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Opinioni scritte

dal 10/11/2004

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Best Western President Hotel, New York City 29/08/2008

Nel cuore della BIG Apple...

Best Western President Hotel, New York City 12 Giugno 2008, si parte. Meta: New York City, the BIG APPLE. Anche chi a New York non c'è mai stato ha negli occhi le luci intermittenti e chiassose di Brodway, i tabelloni pubblicitari appesi ai grattacieli che incombono su quell'incrocio di strade che è Time Square. Grazie ad un film o ad una pubblicità o solo grazie ai servizi dei TG natalizi che mostrano lo scandire di secondi del countdown di capodanno, essere in questo punto del mondo è come vivere un dejavu. Il Best Westerm President è proprio li, nel cuore del distretto dei teatri, in 48th strada, in una posizione comoda per visitare tutti i principali punti d'interesse, comoda per godersi una serata di musical e ben fornita di locali dove cenare. Il palazzo che lo ospita ha i suoi annetti e li dimostra tutti. Con quel marroncino dell'intonaco non fa una gran figura, ma infondo è solo l'aspetto esteriore. La hall, anche questa un po' vecchiotta, sembra già soffrire la presenza di noi 9, che tra valigie e trolley saturiamo ogni angolo disponibile. Il personale ci accoglie senza grandi sfarzi, ma cordiale e professionale, ci assegna in breve le nostre 3 stanze, ciascuna su un piano diverso dall'altra. Io, mio marito e mio figlio siamo al tredicesimo piano: stanza suite, nonostante la prenotazione parlasse di una camera standard….ma ogni tanto la fortuna bussa anche alla nostra porta e le altre stanze triple erano tutte occupate. Nonostante il senso di vecchio permei ogni angolo di questo albergo, la nostra ...

Come Dio comanda (Niccolò Ammaniti) 27/08/2008

Rabbia o compassione?

Come Dio comanda (Niccolò Ammaniti) Che sia un merito o una colpa è ancora da decifrare, ma questo titolo ha lasciato in me una scia non trascurabile. Una storia che non ha leggerezza, che non trasmette serenità, che non trasporta il lettore in una realtà aulica. Piuttosto lo scaraventa in un contesto di degrado e violenza talmente ostentata e spesso gratuita da provocare un senso di nausea. Non un libro da centellinare per far in modo che non finisca troppo in fretta, ma piuttosto 495 pagine da leggere tutte d'un fiato per togliersele di dosso, per chiudere una parentesi e dimenticarsene come fosse stato solo un brutto sogno. Eppure non è possibile farlo. Rino è un padre violento, spesso ubriaco, precario del lavoro e della vita. Cristiano è il figlio dodicenne, che va male a scuola, che parla poco, che non ha amici, né obiettivi da perseguire. Danilo e Corrado, detto Quattro Formaggi (che nome ridicolo e stonato per un personaggio tanto psicotico), sono due amici altrettanto emarginati, altrettanto al bordo del normale senso comune di esistenza. Il contesto è quello di un piccolo comune di provincia con i classici punti di riferimento: il bar, la scuola frequentata da Cristiano, il centro commerciale, la parrocchia, dove via via incontriamo i personaggi che in qualche modo intrecciano la loro vita con quella dei quattro protagonisti principali. Le vicende narrate sono la fotografia esasperata di un mondo sommerso (nemmeno tanto oramai), dove alcol, droga, sesso e violenza appaiono quasi ...

Castelli di rabbia (Alessandro Baricco) 22/08/2008

Non voglio più vivere a Quinnipack

Castelli di rabbia (Alessandro Baricco) Quinnipack è un luogo immaginario. Quinnipack è un luogo dove chi ci vive ha negli occhi l'infinito, guarda oltre, senza trovare mai un limite all'orizzonte. Quinnipack è un luogo dove chi ci vive ha nella mente il desiderio di vincere il quotidiano, di fare della vita qualcosa di speciale. Quinnipack è più di un luogo, Quinnipack è uno stato d'animo. Significa essere sempre alla ricerca dell'eccezionale, nei gesti quotidiani, nei legami sentimentali, nelle amicizie, nel lavoro, negli hobby, nel particolare e nel generale. È l'ansia costante di vivere una vita non-viva, di sprecare l'esistenza nella banalità e nell'inutilità; è la conseguente ossessiva ricerca di dare sempre un senso importante a tutto. Quinnipack è un'illusione? "E poi chi l'ha detto che si deve proprio vivere allo scoperto, sempre sporti sul cornicione delle cose, a cercare l'impossibile, a spiare tutte le scappatoie per sgusciare via dalla realtà? È proprio obbligatorio essere eccezionali?" Ma chi vive a Quinnipack può davvero scegliere di vivere in maniera diversa, può davvero riuscire a dare un senso ai comuni gesti quotidiani e goderne fino in fondo. Forse il senso della vita è tutto qui: saper coglierne la bellezza eterea di ogni istante, invece di barricarsi dietro a castelli di vetro. Ecco il vetro, elemento essenziale nel romanzo: trasparente abbastanza da permettere di spiare la vita ma impermeabile, impenetrabile da bloccarne gli odori, i sapori più aspri, più pericolosi. "…fuori e ...

Parlami d'amore (S. Muccino - Italia 2008) 14/04/2008

Vivi Sasha, vivi

Parlami d'amore (S. Muccino - Italia 2008) Parlami d'amore…un film e un libro prima, che forse con troppa fretta, molti hanno classificato tra le storielle d'amore un po' troppo sfruttate, un già visto che non aggiunge nulla di nuovo e che ben presto troverà posto nel dimenticatoio comune. Non per me. Già il libro aveva toccato le mie corde emotive per il modo particolare in cui i sentimenti sono esposti: due modi di essere, due tratti diversi, uno maschile e l'altro femminile, che si fondono e si completano nel sentire condiviso. Parlare del libro oppure del film è quasi la medesima cosa, perché le differenze sono tutte e sole nei limiti imposti dal mezzo cinematografico. Il soggetto è obiettivamente scontato: un uomo e una donna (proprio come nel omonimo film francese …per altro citato nel libro), ed un espediente a farli incontrare. Inizia così un incontro di vite che apparentemente hanno molto poco in comune: uno storico di vita vissuta molto diverso, una quotidianità con ancor meno elementi d'incontro, due età distanti su per giù 15 anni. Eppure loro, Nicole e Sasha si riconoscono. Sono anime provate dall'esistenza, in quella forma sottile che non è esattamente violenza, ma logorio costante, frutto dell'incapacità di superare dolori troppo intimi, troppo profondi; prigionieri di quelle gabbie invisibili che ognuno sa confezionare per se stesso. I nostri protagonisti hanno bisogno l'uno dell'altra per ridare vigore ad esistenze appannate, per ridare un senso al tempo e al proprio vivere. Nasce quindi un ...

Poesie personali 18/03/2008

Un giorno ti dirò....

Poesie personali Un giorno, Simone, ti dirò cos'è l'amore. Un giorno proverò a spiegarti quel che non si può spiegare. Ti racconterò di un'emozione che s'insinua lenta, ti racconterò del risveglio dei sensi, che acuisce l'attenzione che ti insegna a riconoscere un profumo che ti insegna ad osservare i movimenti degli occhi che ti insegna ad ascoltare ogni sfumatura della voce Un giorno, Simone, ti racconterò di uno sguardo che raggiunge lo stomaco ti racconterò di un contatto che diventa brivido ti racconterò di parole ispirate che diventano più di quel che sono ti racconterò di un abbraccio in cui trovare pace, in cui sentirsi a casa Un giorno, Simone, ti dirò che amare è provare a capire Ti dirò che amare non è plasmare le persone a nostra somiglianza ma è accoglierne la diversità per farne un dono per avere la mente aperta su un mondo diverso da quello personale Ti dirò che amare è concedersi un'occasione per vivere più di una vita per avere più di una passione per avere più di un motivo per sorridere Un giorno, Simone, capirai.

Museo A come Ambiente, Torino 04/12/2007

Dina, Rina, Erre e Lina: compagni di un pomeriggio

Museo A come Ambiente, Torino Quanto spesso sentiamo parlare dei problemi ambientali e di come ci ostiniamo a sprecare le risorse naturali e ad inquinare il pianeta, tante parole che resteranno tali se non impareremo ad educare le nuove generazioni ad un maggior rispetto, ad un uso più consapevole dell'energia e soprattutto dell'acqua. E allora ben vengano gli strumenti per aiutare, nel loro ruolo educativo, le famiglie e gli insegnanti e in questo contesto "A" come AMBIENTE, ultimo nato tra i musei torinesi, occupa sicuramente una posizione di prestigio. Gli spazi sono quelli di un ex-edificio industriale, riconvertito nei suoi 1400 metri quadrati suddivisi in 3 piani, per ospitare DINA, RINA, ERRE e LINA. Ma cominciamo con ordine. Lina, la gocciolina d'acqua, abita al terzo piano, e accompagna i visitatori alla scoperta della sua enorme importanza. L'esperienza è a tutto tondo a partire dagli aspetti più pratici del gioco con le bolle di sapone, ad esperimenti più articolati, adatti a bambini più grandicelli, per arrivare a raccontare una storia di oggetti che hanno cambiato in meglio la nostra esistenza, come la lavatrice, il bidet, l'uso dell'acqua corrente nel gabinetto. Simpaticissima la bilancia pesa persone che ci racconta quanto del nostro peso è composto d'acqua e poi via con il ciclo dell'acqua e le invenzioni di pompe, mulini e le chiuse per le navi, tutto reso interattivo, multimediale e a portata di bambino. Degli animatori giovani e preparati accompagnano il visitatore e gli fanno ...

Audiola DVX 2014 USB 14/11/2007

Il piccoletto d'argento

Audiola DVX 2014 USB Oggi vi presento l'ultimo aggeggio tecnologico arrivato in casa, per sopperire all'insopportabile assenza di un lettore DVD in camera da letto. Spesa irrisoria di 32 euro per avere un lettore con una buona dotazione di ingressi e uscite. Anche se l'ottica non supera il livello medio-basso del mercato, la sua funzione la svolge egregiamente consentendo allo sfortunato di turno, sfrattato dalla sala con il suo 42 pollici e un lettore DVD di tutt'altra levatura, di godersi un filmetto in santa pace, con l'optional non trascurabile delle calde coperte del letto. Piccolino (le sue misure sono minime: 22.5 x 25.5 x 3.8 cm) nel suo involucro argentato, l'Audiola DVX 2014 non è dotato di display, ma la sua mascherina anteriore propone solo l'apertura per l'inserimento del disco, un pulsante bello grosso per l'accensione e altri 3 pulsanti per aprire lo sportellino, per far partire la riproduzione o interromperla. Il piccoletto è in grado di leggere molti dei formati diffusi a partire naturalmente da quelli video come i DVD in ogni loro variante -R, -RW, +R, +RW, passando dagli MPEG4 (i DVX insomma) e arrivando ai formati audio MP3, CD-DA/CD-R/CD-RW. Legge anche le immagini nel formato JPEG, così se avete un disco bello pieno di fotografie dell'ultimo viaggio da far vedere agli amici, preparate bibite e popcorn e date inizio alla visione. La dotazione delle uscite è sorprendentemente ricca, quasi sprecata mi viene da dire per un lettorino dalle poche pretese. Infatti sul ...

Ottobre 2007 28/10/2007

26 ottobre

Ottobre 2007 Oggi è il mio compleanno. E sono 38. 38 anni che vivo e sopravvivo con l'alternanza impostami dai ritmi della vita. 38 anni di giochi, sport, creatività, studi, sogni, disillusioni, dolori, cadute, risalite, successi, sconfitte, malattia, morte e nascite. 38 anni di vita comune. 38 anni spesi bene in fondo. Mi guardo indietro e sorrido benevola al mio destino, ai miei trascorsi non sempre facili, non sempre felici, ma ricchi. Ricchi nel modo in cui sanno essere ricche le esperienze e le sfide dell'esistenza. Ogni pezzetto di vita incide tacche a volte impercettibili, a volte profonde, nella corteccia che avvolge e difende l'io più intimo, ma incapace per fortuna di renderlo immutabile e come un lavoro di cesello, muta l'anima e il proprio sentire, rendendoci migliori o peggiori, consapevoli o folli. Una tacca profonda, infinitamente lunga e durevole, sei tu, caro nonno. Hai riempito la mia infanzia di oggetti maschili - di martello, chiodi, trapano e pennelli - così diversi e attraenti per me, bambina un po' lontana dalle convenzioni, poco incline a vestire le sue barbie con l'abito sontuoso da cerimonia e la scarpettina con il tacco per farle incontrare il suo principe azzurro, bambina che amava correre libera tra i vigneti e le pannocchie, palcoscenico della mia giovinezza. Hai riempito quegli spazi ancora intatti di chi sta affacciandosi alla vita, di chi sta inconsapevolmente modellando il proprio carattere, e li hai riempiti della tua enorme capacità di ...

Pioneer PDP-428XD 18/10/2007

KURO come NERO....

Pioneer PDP-428XD Ragazzi ho ceduto!!!! È si, perché non si può continuare a parlarne all'infinito, dopo un po' i discorsi fatti e rifatti vengono a noia, no? E allora mi sono detta: "concedigli sta botta di consumismo". Spesa super superflua a mio avviso, ma, potendolo fare, perché vivere solo del necessario? Il mio superfluo è cosa ben diversa, ma si sa, non siamo tutti uguali. Insomma, non avete ancora capito nulla, ma il discorso è chiarissimo: il marito vuole un giocattolo nuovo con cui sollazzarsi e la moglie invece no!!! (…..e il tavolo della cucina che da un'eternità dobbiamo sostituire? E la lampada della sala che avevamo già scelto, ma dobbiamo deciderci ad ordinare?) È un già visto lo so e allora per una volta rompiamo sto cliché e concediamogli l'acquisto di questo PDP, nonostante la TV di casa sia ancora in forma smagliante. Di che? Un PDP? Ma si dai tutti sanno che…. Un PDP (Plasma Display Panel) comunemente detto schermo al plasma, è, per certi versi, simile alle televisioni classiche dato che il suo funzionamento si basa sulla fluorescenza, ovvero sull'emissione di luce da parte di fosfori. La differenza è però strutturale perché i pannelli al plasma hanno una matrice di piccoli tubi fluorescenti controllati in modo molto sofisticato, invece che un unico tubo a raggi catodici, e questo li rende un po' simili anche ai pannelli LCD. Entrando nel dettaglio, la struttura di base di un PDP è costituita da una sorta di panino a tre strati: due lastre di vetro ...

Hotel Teresa, San Vigilio di Marebbe (BZ) 03/09/2007

In un trionfo di verde...

Hotel Teresa, San Vigilio di Marebbe (BZ) …e lasciamo finalmente la A22 con il suo procedere a singhiozzo per correre gli ultimi chilometri che ci separano dalla meta del nostro viaggio, sulla statale che porta a Brunico. Presso l'abitato di San Lorenzo svoltiamo a destra e iniziamo i 18 chilometri di salita che ancora mancano. Le scarpate con i loro pini che rabbiosamente vi si aggrappano, suscitano ricordi antichi di tanti inverni passati tra questi monti. Ma adesso è estate e i colori sono diversi. Ritrovo piccoli simboli dell'infanzia in un albergo immutato nel tempo, ritrovo emozioni dell'adolescenza in una casa per vacanze, testimone ignara delle prime uscite con giovani amori. Qualche curva ancora tra le sparute case del borgo di Mantena ed ecco aprirsi l'incantevole vallata che ospita San Vigilio di Marebbe. È un trionfo di verde a 360 gradi che da tregua solo nelle splendide vette dei monti pallidi: le dolomiti. Mi sento quasi a casa in questo villaggio montano, che da sempre conserva il rispetto per se stesso, nella cura del vecchio, come nella sapienza delle nuove costruzioni in legno e pietra; nel rigoglio dei fiori ad ogni finestra di alberghi, case, cascine o negozi, nell'ospitalità della gente che conosce il valore del turismo per queste montagne. L'albergo è subito di fronte a noi. Si è rifatto davvero il trucco, rispetto a come me lo ricordavo. La parte più vecchia della struttura è immutata ed ospita le camere, mentre la parte anteriore accoglie le zone più nuove. Parcheggiamo davanti ...

Hotel Splendid, Diano Marina 20/08/2007

Tra Diano e San Bartolomeo...

Hotel Splendid, Diano Marina Ormai che le ferie 2007 possono ritenersi archiviate, non mi resta che tuffarmi nei ricordi di quest'estate e condividere con voi le nostre esperienze vacanziere. A dire il vero la vacanza ligure a Diano Marina (Imperia) è stata la vacanza di nostro figlio di 4 anni con i nonni, mentre io e mio marito facevamo i pendolari nei weekend. L'albergo scelto per i 15 giorni del soggiorno è stato l'Hotel Splendid, situato al confine tra i comuni di Diano Marina e San Bartolomeo al mare, nel comune comunque di Diano Marina. Siamo nell'incantevole baia racchiusa tra capo Mele e capo Berta, punteggiata di ulivi, piante di aranci selvatici e bouganville. A dire il vero l'albergo si trova a quasi 800 metri dal centro del paese, mentre è a pochi passi dal lungomare di San Bartolomeo, completamente ristrutturato e molto curato. In ogni caso la passeggiata fino al lungomare di Diano Marina e al suo centro non è impegnativa, nemmeno per nonni con passeggini al seguito. L'hotel sorge a 50 metri dal mare in una via molto stretta ma tranquilla. Per chi lo raggiunge in macchina l'albergo è fornito di parcheggio privato esterno o eventualmente di garage coperto, che noi abbiamo prenotato anche solo per i weekend. Entrando l'albergo offre una hall curata con divani e tappeti di buon gusto, un piccolo bar e sulla sinistra si apre la sala da pranzo, arredata bene ma forse un po' piccolina per la quantità di tavoli sistemati al suo interno. I tavoli che affacciano sulla piscina godono ...

Figli 04/04/2007

Lettera a Simone

Figli Hai compiuto 4 anni da pochi giorni, figlio mio, e guardi alla vita senza la consapevolezza dell'età adulta ma con la freschezza e l'energia, la curiosità e la fantasia, che solo i bambini non devono sforzarsi di usare. Io ti osservo quotidianamente nel tuo diventare grande, ti osservo spesso da lontano per non trasmetterti malinconie e incertezze che popolano, da un po' di tempo, i miei pensieri, ma ci sono, sono qui per te. Vorrei regalarti un futuro che non abbia le paure di tuo padre, che non abbia l'inquietudine di tua madre. Un futuro da astronauta o da cameriere, da bancario o da spazzino, un futuro che ti renda felice di essere quello che sei, un Vasuveda moderno, che non si consegna mai alla noia, alla prevedibilità o alla superficialità di certe vite. Non essere mai una foglia sull'acqua, trasportata ignara dalla corrente, ma sii un sasso posato sul greto del fiume, ammorbidito e arricchito dalle esperienze quotidiane, smussato dalla corrente. Guarda l'acqua scorrere e lasciati bagnare in ogni stagione. Lascia che il caldo dell'estate ti penetri, stordendoti come un amore inatteso, che ti consegna all'oblio dell'irrazionalità; lascia che vite accaldate e stanche si dissetino guardandoti e trovino l'energia per crescere ancora. Lascia che l'autunno renda caduche le foglie e riempia l'acqua attorno a te di mille colori caldi, rendendoti spettatore o protagonista di esistenze altrui, per tutte quelle foglie che scorreranno veloci sul pelo ...

Marzo 2006 03/04/2007

E' nato un fiore....

Marzo 2006 Sono passati 3 anni da quando osservai il tuo viso per la prima volta, da quando ti ascoltai emettere il tuo primo suono e commossa, sudata e sfinita, ti guardai mentre andavi a farti bello. Quando tornasti, comodamente avvolto nelle braccia del tuo papà, finalmente ti abbracciai e avida osservai ogni dettaglio del tuo viso, dolce e roseo, per nulla affaticato: i tuoi occhioni azzurri e grandissimi, il nasino e le guanciotte belle piene, le tue manine asciutte con le unghie lunghe e fragili. Incerto cercasti il capezzolo del mio seno ancora vuoto, e ti addormentasti. Erano le 00:06 di un venerdì mattina qualsiasi per molti, ma non per noi: eri nato tu, piccolo Simone. Quel giorno indelebile nella mia memoria e in quella di tuo padre è oggi più vivo che mai e l'emozione si rinnova ogni anno come la primavera. È già, perché oggi come allora, nonostante un cielo plumbeo e la pioggia, è il primo giorno di primavera. Sei il nostro fiore, Simone, rigoglioso tutto l'anno; sempre pronto a donare sorrisi ed instancabili emozioni. Sei un bambino dolcissimo: regali abbracci e "ti voglio bene" senza parsimonie, sei attento e curioso, sei la nostra gioia senza fine. Ora cammini con le tue gambe, mangi e bevi con le tue mani, ti approcci al mondo e inizi a comunicare con gli altri, sei più autonomo e sicuro…. sei un piccolo uomo con una gran voglia di scoprire…. ma sei adesso e sempre, come il giorno in cui ti abbiamo conosciuto, la nostra risorsa di energia, il nostro ...

Ascolta la mia voce (Susanna Tamaro) 20/02/2007

Le ragioni della nostra esistenza

Ascolta la mia voce (Susanna Tamaro) "Gli eventi e gli incontri non sono zavorre o vicoli di cui non si conosce l'uscita, ma piuttosto specchi - piccoli, grandi, convessi, concavi, ondulati, deformanti, scheggiati, oscurati - capaci comunque, con il loro riflesso, di farci conoscere una parte ancora ignota di noi stessi." Non trovo parole mie che sappiano aprire meglio la mia modesta opinione su questa storia di anime: anime in sofferenza, irrequiete, sconvolte, perse e ritrovate, perché capaci di porsi delle domande, di trovare il modo di conoscere quell'ignoto che alberga tra le viscere del nostro Io. Una nonna, una bambina e un albero tagliato, spazzato via per l'avanzare incessante delle sue radici a minacciare gli artefici costruiti dall'uomo, riempiono le prime pagine dell'ultimo romanzo della Tamaro. Ma di cosa si tratta? Stiamo parlando di un'incontro-scontro di generazioni, di formazioni diverse, di sofferenze uguali, vissute da punti di vista diversi, una zavorra pesante, una gabbia le cui sbarre sono legami affettivi consumati, legami da cui fuggire per guardarli da lontano, tentare di comprenderli, tentare di digerirli per il modo in cui sanno essere fragili e riappacificarsi in fine con essi. "E dopo il bagliore del fulmine, il buio della notte profonda, la quiete non quieta del troppo: troppo vedere, troppo soffrire, troppo sapere. Non quiete del sonno, ma della breve morte: quando il dolore è eccessivo, bisogna morire un po' per andare avanti." Stiamo parlando di un ...

Innamorarsi 13/02/2007

...a volte semplicemente accade

Innamorarsi Ok, forse a prima vista può sembrare un film banale con una trama scontata e troppo sfruttata, ma, abbandonandosi al romanticismo e alla tenerezza, la storia di Molly e Frank raggiunge anche i cuori più aridi. Una storia come tante: due persone s'incontrano per caso e diventano due anime che risuonano, al di là degli imbarazzi dei primi incontri, al di là della curiosità di conoscersi, dello stare insieme o di trovarsi divisi. Ma ci sono le rispettive famiglie: un marito medico chiuso nel dolore per la perdita di una figlia di 5 giorni da una parte, una moglie premurosa e due bambini piccoli e chiassosi dall'altra. Tutto normale, nel modo in cui può essere normale la vita di tante coppie e per questo stesso motivo molto vera. Vite soddisfacenti, niente da recriminare, niente problemi economici, niente o quasi da cui scappare, vite normali perse nella quotidianità, perse nel ripetersi costante delle abitudini e forse proprio per questo vulnerabili e aperte verso nuove esperienze….o forse no!! Forse è solo la forza di quel che nasce, quando due anime si sintonizzano e si raggiungono totalmente, forse è solamente l'intensità di un sentimento che tutto travolge e coinvolge, ogni singola cellula del corpo e dell'anima, la voglia di appartenersi spiritualmente e fisicamente. Come si fa a tradurre in immagini e parole, in musica e atmosfere, lo struggimento di un amore impossibile, che per paura, per sensi di colpa o solo per troppo rispetto rinuncia a raggiungere il suo ...
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