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dal 08/11/2001

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Harry Potter e la maledizione dell'erede. Parte uno e due. Ediz. speciale Scriptbook (J. K. Rowling, Jack Thorne, John Tiffany) 19/06/2017

Aspettative tradite sia per trama e tipo di scrittura

Harry Potter e la maledizione dell'erede. Parte uno e due. Ediz. speciale Scriptbook (J. K. Rowling, Jack Thorne, John Tiffany) Harry Potter torna con un storia ambientata 19 anni dopo la precedente, ma prima di raccontare oltre vorrei condividere la sensazione avuta appena aperto il volume regalato da mia sorella. La prima impressione che ho avuto avendo comunque amato Harry Potter vedendo tutti i suoi film e contento questa volta di leggerlo è stata di smarrimento in quanto mi sarei aspettato un romanzo. La storia della J.K.Rowling fa da base a questo lavoro compiuto assieme a John Tiffany e Jack Thorne è stata presentata in versione di testo teatrale, il quale è peraltro andato in scena con la sua prima il 30 luglio 2016 grazie alla Harry Potter Theatrical Production a Londra di cui alla fine del libro viene riportato il cast. Testo teatrale diviso in quattro atti e scene, i cui atti sono raccolti in due parti di due atti ciascuna per la cui messa in scena possono esser chieste informazioni sulla licenza ai riferimenti all'inizio del volume. La scrittura è tipica dei testi teatrali con la descrizione ad inizio scena e delle battute degli attori ove possono esser presenti indicazioni per gli attori ad inizio battuta sul comportamento da tenere e le cose ulteriori da tenere in considerazione nell'interpretazione. Personalmente mi chiedo se presentare al pubblico generalista un libro così concepito sia stata una cosa sensata, ma il romanzo con storia più articolata e che descritta con la prolissità tipica di tale genere avrebbe reso più godibile il tutto. Detto ciò che la presentazione del volume ...

Ignoranti. L'Italia che non sa l'Italia che non va (Roberto Ippolito) 02/02/2017

Ottimi spunti per chi vuole guardare in faccia la realtà

Ignoranti. L'Italia che non sa l'Italia che non va (Roberto Ippolito) Ignoranti, questa parola spesso viene usata come insulto verso le persone, ma tale parola è usata anche in un altra accezione e questa è quella usata nel libro. Ignorante sarebbe usata come qualcuno che ignora perché non conosce non sa senza nessuna connotazione negativa come invece viene usata nell'insulto e il sottotitolo al libro chiarisce meglio tale concetto "Italia che non sa". Partendo dall'Italia che non sa si va a toccare la piaga del scarso investimento in istruzione e cultura e la scarsa selezione basata sul merito che è poi è causa dell'Italia che non va. Il secondo sottotitolo è l'Italia che non va che non cresce e non si innova e che quindi non crea nuovo lavoro e benessere. Si affrontano questi due temi dell'Italia coi dati: di ricerche, rapporti Istat e di istituzioni anche internazionali, ma non solo a questo. Spesso infatti i dati sono freddi e non riescono a dare una visione che tocchi la vita delle persone. Per dare una visione più vicina alle persone della strada si fa poi riferimento a casi reali che toccano vari aspetti della società: dai concorsi ove sulle prove ci sono errori gravi anche grammaticali, dalla scuola che forma adeguatamente gli studenti. Tale stato delle cose si declina nella trasmissione da genitori e figli delle difficoltà oltre all'arte di arrangiarsi copiando a scapito del merito. Dulcis in fundo la politica che calpesta la cultura sulla spesso si dice "non si mangia". Singoli spunti questi, ma molti altri ci sono nel libro e vi ...

«La lotta di classe esiste e l'hanno vinta i ricchi». Vero! (Marco Revelli) 01/02/2017

Trattare temi importanti rendendoli alla portata di tutti

«La lotta di classe esiste e l'hanno vinta i ricchi». Vero! (Marco Revelli) Parlare di lotta di classe nel XXI secolo sembra un riesumare concetti del secolo scorso, ma questo libro di Mauro Ravelli è lungi da fare ciò volendo l'autore mettere un faro sulle disuguaglianze economico-sociali. Non è però solo un'illustrazione tramite i dati delle disuguaglianze presenti nel mondo odierno, ma è anche una critica alla teoria economica classica che ha portato ad iperliberismo sul dogma che il mercato aggiusta i suoi squilibri da solo. La critica alla teoria parte dall'effetto gocciolamento "teoria trickle down", la quale un parte dalla tesi che aiutando l'economia, le imprese la ricchezza sebbene arrivi ai più ricchi si distribuisca anche ai più poveri a chi più e chi meno. In tale campo si affrontano due teorie che sembrano rientrare in tale solco. La curva di Laffer la quale tocca un aspetto importante delle politiche pubbliche, il fisco, la quale vede oltre un certo livello di tassazione una riduzione della produzione di gettito dovuta sia all'evasione sia alla minor sforzo a produrre ricchezza. La critica si basa sul fatto che è difficile toccando i punti di forza e soprattutto di debolezza di tale curva di prevedere il punto massimo di tassazione sostenibile e soprattutto ove il gettito decresca. La curca di Kuznents,una variazione sul tema della curva di Laffer, usata per dimostrare l'effetto dello sviluppo sull'inquinamento ove se inizialmente vede aumentare l'inquinamento poi porta ad una decrescita. Nella critica a questa teoria si parte con ...

La psicoeconomia di Charlie brown. Strategie per una società più felice (Matteo Motterlini) 12/12/2016

Una nuova prospettiva: l'analisi comportamentale.

La psicoeconomia di Charlie brown. Strategie per una società più felice (Matteo Motterlini) Il titolo del libro appare paradossale perchè accosta un fumetto, famose le strisce dei Penuts, all'economia; ma leggendo tale volume divulgativo sembra azzeccato. Non sono inserite a casa pillole prese dal fumetto dei Penuts nel libro essendo le stesse chiari esempi di comportamento umano e vanno benissimo per introdurre il tema affrontato con leggerezza. In tale volume si affronta in modo onesto e rigoroso, senza però la complessità dell'impianto matematico, la novità sperimentata in economia: l'approccio comportamentale. Si esce dallo schema classico della razionalità e dell'utilitarismo dell'economia classica di Adam Smith e altri economisti. Nello descrivere il tema non si riduce alla teoria e ai Penuts ma vengono portati casi reali spiegando ad esempio il fallimento, con perdite secche per i comuni, dello sconto sulle multe. Altri casi sono riportati anche di tipo politico come l'elezione di Obama che ha sfruttato come collaboratori degli esperti del nuovo campo l'analisi comportamentale, ma anche curiosi tipo come guardando gli acquisti si possa nell'87% conoscere se una donna è incinta. Esempi curiosi esempi elitari che possono far pensare che sembrano marginali eppure ci sono fondi che investono guidati dall'analisi delle parole su twitter per capire il clima in cui si sta prendendo la decisione finanziaria. Decisioni finanziarie e anche economico, oltre che sociali, politiche: in questo ultimo caso emblematico il caso del quotidiano la stampa che alle 23 delle 4 ...

Padroni a casa nostra. Perché a Nordest siamo tutti antipatici (G. Mario Villalta) 25/11/2016

Un viaggio nel nordest e gli stereotipi che lo avvolgono

Padroni a casa nostra. Perché a Nordest siamo tutti antipatici (G. Mario Villalta) Leggere un libro è sempre un viaggio e soprattutto in questo caso tale accostamento è valido: un viaggio con l'autore Gian Mario Villalta nel Nordest italiano. Stava presentato un altro libro l'autore quando ebbe una discussione con un suo amico meridionale che scese sugli stereotipi ( di gente dedita al lavoro anche la domenica, il sabato va in discoteca, cafona, antipatica, proprietaria di suv, attaccata alla cultura del denaro e di una società attraversata da conflitti padre figlio) per motivare la mancata presenza alla presentazione a cui era stato invitato al nord est. Tale viaggio parte da ciò e dell'isolamento culturale di quest'area, Il Nordest, che alimenta stereotipi, con qualche fondamento, che si alimentano a volte per scarsa conoscenza. Un analisi della nascita di tali stereotipi tra situazione reale attraverso un punto di vista economico e sociale è il viaggio che l'autore propone. Un punto però l'anno 2000 ha portato e che fa ben sperare: maggiore apertura e lo sgretolamento a piccoli passi dell'isolamento; quasi a seguire l'internazionalizzazione delle aziende del Nordest. Questo libro vuole essere un punto da cui iniziare a ragionare sulla nostra società che sebbene vede la presenza di molte aziende di successo (anche nella crisi) spesso famigliari in un area ancora isolata culturalmente e spesso frenata (anche nella rappresentanza politica) dagli stereotipi anche se qualcosa sta cambiando. Un libro che mi sento di consigliare a tutti. ...

Loro diranno, noi diciamo. Vademecum sulle riforme istituzionali (Gustavo Zagrebelsky, Francesco Pallante) 18/11/2016

Un buon saggio per farsi un'idea

Loro diranno, noi diciamo. Vademecum sulle riforme istituzionali (Gustavo Zagrebelsky, Francesco Pallante) Questo saggio tascabile scritto da Gustavo Zagrebelsky e Francesco Pallante vuol esser un supporto maneggevole non diretto agli studenti universitari, ma al grande pubblico per sostenere le ragioni del no alle riforme costituzionali, riforma Boschi, in vista del referendum del 4 dicembre 2016. Il volume è diviso in parti, la prima delle quali vuol esser una specie di dibattito tra il si e il no dando una risposta ad un'ipotetica motivazione del si rimanendo sul tema e non personalizzando lo scontro. La seconda parte vuole essere un evidenziare le alternative a tale riforme, che il fronte del si dice non esserci. In tale parte si riporta una lettera di Zagrebelsky in risposta alla ministra Maria Elena Boschi del 4 maggio 2014 in cui si annuncia l'impossibilità, per precedenti impegni, di incontrarla per discutere del tema. Nella lettera però si fanno delle osservazioni critiche e in qualche caso di apprezzamento sottolineando anche in tal caso se qualcosa sarebbe comunque da rivedere. La terza parte vuol esser una vera guida alle riforme costituzionale toccando vari aspetti tra le quali anche la legge elettorale assieme e le interazioni della stessa con la riforma costituzionale in preparazione alla quarta parte. La quarta parte presenta a pagine contrapposte il testo vigente e le modifiche della riforma potendo in tal modo apprezzare le riforme nei loro testi. Un modo quello della contrapposizione dei testi apprezzabile, unica critica a tale parte non aver inserito la legge ...

L'ombra del vento (Carlos Ruiz Zafón) 14/11/2016

Il mio primo libro letto di Zafon supera l'esame

L'ombra del vento (Carlos Ruiz Zafón) Devo ringraziare un di voi icobox se ho potuto conoscere tale scritto e questo romanzo che mi è stato indicato da lui come prima lettura. Tutto ha inizio quando i padre di Daniel che assieme al figlio gestiscono una libreria introduce il figli in luoghi oscuri e pochi conosciuti di Barcellona il figlio, Barro Gotico, in questo in particolare è presente il Cimitero dei libri Dimenticati. Quante volte molte libri passano inosservati a volte di scarso valore altre valore di autentico valore e che solo a distanza di tempo ce ne accorgiamo. Ecco che qui Daniel trova il suo libro Le ombre del vento scritto di Julian Carax. Quella in mano dell'autore e l'unica copia del libro rimasta di qualsiasi romanzo scritto da tale scrittore che per inciso non ha avuto molto fortuna. Come detto il romanzo si ambienta a Barcellona nella spagna del periodo delle due guerre e dei primi anni del secondo dopoguerra e racconta la storia degli eventi che seguono la ricerca che Daniel fa sul perchè tutti i libri che sono stati scritti da Julian Carax sono scomparsi e in tale viaggio lo stesso coinvolge Fermin un barbone che diventerà il collaboratore della libreria. Gli eventi si susseguono incalzanti e scorre veloce veloce il romanzo toccando una famiglia gli Aldaya caduta in disgrazia che però può aiutare la storia interessanti i rapporti tra Penelope Aldaya e Julian potranno forse chiarire la questione. Un libro che incide anche sul presente quello scritto da Julian Carax che finisce per toccare ...

Il bilancio in forma abbreviata (Paola Zambon, Walter Rotondaro) 12/10/2016

Datato ma che può dare un idea di dove si è partiti

Il bilancio in forma abbreviata (Paola Zambon, Walter Rotondaro) Il libro in questione è una guida per consulenti e tecnici contabili tesa all'introduzione dell'XBRL relativamente al bilancio abbreviato, per le aziende che possono presentarlo in tale forma. Si rifà alla tassonomia al momento approvata che allo stato attuale è superata in quanto ora dal novembre 2014 è stata approvata la tassonomia relativa alla nota integrativa (anche per il bilancio abbreviato) che al momento della redazione di questa monografia non era presente. La lettura del volume da parte mia si inserisce al discorso tesi che mi ha visto occuparmi della nota integrativa in XBRL. Nella stesura del volume è stata usata la forma tabellare del contenuto della tassonomia del momento. Viene inoltre presentata tutta la normativa relativa al bilancio abbreviato e ai principi contabili di riferimento solo in parte ripresa nella tassonomia del tempo. Sebbene libro superato in quanto la tassonomia a visto aggiunti soprattutto per la nota integrativa può dare una base per capire la formazione della tassonomia. Un libro solo per tecnici del settore.

Come Scrive un Tesi di Lurea (Achille Meloncelli) 10/10/2016

Un libro datato ma con buoni spunti per redigere la tesi

Come Scrive un Tesi di Lurea (Achille Meloncelli) L'incontro col libro che vi voglio oggi illustrare è avvenuto a fine 2014 quando laureando, sebbene fuori corsista, mi accingevo a scrivere la tesi di laurea. Chi di voi non ha scritto una tesi non si sarà imbattuto in libri simili, ma gli stessi possono esser una guida valida nella redazione della stessa. Per la verità questo libro non è di facile reperimento e io l'ho trovato in biblioteca e ciò è dovuto in parte alla questione al fatto che è un libro degli anni'90. I primi due capitoli introduce il discorso della stesura della tesi di laurea e come allo stato attuale venga tale lavoro svalutando attribuendo dei punteggi in più. Viene inoltre illustrata in tale fase la questione delle fasi di redazione in particolare la scelta dell'argomento e dell'elaborazione dei dati. La piega poi che prende il libro è quella del libro tecnico a supporto della redazione della tesi di laurea da parte del laureando andando a toccare il campo tipografico sia stilistico dando le dritte per evitare errori talvolta grossolani che inficiano la lettura dell'elaborato. Ovviamente essendo datato non tiene conto dell'inserimento nella bibliografia dei siti internet. Non è l'unico libro di settore e nemmeno il più attuale ma sa comunque dare buoni spunti. Il prezzo l'ho messo approssimativamente in euro, ma è costato 24 mila lire. ...

Sei solo mio (Viviana Leo) 19/09/2016

La voce dei protagonisti di una storia d'amore complicata

Sei solo mio (Viviana Leo) Fresco di stampa essendo stato pubblicato nel gennaio 2016 da New Compton questo romanzo di Viviana Lei è dedicato all'amore. Devo dire che l'ho preso al buio dal cassetto novità della biblioteca per leggerlo con la mia ragazza, ma non è andata così. I protagonisti sono un uomo e una donna giovani che vivono in un contesto sociale e di circostanze che rendono difficile a volte dedicarmi all'amore. Lisa e Dante i protagonisti la prima sorella di Andrea, mentre il secondo amico dello stesso sebbene lo consideri anche lui un fratello per ciò che ha vissuto. Tutto nasce da questo contesto e dalla vita che i protagonisti vivono e dal diverso modo di vivere, sebbene i protagonisti si conoscano da bambini. Lisa e Dante i protagonisti assoluti anche perché da essi prendono i nomi i capitoli che vengono intitolati coi nomi dei protagonisti e non è un dettaglio di poco conto. E' una scelta quella di intitolare coi nomi dei protagonisti Lisa e Dante azzeccata per il taglio che il libro vuole dare, descrivere il punto di vista degli innamorati. Se si leggono i capitoli si nota che sebbene esistono dialoghi ogni capitolo viene scritto come se il protagonista valuti la situazione che si descrive. Si legge velocemente e racconta una storia d'amore complicata tra famiglia, incomprensioni e perché ostacoli messi dai protagonisti (uno su tutti le storie con altre donne di Dante). Non posso che consigliare questo libro a chi piacciono le storie d'amore anche per il format scelto di puntare sul ...

La guerra democratica (Massimo Fini) 31/08/2016

Un titolo provacatorio per un tema affrontato bene

La guerra democratica (Massimo Fini) Guerra democratica, un titolo sicuramente controverso, ove due parole sembrano una canzone stonata. Stonare forse questo il modo in cui l'editore e lo scrittore hanno voluto per colpire il lettore con un titolo azzeccato al tema affrontato. La guerra che si fa anche ai giorni nostri ma che si ha pudore a chiamare col suo termine ma che si depotenzia con altri nomi: missione umanitaria, esportazione della democrazia, etc. spesso nascondendo interferenze in guerre lasciando le cose peggio di come sarebbero andate. Un valore la guerra ce l'ha ed è di chiarire le cose quando la diplomazia fallisce.Non si vuole qui fare un ode alla guerra e nemmeno l'autore vuole fare ciò ma sottolineare che a volte la guerra è servita. Spesso l'interferenza sotto forma di guerra umanitaria si alterano i valori in campo prendendo le parti di uno schieramento senza però scendere sul campo per non aver perdite. A volte queste guerre combattute con tecnologia, droni statunitensi ad esempio, perdono il termine guerra in quanto le forze in campo sproporzionate che si dovrebbe trovare un nuovo nome; e portano la fazione che si vede sovrastare cercare difesa nel terrorismo. Altro aspetto affrontato è l'esportazione della democrazia e del modello occidentale che spesso non viene visto bene dalla popolazione un caso su tutti l'Afganistan, i talebani che sono un parte non indifferente di questo stato. Si rischia in tal modo di voler omologare tutti ad un modello violando l'autodeterminazione dei popoli e ...

Binario morto. Corridio 5. Lisbona-Kiev. Il viaggio sulla linea che non esiste (Luca Rastello, Andrea De Benedetti) 08/07/2016

Un binario morto che rischia di essere solo un affare immobiliare

Binario morto. Corridio 5. Lisbona-Kiev. Il viaggio sulla linea che non esiste (Luca Rastello, Andrea De Benedetti) Binario morto, chi usa la ferrovia si sarà già imbattuto in un binario quel binario che termina magari in stazione ma che va verso o proviene solo da una direzione. Io il mio binario morto l'ho trovato a Trento il binario morto della Valsugana. Questa immagine bene l'idea di come l'alta velocità e la storia del corridorio 5 stia andando che poi è il tema del libro. Due autori di cui uno primario, l'altro comprimario (o gregario) sebbene non è bene sapere chi tra Andrea Benedeti e Luca Rastello sia nei vari ruoli. Un viaggio quello che gli autori compiono da Lisbona a Kiev per raccontarci, a volte compiendo assieme a volte soli (per farci capire le varianti) il viaggio attraverso il corridoio 5 Una viaggio che ci da una visione frammentata e variegata di cosa l'alta velocità e il corridoio 5 sia, e come esso sia variegato nei vari paesi. Si inseriscono nel libro si inserisco anche interviste di esperti del settore. Un viaggio compiuto non solo come passeggeri ma trasportando un pacchettino di caffè documentare l'aspetto del trasporto merci. Tale avventura non può che avere l'ausilio di una cartina che all'inizio del libro viene inserita per dare il senso allo stesso potendo orientarsi anche in città che magari non si conosco e luoghi ai più sconosciuti. I capitoli hanno i nomi delle tappe compiute ma non vuol esser solo raccontare tappe ma anche temi diversi legati all'alta velocità, alta capacità, velocità alta, etc.. Storie come quelle che seguono anche la Val di Susa ove ...

Sposati e sii sottomessa. Pratica estrema per donne senza paura (Costanza Miriano) 28/06/2016

Proposta di vita o ritorno ad un passato di soprusi?

Sposati e sii sottomessa. Pratica estrema per donne senza paura (Costanza Miriano) Sposati e sii sottomessa sembra una provocazione che riporta a tempi ove c'era il marito e padre padrone e a storie di violenza e qualcuno potrebbe gridare allo scandalo. Qualcuno potrebbe dire che l'autrice Costanza Miriano, giornalista tg3, sia una casalinga disperata che si fa una beffa dell'emancipazione delle donne, ma non è così ma non è così che l'autrice non mette in discussione. Quello che l'autrice fa è mettere in discussione l'uniformità e le pari opportunità che toglie i ruoli ove oramai si ha un maschio senza un ruolo e una donna che ne assume l'identità. Il libro è diviso in capitoli che, a parte il primo che vuole essere un'introduzione al libro, sono intitolati con il nome di una donna o uomo col tema sotto che si vuole affrontare. Ogni capitolo è iniziato con una lettera rivolta alla persona a cui è intitolato e affronta i temi del matrimonio, il rapporto di coppia e i figli. Quello che lei propone è una visione di vita che si approccia alla dottrina famigliare della chiesa cattolica, ma sebbene fa riferimento alla stessa con alcuni riferimenti a passi della bibbia essa mischia sacro e profano. Mette anche per chi convive o è l'eterno fidanzato la via del matrimonio che deve esser visto secondo la stessa la scelta principe sia in termini positivi sia negativi, quest'ultimo aspetto come una rinuncia alle alternative. Nel leggere il libro sembra di sentire una cosa che si sentiva dire dai vecchi "la donna del focolare" anche se l'immagine data della tartaruga ...

Trieste. Un'identità di frontiera (Claudio Magris, Angelo Ara) 08/02/2016

Dal caso triestino buoni spunti per i temi attuali

Trieste. Un'identità di frontiera (Claudio Magris, Angelo Ara) Trieste città la cui un'identità è una frontiera anche culturale è l'argomento affrontato da due professori Angelo Ara (storia moderna) e Claudio Magris (letteratura tedesca) i quali in 208 pagine entrano in aspetti diversi di tale identità. Si inizia a analizzare il l'impero astro-ungarico di fine Ottocento inizi Novecento , nel quale la città è inserita e la sua dissoluzione con l'irredentismo italiano che rivendica la città all'Italia. In questo periodo molte figure importanti vengono analizzate. La prima che viene toccata è Slataper che parla di una nuova cultura basata sull'italianità da far nascere sulla cancellazione del precedente. Saba è un altra personalità importante che viene messa in luce che attraverso le sue poesie racconta l'anima socialista che vede la questione italiana all'interna di un ambiente che permane internazionale come sotto l'impero astro-ungarico. Italo Svevo ci racconta con i suoi romanzi in particolare la Coscienza di Zeno una borghesia in declino che tenta di sopravvivere in un periodo che non capisce. Stuparich è uno scrittore che invece ci racconta l'altra parte della medaglia quella slovena che minoritaria nella città impregna tutto l'entroterra. Un'identità quella slovena che ancora di cui i sloveni di Trieste non hanno ancora consapevolezza. Un tema quello della questione nazionale che non si esaurisce nel periodo precedente la guerra e nemmeno nel primo dopoguerra e che anzi governerà buona parte del 1900. A un primo irredentismo italiano ...

L'Uomo Che Schioccava Le Dita (Fariba Hachtroudi) 05/02/2016

Dai dettagli due visioni dell'Iran kohmenista

L'Uomo Che Schioccava Le Dita (Fariba Hachtroudi) I dettagli sono importanti in tutte le cose ed anche uno schiocco delle dita può esser importante all'interno di un carcere iraniano ove è presente a prigioniera 455. Il libro parte da questo dettaglio dello schiocco delle dita di un colonnello iraniano, il quale sembra dall'ambientazione del libro trovarsi in un paese europea in attesa di asilo, Tale situazione avviene dopo aver tradito come voleva Vima ( sua moglie) il condottiero e sebbene sua moglie non sia con lui si rivolge spesso a lei usando nel libro sempre il timbro del narratore. Incontra Vima, ironia della sorte una traduttrice che si chiama come sua moglie, la quale è stata assunta per tradurre la sua storia dall'ente che dovrà decidere sulla richiesta di asilo. Mollare o portare avanti l'incarico questo il dilemma che subito assale la stessa. Una storia questa intrecciata che pure lei racconta col timbro di narratore. Entrambi anno lasciato i loro partner in Iran una per diversi motivi e entrambi li vorrebbero rivedere. Un abbandono quello del condottiero spinto alla moglie quello del colonnello, mentre la traduttrice abbandonò in passato l'Iran dopo l'assenso di Dél il suo compagno. Ma non è qui l'unico contatto infatti la traduttrice non è altro che la prigioniera 455 che ha vissuto per lungo tempo nella prigione ove il colonnello operava e onosce lo stesso grazie allo schiocco delle dita, Altro aggancio tra i due protagonisti la fuga dalla Iran e il salvataggio della prigioniera 455 ad opera del ...
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