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Opinioni scritte

dal 05/10/2000

5

Spider Man 24/06/2002

Spider-man primo

Spider Man Inutile fare giri di parole: dalla proiezione di "Spider-man" esci allegro e carico di energia, con la voglia di lanciarti da un grattacielo all'altro lanciando ragnatele e quella vaga sensazione di stupida invincibilità che viene trasmessa dai migliori film di avventure. Non solo a livello di azione: anche il nerd interiore, quello che a scuola non osava far sapere alla compagna carina quanto le stesse bene la minigonna, riceve dal film le sue meritate compensazioni. Non c'e' nulla di scientifico, ma e' la prova che il nuovo franchising fumettistico del cinema americano funziona -e che funziona bene, piu' del pur pregevole "X-Men" e piu' di uno qualsiasi dei Batman post-Burton. Realizzato sotto l'attenta supervisione di Stan "The Man" Lee, che vede finalmente realizzarsi l'antico sogno di portare i suoi supereroi sul grande schermo in veicoli lussuosi e sfavillanti, il nuovo "Spider-man" e' cinema-fumetto nel senso migliore del termine: l'onnipotenza degli effetti speciali e' qui al servizio non del realismo ma della spettacolarita', del colore e di un divertimento leggero, capace di non prendersi sul serio senza per questo tirare gomitate d'intesa agli spettatori. Sam Raimi, che finalmente conquista quel trionfo commerciale planetario che da troppi anni gli sfuggiva, dirige con l'umilta' del vero grande regista: da tempo ha imparato a rinunciare ai suoi divertentissimi ma a volte sterili narcisismi di regia per mettersi totalmente al servizio del personaggio. Capace di ...

Tomb Raider (Dvd) 27/05/2002

Il busto pneumatico di Angelina Jolie

Tomb Raider (Dvd) Tratto da un videogioco che ha conosciuto enorme successo quasi esclusivamente grazie alle piu' o meno inconfessate pulsioni erotiche degli adolescenti dell'era Playstation, "Tomb raider" e' la derivazione della derivazione della derivazione di tutta la cultura popolare dell'ultimo secolo confezionata secondo l'etica della spremitura a tutto campo di qualsiasi franchising riconoscibile dal consumatore. Dire che c'e' un bel po' di Indiana Jones e' gia' automaticamente come dire che c'e' in mezzo James Bond, il Paperino di Barks, Tintin e i fantasmi ormai quasi evanescenti di tutti gli avventurieri di quello che ancora dieci anni fa era il cinema classico d'avventura e che oramai sembra rimasto l'equivalente dei graffiti preistorici: femori interminabili e busto pneumatico, l'avventuriera Lara Croft combatte contro mostri, robottoni e colleghi maschi-ma-cattivi con l'inafferrabilita' acrobatica che ormai quasi nessuno piu' puo' attribuire solo al cinema di Hong Kong, esercitando una ginnicita' elettronica a questo punto piu' necessitata che giustificata dal materiale su cui il film si basa. Inutile aspettarsi novita' da una trama-pretesto fondata sulla rassicurante necessita' di sventare piani malefici di dominio universale mettendo le mani su pezzi di un qualche oggetto magico: un film come "Tomb Raider" vale ovviamente per le scene d'azione, convulse e spesso al limite della discernibilita' grazie (?) al montaggio-un-fotogramma-per-volta, ma elaborate e divertenti ...

Psycho (Gus Van Sant) 28/05/2001

Rivedere per la prima volta

Psycho (Gus Van Sant) Una delle infinite manifestazioni di quella perversione tollerata che chiamiamo cinefilia è il Vampirismo della Prima Visione, quello che ci porta a mostrare un film che conosciamo bene a un amico che non l'ha mai visto: in questo modo è possibile godere di riflesso della sua verginità di spettatore, condividerne le emozioni della prima volta; e si può farlo -gia' conoscendo il film- dalla posizione di vantaggio di chi queste emozioni è in grado di anticiparle, godendo quindi non solo del loro prodursi ma anche dell'attesa che questo accada. Chi si riconosce in queste strategie dovrebbe poter apprezzare senza scandali lo "Psycho" rimesso in scena da Gus Van Sant, esempio più unico che raro di ricalco cinematografico integrale: stessa sceneggiatura (con ritocchi minimali: i 40.000 dollari rubati da Marion diventano 400.000, la verbosa spiegazione dello psichiatra dura forse la metà dell'originale), stesse inquadrature, stessa musica di Bernard Herrmann, appena appena riorchestrata da Danny Elfman, e perfino stessi titoli di Saul Bass, ricolorati in verde e adeguati ai nuovi nomi degli attori. Spacciato il progetto alla Universal con l'esca allettante di rilanciare una franchise già spremuta da due sequel cinematografici e due televisivi, Van Sant si infischia allegramente dei gusti del pubblico che non conosce l'originale -l'unico che avrebbe potuto assicurare al remake un successo commerciale- e punta senza esitazioni sugli appassionati del classico di Hitchcock, cercando di ...

Il Nemico Alle Porte (Dvd) 28/05/2001

Finalmente un bel film di Jean-Jacques Annaud

Il Nemico Alle Porte (Dvd) "Il nemico alle porte" non e' solo il piu' bel film di Jean-Jacques Annaud, ma e' sicuramente uno dei piu' bei film di guerra che abbia visto. Oserei azzardare una top ten del genere, ma ho sonno e ora non ho voglia di provare a buttar giu' una lista. Sono molto meravigliato delle accoglienze tiepide che il film ha avuto a Berlino. Spero di ricordare male, ma direi che avrebbe meritato molto di piu' di qualche generico apprezzamento. C'e' qualche concessione al melodramma, come (SPOILER!) nel sacrificio finale di Joseph Fiennes, ma niente che non appartenga ai mezzi legittimi del grande cinema spettacolare -alla David Lean, per intenderci. E in cambio c'e' una quantita' di roba bellissima: temi complessi (l'importanza della propaganda e la riluttanza dell'eroe modello; i sentimenti ambivalenti del Koenig di Ed Harris (bravissimo) nei confronti del bambino, che e' un nemico ma probabilmente gli ricorda anche il figlio caduto in battaglia; il duello quasi scacchistico fra i due cecchini), qualche grande idea di sceneggiatura (la scena d'amore nel dormitorio; il gioco degli specchi/pezzi di vetro nella scena in cui Harris ha Jude Law inchiodato sotto; la bugia detta alla madre del bambino, che puo' consolarsi pensandolo un traditore invece di sapere che e' finito impiccato -e, a proposito, anche la scena che ne precede la morte e' spietata e bellissima), una regia che non dice mai "ehi, qui dietro la macchina da presa ci sono io". Un classico istantaneo.

Il mestiere delle armi (Dvd) 28/05/2001

Un film lento E bellissimo

Il mestiere delle armi (Dvd) Diciamolo subito senza mezzi termini: questo è un film proprio bello, anche se con qualche evitabile difetto. Al di la' dello stile congenito di Olmi -di cui discutevo fuori dal cinema con mio padre e che a me non disturba affatto: certe lentezze per qualcuno esasperanti mi pare offrano allo spettatore quel tempo di riflessione emotiva che permette di 'sentire' tutta una serie di emozioni e di allusioni che sarebbe stato artificioso cercar di esprimere con dialoghi piu' o meno espositivi- trovo a volte difficile star dietro a un dialogo a volte troppo attento alla filologia per essere chiaramente comprensibile. Interessante la presentazione iniziale dei personaggi, con didascalie e narrazioni di attori che guardano in macchina che rimandano alla grande tradizione del documentario inteso in modo creativo ma anche a certa fiction in stile documentaristico come quella dell'inglese Peter Watkins: pero' nonostante questo ho fatto spesso fatica a seguire con precisione le identita' dei personaggi; e' una difficolta' sicuramente mia (mi perdevo persino negli intrighi di "Braveheart") ma che in un cinema meno rigoroso si puo' risolvere con qualche concessione in piu' alla comprensione nei dialoghi. E l'agonia di Giovanni e', comunque, un po' troppo lunga ed estenuante -anche se e' bellissima la sua dolorosa attesa del supplizio e della morte quasi perdendo lo sguardo negli affreschi della stanza in cui e' ospitato. Un film sicuramente da guardare prima ancora che da vedere: "Il ...
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