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Opinioni scritte

dal 29/04/2001

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Poesie 12/11/2002

IL LIBRO DI ALICE

Poesie HANDICAP Forse senza le quattro ruote è più facile. E' più facile divertirsi, E' più facile muoversi, è più facile è anche più facile conquistare i ragazzi. Ma io credo che le quattro ruote servano a conoscere tutta quanta la vita e saperla affrontare e vincere. (luglio 1995) QUESTA è UNA DELLE PIù BELLE POESIE, SCRITTE DA ALICE STURIALE. UNA RAGAZZINA che ha vissuto solo 12 anni, morta improvvisamente la mattina del febbraio 1996 nel suo banco di scuola, in seconda media. Una malattia congenita le impediva di camminare ma non di vivere con intensità e gioia i suoi affetti, il gioco, la scuola,gli scout, la musica,le cose normali che condivideva con i suoi tantissimi amici. Si è sempre divertita a scrivere, a raccontare, a pennellare poesie, per lei "un dono spontaneo della mente". Una sua relazione sulle barriere architettoniche, presentata al "Primo congresso nazionale dei bambini" sulla città (Wwf, Bologna, 1994), è stata pubblicata su "La Nazione" e un suo racconto su "Il segreto della lingua," testo per le elementari (Il Capitello, Torino; 1995) "HANDICAP" è stata scritta una notte, dopo un lungo pianto che aveva accompagnato dolorose considerazioni sulla difficoltà di confrontarsi con le amiche adolescenti che,tra allegria e impaccio, esibivano le prime minigonne e magliette attillate, impossibili per Alice,nell'acerbo gioco della seduzione. E la paura sul futuro se mai ci sarebbe stato un ragazzo accanto a lei nella ...

Il libro di Alice (Alice Sturiale) 08/11/2002

IL LIBRO DI ALICE

Il libro di Alice (Alice Sturiale) Il libro di Alice di Alice Sturiale. Ed. Rizzoli, 1997 Alice nasce nel 1983. E’ affetta da una malattia congenita: “atrofia muscolare spinale”, che la costringe alla carrozzina. La sua condizione di “non camminante”, come lei stessa si definisce, non le impedirà di vivere intensamente, affrontando gradatamente le difficoltà, spesso ricercando lei stessa le soluzioni tecniche. Ha saputo apprezzare e dare il giusto valore alle piccole cose ed anche guardare con fede, saggezza e maturità ai grandi problemi del mondo. Se n’è andata il 20 febbraio 1996, lasciando in eredità il suo grande sorriso. Non aveva che dodici anni. Non voglio svelare altro. Questo libro, leggetelo tutt’ad un fiato, oppure una paginetta alla volta; da soli o insieme ai vostri bambini. Alice saprà parlare a tutti quanti. Mai così tanto mi ero resa conto dell'esistenza della gioia immensa, Alice fa della sua vita, un insegnamento attraverso i suoi racconti e le sue poesie, piangere sarebbe poco, leggendo la dolcezza delle sue parole. Basta leggere una delle sue poesie, dove dice: ...io credo che le quattro ruote servano a conoscere e affrontare tutta quanta la via... Ricordo il nonno di Alice che un giorno a Firenze mi disse: Alice è quì con noi, lei non smetterà mai di vivere, perchè ha lasciato in questa terra la gioia di vivere, lei ha insegnato a tutti noi a vivere. La cara Alice che pultroppo non ho potuto conoscere di persona, ma ...

Con la J 08/11/2002

Jostein Garder IL MONDO DI SOFIA

Con la  J Un originale romanzo che affronta la storia di tutta la filosofia occidentale. Una ragazzina nordica di quasi 15 anni, Sofia (nome ovviamente non casuale), comincia a ricevere strane e misteriose lettera da parte di uno sconosciuto filosofo che si propone di istruirla sulla storia del pensiero. La ragazzina intraprende una fitta corrispondenza con lo sconosciuto, apprendendo le dottrine dai presocratici fino ai filosofi contemporanei. Tuttavia nella sua vita si verificano misteriosi eventi che lei non sa spiegarsi. Un maggiore dell'ONU le invia frequenti cartoline dal Libano indirizzate alla figlia Hilde, ragazza che Sofia non conosce. Le circostanze del ritrovamento di queste cartoline diventano sempre più singolari, se non addirittura surreali, e Sofia teme di perdere il contatto con la realtà. Il destino suo e quello della misteriosa Hilde sembrano intrecciati in un modo difficile da comprendere. E quando finalmente Sofia incontra di persona il filosofo, questi le svelerà l'incredibile arcano… La parte del "giallo" è sicuramente ben curata e intrigante, tuttavia è poco proporzionata rispetto alla parte filosofica, che costituisce la parte più corposa dell'intero romanzo e a volte appare un po' prolissa. Gaarder riesce comunque a illustrare la filosofia con un linguaggio estremamente chiaro e semplice, molto più di qualunque testo scolastico. Ma l'idea sicuramente originale, che dà un senso a tutto il romanzo, è la spiegazione del mistero di Hilde: il filosofo ...

xXx 08/11/2002

Id XXX

xXx Titolo originale: Id. Regia: Rob Cohen Sceneggiatura: Rich Wilkes Interpreti: Vin Diesel, Asia Argento, Samuel L. Jackson, Marton Csokas Durata: 124' Paese: Usa/Repubblica Ceca Anno: 2002 Montaggio: Paul Rubell, Joel Negron, Chris Lebenzon Distribuzione: Columbia Tristar La trama: Xander Cage, fanatico degli sport estremi, si guadagna da vivere girando video delle sue bizzarre imprese al limite della legalità. Un giorno l’agente della NSA Augustus Gibbons lo arruola di forza per una missione a Praga: deve infiltrarsi in un gruppo di anarchici ex militari dell’Armata Rossa che hanno già ucciso un agente americano. Giunto a Praga, Xander entra in contatto con i pericolosi terroristi, guadagnandosi la fiducia del loro capo, il malvagio Yorgi, e, anche grazie all’aiuto della misteriosa Yelena, riuscirà a scoprire il suo diabolico piano. xXx non è altro che uno “007” (le tre cifre non sono certo casuali) scaturito dal sogno anfetaminico di un tamarro alla fine di un after-hour particolarmente peso. L’abile Rob Cohen dà corpo a questo sogno con i muscoloni di Vin Diesel, affiancandogli la sovrana assoluta del trucidume, la perfetta regina coatta, l’imperturbabile, inascoltabile Asia Argento. In questo senso xXx è un film perfetto, che esalta il truzzo nascosto in tutti noi, mettendoci sfacciatamente di fronte ai nostri desideri più inconfessabili: avere grossi muscoli, guadagnare moltissimo senza lavorare, ...

Con la R 06/11/2002

REMBRANDT INCONTRO RAVVICINATO

Con la  R Spesso Rembrandt viene paragonato a Shakespeare per la capacità di trasformare il mondo in un palcoscenico. La possibilità offerta dalla mostra organizzata negli spazi delle Scuderie del Quirinale (a Roma fino al 6 gennaio), è quella non solo di assistere al grandioso spettacolo dell’animo umano messo in scena da Rembrandt con un’abilità raramente eguagliata nella storia dell’arte, ma anche quella di attraversare la scena di questa rappresentazione, per scoprirne i segreti e i meccanismi, fino ad arrivare al “dietro le quinte”. Un incontro ravvicinato con Rembrandt, che avviene grazie anche all’allestimento dello studio De Lucchi di Milano: un banco rialzato, su cui poggiare le braccia, un piano inclinato, la giusta illuminazione, e, un foglio dopo l’altro, il visitatore quasi dimentica di trovarsi in un museo del XXI secolo. Potrebbe essere un ospite dello studio di Rembrandt, giacché gli vengono offerti in visione gli studi preparatori, i diversi stati di stampa, i processi operativi e creativi dell’artista. Oppure, potrebbe trovarsi in un settecentesco gabinetto di stampe di qualche grande collezionista nordico. Certo, appare difficile immaginare un collezionista che, per quanto facoltoso, possa mettere insieme un tale numero di opere di Rembrandt: 150 incisioni, che corrispondono alla metà dell’intera opera incisoria dell’artista, più 10 dipinti. Vi riescono oggi, ed è la prima grande mostra in Italia ...

Con la C 01/11/2002

COME ARRIVARE A TAORMINA

Con la  C Chi proviene dalla penisola in auto, può raggiungere Taormina attraversando prima lo Stretto di Messina sul traghetto ed imboccando poi a Messina l'autostrada in direzione Catania (uscita al casello Taormina nord). Taormina può anche essere raggiunta in treno (stazione di Giardini-Naxos), ed in aereo (l'aeroporto di Catania dista 60 Km). Taormina, oltre ad offrire i suoi tesori d'arte, le sue bellezze naturali, le sue manifestazioni culturali e la sua intensa vita notturna, è il centro ideale per compiere brevi escursioni in località tre le più affascinanti ed interessanti della Sicilia orientale: le adiacenti Castelmola e Naxos, le vicine Gole dell'Alcantara, Messina e le Eolie, l'Etna, la barocca Acireale, Acitrezza e la Timpa, Catania e Siracusa. DISTANZE DA TAORMINA: Messina km 40 Eolie (Milazzo) km 80 Aereoporto (CT) km 60 Catania km 60 Etna est km 25 Siracusa km 120 Agrigento km 220 Caltagirone km 140 Palermo km 250 ...

Con la I 01/11/2002

IL MARE DI TAORMINA E DINTORNI

Con la  I Provenendo da Messina, dopo Capo S. Alessio e Letojanni, cittadina con spiagge splendide, frequentate da moltissimi turisti, si arriva nella zona rivierasca tra le più belle e famose del mondo. Ecco Taormina Mare con Spisone, Mazzarò, capo Sant’Andrea, capo Taormina. Si susseguono ampie e dolci insenature e curve che morbidamente modellano la riviera. Roccia, ghiaia e sabbia sono incorniciate dalla vegetazione tipica mediterranea. Nel mare, cristallo liquido palpitante d’azzurro e di verde cupo, l’Isolabella, quasi dinanzi a Mazzarò, grumo di roccia fittamente ammantata di vegetazione, gemma geologica di scogliere scolpite d’incomparabile bellezza, aumenta il fascino della costa taorminese. A Capo Sant’Andrea si possono raggiungere in barca bellissime grotte marine. Nella fascia costiera da Letojanni a Giardini Naxos è possibile praticare tutti gli sport nautici. Gli appassionati di attività subacquee possono visitare le grotte e le fessurazioni della costa taorminese, ricche di gorgonie, spirografi, e di organismi viventi nel palpito della luce e delle ombre del mondo sommerso. Si segnala, in particolare, lo scoglio di zi gennaro, davanti a capo Sant’Andrea, che è un vero spettacolo: qui il fondale non supera i 10 metri, ma verso il largo cade improvvisamente a 45 metri di profondità.

Con la D 01/11/2002

DISSERO SU TAORMINA

Con la  D Johannes Wolfang Goethe …Lo sguardo abbraccia tutta la lunga schiena montuosa dell’Etna, a sinistra la spiaggia fino a Catania, anzi fino a Siracusa. L’enorme vulcano fumante conchiude il quadro sterminato, ma senza crudezza, perché i vapori dell’atmosfera lo fanno apparire più lontano e più grazioso. Se poi da questo spettacolo si volge l’occhio ai corridoi costruiti alle spalle degli spettatori, ecco a sinistra tutte le pareti della roccia, e fra queste e il mare la via che serpeggia fino a Messina, e gruppi e ammassi di scogli nello stesso mare, la costa di Calabria nell’ultimo sfondo, che solo spiando attentamente si discerne tra le nubi che s’innalzano dolcemente…Osservare come questa regione, in tutti i particolari interessanti, si sprofondava a poco a poco nelle tenebre, è stato spettacolo di una bellezza indicibile. Alexandre Dumas …La vista di Taormina ci mandò in estasi. Alla nostra sinistra, chiudendo l’orizzonte, s’innalzava l’Etna, quella colonna del cielo, come la chiamava Pindaro, stagliava la sua massa violetta in un’atmosfera rossastra perché tutta attraversata dai raggi nascenti del sole. In secondo piano, due montagne fulve che si sarebbero dette ricoperte da un’immensa pelle di leone. Dopo aver apprezzato ben bene quello spettacolo così grande, magnifico e splendido, - tanto che Jadin, impressionato, non pensò nemmeno di farne uno schizzo, - volgemmo la prua verso ...

Taormina 01/11/2002

100 anni di turismo

Taormina Guy de Maupassant in La Vie errante, 1885, scrisse: Se qualcuno dovesse passare un solo giorno in Sicilia e chiedesse: "Cosa bisogna vedere? risponderei senza esitazione: Taormina. Taormina è nata come città turistica, perché Siculi, Greci, Romani, Bizantini, Saraceni la scelsero per soggiornarvi a lungo e non solo per motivi politici. I Normanni, in particolare, la consacrarono come sede turistica residenziale e divenne, sin da allora, centro di congressi e di convegni, di visite e di soggiorni. Scrive Filippo Calandruccio in Beehive che i viaggiatori andarono e vennero in numero sempre crescente e non pochi rappresentarono artisticamente le loro reazioni emotive. Nel 1770 giunse Patrick Brydone e nel 1787 J.W. Goethe, accompagnato dal disegnatore Kniep. Ma fu soltanto verso la fine del diciannovesimo secolo che Taormina raggiunse l’apice della notorietà come luogo di soggiorno internazionale. Cominciarono ad affluire in misura sempre più massiccia nobili e benestanti inglesi e molti di loro acquistarono delle ville. Presto furono affiancati da nordamericani, austro-ungarici, baltici, belgi, svizzeri, olandesi, tedeschi. I personaggi più prestigiosi di tutta Europa visitarono Taormina. Si ricordano tra i tanti altri artisti e letterati, oltre al citato Goethe, Truman Capote, Salvador Dalì, Edmondo De Amicis, Alexander Dumas, Gabriel Faure, Anatole France, Andrè Gide, Paul Klee, Gustav Klimt, D.H. Lawrence, Guy de Maupassant, Vladimir Nabokov, Luigi Pirandello, ...

Con la A 01/11/2002

LA DOMUS DEI TAPPETI DI PIETRA

Con la  A Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita ufficiale a Ravenna, inaugurerà mercoledì 30 ottobre la “Domus dei Tappeti di Pietra”, uno dei più importanti complessi dell'archeologia italiana portati alla luce negli ultimi decenni. I mosaici bizantini, definiti “Tappeti di pietra” da Federico Zeri, dopo la fine dei difficili lavori di scavo e restauro, si potranno ammirare nella loro collocazione originaria. Nel 1993, durante i lavori edili in Via D'Azeglio, nel centro di Ravenna, viene alla luce questo inaspettato gioiello archeologico. I lavori di scavo, svolti dalla Soprintendenza Archeologica e durati fino al 1995, hanno permesso di esplorare tutta la complessa situazione stratigrafica relativa alla vita della città dai giorni nostri fino alle sue piu' antiche origini. Questo sito archeologico, che si sviluppa per 800 metri quadrati, ha suscitato l'interesse dell’opinione pubblica per la presenza di ricche superfici musive, alcune figurate e policrome. L'attenzione si è focalizzata, in modo particolare, su un edificio di epoca bizantina nel quale è stata reinvenuto un emblema, cioè un riquadro figurato, eccezionale per il VI secolo. Il quadro, iconografia che mostra i geni delle stagioni danzare in cerchio al suono di una siringa, è un motivo di derivazione classica, caduto in disuso all' epoca, e mostra una notevole tecnica musiva. L’edificio bizantino è l’unico a Ravenna a destinazione privata, non ...

Con la V 31/10/2002

VIAGGIO IN AUSTRALIA DA DARWIN AD ADELAIDE

Con la  V Il territorio dell’Outback, di dimensioni vastissime, è uno dei più affascinanti dell’Australia e, in occasione dell’ “Anno dell’Outback” ancora in corso, sono stati designati itinerari turistici ad hoc, per accompagnare i visitatori alla scoperta dei luoghi più interessanti. Tra gli itinerari più sensazionali, “L’Explorer Highway”: da Darwin ad Adelaide, permette di vivere uno dei percorsi “mitici” e più emozionanti del nostro pianeta. I 3425 chilometri che separano la zona attraversano, infatti, uno dei più antichi e inesplorati continenti della terra. Il tragitto ripercorre le tappe della vecchia linea telegrafica che, a partire dal 1874, collegò Port Augusta (nel South Australia) a Darwin. Oggi l’Explorer Highway è una strada a due corsie, perfettamente asfaltata e con indicazioni di tipo turistico. Viaggiando in automobile basta seguire la Stuart Highway che praticamente percorre tutta l’Australia da Nord a Sud iniziando da Darwin, la città più settentrionale del Paese, attraverso il “cerchio rosso” e l’Outback, per giungere sino ad Adelaide, l’elegante ed affascinante capitale del South Australia, a circa 300 chilometri a Sud di Alice Springs. Lungo il percorso numerose sono le possibilità di ristoro e pernottamento in motel e alberghi, e di soste in zone faunistiche protette o in parchi naturali. Da non perdere le visite nei piccoli centri abitati ...

Con la A 31/10/2002

AL PACINO

Con la  A Una leggenda del cinema contemporaneo, un uomo che ha saputo fare del proprio mestiere, in continua evoluzione e trasformazione, una ragione di vita. E sì, perché la strada di James Alfred Pacino, per l’anagrafe del cinema “Al”, figlio di emigranti italiani, altra non poteva essere se non quella di divenire uno dei più grandi interpreti dei nostri tempi. La sua passione per la recitazione cominciò a rendersi fertile sin dai 17 anni, quando fu accettato alla Manhattan High School of Performing Arts, per consacrarsi poi definitivamente nella scuola prestigiosa di Lee Strasberg, l’ “Actor’s Studio” di New York. Da lì spiccò il volo, un cammino che oggi lo rende un mostro sacro di Hollywood, uno dei pochi geniali attori americani contemporanei. Con i suoi ruoli cinematografici non solo ha influenzato diverse generazioni di spettatori, ma è anche riuscito a lasciare un’impronta unica nel panorama culturale americano. Dal rapinatore di banche di “ Quel pomeriggio di un giorno da cani” a Michael Corleone, spietato mafioso nella trilogia “Il Padrino”, quando Marlon Brando, altro genio, gli passò il testimone ideale nel primo episodio. Dall’impiegato contabile di “Americani” all’ufficiale cieco in “Scent of a Woman”, le appassionate interpretazioni di Al Pacino hanno colpito gli spettatori per quasi trent’anni. E proprio ora, alla vigilia dei suoi 62 anni il 25 ...

Con la H 31/10/2002

HALLOWEEN TRA FESTA E TRADIZIONE

Con la  H Halloween è alle porte, tutte le città d’Italia e del mondo si preparano a festeggiare quello che può essere considerato un rituale del divertimento noir. Loschi travestimenti a lume di zucca, feste, balli e gare ispirati ad atmosfere macabre, questi più o meno gli ingredienti che animano la notte italiana delle streghe. La festa di Halloween “all’italiana”, essendo priva di qualsiasi retroterra culturale e simbolico, non può che limitarsi a cogliere il gusto carnevalesco dell’esteriorità, dando vita ad una sorta di festa popolare che non si svolge tanto per le strade (come in America) ma al chiuso: locali, discoteche o circoli privati. Bisogna andare oltreoceano per cogliere il senso più profondo di una tradizione che affonda le sue radici nella cultura celtica da cui, tra le altre cose, deriva anche la famosa leggenda di Jack o Lantern. Jack era un fabbro irlandese, notoriamente truffaldino, che, nella notte di Ognissanti, riuscì a ingannare pure Satana. Fu allora che Jack fece un patto col diavolo. Quando alla sua morte venne rifiutato sia dal paradiso, a causa della cattiva condotta avuta in vita, sia dall'inferno perché aveva ingannato il diavolo, Satana gli porse un carbone ardente che proveniva dalle fiamme dell'inferno. Per illuminare il cammino e per non farlo spegnere dal vento, Jack lo mise in una rapa che stava mangiando. Da allora Jack fu condannato a vagare nell'oscurità con la sua lanterna, divenendo da allora ...

Con la T 31/10/2002

TOM e JERRY

Con la  T Hanno più di sessant’anni ma non li dimostrano. Si tratta di due tra i personaggi a cartoni più divertenti di tutti i tempi: Tom e Jerry. Nati a Hollywood nel 1940 dalla mente di Hanna & Barbera hanno subito catturato il pubblico di tutto il globo. In più, su tredici nomination hanno vinto ben sette Oscar. In quegli anni lontani, nel loro primo cortometraggio animato intitolato “Puss get the boot” il gatto si chiamava Jasper e il topolino non aveva nome. Il risultato fu grandioso. I ragazzi erano incantati dal topo senza nome e presero subito le sue parti. Erano tutti contro Jasper. Ma ben presto Tom e Jerry iniziarono a prendere la loro forma definitiva. Il successo è dato anche dal fatto che i due protagonisti hanno delle personalità molto spiccate. Tom è un gatto comune, grande, grigio e bianco, dagli occhi enormi e gialli che si diverte ad ideare piani per afferrare il suo piccolo nemico Jerry. E sì, perchè quello è il massimo che raramente riesce a fare. Di mangiarlo non se ne parla anche perchè Jerry riesce sempre a farla franca. E’ tremendo, opportunista e la cosa che lo diverte di più è esercitare il suo potere sul topolino. Non può nulla contro il suo istinto felino. I suoi unici scopi nella vita sono mangiare, dormire e andare a caccia di topi. Spesso si acquatta di fronte alla porta di Jerry, un foro alla base di una parete di casa all’interno del quale c’è il mondo di Jerry fatto di ogni genere di oggetto in ...

Pinocchio (2002) 28/10/2002

PINOCCHIO la realtà divenuta fiaba

Pinocchio (2002) A FAVOLA DI BENIGNI di Ludovica Rampoldi Un sogno che dopo vent’anni s’avvera. Difficile trattenere l’emozione e la gioia, ora che Pinocchio sta per uscire in 900 copie solo in Italia. E infatti Benigni non si trattiene, salta, si dimena, bacia tutti gli attori del cast e della troupe. Ci sono tutti, da Carlo Giuffrè a Kim Rossi Stuart. Manca solo Danilo Donati, morto durante la lavorazione del film che a lui è dedicato, e il direttore della fotografia Dante Spinotti. Assente giustificato, a quanto dice il regista: “Lui è friulano, ora sta in Afghanistan con gli alpini…” Benigni non si dimostra intimorito dall’attesa spasmodica che sta montando intorno al suo film (“Quest’entusiasmo è la cosa più bella che c’è, sono grato agli attenditori”) , e parlando di Pinocchio non riesce proprio a contenersi. “E’ un personaggio meraviglioso, è lui che mi ha scelto. Ho un’attrazione amorosa, un impeto passionale verso di lui. L’artista deve trasmettere entusiasmo, pur con la consapevolezza della morte e della tristezza. E Pinocchio è un inno alla fantasia…Nulla al mondo è più bello di Pinocchio, è un endecasillabo, lo sentite? Nulla al mondo è più bello di Pinocchio!”. “E’ una figura poetica, uno che non crede nell’esistenza del male, degli assassini. E’ un puro, un francescano”, dice Cerami, già autore con Benigni de “La ...
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