccolo concept album condito dalle tipiche sonorità elettro-pop che furono scopiazzate da molti gruppi anni '80 a venire. La centrale elettrica dopo le narrazioni musicali delle autostrade tedesche (Autobahn), omaggiarono i coniugi Curie e l'epopea radiofonica (Radioactivity). Viaggiarono per noi sulle immaginarie e perfette linee ferroviarie che attraversavano l'Europa (Trans Europe Express) e discussero di robotica (The Man Machine ). Poi affrontarono l'alba delle macchine elettroniche. L'uomo al servizio della macchina e la macchina al servizio dell'uomo. Ma chi prenderà il sopravvento? Il classico rapporto odio-amore. Quindi, quasi leggendo un romanzo di Isaac Asimov, la tematica riguardava il dilemma sul rapporto sempre più dipendente tra le innovazioni tecnologiche e l'operatore inteso come essere umano. Perciò benvenuti nel mondo elettronico di Computer World. COMPUTER WORLD Ralf Hütter , voce, sintetizzatore Florian Schneider , voce, sintetizzatore Karl Bartos , percussioni elettroniche, sintetizzatore Wolfgang Flür , percussioni elettroniche Una line-up diversa da quella degli albori musicali dei Kraftwerk. Ma i leaders erano ancora qui presenti. Ovvero Hutter & ...

Masquerade Overture (Digitally Remastered) - Pendragon 19/08/2012

MASCHERE E TRUCCHI SBIADITI

Masquerade Overture (Digitally Remastered) - Pendragon Personaggi mascherati ubicati su un'ipotetica Piazza San Marco. Il carnevale e le sue allegorie, all'ombra del campanile più noto di tutta Venezia. Un'apertura Mascherata che vuole rendere omaggio a questa città e alla sua cultura del divertimento. Un concept album? L'ennesimo faraonico lavoro di una band che vuole ripercorrere gli antichi fasti del progressive di genesiana memoria? Sembra proprio di sì. Pazienza. Ma chi sono i Pendragon ? Una band che ha all'attivo molti dischi. Votati soprattutto a rinverdire il sound e la creatività del rock degli anni '70. Il rock più colto , quello ricco di atteggiamenti talvolta esagerati e di shows teatrali e fiabeschi. I Pendragon sono sempre stati fans dei Genesis e dei Pink Floyd, in primis. Pertanto, almeno per quanto concerne questo disco, non potevo aspettarmi nulla di meno. Anzi, a dire il vero, mi sarei aspettato qualcosa di meglio. Ma analizziamo il tutto..... L'OPERA HA INIZIO QUANDO LE STELLE INIZIANO A CADERE IL NOSTO RESPIRO VICINO COME UN GIORNO D'ESTATE. APRO GLI OCCHI E GUARDO IL CIELO E SOGNO LA NOTTE BUIA NEL SONNO PASSIONE UNISONO Con le parole sopra citate, cantate da un improvvisato coro lirico, Masquerade Overture ci svela i suoi scenari, aprendo il sipario. Il leader della band è un certo Nick Barrett, frontman, chitarrista, autore di quasi tutti i brani qui presenti, nonchè lead vocalist. A coadiuvarlo, il tastierista Clive Nolan. I BRANI The Masquerade Overture (03:03) As Good as Gold (07:15) Paintbox ...

Alle montagne della follia (Howard P. Lovecraft) 09/08/2012

L'ERA GLACIALE

Alle montagne della follia (Howard P. Lovecraft) ALLE MONTAGNE DELLA FOLLIA ( At the Mountains of Madness ) Artide ed Antartide hanno ispirato molte storie di fantascienza e mistero. I miei ricordi vanno al bellissimo film del 1951 - rigorosamente in b/n - La Cosa venuta dall'altro Mondo o all'apprezzabile remake del 1982 a firma di John Carpenter, ovvero The Thing (La Cosa). Persino in anni più recenti nel film X-Files il finale apocalittico si svolgeva in antartide. Quanti misteri e segreti si celano ancora in quei ghiacci eterni. Scoperte che forse rimarranno tali per l'eternità. Ma Howard P. Lovecraft arrivò in Antartide prima di tutti. Narrativamente parlando. Alle Montagne della Follia venne pubblicato nel 1936, anche se in realtà venne definito dallo scrittore nel 1931. Sebbene oggi Lovecraft sia considerato uno fra i più grandi maestri della fantascienza ( o fantasy-horror ), ai suoi tempi egli stesso soffriva per il fatto d'essere poco considerato. Le sue storie ed il suo stile erano e sono uniche. Attualissimo. Il comune denominatore dei suoi scritti riguarda le paure più ataviche dell'uomo. Gli incubi, gli enigmi e le angoscie che attanagliano tutti noi. Un chiaro riflesso della personalità di Lovecraft che a molti può apparire disturbata. Più probabile, in realtà, che le idee ed i sogni/incubi dello scrittore fossero solo il frutto della sua vivida fantasia che per l'epoca trovava poco spazio in ambito letterario. I riferimenti che spesso Lovecraft annotava in merito ad Edgar Allan Poe non fecero altro che ...

Un oscuro scrutare (Philip K. Dick) 06/08/2012

OLTRE IL PESSIMISMO

Un oscuro scrutare (Philip K. Dick) CONCLUSIONI Solitamente le riflessioni preferisco scriverle a conclusione delle mie opinioni. Oggi, invece, decido di iniziare con una breve critica a questo romanzo le cui pagine mi hanno ingabbiato più volte. Per svariati motivi. Non so dirvi se questo " Un Oscuro Scrutare" possa essere considerato uno dei tanti capolavori dello scrittore P.K. Dick. Sono sempre troppo ancorato ad altre trame e storie paradossali e pazzesche che mi fecero innamorare dello stile dell'autore statunitense. Qui non si narra di equilibri geo-politici capovolti ( La Svastica sul Sole ), nè di governi fantocci ( I Simulacri ) oppure di regressione del tempo ( Ubik ). Qui si narra di diseredati e droga. Il messaggio di Dick è più forte e lancinante di quanto sembri in apparenza: tutto è corrotto, a qualsiasi livello della nostra opaca società. Sarebbe troppo banale ricondurre il tutto alle esperienze " stupefacenti " di Dick. Le droghe sono state le amiche di Dick per molto tempo. Questo suo scritto è pervaso da tali trascorsi. Ma le miserie umane e l'autodistruzione sono elementi così palpabili che è lampante quanto questo scrittore odi il genere umano e soprattutto i suoi governi. Siamo marionette nelle mani di oscuri poteri che potrebbero essere spodestati. Ma " l'uomo " di Dick è vigliacco e non riesce ad interagire con i suoi simili. Non fa gioco di squadra. Non ha carattere. Un Oscuro Scrutare è lo specchio dell'animo di Dick. Un mix di pregi e difetti che hanno reso la sua vita un delirio. ...

Aura - Asia 22/07/2012

ORO & ...PIOMBO

Aura - Asia PROLOGO Se mai dovessi valutare in poche parole questo gruppo musicale, ruberei la definizione data da un'altra persona tempo fa che dice: " Una Band Nata Vecchia ". Ma, vi prego, non spaventatevi. L'affermazione citata poc'anzi fa accapponare la pelle. Ma in realtà vi è un fondo di verità e probabilmente un pò di esagerazione. Gli Asia nascono come supergruppo musicale nei primi anni '80. Dei componenti di questa avventura ne parlerò più avanti. Rimane il fatto che " con molto mestiere ", gli Asia grazie ad una manciata di poche canzoni ben suonate e confezionate, vendettero milioni di dischi. Massacrati dalla critica specializzata, ma premiati dal pubblico di tutto il mondo.Tuttavia era un progetto destinato a durare poco. Gli equilibri all'interno della band si spezzarono dopo la pubblicazione del loro secondo lavoro - Alpha -, francamente un prodotto mediocre ed insipido. Ma il progetto Asia durò negli anni. Cambiamenti di line-up, liti, riappacificazioni, reunion scontate, ecc. ecc.. Fare convivere quattro artisti del calibro di Steve Howe ( ex Yes ), John Wetton ( ex King Crimson, Roxy Music, Family, Uriah Heep, UK ), Carl Palmer ( ex Emerson, Lake&Palmer ) e Geoff Downes ( ex Buggles e Yes ) non fu facile. Difatti, l'unico che continuò ad incidere dischi a nome Asia fu sempre Downes, il quale chiamò e richiamò vecchi amici e nuovi strumentisti nei vari dischi che furono pubblicati. I risultati furono altalenanti. Ma devo comunque prendere atto del coraggio di questa ...
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