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ingeGnere76

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Remembering games... and daisy chains and laughs... got to keep the loonies on the path...

Opinioni scritte

dal 10/09/2003

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Death Valley National Park, California 19/11/2007

TORRIDA ALLUCINAZIONE

Death Valley National Park, California Ci sono posti, nel mondo, in cui all'uomo è proibita ogni forma di sviluppo. Luoghi incontaminati in cui la Natura si manifesta in tutto il suo splendore, il suo incanto e talvolta, si… perché no, anche la sua ostilità. Questo, per l'appunto, è un "luogo ostile", La chiamano Death Valley, ovvero Valle della Morte. Ebbene, di certo non è un Paradiso. IL TERRITORIO Il Death Valley National Park si estende per il novanta per cento del suo territorio in California, per la precisione lungo il confine con il Nevada, cui appartiene la parte restante. Monumento nazionale sin dagli anni '30 è ora diventata da più di una decina "parco nazionale" il che vuol dire poter godere di una speciale attenzione nella gestione del territorio, delle specie animali che lo abitano e della conservazione geologica del luogo. Stretta tra diverse catene montuose, principalmente tra la Sierra Nevada e l'Amargosa Range, la Death Valley è per buona parte sotto il livello del mare e può essere ragionevolmente considerata come una protuberanza dello sterminato deserto del Mojave al cui centro tra l'altro si erge quel bizzarro miraggio chiamato Las Vegas… la quale comunque è lontana, almeno un centinaio di chilometri. VAGABONDARE NELL'OSTILITA' Si parta dal presupposto che la Valle della Morte è immensa. Ciononostante si tenga bene presente che essa può essere visitabile nell'arco di un'unica lunga e rovente giornata. Del resto, il caldo che opprime la zona è talmente intenso che già ...

United Center, Chicago 01/10/2007

Pomeriggio con scalpo, nel tempio di Jordan

United Center, Chicago L'ANTEFATTO Chicago, 31 Marzo 2007. La giornata è coperta, fredda, tuttavia non piove. Ogni tanto un pallidissimo sole fa capolino tra nuvole grigiastre ed altissime. Mi trovo in Illinois per visitare Windy City ma anche per soddisfare un'idea che mi allettava da tempo, vista la mia passione per il basket americano. Seguo l'NBA da quando sui parquet di tutti gli Stati Uniti d'America imperversava un fenomeno che rispondeva al nome di Michael Jordan. Sua maestà MJ qui da noi veniva visto e considerato un vero e proprio extraterrestre e tutti, chi più chi meno, venivano inesorabilmente rapiti dal pianeta NBA e dai mitici Chicago Bulls. Io, dal canto mio, proprio non ce la facevo a seguire le masse e un po' per il nome, un po' per l'antagonismo e l'elevata rivalità con la squadra di Chicago mi misi a tifare la modesta ma caparbia franchigia dei Cleveland Cavaliers. Inutile dire che negli anni furono spesso e volentieri proprio i Bulls di Jordan ad eliminare la squadra di Cleveland durante i Playoffs e proprio per questo motivo la storia dei Cavaliers, comunque decenti negli anni ottanta e novanta, è costellata di pochi successi alternati a stagioni decisamente deprimenti. Tuttavia da circa tre anni un nuovo fenomeno di cui si dice un gran bene si è affacciato sul pianeta basket ed ha cambiato la squadra. Il suo nome è Lebron James, e questa volta, incredibile ma vero, gioca con Cleveland. Quale migliore occasione dunque per gustarmi dal vivo un incontro non solo capace di ...

Monument Valley Navajo Tribal Park, Utah 27/08/2007

IL SILENZIO DEL VENTO

Monument Valley Navajo Tribal Park, Utah In principio è il silenzio. Poi il vento. E poi, poi vengono i mittens. Radicato nell'immaginario collettivo di ognuno di noi, a cavallo del confine tra Utah ed Arizona esiste un posto onirico, magico, talmente fantastico che sembra uscito dalla mente geniale di un artista quantomai bizzarro. In realtà si tratta di una valle. Che di valle, in effetti, ha poco. Ad ogni modo, il nome di questo posto fantastico è Monument Valley. FOTOGRAFIA DI UN MITO Senza dubbio è il cinema, più di ogni altra cosa, ad aver impresso nella mente di ognuno di noi le immagini di questi paesaggi alieni lungo i quali indiani e cowboys si muovevano secondo i sapienti dettami di John Ford in innumerevoli scene di film western ivi girati negli anni '40 e '50. Senza dubbio è il cinema dunque, ma senza dubbio non è solo John Ford perché lei, la Monument, è stata ritratta in molte pellicole anche negli anni seguenti, immutata, granitica ed affascinante come allora. E a vederla, di continuo alle spalle ora di un certo John Wayne, ora di un certo Gary Cooper sembra così lontana, così remota, così teatrale e scenica da apparire estremamente finta. Eppure. Eppure è proprio così, teatrale e scenografica. E incredibilmente vera. Ed è anche uno dei luoghi più remoti dell'intero South West americano. GEOGRAFIA DEL MITO: UTAH O ARIZONA? La Monument Valley si trova all'interno della riserva degli indiani Navajo, tagliata esattamente a metà dal confine tra lo stato dello Utah e lo stato ...

Corcovado, Rio de Janeiro 26/06/2007

Tra le braccia del Cristo Redentore

Corcovado, Rio de Janeiro ♫ Muita calma pra pensar E ter tempo pra sonhar Da janela vê-se o Corcovado O Redentor, que lindo! ♫ Forse non saranno versi famosi come quelli di "Mas Que Nada", o di "Garota de Ipanema" ma sono sempre versi scritti e cantati da Antonio Carlos Jobim, il compositore brasiliano che ha scolpito nel libro della musica mondiale delle vere e proprie pietre miliari. E questo è proprio un piccolo estratto di "Corcovado", la canzone che l'autore ha voluto dedicare ad uno dei luoghi più affascinanti di Rio de Janeiro e, forse, dell'intero Brasile. Molti confondono però il significato del termine Corcovado, associandolo, più o meno giustamente, alla statua del Cristo Redentore; per la precisione il termine "Corcovado", che in portoghese vuol dire "gobbo", è il nome del monte che ospita la statua del Cristo, monte che si trova nel bel mezzo della foresta del Parco Nazionale di Tijuca. NASCITA DI UN SIMBOLO Come primo paese al mondo per numero di abitanti cristiani la Chiesa brasiliana, ed in particolare l'Arcidiocesi di Rio, ha sempre sentito forte la necessità della realizzazione di un simbolo che rappresentasse l'intensa cristianità della gente locale; per questo, dopo diversi tentativi andati a vuoto, all'inizio degli anni 30 e più precisamente nel 1931 venne commissionata un'enorme statua la quale avrebbe dovuto dominare la baia della più celebre città del Brasile e che per questo avrebbe dovuto essere rigorosamente a forma di croce affinché chi l'avesse ...

Willis Tower (Sears Tower), Chicago 15/05/2007

LA TORRE NERA

Willis Tower (Sears Tower), Chicago Qualunque appassionato di urbanistica statunitense vi dirà senza dubbio che il più bel grattacielo americano da un punto di vista architettonico è il Chrysler Building, a Manhattan. D'altro canto, se doveste chiedergli qual' è quello a cui la gente è più affezionata vi risponderà probabilmente l'Empire State Building, l'antico e solitario guardiano di New York. Se invece la vostra domanda dovesse essere più semplice, più banale, più spudoratamente curiosa… del tipo… "qual' è il più alto in assoluto, all'interno degli Stati Uniti?" saranno obbligati a rispondervi la Sears Tower, che si trova a Chicago. SETTING - THE LOOP La Sears Tower si trova nella zona di Chicago denominata Loop, precisamente al 223 di South Wacker Drive. Col termine Loop si intende il centro finanziario della metropoli il quale non coincide con il centro commerciale e residenziale, che si trova più a nord, oltre il Chicago River, sul proseguimento di Michigan Avenue quando essa prende il nome di "Magnificent Mile". Loop vuol dire appunto ciclo, "anello" ed il nome non è casuale perché la zona è completamente circondata dai due rami del Chicago River diretti verso il Lago Michigan. E' proprio nel Loop che si concentra la maggior parte degli uffici, delle aziende e delle compagnie che hanno sede nella più grande città dell'Illinois; ovviamente, un edificio del genere non poteva che sorgere in questo distretto. Girando intorno alla base della Sears Tower l'impressione che si ha è subito quella di un ...

Tokyo Metropolitan Government Buildings 14/02/2007

Galleggiando sulle infinite luci di Tokyo...

Tokyo Metropolitan Government Buildings Ogni metropoli possiede uno speciale punto di osservazione dal quale è possibile, nelle giornate in cui le condizioni meteorologiche lo consentono, vedere tutta la città. Mi viene in mente Parigi con la sua Tour Eiffel, o New York con l'Empire State Building… Anche Tokyo ha un paio di luoghi strategici dai quali è possibile lasciare libero lo sguardo di vagare per chilometri: uno è la Tokyo Tower (riproduzione rossastra della Tour Eiffel più alta di quest'ultima di tre metri!) e l'altro è rappresentato dai due grattacieli dell'amministrazione dell'immensa capitale giapponese. PERCHE' <>… La capitale del Giappone infatti, è una metropoli che da un punto di vista prettamente "cittadino" si estende per oltre 2000 chilometri quadrati (quasi quanto la nostra Valle D'Aosta) e conta più di 12 milioni di abitanti (come Lombardia e Toscana insieme, per intenderci). Queste cifre, già impressionanti, aumentano se la si esamina sotto il profilo di "agglomerato urbano": trenta milioni di abitanti ed un'estensione territoriale che si avvicina a quella di una media regione italiana. In pratica, siamo di fronte all'agglomerato urbano più grande del mondo. Un agglomerato urbano che comprende diverse realtà (sebbene la città non sia cosmopolita come New York City), innumerevoli anni di storia (falcidiati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale), tantissimi distretti e quartieri (più che altro moderni) molto simili eppur molto distinti tra loro. IL QUARTIERE DI ...

Pelourinho 18/12/2006

NEL CUORE DELLA BAIA DI TUTTI I SANTI

Pelourinho ZOOM: BAHIA Quando il primo di Novembre del 1501 Amerigo Vespucci attraccò al verdeggiante approdo di Porto Seguro, in quella terra che poi verrà denominata Brasile ancora non poteva sapere che a qualche chilometro di distanza si apriva una delle baie più grandi del mondo la quale sarebbe stata di lì a poco denominata, per l'appunto, Baia di Tutti i Santi (Bahia de todos os santos). Oggi lo scenario è naturalmente diverso. Ad un colpo d'occhio iniziale l'aggettivo verdeggiante può essere senza dubbio ancora utilizzato ma molte aree hanno lasciato spazio all'urbanizzazione che trova il suo culmine nella città di Salvador de Bahia, capitale dello stato di Bahia e, a detta di molti, capitale culturale dell'intera nazione brasiliana. ZOOM: SALVADOR (E L'AFRICA?) Salvador de Bahia con i suoi 2 milioni e mezzo di abitanti è una città della quale si potrebbe parlare per ore ma una cosa è certa, definirla come un coacervo di culture è forse il modo migliore per inquadrarla. Per la sua natura storica coloniale essa è oggi la più africana delle città brasiliane e questa influenza si è diffusa nel tempo in ogni disciplina, a cominciare da quella religiosa dove il cristianesimo, pur essendo molto forte (il Brasile è per numero di cristiani il primo paese al mondo) ha connotazioni assai spurie. Come ci ha spiegato una guida locale, col passare dei secoli e la costante affluenza di schiavi provenienti dall'Africa il nocciolo cristiano con cui Bahia ha preso vita è mutato e si è ...

Puerto Rican Day Parade - New York 27/11/2006

CRONACA DI UNA PARATA VOLUTTUOSA

Puerto Rican Day Parade - New York Si dice in giro che New York sia "la città che non dorme mai"… Si legge che a Times Square ci sia la stessa marea di gente a qualsiasi ora del giorno e della notte… …Non è proprio così… L'aggettivo "dinamica" è quello che meglio va d'accordo col modo di vivere di questa città. Durante il giorno la gente va e viene a fiumi, si incrocia per la strada immersa nei propri pensieri, al mattino la colazione va via in un soffio, meglio se "divorata" mentre si va al lavoro… il pranzo chissà se lo fanno… la cena forse, quella si, è consumata nell'intimità di casa. Non c'è che dire, la frenesia è palpabile in ogni angolo di Manhattan che poi è il cuore economico e lavorativo della città stessa. Una frenesia che ha indubbiamente bisogno di momenti di assoluto relax e di grandi distrazioni che la città è in grado di offrire. A chiunque. A tutto ciò va anche ricordato che New York è per definizione una metropoli multirazziale e fa del suo melting pot uno dei punti cardine della sua stessa società… ne fa, appunto, un luogo unico al mondo, un luogo ove ad ogni etnia è garantita la possibilità di manifestare con orgoglio la sua esistenza. La mondanità di una città come New York pertanto si misura anche attraverso le coloratissime parate ed i moltissimi eventi "etnici" ai quali poi inevitabilmente partecipa tutta la comunità newyorkese poiché essi si svolgono nell'arco di diversi giorni, a macchia di leopardo, su tutto il territorio comunale. Per la cronaca persino noi italiani ...

Sensoji, Tokyo 06/11/2006

AL DI LA' DELLA PORTA DEL TUONO

Sensoji, Tokyo Non è impresa fattibile, quando ci si riferisce ad una città come Tokyo, scrivere qualcosa, un racconto, delle sensazioni, che possano riassumerla nella sua interezza. Non si può (o perlomeno non mi ritengo in grado di farlo) parlarne in generale ed in modo sommario, e dunque mi limiterò a darvi delle fotografie accurate di alcuni suoi luoghi peculiari, iniziando da quanto di più caratteristico si possa ritrovare nella totalità dei suoi chilometri quadrati: il tempio Sensoji detto anche Asakusa Kannon-do. I DINTORNI Il tempio Senso-ji è situato nel quartiere di Asakusa che si trova nella zona nord est del centro di Tokyo (definizione bizzarra questa, ma tenete presente le dimensioni della metropoli), non molto distante da uno dei polmoni verdi della città, lo Ueno (pronunciato con l'accento sulla o) Park vicino al quale alloggiavamo. L'atmosfera intorno al tempio è mutata oggigiorno rispetto a quella che era anni fa, prima della Seconda Guerra Mondiale. Trovandosi a metà strada tra il palazzo dell'imperatore ed il vecchio storico quartiere a luci rosse Yoshiwara il quartiere di Asakusa è sempre stato caratterizzato dal contrasto stridente ma affascinante, io credo, tra la dissolutezza delle sue strade e la religiosità espressa dal tempio Senso-ji. Entrambe queste due anime probabilmente si mitigavano l'una con l'altra e non c'è bisogno di fantasticare troppo per realizzare quanto caratteristico debba essere stato in passato. Dopo i bombardamenti della guerra, il tempio ...

Copacabana, Rio de Janeiro 18/10/2006

Leggenda dai riflessi azzurri e scintillii dorati

Copacabana, Rio de Janeiro …Copacabana… Quante volte abbiamo sentito questo nome… Quante volte lo abbiamo associato alla città di Rio de Janeiro… Quante volte, leggendolo o anche semplicemente udendolo ci sono venute in mente le allegre melodie di una musica tipicamente sudamericana… Tante eh? Ecco… beh, perché non ci facciamo due passi sulla sabbia? ACCANTO AD IPANEMA: GEOGRAFIA CON BOSSANOVA ♫ Olha que coisa mais linda mais cheia de graça é ela, a menina que vem e que passa... ♫ Si, lo so cosa state pensando… questo è l'incipit di "Garota de Ipanema", la canzone di Vinicius de Moraes e di Antonio Carlos Jobim… che cosa c'entra con Copacabana? Beh, un minimo di legame esiste perché Copa (il diminutivo affettuoso col quale i locali la chiamano) è adiacente proprio alla spiaggia di Ipanema immortalata nella suddetta canzone che ormai da circa quarant'anni la identifica in tutto il mondo. Le due spiagge leggendarie infatti sono separate soltanto da una sporgenza semi rocciosa che prende il nome di Arpoador. Esse, sebbene molto simili ad un primo fugace sguardo differiscono però tra di loro principalmente per l'aria che si respira; a differenza di Copacabana, Ipanema è certamente più sofisticata, più benestante, più chic… incastrata tra l'Arpoador ed il bellissimo Morro Dois Irmaos vicino al quale cambia nome in Leblon. Al di là dell'Arpoador dunque inizia la distesa di sabbia di Copa che termina, languida e voluttuosa ai piedi del celeberrimo Pao de Azucar cambiando nome in ...

Harlem, New York 26/09/2006

POMERIGGIO AD HARLEM, WALKING ALONG THE 125th ST.

Harlem, New York Quando la metropolitana newyorkese arriva le sensazioni audiovisive sono sempre le stesse. Attendiamo la linea 2. Ma anche la 3 va bene. Presto, due grossi fari squarceranno il buio dei tunnel mentre un assordante frastuono meccanico ci entrerà nelle orecchie dritto fino al cervello. Poi un sibilo accompagnerà la fermata del tipico convoglio argentato. Guardo ancora i cartelli che campeggiano sulla banchina. Da un lato c'è scritto Downtown & Brooklyn dall'altro c'è scritto Uptown & The Bronx. Ci sistemiamo sotto quest'ultimo. Ecco il treno. Tutto come previsto. Saliamo. Nella carrozza, solito melting pot. Bianchi, neri, indiani, cinesi e molti ispanici, di ogni sesso ed età. Le fermate passano una dopo l'altra; dalla 34th, la Penn Station, basta uno step per trovarsi in Times Square (42nd street) ma a noi ne occorrono altri, di step. Passiamo così la 59th, la fermata di Columbus Circle, angolo sud ovest di Central Park, la 66th, quella del Lincoln Center, il complesso che ospita compagnie artistiche e così via, verso nord, sfilano la 72nd, la 79th, la 86th… Guardandoci intorno ci accorgiamo già che qualcosa sta cambiando; sta diminuendo la percentuale di bianchi accanto a noi. In maniera evidente. Poi… ci siamo. Una cavernosa voce svogliata gracchia da un microfono: "Next stop 125th Street." Ci apprestiamo a scendere. Le porte si spalancano con violenza in un ambiente ormai familiare: pareti piastrellate, colonne di ferro, tornelli di metallo ma anche un' ...

Nara 04/09/2006

Là, dove tutto è cominciato...

Nara Una delle mete di sicuro fascino e di innegabile interesse storico culturale dell'intero Giappone è senza dubbio la cittadina che ne fu la prima stabile capitale: Nara. ELEMENTI STORICI E GEOGRAFICI Dal 710 al 784 infatti, essa non fu soltanto il principale centro politico di un Giappone in via di sviluppo ma anche un punto nevralgico della diffusione del buddismo. Certamente il buddismo aveva fatto la sua comparsa nelle isole dell'arcipelago giapponese già due secoli prima ma è proprio sotto il periodo di Nara, appunto, che riesce a mettere solide radici. Diverse scuole importate dalla vicina Cina infatti, trovarono terreno assai fertile nelle locali campagne ed accompagnarono lo sviluppo di un villaggio che in breve vide sorgere palazzi imperiali, costruzioni sfarzose ricalcanti modelli cinesi ed abitazioni che andavano oltre le semplici capanne di un tempo. E' anche mediante il buddismo insomma, che "Nara diventa Nara", la cittadina che siamo in grado di visitare oggi, con i suoi templi, i suoi giardini, i suoi angoli incantati. Dislocata 30 chilometri circa ad ovest di Osaka, essa è facilmente raggiungibile dalla medesima metropoli mediante il mezzo più conveniente che è sicuramente il treno. Ed è proprio Osaka (o al limite Kyoto) la città che necessariamente deve fare da base per un'escursione a Nara visto che Tokyo, anche coi veloci Shinkansen dista quasi 3 ore di treno. IL NARA PARK Ad eccezione di 3 templi (Toshodaiji, Yakushiji e Horyuji), tutti gli ...

Madison Square Garden, New York 18/07/2006

SOTTO LE LUCI DELL'ARENA PIU' FAMOSA DEL MONDO

Madison Square Garden, New York Ci sono posti nel mondo che per un motivo o per un altro sono celebri anche a chi non segue determinati eventi, siano essi musicali o sportivi. Uno di questi è quella che viene comunemente chiamata dai newyorchesi "The World's Most Famous Arena" ovvero sua maestà il Madison Square Garden che sorge nel centro di Manhattan tra la Seventh Avenue e la Eighth Avenue, tra la 31st street e la 33rd street, proprio sopra la storica Pennsylvania Station. CENNI DI STORIA Forse non tutti sanno che l'attuale Garden è però il quarto ad aver visto la luce a New York. Degli altri tre ormai restano soltanto pochissime tracce su vecchie illustrazioni ingiallite dal tempo ma anche tanti aneddoti su libri storici della New York del passato. Il primo Garden vide la luce alla fine dell'Ottocento in quello che è il luogo ove ora sorge il Madison Square Park, un piccolo giardino a ridosso del Flatiron Building, all'altezza della 23rd street; fu il proprietario del famoso circo Barnum a commissionarne la costruzione ed esso venne eretto principalmente con la funzione di ippodromo. Il secondo Garden, che vide la luce nell'ultimo decennio dell'Ottocento, fu semplicemente un'evoluzione del precedente eseguita dal noto architetto Stanford White che venne ucciso per gelosia insieme ad una ballerina durante una festa tenutasi sul tetto. Il terzo invece venne costruito più o meno ove ora sorge Times Square, leggermente ad ovest, in quello che era il famigerato quartiere di Hell's Kitchen. Sia il ...

Miyajima 03/07/2006

QUEL TORII CHE GALLEGGIA SULLE ACQUE

Miyajima Quando si sente parlare di isola sacra, in Giappone la mente non può che vagare a Miyajima, più propriamente ed arcaicamente denominata Itsukushima. Il suo torii che galleggia sulle acque nei momenti di alta marea vale da solo il prezzo di una lunghissima e faticosa gita. CENNI DI GEOGRAFIA E STORIA Situata a 25 chilometri circa a sud di Hiroshima l'isola dista dalla terra ferma qualche centinaio di metri e rappresenta una delle mete più affascinanti (e più fotografate) dell'intero Sol Levante. Chiusa nel Mare di Aki, per centinaia di anni, a partire dal VI secolo ha rappresentato un eremo talmente sacro che nessuno poteva né nascervi né morirvi. Questa sua peculiarità si riscontra in pieno nella struttura dei templi scintoisti che essa ospita ed ha il suo apice nel celeberrimo torii galleggiante che ne costituisce l'ingresso. Solo attraverso di esso infatti, nei secoli passati, le barche potevano entrare ed uscire dall'eremo. Oggi il modo di venerare l'isola è naturalmente un po'diverso ma è ugualmente meraviglioso. L'ARRIVO ALL'ISOLA MIYAJIMA Hiroshima è il punto di partenza per un'escursione a Miyajima. Per chi arriva alla stazione di Hiroshima (ove noi siamo giunti dopo 2 ore di Shinkansen da Osaka, la nostra base per i primi 4 giorni) la scelta per andare a Miyajima-guchi (il paesino sulla terraferma dirimpetto all'isola) è duplice: il tram numero 2 impiega 45 minuti fino mentre un treno locale ne impiega 20. Noi optiamo per il tram, più caratteristico, per ...

Trilogia di New York (Paul Auster) 19/06/2006

Semplicemente "THE NEW YORK TRILOGY"

Trilogia di New York (Paul Auster) Non avevo mai letto nulla di Auster ma dal momento che è universalmente riconosciuto come uno degli autori più interessanti del periodo contemporaneo ho scelto di cimentarmi con quello che può ritenersi il fulcro della sua intera produzione che annovera titoli come "Moon Palace", "Leviathan", "The Brooklyn Follies" e che è sconfinata anche nel cinema con le sceneggiature dei film "Smoke" e Blue in the face". The New York Trilogy è una raccolta di tre racconti che non possono prescindere l'uno dall'altro scritti a cavallo tra il 1985 ed il 1986 e pubblicati subito dopo. LA COPERTINA Nella copertina dell'edizione italiana Einaudi è ritratta Park Avenue, con l'edificio della Metlife sullo sfondo. Dev'essere una foto di diversi anni fa visto che sull'edificio Metlife, che domina la Grand Central Terminal, è ancora scritto Pan Am. L'immagine è stata ovviamente ritoccata, è azzurrata con sfumature che virano sul verde acqua, il cielo è limpido e allo stesso tempo torbido, quasi verdastro. I palazzi, altissimi si slanciano verso l'alto illuminati da una luce fluorescente che proviene chissà da dove; questa luce esalta la loro "pelle di vetro", in piena sintonia con quanto verrà narrato all'interno del libro. Questa è una copertina assai sensata. ○○○ CITTA' DI VETRO - CITY OF GLASS ○○○ (134 pagine) Incipit: <> Quinn è un romanziere di fama mediocre, scrive ...
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