Condividi questa pagina su

arancione Status arancione (Livello 6/10)

cantona

cantona

Profilo utente non disponibile. La persona che stai cercando non è più un utente di Ciao.

Opinioni scritte

dal 10/03/2001

192

Gomorra (Roberto Saviano) 26/03/2008

Le radici della vergogna

Gomorra (Roberto Saviano) Una premessa è d'obbligo: non ho alcuna velleità di scrivere qualcosa che non sia già stato detto o scritto su questa opera. Sarebbe presuntuoso il solo pensarlo visto che si tratta di un libro che ha venduto milioni di copie nel mondo e acceso infiniti dibattiti tra gli esperti del settore. La mia opinione sfiorerà appena gli aspetti 'tecnici' del libro (ovvero la qualità della scrittura e la struttura letteraria), bensì concentrerà l'attenzione su quelli emotivi, sulle sensazioni che ho provato personalmente leggendolo e sui parallelismi (purtroppo tanti) che ho riscontrato con la situazione tragica in cui versa il territorio in cui vivo (a pochi chilometri dagli scenari descritti nel libro). "Gomorra" non è un romanzo, non è un libro di fantasia e nemmeno un saggio. "Gomorra" è la pura e cruda, maledetta realtà della mia terra messa nero su bianco. "Gomorra" è il reportage giornalistico 'definitivo' sul passato recentissimo della criminalità organizzata in Campania: camorra, crisi della spazzatura, spaccio di droga, sfruttamento della mano d'opera cinese, corruzione delle istituzioni, e per ultimo ma non ultimo, il silenzio (complice) dei mass media. Roberto Saviano non giudica né catechizza, non si scandalizza né critica. Roberto Saviano descrive. E' una voce narrante asettica, distante, fredda, che racconta con disarmante semplicità gli intrighi e gli intrecci più complicati della malavita. Certo, qualche passaggio trasuda vera commozione personale, a volte anche ...

Radiohead - In Rainbows 19/03/2008

Gli arcobaleni del genio

Radiohead - In Rainbows "In Rainbows" Negli arcobaleni. I Radiohead li ami perché ti spiazzano. Sempre. Tu ti butti da una parte e loro ti trafiggono dall'altra. Tu immagini Thom Yorke in depressione e lui ti sbatte in faccia un album da solista che è un piccolo gioiello elettronico, "The Eraser", ovvero colui che cancella, probabilmente tutte le stupidaggini che si erano scritte e dette su di lui. Incassi ti riprendi e ti dici: "OK! Thom ha intrapreso la carriera solista, il suo album è lontano anni luce da ciò che erano i Radiohead". Erano, sì, perché ormai i Radiohead sono morti... sepolti… defunti… trapassati… Non c'è il minimo dubbio. Il sito è pressoché chiuso. Notizie su album in lavorazione meno di zero. Addio Radiohead. E' stato bello. Fai per andartene, giri le spalle, ti incammini, sicuro di averli seppelliti… e loro ti spiazzano di nuovo! Hai la schiena illuminata da una luce colorata e ti ritrovi a guardare la tua ombra grigia che si allunga sull'asfalto. Loro luce colorata, tu sfumature di grigio. Loro l'iride degli arcobaleni, tu cinereo e ancora sconfitto. Sconfitto sei tu, i detrattori, le major discografiche, i critici stupidi e inaciditi che danno un bel 10 in pagella all'album dei Baustelle e un misero 7 e mezzo a "In Rainbows". Allora io dico a tutti voi, tenetevi stretti Charlie che fa il surf e le 'pseudopoetiche-filomilanesi-baustelliane'… teneteveli… io intanto mi godo "House of cards" e "Nude", "Faust Arp" e "Jigsaw falling into place". L'incipit è ...

Febbraio 2008 02/03/2008

Il cancro visto da vicino

Febbraio 2008 Chiudete gli occhi e scappate via se non volete leggere. Io qui riporto una storia realmente accaduta, una storia di malattia e di incompetenza, ma che è anche uno sconvolgente ed appassionato elogio alla vita. Nel marzo del 1988 nasce la mia prima nipotina, la figlioletta della mia sorella più grande, uno scricciolo con due polmoni piccoli così, che solo l'incubatrice di una settimana hanno fatto respirare. Io, allora non ancora quindicenne, la guardavo in quella casetta di vetro e tubi, e già l'amavo alla follia. Pensavo: un giorno le racconterò questo momento, un giorno alzerò la testa fiero e pronuncerò la fatidica frase "Io ti ho vista nascere". Nel 1990 la piccola ha due anni, e cresce che è una meraviglia. Cammina e mormora le sue primissime parole. Ma un giorno di maggio, mentre sale le scale di casa sua, scivola su uno scalino rotto, e finisce a sedere sul pavimento. La caduta è tutt'altro che violenta ma la bambina piange. Affiora un livido. Si rivolgono ad un ortopedico: "la bambina fa solo i capricci", scherza il dottore con la radiografia in mano. Ma i pianti della piccola sono sempre più frequenti. Si rivolgono al primario di un famoso ospedale il quale, vista quella stessa radiografia, consiglia il ricovero immediato. "Perché?" "Per effettuare degli ulteriori controlli ed esami. Non allarmatevi, non ce n'è ragione". Segue una settimana di prelievi, di risonanze magnetiche, TAC. Qualche dottore accenna ad una operazione. "Ma perché operare?" "Per ...

Una nuvola come tappeto (Erri De Luca) 04/06/2003

Una luce nuova sulla Bibbia

Una nuvola come tappeto (Erri De Luca) “Dio è autore della Bibbia e suo protagonista. In letteratura questa coincidenza si chiama autobiografia. Quel testo ne è la forma insuperata.” (Erri De Luca) La Bibbia, come si evince da questo significativo passaggio tratto da “Una nuvola come tappeto”, non è uno scherzo. La Bibbia è il Libro dei Libri. Anzi, come lo stesso De Luca con giusta riverenza ammette, “non è un libro ma una intera letteratura”. Impossibile da ingabbiare in un genere ben preciso, essa ha attraversato (e attraverserà) i secoli come una lama infuocata nel burro, insegnamento e monito per coloro che hanno fede e, insieme, timore di Dio. “Una nuvola come tappeto” è l’esercizio stilistico (ma non solo) di uno straordinario scrittore che ha imparato l’ebraico, da autodidatta quindi da appassionato, e che ha subito fortissimo il fascino del Libro. Se c’è un secondo filo conduttore (il primo è la Bibbia, naturalmente) che lega insieme queste poche pagine è l’assoluta ammirazione, e conseguente soggezione, che l’autore manifesta per le Sacre Scritture, e per chi prima di lui (e molto più approfonditamente di lui) ha affrontato l’arduo compito di svelarne i segreti. Uno di loro è Thomas Mann, il quale dedicò dieci anni della sua vita per studiare -e tradurre in pura letteratura- alcuni brani della Genesi, cioè il primo libro del Libro. Mann ‘condensò’ le poche righe del ciclo di Giuseppe in quattro volumi ...

OK Computer - Radiohead 20/05/2003

OK Computer... ma non ora... non qui...

15-05-03 15/05/2003

Juve-Real 3-1... ho fatto pace con il calcio

15-05-03 Chiedo perdono a chi tra voi (credo pochi...) sta aspettando una mia nuova recensione da ormai quasi un mese (colpa del lavoro, lavoro e ancora lavoro). Chiedo perdono a chi tra voi (credo tanti...) non ama il calcio, né giocato, né parlato, né tantomeno scritto. E infine chiedo perdono a Stanley Kubrick, Tadao Ando, Toyo Ito, Alvaro Sìza, Erri De Luca e ai Radiohead, cioè tutti i protagonisti delle nuove opinioni su cui avrei voluto dedicarmi in questo periodo di silenzio. Chiedo perdono a tutti... ma oggi DEVO parlare di JUVENTUS-REAL MADRID!!! Troppe le emozioni provate ieri sera. Troppa la gioia per un risultato che non fatico a definire storico. Troppa la soddisfazione per aver ‘fatto fuori’ un nugolo di spocchiosi rappresentanti di terra spagnola, che, dalle tante opinioni/sentenze circolate alla vigilia, dovevano fare un sol boccone del povero avversario di turno. Per lo più italiano, per molti sinonimo di catenaccio, difensivismo, ostruzionismo. Bene, ieri sera la Juventus ha umiliato il Real Madrid dei “Cinque tenori”, impartendo una severa, indimenticabile lezione di calcio e di umiltà a chi credeva fermamente di essere il più forte del mondo. Di più. Ieri sera la Juventus mi ha riconciliato non poco con il gioco del calcio (sport dal quale stavo lentamente ma inesorabilmente allontanandomi) perché ho visto cuore, passione, classe, determinazione, forza, voglia, decisione, coraggio, energia... tutto finalizzato al raggiungimento di un ...

Hail to the Thief - Radiohead 15/04/2003

I nuovi sentieri del genio

Amnesiac (Limited Edition) - Radiohead 14/04/2003

Il genio senza memoria

Amnesiac (Limited Edition) - Radiohead Amnesia. Ricordo cancellato. Memoria perduta. Ogni parola, ogni rumore, ogni nota del passato è diventata eco silenziosa. Più un baluginìo lontano che un suono. Riverbero che si riflette su laghi ormai asciutti, bacini ciechi tra le vette ghiacciate di Kid A. Sì, Kid A, picchi grigi e bianchi che si innalzano silenziosi verso un cielo nero e viola. Paesaggio desertico e angoscioso, tabula rasa davanti agli occhi di chi si appresta a vedere qualcosa di nuovo all’orizzonte. Di chi è pronto a restare ‘senza memoria’. Di chi è pronto per Amnesiac. Kid A, che piaccia o no, è la vera amnesia della musica e dello spirito dei Radiohead. Non più ‘androidi paranoici’, non più fantasmi, non più alieni. Ogni cosa è cambiata. Ogni cosa è morta. Tutto ciò che c’è stato si è perso irrimediabilmente. Tutto ciò che verrà, tutto ciò che è Amnesiac si riflette nello specchio magnificamente opaco di Kid A. Kid A – Amnesiac: un mostro a due teste. Binomio unico, strade diverse ma parallele, percorsi musicali che si intrecciano e solcano l’anima. Doppia fatica per un doppio progetto finale: l’alienazione dal passato, l’apertura al futuro. Amnesiac è capolavoro. Assoluto. Cristallino. Continuazione disperatamente perfetta di un Kid A lasciato genialmente incompiuto, ‘chiusa parentesi’ di un discorso affrontato solo in parte. Amnesiac è la nuova realtà dei Radiohead, la loro nuova dimensione musicale: suoni ...

The Hunted - La preda 10/04/2003

La preda... nè carne nè pesce

Home - Simply Red 01/04/2003

Il Rosso per tutte le stagioni

Home - Simply Red Il mondo della musica, da sempre, segue regole non scritte abbastanza strane, ambigue, a volte discriminanti. Una di esse, forse la più fastidiosa e infame, è quella che tende ad ingabbiare un artista, le sue creazioni, le proprie sonorità, in un ben determinato stile, inquadrarlo per tenerlo al ‘guinzaglio’ e negandone così le qualità. Oggi si crede agli sperimentalismi, all’elettronica, ai controtempi, ai suoni sporchi, e guai seri all’artista che non contempla nulla di tutto questo nel proprio, ultimissimo, lavoro. Rischierebbe di essere emarginato, etichettato come ‘matusa’, incapace di rinnovarsi, inadatto alla musica del nuovo millennio. Può sembrare paradossale che a muovere questa critica è uno che stravede per i Radiohead di “KidA” e “Amnesiac”, per i Pink Floyd di “Wish you were here” e “Meaddle”, per gli U2 di “Zooropa” e “Pop”, ma a me piace tutta-la-musica-tutta se essa è concepita con onestà artistica, se essa è suonata con il cuore. E i Simply Red, in quasi vent’anni di attività, lo hanno sempre fatto. Sempre lontani dalle facili mode del momento, Mick Hucknall&Soci hanno esordito negli anni ’80 (quelli del ‘kitsch’) con classe purissima. Semplicemente memorabile è il loro album d’esordio, “Picture Book”, un misto di blues, R&B e soul, rispolverati dal passato e reinterpretati con sensibilità e forza ...

Orizzonti di gloria 27/03/2003

Il nemico è dentro di noi

Orizzonti di gloria Orizzonti di nulla, di morte, di devastazione. Di gloria, mai! E’ nel titolo che si cela l’unica ma evidente traccia di sarcasmo kubrickiano dell’intera pellicola, che risulta troppo cruda per fare dell’ironia, troppo storicamente reale perché il regista la trasformi in farsa dissacrante sulla follia umana (come ad esempio fece ne “Il Dottor Stranamore”). L’antimilitarismo che permea questo film è figlio di una sola madre, la guerra, qui documentata più che descritta, filmata più che diretta. Le storie ivi riportate sono d’invenzione, ma ogni riferimento a fatti e cose realmente accaduti è puramente, maledettamente, assolutamente non casuale. Lo scenario è la Grande Guerra, prima mondiale di uno spettacolo di distruzione che si ripeterà ancora, solo qualche anno dopo. L’anno è il 1916, tempo di stasi snervante del conflitto, quando l’avanzare di pochi metri significava lasciare sul terreno migliaia di vite. Se la guerra è un luogo chiamato inferno, fasi come queste ne sono il quartiere più sporco, più infimo, più pericoloso. Perché è nelle fasi di stallo che la pressione dell’opinione pubblica, politica e giornalistica, preme come non mai sui Signori della Guerra; i generali premono sugli ufficiali, gli ufficiali premono sui soldati, e loro, l’estremità più sporgente e meno difesa del ‘mostro’, ne pagheranno tutte le conseguenze. Diventeranno capri espiatori degli errori dei loro stessi ...

25-03-03 25/03/2003

GIU' LE MANI DAL PACIFISMO

22-03-03 22/03/2003

Una giornata particolare

Con la P 20/03/2003

IN NOME DEL PADRE DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO

Lolita (Dvd) 12/03/2003

Il desiderio carnale, l'incondizionato amore

Visualizza altre opinioni Torna sopra