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Sono sempre indeciso,a volte ponderare troppo è saggio altre deleterio. Sempre più spesso vorrei essere disoccupato mentale. Ora sono attivo anche su Skype

Opinioni scritte

dal 30/08/2006

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Appunti di un venditore di donne (Giorgio Faletti) 02/01/2014

Sono molto Bravo

Appunti di un venditore di donne (Giorgio Faletti) Bravo è una specie di amministratore delegato. Amministra donne e viene delegato da uomini per procurargli qualche ore di piacere. Una richiesta e un’offerta si incontrano sempre. Bravo è il trait d’union di queste intersezioni. Discreto, affidabile e celere nel servire nel migliore dei modi i tanti uomini d’affari bisognosi di coccole. Il destino è però beffardo e Bravo è il classico esempio di chi ha il pane ma manca dei denti: veniamo infatti subito informati della menomazione fisica di cui è colpito: non ha il pene. Nella Milano del 1978 la malavita vive di notte e in una di queste Bravo incontra Carla, una semplice donna delle pulizie che ben presto entra nella scuderia del protagonista. Il suo primo lavoro consiste nel servire un importante personaggio. Ma la mattina seguente Bravo viene informato della mattanza che è avvenuta nella casa del potente uomo: tre sue ragazze e altrettanti uomini sono stati trucidati. Tra le sue “operaie” decedute non c’è però Carla che invece sparisce nel nulla. A peggiorare la situazione c’è il fatto che lo stesso Bravo capisce di essere stato incastrato: la sua auto si trova nel luogo degli omicidi, lui non ha alcun alibi per quella serata mentre la malavita ha agganci in ogni dove e ultimamente dove lui transita seguono sempre alcune morti. Una serie di intrecci porterà a svelare la vera identità di Bravo, scavando nel suo passato, nell’origine dei suoi mali. Penultimo romanzo di Giorgio Faletti, ambientato nell’Italia di oltre ...

50/50 Killer (Steve Mosby) 03/01/2011

50% insipido, 50% deludente

50/50 Killer (Steve Mosby) Il killer 50/50 è un enigmatico individuo che da qualche anno ha imbastito un macabro, e surreale per le vittime, gioco: sceglie una coppia, la spia per qualche tempo nascondendosi in soffitta, impara a conoscerla tramite microfoni che ha installato nella casa e controllando le mail. Poi decide di entrare attivamente in gioco mostrandosi; a questo punto prende un individuo della coppia e gli chiede se è disposto a morire per la sua anima gemella. Se lo sfortunato accetta, il killer 50/50 inizia a torturarlo sia fisicamente sia psicologicamente mettendo in evidenza quei piccoli segreti che ognuno conserva solo per sé, magari a discapito del proprio marito o moglie. Il divertimento del killer, che si mostra sempre con una maschera da diavolo in testa, consiste in quello che è il suo obiettivo e cioè portare la sua preda a ritirarsi, a cedere dichiarando di non farcela più a sopportare quell’ondata di male e dolore. Il gioco termina naturalmente con la morte del marito o della moglie e la relativa sofferenza eterna del congiunto per aver assistito alle torture e non averle impedite. John Mercer è l’ispettore incaricato di dare un volto al killer 50/50 e porre fine alle sue torture. Ha perso un uomo della sua squadra, ucciso proprio dall’oscuro killer ed è caduto in depressione. Dopo due anni di riposo forzato torna a coordinare le ricerche ma ha perso autorità all’interno del suo team. Nel periodo di assenza di John dalla scena, il killer ha avuto modo di crearsi diverse ...

La regina dei castelli di carta (Stieg Larsson) 13/09/2010

La regina fa scacco matto

La regina dei castelli di carta (Stieg Larsson) Una pallottola in testa costringe Lisbeth Salander in ospedale. Salvata in extremis da Mikael Blomkvist la giovane ragazza può fare poco per difendersi dalle accuse di lesioni gravissime nei confronti del padre Alexander Zalachenko. Ma dietro Lisbeth c’è un entourage corposo pronto a lavorare per lei. Mikeal sta scavando molto a fondo all’interno della Sapo, la polizia segreta svedese, e scopre la presenza della Rps/Sak, una sezione a parte con tanto potere, soldi e uomini la cui vita è rappresentata dalla fedeltà assoluta al proprio lavoro; gli intrecci che emergono fanno capire chiaramente che in passato, fin dal 1991, qualcuno ha tentato di rendere innocua e ferma Lisbeth. Accanto a Mikael lavora la sorella Annika Giannini, avvocato da sempre in prima linea nella difesa dei diritti delle donne, che diventa il legale della Salander. C’è poi tutta la redazione di Millenium che dedica le sue forze nell’illuminare lo scenario dell’adolescenza di Lisbeth e quello del clan Zalachenko. Senza dimenticare Dragan Armanskij, ex datore di lavoro di Lisbeth, nonché tutta la Milton Security, Holger Palmgren, il vecchio tutore di Lisbeth, e qualche poliziotto che ha fiutato la possibilità che la ragazza sia innocente. Questi sono i buoni. I cattivi sono rappresentati dai vecchi protettori di Zalachenko, uomini della Sak, uno psichiatra compiacente e un pubblico ministero facilmente manovrabile e incline a farsi pubblicità. Intanto Erika Berger sta preparandosi a salutare tutti a ...

La ragazza che giocava con il fuoco (Stieg Larsson) 21/06/2010

La trilogia si infiamma

La ragazza che giocava con il fuoco (Stieg Larsson) La vita di Lisbeth Salander prosegue dopo le vicende di Hedestad come sempre, in solitario. Dopo un abbondante anno sabbatico passato all’estero la venticinquenne hacker torna in patria con un notevole gruzzoletto da parte decisa a chiudere i conti con la sua vita passata: ignorare Mikael Blomkvist per prima cosa e informare il suo datore di lavoro che non intende più impegnarsi a tempo pieno alle sue pratiche investigative. Ma nulla nella vita di Lisbeth si caratterizza per linearità e rispetto della programmazione e in un attimo la ragazza viene proiettata in un vortice frenetico di miscela frullata. Leggere il nome di Zala nel computer di Mikael metterà in subbuglio il traballante sistema di Lisbeth che decide di iniziare la sua ricerca. Purtroppo appena la ragazza si mette in moto ecco che dietro di lei, nel giro di alcune ore, cadono tre cadaveri e Lisbeth risulta essere l’unico colpevole possibile per il triplice delitto. Mikael invece rappresenta il trai d’union tra Lisbeth e le persone assassinate facendo incrementare il mistero. Lisbeth risulta come evaporata, nessuno riesce a trovarla e la sua ricerca assume più dimensioni: la polizia non sa come comportarsi e annaspa faticosamente, Mikael crede nella sua innocenza e vorrebbe aiutarla, ma ci sono anche loschi individui che hanno interesse a catturare Lisbeth ad ogni costo. Pimpante e più reattivo seguito del lento e a tratti scialbo “Uomini che odiano le donne” questo secondo episodio della trilogia ...

Uomini che odiano le donne (Stieg Larsson) 26/04/2010

Sparizione scandinava

Uomini che odiano le donne (Stieg Larsson) Ogni anno. Nel giorno del proprio compleanno Henrik Vanger riceve per posta un fiore sempre diverso. Ogni anno da quando, tanto tempo prima, sua nipote Harriet è scomparsa misteriosamente dalla casa di famiglia. Un rituale che rianima la fiamma mai spenta dell’incognito. Ad Henrik, ottantaduenne ex grande capo del gruppo Vanger, rimane un solo grande dubbio nella propria vita: che fine ha fatto sua nipote. Ha cercato ogni cavillo, investito tantissimo tempo e denaro per cercare di fare luce sulla scomparsa di Harriet. Il tutto senza esiti. A questo punto della sua vita vorrebbe solamente sapere la verità e cioè cosa le sia accaduto nel 1966 in quel di Hedestad; Henrik vuole anche ritrovare il corpo della nipote, perché ormai, su questa faccenda, ha una sola certezza: quella che Harriet sia morta. Mikael Blomkvist è un giornalista, co-proprietario della rivista Millenium, periodico di informazione economica. Mikael ha appena preso una cantonata: correttamente e casualmente imbeccato da un amico di vecchia data, pubblica un editoriale in cui accusa di varie frodi l’industriale Wennerstrom; il tutto si rivela falso e Mikael sconta la bruciante sconfitta, conseguenza di un eccessivo entusiasmo, in esilio dimostrandosi facile preda del rapace Wennerstrom. Mikael però è per Henrik l’uomo giusto, colui capace di cercare la verità; rappresenta, in sintesi, l’ultimo disperato tentativo di trovare un motivo alla scomparsa di Harriet. Mikael accetta l’incarico ed Henrik gli fa ...

Sconclusioni (Paolo Pappatà) 04/01/2010

Racconti di vita raccontati

Sconclusioni (Paolo Pappatà) Sconclusioni è tante cose. A prima vista è indubbiamente una raccolta di racconti (lo dice anche l’autore sulla sua pagina internet). Dovendo definire in maniera univoca Sconclusioni posso dire che si tratta di vita vissuta. Perché di vita in queste brillanti cento paginette ce ne è davvero tanta, ma tanta tanta. Sono convinto che c’è molto, anzi di più, tantissimo, di Paolo Pappatà in ogni capoverso. Quelli di Pappatà non sono semplici storie ma sono racconti che ci raccontano del giovane prima e adulto poi Pappatà e delle sue inquietudini, delle sue aspettative e della sua notevole capacità di osservare questo nostro mondo. Che sia in auto, magari a fianco di un’astronave, dietro il bancone della tabaccheria, oppure al bar, al biliardo con una stecca in mano, alla finestra di casa capace di mostrare sempre il solito palazzo, ma anche a pescare, sono sempre gli occhi dell’autore che ci parlano e raccontano. Raccontano di noi e posso serenamente affermare che l’inquietudine per una volta è la nostra parte migliore, perché è quella componente che ci fa sentire uniti e vicini, meno soli e quasi vincenti. Perché anche nella mia città esiste una Suburbia Sud similare a quella di Paolo, e anche la mia Suburbia è ben cementificata, superficiale e sorda, sbiadita e piena di occhi infelici e fuggenti. Anche nella mia esistenza c’è una costante bionda, non è Ceres, ma ha ugualmente tante bollicine. Pappatà è un fine lavoratore delle parole, le porta a temperature elevate per ...

A Serious Man (E. Coen, J. Coen - USA 2009) 08/12/2009

L'impossibilità di una vita tranquilla.

A Serious Man (E. Coen, J. Coen - USA 2009) Siamo in America nel 1967, Larry Gopnik (Michael Stuhlbarg), ebreo, è un professore universitario di fisica in attesa di una promozione e di una cattedra definitiva. Appena rincasato la moglie lo avvisa dell’intenzione di separarsi per approfondire la relazione intrattenuta con Sy Ableman (Fred Melamed), bizzarro personaggio che intende fraternizzare con il povero Larry; intanto il figlio Danny (Aaron Wolff) ascolta costantemente la bellissima “Somebody to love” dei Jefferson Airplain da un auricolare (che diventerà un protagonista del film), fuma canne, scappa ogni giorno dal suo debitore in attesa di diventare un ragazzo responsabile celebrando il suo bar mitzvah (rituale ebraico); la figlia di Larry invece passa le giornate prendendosi cura dei suoi capelli e cercando di raggranellare soldi per rifarsi il naso. Con loro vive il problematico fratello di Larry, Arthur (Richard Kind), impegnato nell’occupare il bagno di casa nel tentativo di drenare una ciste seborroica. Larry vive in tutto questo, sballottato dagli eventi e dalle decisioni degli altri. In mezzo agli altri ma solo. Larry è un uomo ordinato, ordinario e tranquillo, vestito sempre con una pulita e stirata camicia, ben pettinato e con un paio di occhiali che conferiscono un aspetto buffo ad un classico uomo buono; abita in un quartiere all’apparenza silenzioso e sereno fatto di tipiche case americane prefabbricate, grandi e spaziose, ognuna con il proprio giardino verde e il posto auto accanto. Vorrebbe ...

Blackout (Gianluca Morozzi) 25/11/2009

Inquilini scomodi

Blackout (Gianluca Morozzi) Bologna, pomeriggio di Ferragosto. Aldo Ferro è proprietario di alcuni disco-pub, sposato con un figlio, si è appena divertito a squartare il volto di un povero ragazzo e ha in mente, entro sera, di riattaccargli la faccia al contrario; ha un lungo coltello nella tasca dei pantaloni; è un serial killer. Claudia è una studentessa che per mantenersi lavora in uno squallido bar, parzialmente svestita per fare contento il Porco (così chiama il suo datore di lavoro) e gli avventori; è omosessuale, sta con Bea, ha un look da punk con capelli verdi; soprattutto ha una gran sete. Tomas ha sedici anni e in serata deve prendere il treno, raggiungere la sua ragazza a Parma e insieme tentare fortuna ad Amsterdam, vuole fuggire dalla sua attuale vita; ha una gran fretta. Questi tre personaggi si ritrovano nell’atrio di un grande palazzo bolognese di venti piani. Ognuno deve raggiungere il proprio appartamento e stanno per salire nell’ascensore. A metà corsa l’ascensore si blocca, la luce bianca si spegne e la cabina è illuminata dalla luce verde di emergenza. Il campanello di allarme non funziona, i cellulari non danno alcun segnale, nel condominio non sembra esserci nessun’altra anima e la convivenza forzata durerà diverse ore. Con il passare del tempo l’isteria, la pazzia, la violenza, l’insofferenza diventeranno le compagne di Ferro, Claudia e Tomas. Di Gianluca Morozzi si sente parlare molto e in maniera positiva ultimamente e così mi sono buttato sul suo libro di maggior ...

L'isola della paura (Dennis Lehane) 19/10/2009

La mente è un'isola in balia di quello che non vogliamo accettare

L'isola della paura (Dennis Lehane) Nel settembre 1954 l’ispettore federale Teddy Daniels viene inviato sull’isola di Shutter per indagare sulla scomparsa di Rachel Solando, paziente-detenuta presso l’Ashecliffe Hospital, una sorta di ospedale per curare i malati mentali. L’isola di Shutter ad esclusione dell’edifico per la cura dei malati-detenuti non presenta nient’altro. Teddy viene accompagnato in questa missione da Chuck Aule un simpatico agente appena trasferito che Teddy conosce per la prima volta sul traghetto che li porta sull’isola. Appena arrivati sull’isola i due federali fanno la conoscenza con il dottor Cawley, primario della struttura, che si rivela un personaggio enigmatico. Il caso affidato alla coppia di agenti si mostra subito molto strano: la paziente Rachel sarebbe evasa una sera dalla sua piccola cella senza lasciare alcuna traccia di scasso né alla porta né alla minuscola finestra della sua stanza. Inoltre, tutto il personale dell’Ashecliffe dichiara di essersi scrupolosamente attenuto alle ferree norme di sicurezza e vigilanza: la paziente sembra quindi evaporata dalla sua stanza. Ma non tutto è come appare: il buon Teddy è stato inviato sull’isola per indagare sui metodi utilizzati dall’equipe del dottor Cawley nella cura dei pazienti e in aggiunta si scopre che Teddy ha perso la propria moglie, Dolores, per colpa di un incendio appiccato nel loro appartamento da un certo Andrew Laeddies che pare essere ricoverato in un padiglione particolare dell’Ashecliffe Hospital. Dennis ...

Bambino 44 (Tom R. Smith) 23/09/2009

Tu sei cacciatore e preda

Bambino 44 (Tom R. Smith) Siamo nell’Unione Sovietica nel pieno del regime stalinista nel corso del 1953. Leo Demidov è un ufficiale del MGB (la Sicurezza di Stato, precursore del KGB). Leo sa come vanno le cose e come funziona la vita: il Partito ha sempre ragione, le sue regole sono le linee guida da seguire. Sempre. Nel mese di febbraio Leo però inizia a pensare e ragionare con la propria testa: quello che appare a tutti gli effetti un omicidio di un bambino viene liquidato come mero incidente. D’altronde nell’Unione Sovietica vige il principio che il crimine non esiste e quindi non ci possono essere assassini. Siccome i suoi superiori si rendono conto che Leo sta mutando il modo di vedere le cose, decidono di metterlo alla prova: dovrà far arrestare la propria moglie, Raisa. Ma il meccanismo oramai si è azionato e Leo ha preso pieno possesso delle sue facoltà mentali: non accetta di incriminare la propria consorte e come conseguenza dovrà subire i declassamenti e il mobbing violento imposto dal regime. Isolato, solo, in un primo momento senza nemmeno il supporto della propria moglie (sulla quale scoprirà dolorose verità) Leo continuerà la sua indagine, perché Leo ora è un uomo diverso… Opera prima del giovane (è nato nel 1979) esordiente Tom Rob Smith è uno di quei romanzi il cui successo è indiscutibile quanto abbastanza sordo. Mi spiego: il libro mi è stato consigliato da un amico e il titolo mi era assolutamente sconosciuto; inoltre anche sul web esistono pochi commenti per questo ...

Marina (Carlos Ruiz Zafón) 08/09/2009

Nero denso

Marina (Carlos Ruiz Zafón) Oscar Drai vive in un collegio di Barcellona dove ogni giorno attende che si concludano le lezioni alle 17:30. A quel punto lui inizia a vivere, a camminare e girovagare per la misteriosa ed affascinante Barcellona. Un giorno i suoi passi lo portano davanti ad un edificio che non aveva mai notato; è la casa dove Marina vive assieme al padre German e al gatto Kafka. Incoraggiato dalla bellezza di Marina, Oscar inizia a frequentarsi con la giovane ragazza. Marina un pomeriggio decide di portare Oscar al cimitero della città dove vedono una signora, tutta avvolta in uno scialle nero, inchinarsi davanti ad una tomba senza nome. C’è solo un simbolo, una farfalla nera, sulla lapide. I due ragazzi sono incuriositi da questa signora anziana e decidono si seguirla. Da quel momento la storia di Michail Kolvenik verrà rievocata e ci saranno molti misteri da riportare alla luce. Non si può parlare di ritorno per il bravissimo autore spagnolo Carlos Ruiz Zafon. L’abile scrittore iberico non è stato così veloce nel produrre un nuovo romanzo per i suoi tanti affezionati lettori dopo l’uscita de “Il gioco dell’angelo” avvenuta nell’autunno 2008. “Marina” è un libro che Zafon ha scritto diverso tempo fa, nel 1997, quando aveva trentatre anni. E’ quindi un romanzo antecedente perfino al famosissimo “L’ombra del vento”. Però si sa che il successo e la fama richiedono costante alimentazione e quindi la Mondadori ha ben pensato di proporre al pubblico italiano quest’opera di Zafon ...

Sulla strada (Jack Kerouac) 24/08/2009

Asfalto, jazz, gasolio, sudore, birra , vita

Sulla strada (Jack Kerouac) Sal Paradise (che sarebbe l’autore Jack Kerouac) e l’amico Dean Moriarty (per molti individuato con la figura di Neal Cassady) viaggiano attraverso l’America da nord a sud (con punte fino al Messico) e da est a ovest e viceversa. Sal racconta in prima persona le sue scorribande sulla strada; inizialmente viaggia da solo, ma il pensiero è sempre rivolto al momento in cui la sua strada confluirà in quella di Dean. E quando i due si ritroveranno, il loro cammino sarà sempre univoco alla ricerca della libertà e dell’essenza della vita. Non importa se si viaggia verso Denver, New York, Washington o Città del Messico l’importante è essere in strada, avere dell’asfalto sotto i piedi e chilometri da macinare con parsimonia e avidità. E come sottofondo buona birra e buon jazz… Pubblicato nel 1959 racconta le avventure di un gruppo di giovani sul finire degli anni ’40; nello scorrere delle pagine si ha la possibilità di incontrare, abbandonare e poi rincontrare di nuovo un alto numero di personaggi, un gruppo di amici che non si pone tante domande, non vive di competizione, ma si rende sempre disponibile in caso di necessità o di passaggio dalle proprie parti. La Beat Generation, un movimento ribelle che infrange un po’ di regole e sovverte tanti pensieri standardizzati. Guidare per ore, fare tardi la notte, ascoltare del buon jazz, e bere, bere tanta birra. Sono questi gli elementi caratterizzanti questa gioventù; una gioventù che si potrebbe definire “avanti”, perché oggi ...

Shock economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri (Naomi Klein) 16/06/2009

Iniezioni di shock

Shock economy. L'ascesa del capitalismo dei disastri (Naomi Klein) Shock Economy è un grande documento che sinteticamente assume le sembianze di testo capace di analizzare la fame di soldi, potere, detenzione di quote e profitti, chiusura di mente basati su alcuni ideali e capisaldi che vari economisti, ben supportati da governi e politici incapaci di porsi dall’altra parte della società hanno realizzato in diverse parti del mondo. I protagonisti sono: per gli economisti Milton Friedman inventore della Scuola di Chicago ed i suoi seguaci i “Chicago Boys”; esistono poi vari governi che hanno fornito la materia prima, i loro cittadini da spremere per testare le teorie; qui l’elenco si allunga: Cile, Bolivia e Sud America in generale, Polonia, Cina, Russia, Sudafrica, Libano, Israele. Per farci comprendere meglio le iniziative di Friedman e dei suoi allievi la Klein inizia parlando dei metodi di shockterapia intrapresi da Ewen Cameron e dalla CIA: metodi ideati con l’unico scopo di creare nella mente delle persone una sorta di tabula rasa, ossia cancellare ogni dato dalla testa dei detenuti per poi impartirgli quella serie di informazioni desiderate; si tratta in pratica di rendere malleabili, modellandoli come fossero statuine di creta gli individui umani e il loro cervello. Alle volte però è impossibile cancellare completamente una mente umana; ed è in questo frangente che si registrano nei paesi sudamericani una serie di sparizioni misteriose ( i famosi desaparecidos): un numero impossibile da ricostruire, basato solamente sulle ...

Che - L'argentino (Steven Soderbergh - USA 2008) 05/05/2009

Non è stata solo una guerra

Che - L'argentino (Steven Soderbergh - USA 2008) Ernesto Guevara (Benicio del Toro) giovane medico argentino si avvicina al gruppo guidato da Fidel Castro (Demian Bichir): in una cena cui seguirà una lunga chiacchierata notturna vengono delineate le linee guida della rivoluzione cubana; saranno ottantadue le persone reclutate che il 26 novembre 1956 salperanno dal Messico dirigendosi verso Cuba per rovesciare la dittatura del colonnello Fulguencio Batista. Guevara sarà a capo di una cortina di uomini del “Movimento 26 luglio” e ha ben chiaro in testa che la missione sarà durissima: appena sbarcati vengono colpiti dal fuoco dei militari del colonnello Batista che li stavano aspettando. Si rifugeranno nelle montagne della Sierra Maestra e da lì avanzeranno reclutando volontari. Alla fine, degli iniziali ottanta ribelli solamente in dodici arriveranno a L’Avana. E’ il 2 gennaio 1959. Storia del passato secolo, storia di ideali, di lotta armata, di scambi di opinioni e idee. Ernesto “Che” Guevara, una delle figuri più ammirate del ‘900, spesso abusato senza la giusta conoscenza delle sue gesta (vedi le numerose magliette a sfondo rosso sulle quali campeggia il volto del Che, troppo spesso semplice iconografia, senza magari che chi porta nel proprio torace il viso del rivoluzionario conosca a fondo quello che ha rappresentato e quello che ha fatto per tanta gente e per sé stesso) viene portato sul grande schermo per quella che dovrebbe essere la biografia completa e ufficiale della sua vita da combattente. Il certosino ...

Gran Torino (C. Eastwood - USA 2008) 15/04/2009

Il diverso mi assomiglia.

Gran Torino (C. Eastwood - USA 2008) Al funerale della moglie Walt Kowalski (Clint Eastwood) mostra tutto il suo disappunto nei confronti di quello che rimane della sua famiglia: due figli, due nuore e qualche nipote. Ora è un uomo solo, accompagnato dall’inseparabile cagnolina passa il tempo nella veranda di casa a bere birra, sprizzando rabbia e odio da ogni poro. Nel suo passato la guerra in Corea combattuta per la sua nazione non è stata dimenticata e neppure il ricordo indelebile di quelle tredici vite umane che ha ucciso. Nel suo presente, alla sinistra del suo edificio abita una famiglia di origine asiatica, di etnia Hmong che lui disprezza apertamente. Un giorno il giovane vicino, Thao (Bee Vang), tenta di rubare la sua amata Ford Gran Torino come prova di iniziazione per il suo ingresso nella gang del cugino. Non avrà troppa fortuna. Intanto il parroco del paese, Padre Janovich (Christopher Carly) tenta di mantenere la promessa fatta alla signora Kowalski. Si va sul sicuro con il vecchio Clint che con il passare degli anni ha abbandonato il genere western per toccare l’animo delle persone con film appassionati e di straordinaria emotività; tra i tanti basti ricordare “Million dollar baby” con il suo secondo tempo carico di una drammaticità fortissima che ha lasciato più di un ricordo nei cuori degli spettatori. Con questo suo ultimo (in tutti i sensi?) lavoro Eastwood mostra il cambiamento che smuove un vecchio brontolone pieno di rabbia verso il mondo intero e di odio indirizzato ...
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