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dal 02/02/2002

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Palenque (Bàak'), Chiapas 03/10/2012

Archeologia e misteri

Palenque (Bàak'), Chiapas Tanti anni fa, non ricordo perché né in quale circostanza, qualcuno mi consigliò di leggere Peter Kolosimo. Lessi per la prima volta un suo libro che ero giovanissima, e da quel momento ne divenni un’accanita fan. Per chi non sa chi sia - o meglio chi era, visto che è mancato da ormai molti anni - posso darne la definizione “ufficiale”, quella cioè che lo indica come uno dei fondatori dell’archeologia spaziale o fanta-archeologia che dir si voglia. Vinse un Premio Bancarella ed è considerato uno degli scrittori italiani più conosciuti nel mondo. Per quanto controverse possano essere le sue teorie, nulla toglie che siano molto affascinanti. Si è chiaramente liberi di crederci o meno, ma leggere i suoi libri fa volare alto nei cieli della fantasia. Del resto neppure io, pur amandolo molto, ho mai dato per scontato che le sue supposizioni siano corrette, ma devo dargli atto d’avermi fatto sognare molto. Ma a questo punto molti si chiederanno cosa c’entri Kolosimo con Palenque... C’entra e come se c’entra! Come ho detto prima sono stata una sua lettrice attenta e fedele e lì, nei suoi libri, fra tutte la vasta gamma di argomentazioni, ipotetiche prove documentate, descrizioni di luoghi e oggetti, trovai cose che mi colpirono particolarmente, accendendo in me una grande curiosità. Una di queste era il famoso (almeno per me) Astronauta di Palenque. Di cosa si tratta? Nel Tempio delle Iscrizioni - l’edificio più alto e imponente del sito di Palenque - durante una campagna ...

Chiapas 14/09/2012

Cuore indio

Chiapas Come ho avuto modo di ribadire più volte, il Chiapas è una regione in cui si trova un po’ di tutto, dove ogni categoria di visitatore può cogliere motivi di interesse. C’è la natura, ci sono i maya e altre popolazioni native, città coloniali, parchi nazionali, siti archeologici, foreste impenetrabili, ed anche mare, per quanto poco frequentato. Eppure, per quello che mi riguarda, quando ancora non la consideravo un’imperdibile meta turistica, la prima cosa che il nome Chiapas mi evocava alla mente era la rivoluzione zapatista. Non con questo che io sia particolarmente ferrata sulle vicende politiche e sociali dei paesi del mondo; anzi, sotto questo punto di vista confesso che le mie conoscenze sono sempre state abbastanza essenziali. E’ certo però che, in determinati periodi della nostra storia recente, alcune situazioni particolari siano più di altre balzate agli onori della cronaca, diffondendo perciò la conoscenza di taluni eventi un po’ a tutti. Evidentemente questa è una di quelle situazioni, avvalorata dal fatto che si tratta di accadimenti iniziati non più di una ventina d’anni fa e tuttora attuali. Parlando qui di zapatisti (nome che deriva da quello di Emiliano Zapata, storico guerrigliero messicano), sappiamo che si tratta, in poche parole, di un movimento armato clandestino nato per salvaguardare i diritti delle popolazioni locali, indios discendenti dai maya. Va detto che il Chiapas è abbastanza ricco di risorse, ma anche che i suoi abitanti sono i più poveri del ...

Parlamento 02/09/2012

La "Casa della Nazione", simbolo politico di Budapest

Parlamento Le recenti Olimpiadi, oltre al resto, hanno mostrato in TV anche meravigliose immagini della città che le ha ospitate. Fra i tanti monumenti in primo piano naturalmente il Parlamento, e questo mi ha fatto tornare alla mente un altro palazzo del Parlamento, per tanti versi simile, quello cioè di Budapest. Non è casuale il fatto che uno richiami alla mente l’altro, l’architetto Imre Steindl si ispirò infatti al meraviglioso Palazzo Westminster di Londra per progettare quello che si può tranquillamente considerare uno dei simboli di Budapest. Costruito tra il 1885 ed il 1904, lo stile è prettamente neogotico, con guglie e torrette nelle due ali laterali assolutamente simmetriche, e una cupula centrale alta ben 96 metri. Questa altezza fu una scelta ponderata perché richiamava sia il 1896 - anno delle celebrazioni per il millennio della nazione - sia l’896, quando i magari conquistarono i Carpazi. I numeri di questo edificio sono comunque notevoli, collocandolo di fatto al terzo posto fra i Palazzi del Parlamento più grandi del mondo. 691 stanze, 268 metri di lunghezza e 123 di larghezza, una quindicina di chilometri di corridoi interni, 27 ingressi, 10 cortili e via discorrendo. Originariamente le due facciate simmetriche ai lati della cupola ospitavano le Camere; oggi, che il parlamento ungherese è unicamerale, viene utilizzata allo scopo solo una parte dell’edificio, mentre l’altra è usualmente destinata alle visite guidate. La facciata principale (ma anche la più ...

Yaxchilan 13/08/2012

I Maya della Selva

Yaxchilan La zona forse più selvaggia e impervia del Chiapas è quella che si estende a nord-est, nelle vicinanze della frontiera con il Guatemala. Questo infatti è il regno della giungla, un intrico di vegetazione molto fitto che racchiude al suo interno non solo una grande quantità di piante e animali, ma anche siti archeologici, sicuramente poco conosciuti ma non per questo meno affascinanti di quelli più battuti dal turismo. Due nomi: Yaxchilán e Bonampak. Siamo nella Selva Lacandóna, la parte ciapateca della Selva Maya, un patrimonio di biodiversità che purtroppo sta rapidamente riducendosi per colpa di allevatori, agricoltori, cercatori di petrolio. Si possono contare ancora un gran numero di specie endemiche di piante, nonché parecchie specie d’insetti ed uccelli, ma quanto durerà? E animali minacciati o in pericolo d’estinzione come giaguari, aquile arpia, ara macao, riusciranno a sopravvivere? Nel cuore di questo aspro territorio vive una delle più piccole comunità di popolazioni native del Chiapas, quella appunto dei lacandoni. Si tratta di un gruppo etnico piuttosto schivo, abituato - fino a non molti anni fa - a vivere in modo ancestrale, a causa proprio dell’isolamento. Ai nostri giorni, alle usuali attività alle quali questo popolo si è sempre dedicato - agricoltura e allevamento - se ne accostano altre collegate al turismo. I lacandoni sono facilmente riconoscibili sia per le caratteristiche fisiche che per quelle dei costumi. Sono piuttosto piccoli di statura e ...

P.F.M. 29/07/2012

Io e la PFM: quarant'anni di inesauribile passione

P.F.M. A cavallo fra gli anni ‘60 e ‘70, sulla rete radio nazionale, veniva trasmesso ogni pomeriggio un programma che si chiamava “Per voi giovani”, condotto inizialmente da un certo Renzo Arbore. Quando, ragazzina delle scuole superiori, passavo i pomeriggi a studiare, lo facevo in compagnia della musica, e non mi ci volle molto a scoprire questa mitica trasmissione. La scoprii nei primi anni del 1970, quando alla conduzione c’erano Paolo Giaccio e Carlo Massarini, nomi che sicuramente non dicono nulla a quelli che non sono della mia generazione. Quel programma comunque, seguito quotidianamente con religiosa attenzione, era per me una droga, perché era l’unico che proponeva i “miei” generi musicali, quelli che avevo scoperto quasi in sordina negli anni ‘60 e che poi mi avevano travolto e conquistata del tutto con Woodstock. Era un mondo popolato da Genesis, Pink Floyd, Santana, King Crimson, Bowie, EL&P, Deep Purple, Led Zeppelin, solo per citare i primi che mi vengono in mente. E gli italiani? Pochi: le Orme, il Banco, più tardi gli Area ma, soprattutto, la Premiata Forneria Marconi. Correva l’anno 1971 quando, dalla radiolina a transistor (veramente altri tempi, sembra preistoria...) sintonizzata appunto su “per voi giovani”, si sparsero nell’aria che mi circondava delle note travolgenti, col moog in prima fila che sputava tutta la sua potenza. Fui conquistata immediatamente, ascoltare quel pezzo era emozione pura. Stavo ascoltando “Impressioni di settembre”, il primo ...

Cascate di Agua Azul 12/07/2012

Sotto il segno dell'acqua

Cascate di Agua Azul Per il mio gusto personale, i viaggi sono belli tutti perché stimolano la curiosità e arricchiscono la conoscenza, ma ci sono destinazioni che più di altre rispondono ad una “completezza” di fattori tale da renderle pressoché perfette. Che poi questa perfezione si traduca in assoluta soddisfazione, questo è un altro discorso, ed esula dall’argomento di questo scritto. In ogni caso, parlando appunto esclusivamente di destinazioni (e non di tutto l’apparato logistico/ricettivo/organizzativo che contribuisce alla buona riuscita di un qualsiasi viaggio), bisogna riconoscere che il Messico in generale - e le sue regioni più turistiche in particolare - rispondono perfettamente a questa “completezza”. Infatti, viaggiando per questo Stato, si incontra un po’ di tutto: grandi e piccole città, storia ed archeologia, una parte etnografica fatta di comunità indigene coi loro usi e costumi, località votate al relax ed al divertimento, una natura rigogliosa e spesso spettacolare. Anche nel Chiapas queste caratteristiche sono rispettate, e per quanto riguarda la natura, poi, essa si mostra in una veste decisamente selvaggia e piuttosto variegata. Ho già parlato del Canyon Sumidero con i suoi aspri paesaggi ed i suoi animali selvatici, ora invece mi voglio soffermare sulle Cascate di Agua Azul, più conosciute, e su quella di Misol-Ha, che in tutta sincerità non avevo mai sentito nominare. Quando si parla di cascate, ovviamente, quelle che immediatamente vengono in mente rispondono a ...

Cap Skiring 24/06/2012

La vacanza nel viaggio

Cap Skiring Poco più di un anno fa, nel corso del mio viaggio in Senegal con la solita formula di “Avventure del Mondo”, ho raggiunto anche la regione di Casamance, nella parte meridionale del Paese. Questo nonostante la Farnesina lo sconsigliasse e la corrispondente in loco dell’agenzia (un’italiana trapiantata in Senegal) raccomandasse la massima attenzione. Senza contare poi che il fidato autista che ha accompagnato il nostro gruppo per tutto il tour ne fosse spaventatissimo, al punto di non veder l’ora di andarsene da lì. Siamo stati davvero così incoscienti? A giustificare questa scelta la consapevolezza che la Casamance è la regione più affascinante del Senegal ed è qui che si trova Cape Skiring, dove pare si annoverino le più belle spiagge di tutta l’Africa occidentale. Ma perché è considerato in qualche modo pericoloso spingersi fino alla Casamance? La storia racconta di continue lotte separatiste in questa regione, a cominciare dal periodo coloniale di dominazione francese, fino ai giorni nostri. Non sono lontani gli anni di guerra civile che insanguinarono questo territorio, soprattutto con la fiera etnia Diola protagonista, da sempre in lotta per contrastare le invasioni straniere. Ma le ambizioni indipendentiste della Casamance non hanno fatto altro che accrescere il divario fra la parte nord e quella sud del paese, separate, tra l’altro, dalla Gambia, una piccola nazione (anzi, la più piccola di tutta l’Africa) incuneata nel Senegal, proprio al di sopra della Casamance. Le ...

San Cristobal de las casas 03/06/2012

La città dai mille colori

San Cristobal de las casas Parlando con un paio d’amiche che hanno viaggiato in Messico prima di me in due differenti occasioni, avevo avuto da entrambe descrizioni entusiastiche di questa cittadina. Non solo, leggendo prima di partire articoli su riviste o racconti in rete, il giudizio espresso dai viaggiatori mi era parso pressoché unanime, ponendo San Cristóbal de las Casas tra le località più gradite del Chiapas. Più che mai giustificata quindi la mia curiosità nei confronti di questa città coloniale, non solo apparentemente bella ma viva, accogliente e piena di risorse. La storia racconta che, dopo una sanguinosa e inutile resistenza da parte degli indios nativi, la città vene fondata nel 1528 dai conquistadores spagnoli col nome di “Villareal de Chiapa de los Españoles”. Detto nome cambiò successivamente in quello attuale in onore di due santi: San Cristoforo patrono, e San Bartolomé de las Casas, monaco benedettino poi divenuto vescovo, che tanto aveva combattuto per migliorare le condizioni di vita degli indios, ridotti alla stregua di schiavi dagli spagnoli. La città venne suddivisa in vari quartieri, ognuno con la sua chiesa e con le sue attività produttive. L’architettura era quella tipica del colonialismo, e tale è tuttora, con le case colorate, i balconi in ferro battuto, la strade acciottolate. San Cristobal è stata capitale dello Stato del Chiapas fino al 1892, anno in cui venne sostituita in questa veste politica da Tuxtla Gutiérrez, dopo una strenua lotta fra le due città. Resta ...

Canyon Sumidero 24/05/2012

Pareti verticali e coccodrilli

Canyon Sumidero I tre giorni dedicati a Città del Messico e zone limitrofe passano velocissimi, è già tempo di salire nuovamente su un aereo, destinazione Tuxtla Gutiérrez, in Chiapas. Il volo è breve, un’oretta circa, e tutto sommato piacevole. Il tempo all’inizio è buono e questo permette di ammirare il panorama sottostante, che nella zona immediatamente a sud della Capitale è dominato dai vulcani Popocatépetl (Montagna Fumante) e Iztaccihuatl (Donna Dormiente), i cui nomi derivano da una romantica leggenda locale. L’Itza è però inattivo da moltissimo tempo e non ha neppure cratere, mentre il Popo, dalla forma perfettamente conica, ha un’attività praticamente costante, anche se moderata. Il sorvolo di quest’ultimo è assolutamente emozionante, la visione dall’aereo è splendida. Avvicinandosi al Chiapas però il tempo cambia, e un’apparente fitta nuvolaglia nasconde alla vista ogni cosa. Ma è anche l’effetto dell’umidità delle foreste e della giungla che dominano la regione. Una volta a terra, a Tuxtla, solo il tempo di prendere possesso del pulmino che ci accompagnerà per i prossimi giorni e siamo già in viaggio. Per ora però non dobbiamo fare troppa strada, la prossima meta è Chiapa de Corzo, una cittadina ad una mezzoretta da Tuxtla, da dove partono le imbarcazioni che effettuano escursioni nel Canyon del Sumidero. La parola “canyon”, ovviamente, evoca immediatamente in tutti l’immagine di quello che è il suo rappresentate per antonomasia, il Grand Canyon in Arizona. Ma di canyon più o ...

Gita in barca sul Danubio 10/05/2012

La Budapest sull'acqua

Gita in barca sul Danubio Una delle cose che più desideravo fare a Budapest, era una gita in battello sul Danubio. Ad essere sincera questo desiderio era rivolto, più che alla città ungherese in particolare, proprio al fiume stesso. Già perché il Danubio, inutile dirlo, esercitava su du me una forte attrazione. Essendo però la mia prima volta nell’Europa orientale, nel bacino di questo grande fiume, sarebbe alla fine toccato proprio alla capitale magiara permettermi di avere con esso l’atteso incontro. Il Danubio, si sa, è uno dei fiumi più lunghi d’Europa - per la precisione il secondo - ma anche quello che ha il privilegio di attraversare più capitali e donare ad esse un valore aggiunto di bellezza. Inoltre è sempre stato accostato ai fasti dell’Impero Austro-ungarico, senza contare poi il ruolo preminente che ha avuto nella musica romantica dell’800. Un Signor Fiume, insomma, da salutare con un certo rispetto, sapendo di trovarsi al cospetto non di un semplice corso d’acqua, ma di un vero e proprio simbolo. Per quanto riguarda poi la città di Budapest, esso non solo riveste un ruolo primario nel paesaggio urbano della città stessa, ma la divide letteralmente in due, Buda da una parte e Pest dall’altra. Inutile aggiungere che, al di là di questa premessa, i monumenti visti da una diversa prospettiva - quella del fiume appunto - hanno sempre un fascino particolare. Qui a Budapest poi, devono essere a dir poco fantastici. Prima di partire, consultando la guida ma anche siti internet dedicati, ...

Teotihuacán, San Juan Teotihuacán 25/04/2012

Per me è la perla archeologica più preziosa del Messico

Teotihuacán, San Juan Teotihuacán In prossimità della partenza per il Messico, pensavo a tutte le bellezze archeologiche di quel Paese che presto avrei visto dal vivo, e sulle quali nutrivo grandissime aspettative. Pregustavo già le maestose rovine della civiltà maya, nella Penisola dello Yucatan. Non avevo preso in considerazione il fatto - o per lo meno lo avevo fatto molto superficialmente - che in Messico non ci sono stati solo i Maya, ma anche gli Aztechi e prima ancora i Toltechi, gli Olmechi, e... Insomma, la misteriosa Teotihuacán, situata ad una quarantina di chilometri da Città del Messico, che coi maya ben poco ha a che fare, rappresentava ai miei occhi solo una piacevole tappa del mio ricco tour in terra messicana, nulla di più. Quanto mi sbagliavo! Teotihuacán non è stata per me solo una straordinaria sorpresa, ma forse il momento più intenso di un viaggio che di cose belle da vedere me ne ha elargito a piene mani. Ho visto siti archeologici meravigliosi, come Palenque, immersa nella giungla, o Tulum, a picco sul mare, o Chichen Itza, una delle sette meraviglie del mondo moderno. E allora perché proprio l’antica città di Teotihuacán, a 2300 metri sul livello del mare, in un ampio e piatto pianoro erboso, in posizione molto meno “scenografica” di altre, è stata quella che mi ha dato le emozioni più forti? Se devo essere sincera non lo so... me le sensazioni che si sentono dentro non si possono spiegare e poco importa alla fine capirne il perché. Ho parlato di una città misteriosa, ma il ...

Città del Messico 10/04/2012

Una metropoli smisurata

Città del Messico Città del Messico è una metropoli dai grandi numeri. Come centro urbano conta indicativamente 9 milioni di abitanti, mentre assommandoci la zona metropolitana arriva a contarne circa 25, ponendosi al terzo posto fra le più popolose della Terra, dopo Tokio e San Paolo. Incredibilmente è anche una delle città più ricche, attestandosi all’ottava posizione della classifica mondiale. Anche l’altezza sul livello del mare, 2250 metri, la colloca tra le più alte capitali del pianeta. Purtroppo però Città del Messico è stata considerata per anni anche una delle città con l’atmosfera più inquinata, a causa sia della sua posizione che di fatto la pone in una conca circondata da alte montagne, sia per l’attività industriale e il traffico. Inoltre la città può vantare una storia ricca ed affascinante, che condensa in sé quella che è un po’ tutta la storia mesoamericana, dagli olmechi agli aztechi, dalla conquista spagnola alla rivoluzione. Dopo il 1325 infatti, superata la lunga e tutto sommato tranquilla dominazione olmeca, con il nome di Tenochtitlan essa divenne la capitale degli Aztechi, e già allora, con circa 500 mila abitanti, era certamente una delle città più grandi del mondo. Al tempo essa si stendeva al centro di un grande lago, il Texcoco, ed era collegata alla terraferma con ingegnosi ponti di legno. Una ricostruzione di quella che doveva essere la città allora, è visibile su un grande pannello dipinto all’interno del Museo Antropologico. Un paio di secoli più ...

Tour in Messico 27/03/2012

Archeologia e natura

Tour in Messico ANTEFATTO Non avevo previsto un viaggio in Messico, non quest’anno. Si trattava sì di una destinazione che intendevo prima o poi raggiungere, ma per questi primi mesi del 2012 avevo ben altri programmi. Era la Dancalia che occupava i miei pensieri, con i suoi paesaggi quasi di un altro mondo. Ma a poco meno di un mese dalla partenza, quando tutto era praticamente pronto, un drammatico evento. Cinque turisti uccisi, esattamente in uno dei luoghi che avrei dovuto visitare. Per ovvie ragioni il viaggio in quella remota regione africana salta, rendendo necessario trovare una destinazione alternativa, al più presto. E così, tra le partenze programmate più o meno nel periodo che avevo a disposizione, la mia scelta cade sul Messico. E purtroppo, quella che in altre circostanze sarebbe stata una destinazione ambita, diventa per me, paradossalmente, un “ripiego”. Un ripiego di lusso, sono d’accordo, ma la delusione per un sogno svanito è lo stesso difficile da digerire... IL TOUR Si fa presto a dire Messico. Con una superficie che potrebbe contenere l’Italia più di sei volte, pianificare un tour in questo Stato significa circoscriverlo in un’area necessariamente limitata. Per quanto mi riguarda sono abitualmente attratta dalle zone meno frequentate, dove domina la natura, ma mi rendo conto che un viaggio in Messico non può trascendere da alcuni elementi fondamentali, imperdibili, quali le vestigia di civiltà affascinanti e misteriose che vi abitarono in passato. La ...

Danubius Hotel Gellert, Budapest 12/02/2012

Uno splendido hotel d'altri tempi

Danubius Hotel Gellert, Budapest PREMESSA Quando, lo scorso autunno, la mia amica ed io decidemmo che la meta di una nostra breve vacanza sarebbe stata Budapest, uno dei primi pensieri fu, ovviamente, quello di cercare l’albergo che ci avrebbe ospitate per almeno quattro notti. In realtà io avevo già un’idea, ma si trattava di un’idea che aveva bisogno d’essere verificata, esplorata e valutata. Mi spiego meglio. Mi era capitato di vedere forse su qualche rivista o in rete, le foto di una piscina termale assolutamente bellissima, appartenente ad un esclusivo - se non altro come stile - albergo della capitale ungherese. Non avevo la più pallida idea di come si chiamasse l’hotel in questione, tanto meno potevo sapere quali potessero essere le sue tariffe. Ma come ben sappiamo tutti, abbiamo a disposizione un mezzo comodo ed infallibile per ottenere informazioni di questo e di ogni altro tipo: internet. E infatti, grazie ad una ricerca peraltro molto facile, trovo quasi subito quello che cerco: l’albergo del quale volevo saperne di più è il Danubius Hotel Gellért. L’ostacolo maggiore è costituito naturalmente dal prezzo; siamo disposte anche a spendere qualcosina in più, ma senza esagerare! Inevitabile e doverosa quindi la ricerca tramite il motore di ricerca più famoso della rete per quanto riguarda le prenotazioni alberghiere. Per le date da noi scelte l’offerta è molto ampia. Devo dire che ci sono parecchi hotel apparentemente molto validi a prezzi competitivi; il Gellért appartiene però ad una ...

Beng Mealea, Cambogia 25/01/2012

Per sentirsi un po' Indiana Jones

Beng Mealea, Cambogia Con tanta amarezza nel cuore per un viaggio che inseguo da un paio d’anni, e che alla vigilia della partenza (sarei dovuta andar via a febbraio), è purtroppo saltato a causa di eventi sanguinosi che hanno coinvolto cinque turisti che avevano come unica colpa la voglia di conoscere il mondo, torno con il pensiero ad uno dei più bei viaggi fatti ultimamente. Mentre cerco di ingoiare la delusione e nel contempo individuare al più presto una nuova meta, provo a consolarmi rifugiandomi nei ricordi, anzi in uno dei ricordi più belli della Cambogia, Beng Mealea. So con certezza che questo nome risulterà sconosciuto a quasi tutti, esclusi quei pochi che in Cambogia ci sono stati, come Carla (viaggiaconcarlotta), con la quale, più di un anno fa, condivisi questo splendido viaggio. Beng Mealea è il “parente povero” dei grandi templi di Angkor, uno di quelli che la maggior parte dei turisti non visita, perché in posizione defilata rispetto al complesso principale. Beng Mealea però non è soltanto fuori mano, è anche scomodo, difficile da raggiungere, con strade sconnesse, la maggior parte delle quali non percorribili dai grandi bus turistici. Alla fine questo isolamento, come quasi sempre succede in situazioni analoghe, regala al sito una bellezza particolare e un’autenticità che altrove si fatica a cogliere. Già, perché il tanto vituperato turismo di massa è arrivato ormai anche ad Angkor, e la folla, si sa, un po’ di fascino riesce toglierlo anche ai posti più belli. Ma Beng ...
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