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odissea1981

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ringrazio tutti i lettori della serie "Lunablu" che sto pubblicando a puntate qui su Ciao e ricordo di indicare l'opzione preferita per il proseguimento così posso continuare a scrivere per voi...

Opinioni scritte

dal 27/11/2005

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Dimmidisì Pasta e Fagioli 22/11/2015

GENERAZIONE MICROONDE - CAPITOLO 4

Dimmidisì Pasta e Fagioli Sentendone parlare entusiasticamente ho voluto provare anche la pasta e fagioli Dimmidisì e, sinceramente, non mi ha emozionata come mi sarei aspettata. Immaginavo di trovare un po' meno pomodoro (e quindi una consistenza più liquida) e una quantità maggiore di fagioli. La cottura della pasta e dei fagioli è al punto giusto. Al posto delle mezze maniche avrei preferito delle mezze penne ma è questione di gusti. Questo piatto pronto ha vari aspetti positivi: è senza conservanti e senza glutammato, è prodotto in Italia ed è adatto ai vegetariani. Inoltre è fonte di proteine. E' comodissimo da preparare per chi arriva tardi a casa o non ha tempo per cucinare. Bastano pochi minuti nel forno a microonde e il piatto è servito. Dovrebbero essere due porzioni ma io l'ho mangiato tranquillamente da sola come piatto unico. Personalmente non l'acquisterò più ma è per una pura questione di gusti. Consiglio comunque di assaggiarlo e di decidere autonomamente se annoverarlo tra i prodotti preferiti o meno.

Dimmidisì Zuppa Zucca e Carote 20/11/2015

GENERAZIONE MICROONDE - CAPITOLO 3

Dimmidisì Zuppa Zucca e Carote Il packaging della mia confezione è leggermente diverso da quello riportato qui sopra ma il prodotto è lo stesso. Fa parte della linea "Le zuppe fresche" Dimmidisì e la confezione nuova mette in risalto la consistenza di cosa si troverà all'interno della ciotolina marrone: una gustosa vellutata di zucca e carote. Avevo molte aspettative da questo prodotto e l'ho trovato meglio di come immaginassi. Abituata alla classica vellutata di zucca fatta in casa, ho apprezzato la dolcezza della carota. Si sente ma non è eccessiva. Il bel color arancio mette appetito e un cucchiaio dopo l'altro la ciotola è vuota. Come sempre le due porzioni indicate sono teoriche, io la mangio tranquillamente da sola come piatto unico. Tra quelle finora provate è la mia zuppa preferita, sia per la consistenza cremosa che adoro sia per il sapore particolare. Prodotta in Italia, senza conservanti e senza glutammato, è un prodotto adatto ai vegani. Ovviamente ci saranno mariti che storceranno il naso all'idea di mangiare una zuppa pronta ma ce ne sono anche di mentalità aperta al fantastico mondo del microonde. Bastano 3-4 minuti per scaldarla e poterla subito consumare. In alternativa si può versare in una pentola e scaldarla sul fornello. Al momento è la mia zuppa fresca preferita ma ce ne sono parecchie che non hanno ancora avuto l'onore di finire nel mio microonde. La consiglio a chi è di fretta e a chi arriva tardi a casa.

Dimmidisì Zuppa Ortolana 16/11/2015

GENERAZIONE MICROONDE - CAPITOLO 2

Dimmidisì Zuppa Ortolana La mia esplorazione dell'universo del microonde è proseguita con la zuppa ortolana Dimmidisì. Rispetto al minestrone assaggiato in precedenza ci sono due differenze: la zuppa ha la consistenza ristretta che piace a me e contiene legumi e cereali in abbondanza. Il prodotto si può scaldare in pentola alcuni minuti oppure, più comodamente, mettere nel microonde per tre minuti e mezzo nella sua ciotolina forando la pellicola protettiva. Le due porzioni indicate sulla confezione, a mio parere, sono teoriche. Io la mangio tranquillamente da sola aggiungendoci, se mi va, un paio di grissini. Il sapore è buono, per nulla finto. I pezzi di verdura e i legumi sono ben cotti. La zuppa ortolana contiene ben dodici ingredienti tra legumi, cereali e verdure: patate, carote, fagiolini, cipolle, porri, lenticchie rosse e verdi, piselli, azuki verdi, fagioli dell'occhio, orzo perlato e farro perlato. E' prodotta in Italia, è adatta ai vegetariani ed è senza conservanti e senza glutammato. Considerando che non tengo mai in casa contemporaneamente tutti i legumi contemplati nella ricetta, la zuppa ortolana è un'opzione che tengo in considerazione per quando rientro tardi.

Dimmidisì Le Zuppe Fresche Minestrone di Verdure 15/11/2015

GENERAZIONE MICROONDE - CAPITOLO 1

Dimmidisì Le Zuppe Fresche Minestrone di Verdure Ormai devo adeguarmi all'idea di appartenere alla generazione del microonde. La tecnologia non mi dispiace ma mantengo sempre un po' di senso del rustico. Così, nel momento in cui reduce da influenza desideravo ardentemente un vero minestrone ma non avevo né la voglia né la forza di prepararlo con le mie mani, eccomi addentrarmi nell'universo delle ciotoline marroni Dimmidisì. Indubbiamente il fatto di poter mettere il contenitore (dopo averlo forato) direttamente nel microonde per tre minuti e mezzo e avere subito pronto il proprio pasto è un vantaggio notevole quando si rientra tardi a casa. E anche quando non si ha tempo o voglia di cucinare. Chi fosse sprovvisto di microonde può comunque godersi il minestrone Dimmidisì trasferendolo in una pentola per scaldarlo. In teoria dovrebbero essere due porzioni. In pratica è una sola a cui io aggiungo due grissini da sgranocchiare tra una cucchiaiata e l'altra. Una volta riscaldato ha il profumo e le sembianze di un minestrone fatto in casa un po' lungo. Io lo farei meno acquoso. Mi piace distinguere i pezzettoni di verdure e qui ce ne sono ben undici: patate, carote, sedano, verza, bietole, fagiolini, zucchine, porri, cipolle, piselli e fagioli borlotti. Una volta finito di mangiare si può anche conservare la ciotolina per futuri utilizzi visto che è adatta per il forno a microonde e anche per la lavastoviglie. Tutto sommato non è male, è una delle opzioni che tengo in considerazione quando arrivo a casa tardi.

Everest (B. Kormákur - USA 2015) 02/11/2015

Non sapremo mai la verità

Everest (B. Kormákur - USA 2015) Andando a vedere questo film senza avere la più pallida idea dell'argomento trattato, dopo le prime scene avevo già una vaga idea circa la sorte di un personaggio. Essendo basato su una storia vera il finale non poteva certo essere cambiato a piacimento dal regista ma capirlo subito è un po' presto! Di sicuro è stato fatto un ottimo lavoro dal punto di vista tecnico: dalla colonna sonora che ti prende dall'inizio alla fine alle splendide inquadrature che ci fanno vedere il volto minaccioso della montagna. La storia è tratta dal libro "Aria sottile" di Jon Krakauer ma, andando in libreria, tutte le versioni che sono state scritte sulla vicenda riportano la fascetta indicante il film in uscita. Ovviamente il libro sarà ben diverso dal film e, come spesso accade, i fatti saranno spiegati in modo diverso. Tuttavia, per approfondire l'argomento e sapere direttamente dai protagonisti come sono andate le cose, sarebbe interessante leggere sia il libro di Jon Krakauer che "Everest 1996" di Anatoli Boukreev con cui ci sono state polemiche che non potranno mai essere chiarite visto che quest'ultimo è deceduto sotto una valanga un po' di tempo dopo. Mi hanno lasciata perplessa alcune situazioni che rasentano il limite dell'assurdo ma, non avendolo letto, non so se siano presenti o meno nel libro. Nello specifico non sono tanto convinta delle telefonate satellitari tra Rob e la moglie. E mi sembra strano che la moglie di un noto giornalista abbia dovuto fare così tante telefonate per ...

Il palloncino bianco (Mario Casagrande) 13/01/2015

CUORE DI MAMMA

Il palloncino bianco (Mario Casagrande) I social network sono traboccanti di gruppi più o meno culturali che favoriscono l’aggregazione di chi condivide la passione per i libri. Ma quelli in cui si riesce veramente a interagire e a instaurare un rapporto virtuale con chi sta dall’altra parte dello schermo non sono facili da trovare. Recentemente mi è capitato di sbarcare su un gruppo veramente interattivo in cui settimanalmente si “intervista” virtualmente un autore. Le domande si susseguono più o meno incalzanti e mettendo insieme le varie risposte si riesce a capire a grandi linee di cosa parla il libro. E’ così che ho conosciuto Mario Casagrande e “Il palloncino bianco”. Mi sono avvicinata con curiosità a questo libro ispirato all’esperienza personale dell’autore. Ho capito che era una storia che, partendo dal dolore vissuto, voleva portare un messaggio di speranza. Mi sono avvicinata timidamente al suo mondo e, pagina dopo pagina, ammetto di essermi commossa. Il romanzo segue due storie che si svolgono parallelamente e che, a un certo punto, s’intersecano tra loro. Da una parte ci sono Tommaso e Mara, l’omeopata e la maestra elementare che vivono a Meledurche, paesino sardo della Barbagia. Seguirli nella loro quotidianità ci permette di scoprire scorci pittoreschi di una regione bellissima. Sull’altra sponda dello stesso mare la trentenne Hamyna desidera con tutto il cuore un futuro felice per sua figlia Mayotte. Rimasta vedova dell’amato Raschid al sesto mese di gravidanza, è consapevole del fatto che lo ...

La regina della casa (Sophie Kinsella) 20/09/2014

IMPARARE UN NUOVO MESTIERE

La regina della casa (Sophie Kinsella) Sophie Kinsella crea personaggi divertenti e ben caratterizzati. Le storie che ci racconta sono leggere e coinvolgenti ma mai banali. Gli sbocchi narrativi dei suoi romanzi sono spesso imprevedibili e soprattutto molto ironici. Samantha Sweeting, al momento, è la mia preferita tra le donne kinselliane. Probabilmente perché ha saputo reinventarsi e imparare un mestiere per cui non sentiva alcuna inclinazione. E poi perché la storia d’amore di cui è protagonista è appassionante. A soli ventinove anni non capita tutti i giorni di essere un brillante avvocato in uno dei più importanti studi legali di Londra. A un passo dal diventare socio effettivo e coronare così la sua carriera. Tutto è perfetto ma Samantha si accorge di essersi dimenticata di registrare un atto molto importante. Sapendo che questo errore le costerà carissimo sale sul primo treno e fugge in campagna. Suona il campanello della famiglia Geiger, in cerca di ospitalità per una notte, ma per un equivoco viene scambiata per una delle candidate governanti di cui hanno bisogno. Pur non avendo la minima idea di come si gestisca una casa viene assunta e inizia per lei la scoperta di un mondo nuovo e affascinante. Un provvidenziale aiuto nel destreggiarsi tra le faccende domestiche arriva dal bel giardiniere. Il libro analizza molto bene l’evoluzione di Samantha. Ci vuole coraggio per fuggire e inventarsi una nuova vita lontano da tutto ciò di cui si credeva di non poter fare a meno. I personaggi che la circondano ...

Dove finisce l'arcobaleno (Wilbur Smith) 19/09/2014

ALLA CONQUISTA DELLA LIBERTA'

Dove finisce l'arcobaleno (Wilbur Smith) Questo libro è un utile romanzo storico per comprendere meglio alcuni aspetti della guerra italo-etiopica avvenuta nel 1935. Il punto di vista è quello etiope ed inglese e gli italiani vengono dipinti abbastanza negativamente salvo alcuni atti di generosità da parte degli strati più bassi della truppa. La narrazione è arricchita dalle meticolose descrizioni dei suggestivi paesaggi africani. I due eserciti hanno equipaggiamento e motivazioni differenti. Gli italiani sono dotati di armi moderne ma non vedono l’ora di tornare a casa per riabbracciare le proprie famiglie. Gli etiopi hanno armi primitive ma sono fortemente motivati a liberare il proprio paese dagli invasori. Il romanzo racconta la pericolosa missione svolta da due avventurieri mercenari, l’inglese Gareth e l’americano Jake, per portare quattro vecchie autoblindo fino ai pozzi di Cialdi, nel cuore dell’Etiopia. Compiono questo emozionante viaggio insieme alla bella giornalista Vicky che vuole far aprire gli occhi al mondo sui fatti atroci che stanno avvenendo in Africa. Un giovane dignitario etiope è la loro guida e il supervisore della missione. Le vicende belliche sono in parte alleggerite dal resoconto delle vicende amorose dei protagonisti. Vicky è ben consapevole di aver scatenato l’interesse sia di Gareth che di Jake ma è fortemente indecisa su chi scegliere tra i due. Chi conquisterà il suo cuore? Consiglio la lettura di questo libro per approfondire un periodo storico che si tende a non considerare con ...

Fuori da un evidente destino (Giorgio Faletti) 18/09/2014

VENDETTA INDIANA

Fuori da un evidente destino (Giorgio Faletti) E’ il primo libro di Giorgio Faletti che ho letto e non mi ha entusiasmata. Questo non vuol dire che non proverò ad affrontare altri suoi thriller. Se ne capiterà l’occasione sarò ben lieta di farmi un’opinione più precisa di Faletti scrittore. E’ stato un artista che ha saputo reinventarsi con successo in mestieri diversi e, se un libro non gli è uscito benissimo, non vuol dire che anche gli altri siano da buttare. La nota positiva del libro è che ci fa scoprire alcune leggende indiane. La trama, pur non essendo cattiva, è abbastanza prevedibile. Il finale è un po’ superficiale e non risponde a tutte le domande che il lettore si è posto. Il thriller è ambientato a Flagstaff in Arizona. Il protagonista è il bel Jim Mackenzie, un giovanotto con un occhio nero e uno verde, caratteristica che non lo fa passare inosservato. E’ un meticcio nato da madre Navajo e padre bianco dalla psicologia complessa. La storia si apre col suo ritorno nel paese natale dopo tanti anni trascorsi a pilotare elicotteri in giro per il mondo. Subito si riaprono vecchie ferite mai guarite, conflitti mai risolti a cui è ora di dare una risposta matura. Ma, soprattutto, inizia una serie d’insoliti delitti… Accanto al thriller vero e proprio si sviluppano le vicende personali dei personaggi che Jim ritrova dopo quasi dieci anni. La sua ex fidanzata ha avuto un figlio che ha cresciuto da sola ed è diventata giornalista. Il suo migliore amico Alan, reduce di guerra, ha perso entrambe le gambe ed è alle ...

La Congiura degli Ex (Tyne O'Connell) 17/09/2014

E SE…

La Congiura degli Ex (Tyne O'Connell) Questo è uno di quei libri non troppo impegnativi che solitamente si leggono sotto l’ombrellone. La trama, pur essendo banale come molti libri dello stesso genere, è divertente e riesce ad appassionare il lettore. Ho molto apprezzato, all’inizio di ogni capitolo, i brani tratti dalla biografia di Lady Posche, la persona che fece realizzare il palazzo diventato ai giorni nostri sede dell’esclusivo club Posh House e baricentro in cui si concentra gran parte della vita della protagonista. L’intreccio tra ciò che accadde nel passato tra quelle mura e le vicende presenti è la premessa di relazioni amorose difficili ma intense. Lola è un’apprezzata PR che trascorre gran parte della sua giornata a Posh House. Guadagna bene, ha tanti amici ed è soddisfatta della sua vita. Le sue certezze crollano nel momento in cui vede seduti allo stesso tavolo tre dei suoi ex che si stanno divertendo un sacco anche senza di lei. Inizia a domandarsi come sarebbe andata se avesse proseguito una delle tre relazioni. Da qui in poi cerca di capire se Hamish, Jeremy e Richard provano ancora qualcosa per lei. Addentrarsi in questo labirinto amoroso non sarà semplice e nemmeno indolore. A consolare e confortare Lola ci pensano la coniglietta Jean Harlot e il buon Charlie, proprietario di Posh House. E’ un libro adatto a chi ama leggere storie d’amore. Senza troppe pretese, magari dopo aver affrontato una lettura più impegnativa. (Quest'opinione è pubblicata anche sul sito Dooyoo.it)

Samsung GALAXY Trend Plus S7580 11/09/2014

SMARTPHONE DA BATTAGLIA

Samsung GALAXY Trend Plus S7580 Il touchscreen non mi era più ostico. La possibilità di avere in tasca un navigatore satellitare e altre utili applicazioni mi piaceva. Magari con uno schermo leggermente più grande per leggere meglio i messaggi. Insomma ero matura per lo smartphone. Trovai il mio “computerino da tasca” all’Euronics. E fui pure fortunata visto che il modello adatto a me era in promozione. Anziché euro 149,90 ne costava venti in meno e in più c’era in omaggio un’utilissima microSDHC card Samsung da 32 GB. La scatola del Galaxy Trend Plus è piccola e graziosa. Dentro c’è lo stretto indispensabile per sopravvivere nella giungla urbana: smartphone, caricabatterie, cavo per la connessione al pc. Lo smartphone sta comodamente in tasca e lo schermo da 4’’ permette di leggere agevolmente i vari contenuti in qualunque posizione si ruoti l’apparecchio. A parità di prezzo questo modello è più performante rispetto ad altri. Questo perché ha un pochino più di RAM, 768 MB rispetto ai 512 MB classici. Nella memoria interna ci sono 2,2 GB liberi e, rispetto al Galaxy Next Turbo su cui avevo iniziato ad abituarmi alla nuova tecnologia, è una differenza notevole. Dopo aver installato Facebook e Whatsapp ho ancora un sacco di spazio per altre applicazioni mentre prima dovevo fare attenzione a non scaricare troppe cose sul dispositivo. Praticando ciclismo e running mi è sembrato doveroso dotarmi di Runtastic per avere con me una voce amica durante gli allenamenti. Tenendo lo smartphone nella tasca ...

Samsung Galaxy Next Turbo GT-S5570i 02/09/2014

ALLA RICERCA DELLO SMARTPHONE DA BATTAGLIA

Samsung Galaxy Next Turbo GT-S5570i Il mio definitivo passaggio al mondo smartphone è stato graduale. Innanzitutto non ero sicura che sarei riuscita ad abituarmi al touchscreen e, di conseguenza, non volevo spendere troppo in un prodotto che magari avrei accantonato dopo poco tempo. Il posto ideale dove cercare uno smartphone da battaglia era Ebay. Come sempre volevo puntare su un buon Samsung per poter continuare a sfruttare i soliti caricabatteria. Pazientando mi sono aggiudicata l’asta di un Galaxy Next Turbo bianco pagando in totale 43 euro ovvero la metà di ciò che avrei speso in negozio per lo stesso modello. L’unico inconveniente è che il caricabatteria in dotazione non era il suo, probabilmente il venditore l’ha confuso con un altro della stessa marca. E non ha risposto alle email in cui gli facevo notare lo sbaglio. Per fortuna l’attacco è il medesimo degli altri miei apparecchi e ho risolto il problema a modo mio. E con una manciata di euro ho preso su Ebay un caricabatteria di scorta nuovo e originale Samsung. All’interno dello smartphone era presente una scheda di memoria che evidentemente non interessava più e mi ha permesso, fin da subito, di archiviare le cose che m’interessavano. Grazie alsistema operativo Android 2.3.6 Gingerbread lo smartphone ha accesso sia all’Android Market che a Samsung Apps. Mi sono subito scatenata a cercare le applicazioni che potevano servirmi premurandomi d’installare subito Facebook e Whatsapp per tenermi collegata col resto del mondo. Dopo averci aggiunto poco ...

Samsung Wave Pro 12/08/2014

LO SMARTPHONE CON LA TASTIERA

Samsung Wave Pro Un giorno dissi che il mio telefono ideale era il mitico Squalo, alias Samsung GT-S3550 Shark. C’è stato un periodo in cui, pur restando fedelmente nella mia tasca, ha condiviso la strada con un amico. All’epoca avevo deciso che non volevo più vedere il “telefono del cuore” LG KP100 e avevo voluto dotarmi del mio primo smartphone. Il nuovo arrivato, tramite connessione Wi-Fi gratuita dove questa era possibile, mi teneva aggiornata su ciò che si diceva su Facebook e sulle email ricevute. E lo Squalo si occupava invece di chiamate e sms. Tenevo il Wave Pro come un piccolo computer da borsetta. Rispondere ai messaggi su Facebook era un’operazione resa veloce anche dalla comoda tastiera QWERTY. Pur essendoci anche il touchscreen preferivo digitare sui tasti. Non ero ancora pronta per il passaggio a un telefono più evoluto. Poi è arrivato il momento in cui tutti avevano WhatsApp e io mi sono resa conto che il sistema operativo Bada non lo supportava. A quel punto lì il Wave Pro, se fosse esistito un trucco per scaricarci WhatsApp, sarebbe diventato il mio compagno di viaggio e lo Squalo sarebbe diventato il telefono di scorta. Non è stato possibile fare questo salto di qualità ma mi sto impegnando per trovargli una sistemazione degna della sua fedeltà. Il Wave Pro è entrato nella mia vita nell’agosto del 2011 e mi ha tenuto compagnia per due anni e mezzo. Mi era costato 169 euro. In base alle mie esigenze dell’epoca era un buon apparecchio e, cosa non secondaria, l’attacco del ...

rosebikes.it 31/07/2014

TUTTO PER LA BICI

rosebikes.it Quando ho deciso di comprare un computer per la mia mountain bike ho curiosato su Internet per capire più o meno quanto mi sarebbe costato. Trovando un prezzo buono l’ho preso su Rosebikes.it e, da allora, mi arrivano regolarmente i cataloghi con le nuove collezioni. Sono delle vere e proprie enciclopedie contenenti tutto il necessario per equipaggiare la propria bici. Chi è in grado di farlo può addirittura assemblarla da sé scegliendo ogni singolo elemento. Già solo montare dei copertoni colorati può essere un buon punto di partenza per rendere uniche le proprie uscite su due ruote. L’unico svantaggio del catalogo, cartaceo e virtuale, è che le descrizioni sono in inglese. Le categorie sono in italiano ma se si vuole analizzare ogni oggetto tecnicamente bisogna rispolverare o comunque masticare un minimo d’inglese. Avere tutti gli articoli sotto mano in forma cartacea è senz’altro utile per avere una visione d’insieme dell’assortimento proposto. Ordinare è semplice, basta cliccare sul prodotto e metterlo nel carrello. Si paga tranquillamente con Paypal, carta di credito o contrassegno e la merce arriva in pochi giorni direttamente dalla Germania. Se amate il mondo delle bici, troverete molti spunti interessanti. (Quest’opinione è pubblicata anche sul sito Dooyoo.it)

Quechua GPS Keymaze 700 31/07/2014

A PIEDI O IN BICI

Quechua GPS Keymaze 700 Nell’estate del 2012 ero alla ricerca di un cardiofrequenzimetro che andasse bene sia per correre che per andare in bici. L’esperto commesso del Decathlon mi consigliò questo prodotto che, oltre alle funzioni da me ricercate, offriva la memorizzazione del percorso per poterlo poi rivedere su Google Earth. La cosa aveva una rilevanza minima per la corsa ma poteva rivelarsi interessante per le uscite in bici. Questo modello è disponibile sia con che senza cardiofrequenzimetro e la differenza di prezzo è quella della fascia cardio. Il mio, completo di tutto, costa 180 euro. Sinceramente pensavo che un oggetto del genere costasse di più. I menu sono intuitivi e si possono personalizzare le informazioni visualizzate. La nota negativa è la leggibilità delle cifre durante la corsa essendo i caratteri molto piccoli. Una volta acceso ci vogliono alcuni secondi per trovare il segnale GPS dei satelliti ma una volta preso è pressoché costante. Oltre a frequenza cardiaca (se si indossa la fascia cardio), distanza, altitudine, velocità è possibile visualizzare temperatura, pressione, calorie, bussola, profilo del dislivello percorso, mappa del tracciato. E’ possibile memorizzare i POI (Point of Interest) per segnalare ad esempio fontane e ristori. Connettendo il dispositivo al computer si possono scaricare i dati della seduta sul programma Geonaute e visualizzare i grafici dei vari parametri. Il percorso può essere scaricato si Google Earth ma non può essere convertito in altri formati ...
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