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Opinioni scritte

dal 30/11/-0001

74

Sesso 21/11/2005

Sessuofobia o semplice vendicativa cattiveria?

Sesso L'altro giorno in Parlamento non ricordo quale parlamentare, ma comunque DONNA, ha chiuso un suo intervento sul problema dell'uso della pillola abortiva RU486 dicendo che le sembrava che la posizione della destra, del ministro Storace e del Cardinal Ruini (che tra le altre cose sarebbe ora decidesse se vuole fare il Cardinale o il politico, visto che le sue ingerenze nella vita politica italiana ormai sono arrivate -a mio parere- ad un livelllo francamente inaccettabile) nei confronti di questa tecnica abortiva fosse dovuta semplicemente a "cattiveria". La signora non era impazzita di colpo, aveva solo tenuto conto delle varie dichiarazioni che si sono succedute ultimamente sull'utilizzo della pilllola abortiva. Da queste dichiarazioni si desume chiaramente che: 1- Le donne ITALIANE (solo quelle che non hanno i soldi per andare ad abortire all'estero) non hanno il diritto di usare un farmaco sperimentato ed utilizzato da anni da tutte le donne europee. 2- Le donne ITALIANE, diversamente dalle donne europee devono pagare con il dolore fisico (per questo aspetto vi rimando alla dichiarazione del cardinal Ruini che sosteneva che abortire con la pillola non RENDE L'IDEA DI QUANTO REALMENTE SIA DOLOROSO UN ABORTO) la scelta di abortire. 3- Per la destra, per gli esponenti della chiesa e per il ministro della sanità italiano, l'aborto è paragonabile ad una gita al mare/ ad un picnic/ ad una cena con gli amici, insomma è un'esperienza gioiosa nella vita di una donna, per ...

Amare 18/11/2005

A te

Amare Suonavi la chitarra con dita leggere una sera chiara ancora col dolce sentore d'estate un settembre di tanti anni, tanti anni fa Guardavo i tuoi biondi capelli sottili le dita muovevano con maestria sulle corde note limpide come la luce dello sguardo dei tuoi occhi chiari Ti avevo aspettato per mesi senza perché ora guardavo il tuo volto sconosciuto ed amato Riascoltavo nel cuore parole di carta/filo di sogni legame tra diverse nostre follie e storie di fughe/orizzonti sempre nuovi da scoprire Vagabondo coi capelli color del sole bambino cresciuto senza cancellare intatti sogni uomo dal passaporto sempre in tasca straniero di dolorose profonde radici Camaleonte e farfalla … tu che in un istante mi hai rubato il cuore … tu unico e solo … tu mia vita/mia morte … a te che ho amato senza un motivo … a te che aspetto ancora … a te che sempre aspetterò "… ho ancora i tuoi quattro assi/ bada bene di un colore solo/ li puoi nascondere o giocare come vuoi/ oppure farli rimanere buoni amici/ come noi…"

Il Governo 18/11/2005

Indegno di un paese civile, ma da Guinness

Il Governo Ogni tanto penso che questo governo andrebbe proposto per il Guinness dei Primati (senza offese alle scimmie antropomorfe), perché credo non sia esistito in Italia un Governo democraticamente eletto che abbia costretto allo sciopero praticamente tutte le categorie di lavoratori esistenti nel paese, comprese quelle categorie che lo sciopero non se lo possono permettere, ché non ne hanno il diritto, facendo parte di categorie di lavoratori senza tutele. Detto questo, ritengo che ci debba essere un limite, se non altro per pudore. Eppure… eppure nonostante si dica non ci sia limite al peggio, quello che ha deciso il Governo con questa finanziaria riguardo ai disabili supera, a mio parere, qualsiasi "peggio" possibile, a meno che il suddetto governo non decida di mettere direttamente al muro i suddetti disabili, rispolverando una pratica risalente all'antica Sparta. Beh! Dato che sembrano (e ohimé, sono!) capaci di tutto, non mi sento di escludere che in un prossimo futuro decidano di farlo, soprattutto dato che i disabili sono indubitabilmente un costo che oggi il nostro paese non si può permettere. Il 15 novembre, a Roma, la Federazione Italiana Superamento Handicap ha promosso una manifestazione di piazza (ma, dico, ve lo immaginate cosa significa fare una manifestazione in carrozzella?) perché nella nuova legge finanziaria si è deciso di TASSARE la ricchissima indennità di accompagnamento (Euro 253,35€ al mese tredicesima compresa) di questa classe sociale che ...

Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo (Tiziano Terzani) 14/11/2005

Il potere taumaturgico della parola

Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo (Tiziano Terzani) Il potere taumaturgico della parola… non so se vi sia accaduto mai, a me è successo spesso (forse per influenza dell'analisi, forse per caso) di leggere dei libri che hanno avuto un effetto "curativo" sulla mia anima e mi hanno di fatto aiutato a trovare un motivo per ricominciare a vivere o, se preferite, una rinnovata energia atta a ricercare delle nuove sfide, e rinnovare la curiosità. Mi piace pensare le cose accadano solo nel momento in cui devono accadere… così come a me è capitato di leggere questi testi esattamente nel momento in cui la mia anima ne aveva bisogno. La paura della morte di alcune persone a me care, l'angoscia continua di un sopravvivere alla giornata, lo slalom mentale tra sogni, speranze e disperazione, disperazione nera, totale… Gli attacchi di panico e "l'avvoltoio", la depressione… Questi motivi avevano da tempo risvegliato la mia curiosità nei confronti dell'ultimo libro di Tiziano Terzani (uscito ostumo) "Un altro giro di giostra", ma da mesi ormai procrastinavo l'irrinunciabile confronto con questo testo, sia per pura e semplice paura di affrontare un argomento per me adesso tanto coinvolgente, sia per la tristezza immensa dell'idea di leggere Terzani da morto. L'ho molto amato come giornalista, non perdevo un suo articolo, e… a volte capita, non credo solo a me, di sentire profondamente la morte di un personaggio fisicamente sconosciuto, ma nel contempo sempre presente, quasi come un amico con il quale si hanno periodici ...

Razzismo 12/11/2005

Pietà, disprezzo od odio?

Razzismo Questo episodio, cui ho assistito settimana scorsa in un metrò affollato mi è rimasto dentro, non riesco a dimenticarmelo, per quanto non sia che un piccolo "normale" (??!?) gesto di tutti i giorni in una città come Milano che a parole si finge moderna, europea e multietnica, ma che nella realtà è ancorata più che al campanilismo (sentimento che credo sarebbe impossiile, stante che i nativi milanesi mi risulta siano pochissimi... ) ad un razzismo strisciante che, a me, da fastidio ogni giorno di più. Così come ogni giorno di più pare aumentare, insieme ai consensi per il partito delle camicie verdi. In ogni caso sono quasi certa che pochissimi tra voi (forse nessuno?) sarà daccordo con me nel definire questo piccolo accadimento un fatto di razzismo, soprattutto per via della involontaria protagonista che ha la colpa (?? Mah!) di essere di etnia Rom. Vi spiego. Salgo su un vagone della linea 2 del Metrò milanese a mezza mattina, orario nel quale non ci sono nè lavoratori nè studenti, ma più che altro signore con la sporta della spesa o con i sacchetti per lo shopping e pensionati, oltre a qualche impiegato ritardatario. Mentre salgo sento delle urla, urla di una voce femminile che in un italiano un pò incerto dice "Lasciami, non mi toccare la pancia, no!! La pancia no!!" Mi spingo in mezzo alla calca per andare a vedere cosa succede e mi trovo di fronte ad una specie di "isoletta" vuota creatasi nel mezzo del vagone affollato: nel centro una ragazza Rom ...

Novembre 2005 10/11/2005

Avrei voluto credere...

Novembre 2005 Ho bruciato l'ultima speranza nel vento gettato l'ultimo sogno tra i ruderi delle mie tante altre sconfitte ho conosciuto l'avvoltoio della disperazione i suoi artigli hanno spazio nella mia anima e mi hanno rubato gli occhi. Ho comprato altri occhi al mercato dei sogni perduti la dove si infrangono come onde le speranze di vite sprecate /perse a cercare l'Isola che non c'è un posto dove far riposare i propri sogni cullarli con la speranza di un qualsiasi futuro. Non c'erano più pozioni magiche nessuno vendeva più briciole di amore rane tarantolate per potenti magie nè potevano più nulla le parole delle canzoni e dei nostri poeti, idoli di altro passato. Nemmeno Roland Barthes ha più spazio qui ed i sogni alcolici di Bukowsky si sono persi nelle pozzanghere del tempo non resta l'odore /profumo dell'alcool e del suo sudore perso in coiti disperati. Mi dicono di aspettare: sostengono che aprile tornerà. Ma non ho tempo di fermarmi non vedrò lylacs quest'anno... la mia terra è molto più waste e stà un "pò più lontano". Se ti volti puoi vederla, ma non ti consiglio di entrare: chi passa da lì sempre decide di non uscirne più. E' il fascino del nulla condito da sconfitta il fascino della carta "nullla cosa" del saggio Osho .... quella carta che è nera e che è bianca cosicchè dentro ci puoi vedere quello che vuoi. Così ho gettato dalla finestra i miei sogni e adesso vado in giro con una maschera oggi è pesantissima, ma da domani ...

Sarti Antonio. Fra gente perbene. Racconti (Vol. 1) (Loriano Macchiavelli) 06/11/2005

Storia di un questurino

Sarti Antonio. Fra gente perbene. Racconti (Vol. 1) (Loriano Macchiavelli) Il questurino non cerca di essere nè simpatico nè antipatico, sembra piuttosto tentare di restare un'ombra grigia nascosta tra le pieghe della storia, quasi non volesse prenderne in mano le redini, quasi non volesse arrendersi al fatto che il protagonista della storia - nonchè colui che deve risolvere il delitto - è lui, e solo lui. Si defila abilmente cercando di non apparire, quando è fuori sede "dimentica" spesso e volentieri di presentarsi con le sue credenziali di sergente di polizia, anche a costo di finire arrestato dalla Benemerita e cerca di "scivolare" tra le parole che riempiono le pagine della sua storia perchè non ci tiene ad essere personaggio a tutti i costi: lui è solo un sergente, un questurino bolognese la cui unica caratteristica saliente è una memoria che farebbe invidia ad un elefante, ma del tutto privo di fantasia e della capacità di collegare i fatti che potrebbe, questa sì, fare di lui un vero detective. Per questo per risolvere i suoi casi ricorre all'aiuto dello sbracatissimo studente sinistrorso Rosas, geniale e dotato di fiuto e fantasia tali che potrebbe, se non odiasse la polizia e tutto ciò che è ordine costituito in genere, diventare un vero Sherlock Holmes, e che rappresenta nel contempo "l'anima nera" del questurino (colui che lo mette di fronte ai suoi sensi di colpa per essre diventato, lui figlio del popolo, un servo del potere) e la sua "mente pensante", o se preferite, la sua musa. Anche i rapporti con il suo creatore non sono ...

Contro il fanatismo (Amos Oz) 28/10/2005

Come si parla con un punto esclamativo?

Contro il fanatismo (Amos Oz) Non si tratta di un libro nel senso stretto del termine ma quasi di un "libello", infatti si tratta di uno scritto in 78 pagine che raccongono 3 lezioni tenute da Amos Oz presso l'università di Tubinga. Nel suo classico stile accattivante, scorrevole e di facile lettura, ma affatto semplice nei contenuti, Oz spiega il suo punto di vista sulla guerra tra Arabi Palestinesi ed Ebrei Israeliani, e si pone da subito -anzi si presenta addirittura- nella posizione di "traditore", (traditore sia per i suoi amici Palestinesi per i quali la sua posizione non è sufficientemente schierata pro Palestina, e ovviamente traditore per i suoi amici Israeliani per i quali la sua posizione è troppo smaccatamente schierata pro Palestina...) parola con la quale, ci racconta, ha imparato a convivere da quando aveva poco più di otto anni e si guadagnò l'appellativo perchè di colpo - e per i suoi amici incomprensibilmente - smise la sua "personale intifada", come lui stesso la definisce, che all'epoca era contro gli inglesi (nel 1947 gli invasori erano loro). Amos bambino era un fanatico (Oz definisce i fanatici - non solo quelli che abbondano nella sua terra, ma tutti i fanatici - come dei "punti esclamativi"... e tra le altre cose si chiede "Come si fa a parlare con un punto esclamativo? Con uno che ha solo certezze, e che vuole solo farti del bene, a costo di ucciderti per aiutarti?") che di inglese conosceva solo la frase "English go home", e la usava quando tirava pietre contro i carri ...

Cadey - Lemondent 20/10/2005

Sarà vero?

Cadey - Lemondent Circa due anni fa, acquistando un prodotto Cadey (forse un doposole, ma non sono sicurissima) in fase di lancio, mi avevano offerto una mini confezione omaggio di Lemondent. Non so voi, ma io quando ricevo una confezione omaggio di un qualsiasi prodotto vado da un estremo all'altro: se mi attira lo provo subito, altrimenti lo lascio abbandonato ad attendere tempi migliori. Il secondo destino è toccato alla mini confezione di Lemondent, che è rimasta intonsa nello stipo dove l'avevo riposta, là dove giacciono tutti i prodotti "non so perchè diavolo ti ho comprato, stà buono lì, che poi vedremo". L'ho lasciato a "decantare" a lungo soprattutto perchè, dalla confezione, non risulta subito chiaro che tipo di prodotto esattamente sia. La scritta più grande riporta infatti "Lemondent Flouro, Sbiancante uso frequente con succo di limone", e solo molto più in piccolo si può leggere che si tratta in realtà di un dentifricio che viene definito "sbiancante naturale, antiplacca ed anticarie, con proprietà astringenti per le gengive". Due settimane fa, andando a far spesa da Prina ho visto questo prodotto (non più in confezione mini ma in tubo da 75 ml.) in offerta ad 1,00 Euro e (meglio tardi che mai!) mi sono finalmente soffermata a leggere tutte le scritte presenti sulla scatola (quelle che ho citato più sopra), scoprendo alfine che trattasi di un vero e proprio dentifricio, e non di un semplice sbiancante. (Che genio sono, vero? Bah! Come sempre riesco a stupire anche me ...

Con la U 16/10/2005

Un incontro frettoloso

Con la  U Asfalto molle che pare sciogliersi sotto la suola dei sandali in una piazza enorme piena di autobus, auto che girano un po' a casaccio, strisce pedonali che paiono disegnate da un artista astratto impazzito, e percorrono misteriose vie che tutto permettono, meno che di evitare di essere arrotati… Un tragitto di poco meno di un'ora in un pullman senza aria condizionata ed io e Noitos (l'ennesima cliente del B. & B. con la quale dividerò tre giorni tra litigi e discussioni a non finire, poche risate, molti silenzi, tanta curiosità ed una barriera tra noi -età e nazionalità troppo diverse questa volta non ci aiutano- che non riusciremo mai ad infrangere completamente, forse anche per il poco tempo e le troppe cose che ci sarebbero da dire…) ci ritroviamo di colpo in un altro mondo. Catania. Dopo i colori sgargianti e chiari di Siracusa (l'amore incondizionato per Siracusa è di fatto la sola cosa che ci unisce davvero, oltre naturalmente la curiosità e la voglia di scoprire luoghi a noi sconosciuti, comune a tutti i turisti) ci colpisce con un'aria di seriosità composta, mista al caos di un traffico da grande città. Qui si respira da subito un'aria diversa e l'impressione non è più di essere in una città di mare: le strade che stiamo percorrendo potrebbero essere quelle della sua amata Haifa come quelle di Milano, chiuse sotto una cappa di afa e smog... un caldo che stronca… e sono appena le 10,00 del mattino. Cerchiamo con gli occhi, ma l'Etna non si vede… da che ...

Agosto 2005 10/10/2005

Eolos fu gentile con noi....

Agosto 2005 Entro cercando di scivolare vicino al muro (quando Salvatore ha nuovi clienti non mi piace stargli tra i piedi) ma non riesco ad arrivare alla mia stanza ed entrarci: prima lo sguardo (di puro panico) di Salvo che passa sopra le teste dei suoi due nuovi clienti a cercare i miei occhi, e poi la sua voce stentorea (Santo cielo! Perché mai quest'uomo quando non capisce una lingua - in pratica sempre - si mette ad urlare le parole scandendole una per una lentamente, ed ottenendo solo di strascicarle aumentandone a dismisura il suono dialettale, così se anche ci fosse stata una qualche lontanissima possibilità che l'ospite straniero lo capisca, questa scompare del tutto?)… Lo guardo e mi viene da ridere: ha di fianco due persone che lo scrutano come fosse il Messia fattosi nuovamente uomo e palesemente non capiscono un'acca di quello che dice. La situazione deve essere seria però, visto che Salvo sta usando anche le mani per mimare e cercare di farsi capire… Adesso mi segna con il dito e urla "Ecco, lei è Renata! Parla spagnolo, sapete?" Ora mi guardano tutti e tre (i due stranieri sembrano totalmente persi, adesso e c'è del panico anche nei LORO occhi), io abbozzo un mezzo sorriso stentato e una mezza frase in spagnolo cercando di apparire felice di essere sbattuta al centro dell'attenzione (Salvo! Che ti venga un bene, porca …..!!!!!) ma il "duenyo" interrompe il mio tentativo urlando "sono greci" (soono gréésci!!) e io mi blocco di colpo, nuova forma di statua di ...

MediaTransfer.com 07/10/2005

Rispondere o non rispondere? Che dilemma :-!

MediaTransfer.com Ho collaborato, e collaboro, con vari siti di ricerche che hanno il portale online e bene o male trovo che tutti si equivalgano, sia come lunghezza dei questionari proposti, sia come strutturazione del questionario stesso. Fino ad oggi consideravo MediaTransfer.com il portale di un ottimo istituto (ne conosco la versione offline) serio e capace, particormente esperto nel presentare questionari strutturati e semi strutturati (cioè con domande che prevedono risposte aperte dove l'intervistato ha spazio per esprimere un'opinone con parole proprie, e domande a risposta multipla dove l'intervistato sceglie solo tra le varie opzioni proposte) abbastanza lunghi ma capaci di rendersi interessanti aldilà del prodotto su cui si richiede un'opinione. Una breve parentesi di spiegazione è d'obbigo: ho lavorato per per più di 15 anni per svariate ditte di inchieste di mercato, tra i vari lavoro che ho svolto ho anche (più spesso di quanto non ami ricordare: è la parte del lavoro che amo meno) preparato questionari di tutti i generi, quindi anche se non posso certo dirmi un'esperta del settore, una certa conoscenza di come si svolge il lavoro la possiedo. Tornando a bomba: se fate una breve panoramica tra i vari portali che somministrano sondaggi online, vi accorgerete che maggioranza dei questionari proposti sono semi strutturati, quando non addirittura a semplice risposta duplice. In pratica permettono solo la scelta di una opzione e "guidano" l'intervistato per un percorso ...

Vileda Glitzi 02/10/2005

Le stelle sono tante...

Vileda Glitzi "... Le stelle sono tante, milioni di miloni..." Eh!? No! Momento! Mi stò confondendo, questa era una la canzoncina (per i più giovani "gingle") di un'altra cosa, un altro prodotto. Acc e poi denti! Non ho ancora bevuto il caffè e... "SI VEDE!", dite? Va bene! Un attimo di calma che raccolgo i pensieri... Che fretta avete! Solo un secondo... volià! Ecco perchè pensavo alle stelle! Ho in mano la confezione di Glitzi da tre pezzi (nulla più che un semplice involucro di cartone che contiene le spugne), e mi rendo conto solo ora che che il disegnino delle stoviglie luccicanti contiene delle "stelline", a riassumere la caratteristica saliente del prodotto... Le stelline ci sono perchè Glitzi è una spugna solo apparentemente come le altre... cioè, guardatela: parte sottile abrasiva verde, parte gialla con forma ergonomica a facilitarne l'impugnatura e... niente altro, a parte ovviamente il logo rosso della Vileda che spicca sulla parte gialla e più morbida della spugna. Non è nemmeno presaponata, però è speciale ugualmente: nonostante la cosa non risalti subito agli occhi del'acquirente infatti, la Glitzi permette di risparmiare sia economicamente, sia a livello di inquinamento ambientale. Mi spiego meglio. La parte "carnosa" della spugna (la parte gialla cioè) non solo pulisce le stoviglie, ma permette di togliere quell'antipatica patina nera che a volta si forma sul fondo delle padelle, semplicemente strofinandole con la spugna bagnata, mentre si lavano i ...

Con la N 30/09/2005

Notte, infingarda notte

Con la  N Notte di sigarette… luce suffusa… monitor silenzio… fili di pensieri… …ricordi un'altra estate finisce … sapore di lacrime amare... ricordi e caffé radio... parole… sogni… solo… sogni… (?) /… eravamo distratti /… lei cercò dal terzo piano/ … la sua felicità/ rivedere Thelma & Louise … notte silenziosa … voglia di te di... te... (.......) sogno … dolce dolore dolcezza struggente illusione illusione di vivere ... ancora ... /… eravamo distratti /… lei cercò dal terzo piano/ … la sua felicità/ Thelma & Louise … nella notte silenziosa … dalla voglia di te le cortine del buio mi proteggono dai sogni infingardi traditori superano firewalls i muri della mia anima sgretolati nella notte domani col sole tutto sparirà e le lacrime asciugate dal giorno cancelleranno i sogni infingardi traditori che parla(va)no di te

Disabili 29/09/2005

Calarsi nel buio della cecità

Disabili Pare, secondo studi fatti da psicologi per l'Unione Italiana ciechi, che la disabilità che più terrorizza l'uomo moderno sia la cecità. La sordità ed il mutismo non scatenano il terrore assoluto che scatena l'idea di poter diventare ciechi. Da questo presupposto è nata un'iniziativa, mutuata sull'esempio dell'Unsicht Bar di Berlino, che da anni fa cenare i clienti in un ambiente totalmente buio. In Italia le hanno chiamate "Cene al buio", e sono un'iniziativa nata (per conto dell'Unione Italiana ciechi) alcuni anni fa, inizialmente per avvicinare studenti delle scuole medie inferiori e superiori alla realtà di questa disabilità. L'iniziativa ebbe un successo tale che solo lo scorso anno 350 persone hanno partecipato, ma le richieste hanno superato di gran lunga le aspettative degli organizzatori che quest'anno hanno deciso di riproporre questa singolarissima esperienza. Le persone che si recano a cenare in questi locali si ritrovano in un ambiente totalmente al buio (cellulari od orologi vengono tolti ai clienti perchè non vi sia il minimo barlume di luce), vengono serviti da camerieri non vedenti, ed aiutati a calarsi per una sera nella condizione di vita di chi è afflitto da questa disabilità. L'iniziativa coinvolge locali di diverse zone d'Italia: Thalia a Roma, la Cometa di Ferrara, la Locanda del Carmine a Pavia, e La Lanterna di Somma Vesuviana vicino Napoli, e di solito prevede una "cena al buio" una volta al mese (per esempio alla Locanda del Carmine ...
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