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sante1985

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Ho passione per la scrittura e mi piace informarmi..non scrivo per il bonus ma per il piacere di darvi qualche chicca che conosco personalmente o che sento in giro da buon curioso quale sono!

Opinioni scritte

dal 28/08/2013

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Enrico Mattei deve morire! Il sogno senza risveglio di un Paese libero (Alberto Marino) 29/09/2015

Il caso Mattei in un nuovo studio intreressante

Enrico Mattei deve morire! Il sogno senza risveglio di un Paese libero (Alberto Marino) Il libro di Alberto Marino, storico di razza e professore in un liceo, ripercorre la vita e la tragica scomparsa di uno dei personaggi più importanti e misteriosi della storia italiana del dopoguerra. Si tratta del presidente dell'Eni, Enrico Mattei, che sognò l'idea di un'Italia finalmente libera dai condizionamenti delle grandi potenze internazionali che, raggiungendo la propria indipendenza energetica, potesse condurre una politica autonoma rispetto a quella della contrapposizione tra i due grandi blocchi sovietico ed americano. La tesi dell'opera, basata sulle carte processuali della procura di Pavia, è di quelle che non lasciano alito a dubbi interpretativi o a ricostruzioni fumose. Per il Marino, Mattei si era reso protagonista di numerose vicende che avevano turbato l'ordine economico internazionale, mettendo a repentaglio la politica di controllo del prezzo del petrolio da parte delle cosiddette "Sette Sorelle" e gli interessi occidentali in Africa e nel Medio Oriente. Questo aveva decretato la sua morte che, dallo studio delle carte processuali e delle testimonianze contenute negli archivi statunitensi, l'autore ritiene inevitabilmente connessa ad un attentato. Il libro è piacevole, magari appesantito un pochino da uno stile molto letterario, che dimostra anche l'originale vena poetica dell'autore, che scrive anche versi di pregevole fattura oltre ad essere storico e insegnante. Un buon punto di vista, ben documentato, su uno dei passaggi più oscuri della storia ...

L'armata dei fiumi perduti (Carlo Sgorlon) 28/09/2015

Una grande epopea di due popoli senza pace

L'armata dei fiumi perduti (Carlo Sgorlon) Carlo Sgorlon e' il simbolo della letteratura friulana del Novecento, oltre ad essere uno degli scrittori italiani contemporanei che ha colto i maggiori riconoscimenti dalla comunità dei lettori, come il premio Strega e il Campiello. Proprio questo libro in questione, che vinse lo Strega nel 1985, riprende le tematiche costanti della poetica di Sgorlon, ovvero la guerra, la frontiera e il senso di inquietudine perenne che permea l'esperienza umana. La trama ruota attorno ad una delle tante pagine dimenticate della storia, ovvero la duplice e comune tragedia del popolo cosacco, da sempre privo di una patria e identificato colpevolmente come nomade pur non avendo mai avuto nei secoli una tale identità, e quella del popolo friulano, la cui terra fu offerta in dono all'invasore tedesco dall'ottusa condotta dei repubblichini durante la seconda guerra mondiale. Questi due popoli, per le tante vie contorte della storia, avranno occasione di incontrarsi proprio per la decisione del supremo comando tedesco, durante la seconda guerra mondiale, di destinare il grosso delle truppe cosacche alleate nel conflitto con l'Unione Sovietica, proprio al presidio del Friuli. La grande storia, nella narrazione di Sgorlon, si intreccerà con tante piccole storie, d'amore, di disperazione, di odio, di speranza, fino al baratro finale che travolgerà, inesorabile come solo il correre del tempo sa essere, le misere esistenze dei personaggi e di un intero popolo. Il libro avrà un grandissimo successo, ...

Fiabe e leggende della Marca 27/09/2015

Una raccolta per bambini dal cuore del Nord-Est

Fiabe e leggende della Marca Tempo fa ho recensito un libro sulle fiabe e leggende della Dalmazia, curato da un filologo e mi è venuto da pensare che quel libro era uno straordinario documento etnografico ma che, tutto sommato, un bambino poteva annoiarsi se non abituato a certe tipologie di racconto ben strutturato. Mi sono ricordato, allora, di questo libro, che riporta fiabe e leggende della Marca Trevigiana (interessantissimo è il rapporto che esse hanno con il territorio e con i luoghi, tanto da sembrare incredibilmente realistiche nelle ambientazioni). Allo stesso modo i testi, che provengono dalla selezione di un concorso letterario organizzato in occasione della festività trevigiana in onore dei Santi Quaranta, ricercano le radici di un popolo, i suoi usi e costumi, ma hanno un linguaggio molto semplice e diretto, dato che gli stessi organizzatori volevano dare vita ad un libro che parlasse eminentemente ai più piccoli e che potesse essere utilizzato nelle scuole elementari, uso che ha avuto una certa fortuna estendosi anche al di là degli orizzonti geografici della Marca. Si tratta di un libro per bambini, ricco di illustrazioni, senza il corollario storico e linguistico di altre raccolte di fiabe che seguono la tendenza filologico-storica inaugurata dal grande lavoro di Italo Calvino ma assolutamente godibile anche per un adulto. Da consigliare a maestri di scuola o genitori desiderosi di un supporto agile e pregevole per fare addormentare sereni i propri pargoli.

Il Corsâr Neri. Testo friulano (Emilio Salgari) 27/09/2015

Un simpatico esperimento linguistico

Il Corsâr Neri. Testo friulano (Emilio Salgari) Molte volte ci dimentichiamo che i dialetti non sono altro che gli sconfitti in un processo di costruzione di una lingua nazionale e che lo stesso italiano corrente altro non è che il dialetto toscano dei secoli finali del Medioevo che, per il prestigio degli autori che scrivevano in tale guisa e l'importanza strategica della regione, diventò un elemento unificante per tutta la penisola. Questo divertentissimo esperimento linguistico cerca di accreditare tale visione della realtà, proponendo una versione in dialetto friulano della celeberrima opera salgariana "Il corsaro nero". L'intenzione dei curatori e' quella di mostrare come sia possibile attualizzare anche oggi, nei vari dialetti, opere letterarie, restituendo loro una nuova luce. Chi scrive, pur avendo provato per curiosità a leggere qualche pagina del Salgari tradotto nella lingua carnica, non ci ha capito assolutamente nulla e si è ovviamente arreso alla differenza linguistica incolmabile. Ciò che però mi interessa lodare è l'originalità dell'intervento sul testo, che sicuramente deve essere apprezzabile e, chissà, magari anche copiato in altri contesti regionali. In fin dei conti, ogni modo per avvicinare la gente alla letteratura dovrebbe essere ben accolto.

Gli indifferenti. Letto da Toni Servillo. Con 6 CD Audio (Alberto Moravia) 26/09/2015

La voce di Servillo e le parole di Moravia. Connubio eccellente.

Gli indifferenti. Letto da Toni Servillo. Con 6 CD Audio (Alberto Moravia) Questo prodotto unisce, senza dubbio, due autentici capolavori della cultura italiana. Infatti, alla lettura di un romanzo fondamentale per l'evoluzione della storia letteraria italiana come "Gli Indifferenti" di Alberto Moravia, che rappresenta un vero e proprio spaccato generazionale capace di descrivere alla perfezione la crisi della borghesia e le ragioni profonde del degrado civile che portò all'affermazione del regime fascista e che resta, a parere di chi scrive, il massimo capolavoro letterario della pur lunghissima carriera di Moravia, si unisce la lettura e la voce narrante di uno straordinario attore come Toni Servillo, che riesce a dare ancora più spessore e fascino all'opera. Nati come supporto ai non vedenti, i libri audio possono essere anche un validissimo supporto per coloro che vogliono addentrarsi nel mondo della letteratura ma che non hanno ancora un bagaglio culturale o un'abitudine alla lettura vali da poter permettere loro di affrontare agevolmente un'opera comunque complessa come "Gli Indifferenti". In questo caso, al fascino della letteratura, si unisce anche la perizia del mestiere teatrale e recitativo, che ha fatto di Servillo uno dei massimi esponenti del mondo cinematografico italiano e non solo. Il suo accento caldo, avvolgente e meridionale senza apparire sguaiato e caricaturale, sembra essere davvero perfetto per descrivere lo squallore esistenziale di uno spaccato ambientale della borghesia romana del Ventennio, con i suoi vizi, la sua ...

Cinque storie ferraresi. Dentro le mura (Giorgio Bassani) 25/09/2015

L'epopea di una città di provincia

Cinque storie ferraresi. Dentro le mura (Giorgio Bassani) Il libro in questione, scritto da Giorgio Bassani che in genere viene ricordato solo per il suo capolavoro, "Il Giardino dei Finzi-Contini" ma che in realtà ha celebrato il connubio letterario con la sua città, Ferrara, in tante opere ben riuscite, presenta una silloge di cinque racconti lunghi: Lida Mantovani, La passeggiata prima di cena, Una lapide in via Mazzini, Gli ultimi anni di Clelia Trotti e Una notte del ’43, che valsero all'Autore il Premio Strega del 1956 e che meriterebbero di essere riproposte al grande pubblico, che sembra avere un po' accantonato questo pregevole letterato italiano, in virtù delle mode letterarie che favoriscono ora l'una, ora l'altra corrente. Ferrara diventa il simbolo dell'Italia di provincia sotto i duri anni del fascismo. Una città tranquilla, perbenista, che cerca di nascondere dietro l'ipocrisia dei buoni costumi e del vivere civile la barbarie di un regime che si avviava a portare il Paese verso il baratro del secondo conflitto mondiale. Le storie sono tratte dalla vita quotidiana e ruotano tutte intorno alla costante dinamica di una città che vede dipanarsi la sua tranquillità quotidiana senza troppi sussulti ma che non riesce mai ad accettare il diverso, sotto qualsiasi forma esso si presenti. Il libro, in effetti, si poe l'obiettivo di lanciare un'accusa a tutto campo, sebbene con la voce pacata e rassicurante di Bassani che nella sua scrittura non alza mai abitualmente i toni, contro il conformismo e l'appiattimento della ...

Memoria del cuore. Racconti della guerra 1915-1918 (Corrado Alvaro) 25/09/2015

La Grande guerra vista dagli occhi del sud

Memoria del cuore. Racconti della guerra 1915-1918 (Corrado Alvaro) Quando pensiamo alla letteratura italiana sulla prima guerra mondiale, e in quest'anno di memoria particolare per la ricorrenza dei 100 anni da quel fatidico 24 maggio 1915 di trasmissioni, convegni ed editoriali al riguardo ne abbiamo visti tanti, associamo a cronaca e il racconto degli eventi sempre a penne settentrionali: Slataper, Ungaretti, Serra. Questo libo ce voglio presentare oggi ci offre invece lo sguardo di un grande romanziere italiano del XX secolo proveniente dalla remota Calabria, quale Corrado Alvaro. Bisogna considerare, certo, come la provenienza di Alvaro fosse soprattutto sentimentale, piuttosto che pratica, dato che, insieme alla sua numerosa famiglia, si trasferì a Frascati all'età di soli 10 anni, per poi tornare brevemente a Catanzaro per frequentarvi gli studi classici. Partito giovanissimo per il fronte, Alvaro scrive dopo la tragica esperienza una serie di racconti, pubblicati in varie riviste che, a distanza di quasi un secolo, l'editore Città del Sole ha voluto raccogliere in quest'opera unitaria. In Alvaro, all'epoca privo di quella grande consapevolezza letteraria e giornalistica che acquisirà negli anni, vi è il racconto di una generazione mandata al fronte carica di ideali e di speranze ma del tutto ignara di cosa fosse realmente una guerra e quali orrori portasse con sé. E' una guerra di contadini, di umili persone che si trovavano ad odiare e combattere loro simili, senza capire nemmeno il perché, motivati da un'allucinazione collettiva che ...

Diario europeo. Pensieri, persone, fatti, libri. 1984-1990 (Alberto Moravia) 25/09/2015

Un sunto del rapporto tra scrittura e impegno civile

Diario europeo. Pensieri, persone, fatti, libri. 1984-1990 (Alberto Moravia) Come dicevo tempo fa in una recensione, Moravia non è stato solo un grande scrittore e critico della letteratura, ma anche una persona che ha rivestito un ruolo importante nella storia sociale e culturale dei suoi tempi. Questo diario testimonia, in prima persona da parte dell'autore, la sua esperienza al Parlamento europeo, eletto come indipendente nelle liste del PCI, nonostante la sua formazione politica fosse quella liberaldemocratica. Occorre dire che Moravia interpretò la sua militanza nel partito comunista più come un segnale di critica verso la classe borghese alla quale sentiva di non poter più appartenere dato il degenerarsi dei valori e dei comportamenti che per una reale svolta filosofica marxista. Il diario narra non solo le principali battaglie politiche che si ebbero in quegli anni cruciali per il processo di integrazione della Comunità Europea ma, soprattutto, i frequenti viaggi di Moravia anche in paesi fuori dal continente, gli incontri con le personalità di spicco, le sue interviste ai grandi del pianeta e la sua attività parlamentare tesa alla difesa dei diritti umani e alla promozione di una gestione continentale dei beni culturali e ambientali. Insomma, una testimonianza viva di come si possa espletare l'azione di un intellettuale nel concreto dell'agone politico, che forse ci fa anche rimpiangere tempi in cui i rappresentanti dei cittadini avevano una statura morale e intellettuale neanche largamente paragonabile a quella di oggi.

Amore e ginnastica (Edmondo De Amicis) 24/09/2015

Il De Amicis che amo!

Amore e ginnastica (Edmondo De Amicis) Premetto che a me il libro Cuore, da insegnante, sta sulle scatole. Così, senza giri di parole. Rappresenta il modello di una scuola e di una società paternalistica che era sostanzialmente anche l'idea di fondo della legge Casati, basata su una scuola che non doveva trasmettere cultura ed educazione ma un sistema di valori da condividere per creare una nazione che, fino a quel momento, era nata solo nei tavolini e negli scrittoi di politici e pensatori del Risorgimento. In questo romanzo, che parla comunque del mondo scolastico, c'è invece il De Amicis autentico. Un racconto ironico, frizzante, che presenta l'ambiente scolastico non più come una fucina di valori per le nuove generazioni ma come un microcosmo sociale in cui ogni individuo ha la propria storia, le proprie peculiarità caratteriali. La storia ruota attorno ad una procace insegnante di ginnastica, la Pedani, che con la sua prosopopea militarista e patriottica, sembra quasi fare da contraltare al messaggio ideologico contenuto nel precedente libro "Cuore".. La ragazza è oggetto di un corteggiamento serrato da parte di una serie di personaggi che ruotano attorno al mondo della scuola. Contrapposta alla Pedani, vi è la sua coinquilina, la Zibelli, prototipo della donna dolce e femminile, quanto la Pedani lo è del modello virile e mascolino, tutta corsa e ginnastica. Si tratta di un libro dalla freschezza incredibile, che non corrisponde affatto al canone della letteratura d'appendice ottocentesca e che, vi assicuro, ...

Il cacciatore (Carlo Cassola) 24/09/2015

Cupo, angosciante ma dal grande fascino

Il cacciatore (Carlo Cassola) E' un libro, questo di Cassola, poco noto anche se rappresenta un riuscitissimo esercizio di scrittura che sarebbe estremamene utile riscoprire. Nello scrivere questa recensione mi sono chiesto quali potessero essere le motivazioni di un certo oblio di un'opera di uno scrittore che è amato moltissimo dal grande pubblico, come dimostra il successo internazionale e che si protrae negli anni come quello goduto dalla sua "Ragazza di Bube". Mi sono dato, allora, una parziale risposta. Il vero problema è che questo libro ruota intorno alla morte che, con il suo terrore ancestrale e la sua presenza aleggiante ma costante, permea tutta la trama e la struttura del romanzo E' un paesaggio spettrale, autunnale, quello che permea tutto il racconto del protagonista, un soldato riformato dalle trincee della Grande Guerra poiché affetto da una grave malattia cardiaca che cerca di esorcizzare la presenza costante della morte nella sua vita, derivante dagli scontri sul fronte, nell'ambito dei quali aveva visto tanti amici e commilitoni cadere, o dalla sua salute malferma e da un cuore che avrebbe potuto smettere di battere da un momento all'altro, donando la morte ad altre creature, dedicandosi ad una costante e febbrile attività di cacciatore. E' un libro carico di freddo esistenziale, di atmosfere crude, di pensieri scarnificati e quasi senza emozione ma riesce a rendere alla perfezione la caducità del mondo squassato dal conflitto bellico, con una vita ormai ridotta a mera esistenza che ...

Fiabe e leggende della Dalmazia (Giacomo Scotti) 24/09/2015

Un retroterra culturale vicino ma così lontano

Fiabe e leggende della Dalmazia (Giacomo Scotti) Le fiabe sono certamente una delle prime manifestazioni letterarie e culturali di un popolo, utili per ricostruirne la storia, le tradizioni, gli usi e i costumi, in pratica l'anima identitaria che lo contraddistingue. Questa collana, curata nell'ambito di questo volume da un fine antropologo come Giacomo Scotti, prende in esame i testi delle leggende popolari e della tradizione di una regione che tanto ha significato per la storia italiana a adriatica in generale, la Dalmazia. La lettura dei testi, suggestiva ed affascinante, mostra come anche per la Dalmazia vi siano figure archetipe delle fiabe ricorrenti in tutta l'area mediterranea: le peregrinazioni di Gesù Cristo e, soprattutto, di San Pietro sulla terra, i folletti dispettosi, la celebrazione della figura femminile che sia nelle vesti di una principessa o di una povera popolana virtuosa. A tali esempi ricorrenti, si accompagnano immagini tipiche della tradizione locale, come le frequenti storie di marinai, di naufragi, delle avventure, al limite tra crimine ed eroismo degli Uscocchi, celebri corsari attivi fino agli albori del secolo XVII. In tutto emerge una forte identità che, pur mantenendo fortissime radici cristiane, esalta una religiosità soprattutto popolare, in opposizione alle strutture ecclesiastiche ufficiali, identificate ne "vescovo veneziano", simbolo di un potere politico che veniva sentito come estraneo ed oppressivo. Una lettura interessante, fresca e piacevole, sicuramente da suggerire.

I pirati della Malesia. Ediz. integrale (Emilio Salgari) 23/09/2015

Il caro vecchio Salgari

I pirati della Malesia. Ediz. integrale (Emilio Salgari) Si tratta, con tutta probabilità, di uno dei migliori romanzi dell'ampissimo ciclo salgariano. I fatti in questione non sono quelli della tradizionale serie televisiva. Sandokan ha ormai perso la sua amata Marianna, morta per una delle numerose malattie che infestano il Borneo e ciò ha incattivito ancora di più il suo animo contro gli Inglesi. A motivare ancora di più la sua sete di vendetta sarà l'incontro con un giovane indiano, che si rivelerà essere il celebre Tremal Naik, già protagonista in proprio di uno dei libri dello scrittore veronese e che diventerà uno dei personaggi fissi delle avventure dei pirati della Malesia, che implora l'aiuto del celebre pirata per liberare la sua amata, prigioniera della feroce setta indiana dei Thugs. Insomma, ci sono tutti gli elementi tipici dei romanzi d'avventura salgariani. La suspense, lo studio attento e appassionato delle tradizioni culturali ed etnografiche dell'Estremo Oriente, i continui ribaltamenti di scena, uno studio attento e rigoroso dei personaggi. Questo libro è anche il momento chiave per l'emergere di una figura, quella di Yanez de Gomera, il fido luogotenente portoghese della Tigre della Malesia, che si avvierà a diventare il personaggio chiave della serie sui pirati malesi, molto più malleabile e adattabile ai vari contesti narrativi rispetto alla staticità tragica dell'eroe maledetto Sandokan. Salgari potrebbe apparire datato, portatore di un linguaggio ormai poco adattabile alla contemporaneità ma, a mio ...

Sessanta racconti (Dino Buzzati) 23/09/2015

Il Buzzati più autentico!

Sessanta racconti (Dino Buzzati) In una sola parola...immenso Buzzati! La grandezza dell'autore lombardo è quasi sempre legata al celebre Deserto dei Tartari e, in effetti, ognuno innamorato della letteratura italiana ha un posto riservato per sognare nelle sue notti tormentate una Fortezza Bastiani che, probabilmente, è un'immagine archetipa fondamentale per le angosce esistenziali umane e per definire il senso sfuggevole e precario dello scivolare dell'esistenza. Il vero Buzzati, però, secondo chi scrive questa breve recensione, lo si trova nei racconti brevi, dove il suo genio surreale può dipanarsi nella maniera più pungente ed acuta, dove il paradosso incontra l'umorismo e riesce a dipanarsi in storie brevi ma dal fascino incredibile. Quest'edizione rispecchia fedelmente l'intento unitario che, nell'ultima fase della sua carriera, Buzzati volle dare ala sua produzione d racconti, che continuò a scrivere per tutta la vita, a volte stimolato dalla realtà quotidiana che lo circondava, come dimostrano gli echi degli anni di Piombo nel celebre "Paura alla Scala", a volte suggestionato d un'immagine, da un sogno ricorrente, dai mille tic e dalle nevrosi del mondo che lo circondava. Sono piccole perle di letteratura e d vita, assolutamente da centellinare come un prezioso liquore, in modo da assaporarne tutta l'essenza. A mio parere, si tratta di una delle opere più importanti della letteratura italiana del Novecento, che ognuno dovrebbe non tanto avere nella sua biblioteca domestica, quanto in quella della ...

Oreo 22/09/2015

Niente male proprio

Oreo Sono rimasto sempre incuriosito da questi biscottini rotondi ripieni di crema al latte e composti da una percentuale piuttosto alta di cacao che li rende di un colore tendente quasi al nero, accentuando il contrasto con il candore del ripieno. Per un caso o per un altro e un po' per la notevole antipatia che nutro nei confronti della Kraft, che ne detiene i diritti di produzione, pur avendo in Spagna gli impianti di produzione, non li avevo mai provati, anche perché associo i biscotti sempre alla prima colazione, quando amo inzuppare nel latte prodotti senza creme particolari e tendenti al secco. L'altro giorno, con colpevole ritardo, ne ho finalmente preso un pacchetto da un distributore automatico e devo ammettere che mi hanno piacevolmente sorpreso. La frolla dei due biscotti esterno non è affatto farinosa come quella dei rivali Ringo e la farcia interna, sebbene temo realizzata con grassi idrogenati, almeno alle papille gustative non dispiace affatto. Insomma, un biscottino piacevole da sgranocchiare e chi se ne importa delle calorie!

Un mese in Urss (Alberto Moravia) 22/09/2015

L'altro Moravia

Un mese in Urss (Alberto Moravia) Alberto Moravia viene ricordato come uno dei più grandi romanzieri del XX secolo, in Italia come sul palcoscenico internazionale della letteratura. Questo è indubbio, ma sarebbe limitante ricostruire la grande figura di questo intellettuale solo sulla base della sua produzione letteraria. Moravia fu anche un eccellente giornalista e, soprattutto, un grande ed acuto viaggiatore che sapeva cogliere, grazie alla sua cultura, alla sua sensibilità e ad un'indubbia aura di furbizia e mestiere di vivere, l'anima di un paese mentre ne osservava i luoghi, gli usi, i costumi, la cultura e le personalità eminenti. Questo resoconto di viaggio descrive, da parte dello stesso autore, il viaggio effettuato in Unione Sovietica nel 1958, all'indomani della grande svolta ideologica che, affondando le sue radici negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, aveva portato Moravia, da posizioni di partenza liberali, a maturare la sua adesione, sebbene complessa e ricca di sfaccettature personalistiche, al Partito Comunista italiano, per il quale sarà anche eletto, da indipendente, al Parlamento Europeo. L'incontro con il mondo russo non è solo l'occasione, per lo scrittore, di entrare in contatto con la letteratura russa per la quale aveva manifestato, sin da ragazzino, una vera e propria venerazione, motivata soprattutto dalla dimensione intimistica, psicologica e di riflessione esistenziale che la pervadeva, ma anche con quello straordinario laboratorio sociale che fu ...
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