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" Scrivere è, sempre, un' esplorazione allo stesso tempo di sé e del mondo, un viaggio di scoperta, una ricerca del senso, il gesto politico e rivoluzionario di chiamare le cose con il loro nome ". ( Gianrico Carofiglio ).

Opinioni scritte

dal 28/10/2000

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Perché viaggiamo? 22/06/2012

COMPLEMENTO DI MOTO A LUOGO

Perché viaggiamo? Quante concrete sfumature per questo predicato verbale… Sono convinta che viaggiare sia la più grande metafora della nostra esistenza. La nostra vita è già un viaggio, e molti neppure se ne accorgono. Il viaggio è conoscere senza la pretesa di capire. Il viaggio è mettersi alla prova, trattenendosi dallo sfidare l’universo. Il viaggio è un percorso interiore, il respiro di una nuova e improvvisa atmosfera, il gusto per un insolito cibo; è la sensazione di addormentarsi sotto un cielo che è quello di sempre, ma percepito da una rinnovata prospettiva. Viaggiare è confrontarsi con il diverso, per imparare ad accettarlo. Viaggiare è collezionare esperienze e ricordi, che arricchiscono e fanno crescere. Viaggiare è vitamina per il cervello, che magari avrebbe preferito andare in vacanza. In viaggio ci si accorge della grandezza di Dio e del suo disegno; perché il mondo è davvero popolato da miliardi di persone, e queste abitano i posti più incredibili della terra. Viaggiare è il riassunto di un’esigenza del nostro essere; è quando questo ci spinge a saziare lo spirito, a lustrarsi gli occhi, a riempire le nari di odori inconsueti. Viaggiare è ricerca, cultura, cuore, sapienza. Viaggiare è un’azione che non tutti compiono nella maniera corretta. E’ il rispetto dovuto al costume degli altri, è tolleranza, è la capacità di giudizio senza voler giudicare. Il vero viaggio dovrebbe iniziare dall’anima della gente che si pretende d’incontrare. L’uomo viaggia con ogni strumento dalla ...

Lourdes 17/06/2012

LA SACRALITA' DEL PROFANO, PROFANA LA SACRALITA'

Lourdes Lourdes, 11 febbraio 1858. Tre ragazzine attraversano il ponte vecchio, e poi di seguito costeggiano il canale che dal mulino si riversa nel fiume Gave. All’altezza di una grotta naturale Bernadette si attarda, mentre un’insolita folata di vento, incapace di muovere foglia, richiama la sua attenzione… Quella fu la prima apparizione dell’Immacolata Concezione. Ogni anno al santuario si recano in pellegrinaggio sei milioni di persone. E’ il secondo luogo della nazione per capacità di alloggiamento. L’indotto di questa azienda religiosa sembra sia pari al terzo del PIL di tutta Francia, e i suoi sedicimila residenti presumo prosperino ricchi e felici. A Lourdes tutto assume una parvente sembianza di santità. Dei rami conficcati nel terreno, sorreggono centinaia di rosari. Ho pensato a una forma spontanea di penitenza per un voto risolto, per una grazia ricevuta… ma il paragone con i lucchetti degli innamorati qualcuno l’ha pure fatto. In un’area dove ogni angolo può essere motivo di un momento d’offerta spirituale o tangibile, ecco che comprare e accendere un lume non basta più. La richiesta di spazio all’altare della grotta per l’ostensione dei ceri è così elevata che degli addetti attendono ai fedeli in fila, raccolgono quei doni in un capiente contenitore trasparente, e sicuramente la tua candela brucerà …quando tu sarai sulla strada del ritorno, o altrove. I distributori di moccoli di ogni dimensione e prezzo per la via crucis, e per la processione mariana, si trovano ...

Quasi Amici (O. Nakache, E. Toledano - Francia 2011) 14/03/2012

L' UMANITA' CHE VORREI

Quasi Amici (O. Nakache, E. Toledano - Francia 2011) Divertente commedia francese ispirata a una storia vera; in questo film si riassumono, senza mai scivolare nel patetismo, moltissime tematiche odierne. Un paraplegico milionario sceglie come badante un senegalese cresciuto in Francia e solitamente a caccia di un sussidio di disoccupazione: spesso dedito a furtarelli, e in fuga perenne dalle sue responsabilità, Driss coglie questa opportunità quasi senza accorgersi che sarà la svolta determinante della sua vita. Philippe, colto e aristocratico, cerca invece qualcuno che non provi pietà per le sue condizioni, e resta affascinato da quella primordiale incosapevolezza. Le estreme diversità si compenseranno a beneficio di entrambi, permettendo loro di apprendere sfumature esistenziali fino a quel momento sconosciute o precluse. La dura realtà dei fatti viene alleggerita da esilaranti siparietti comici, studiati per non cadere nel dramma. E' un racconto narrato con allegria, che insegna e infonde ottimismo, e che regala un lieto finale; il tutto condito con una discreta dose di giustificata scorrettezza. Anche la colonna sonora sottolinea l'iniziale distanza di queste due umanità, e ci riesce accostando con sapienza Vivaldi agli Earth wind and fire. Questo continuo oltrepassare le barriere sociali è descritto con profondo tatto, e lo sconfinamento risulta straordinariamente garbato. Lo scambio e l'amalgama delle opposte angolazioni mentali dei protagonisti, diventa la vera motrice di tutto lo spettacolo; dimostrando che una ...

The artist (M. Hazanavicius - Francia 2011) 28/02/2012

CAPOVOLTO SPERIMENTALISMO

The artist (M. Hazanavicius - Francia 2011) Film coraggioso quello di Hazanavicius, geniale narratore di tempi a noi sconosciuti e premiato con le cinque statuette più prestigiose dell'anno. Guardare "The Artist" è stato un po' come scoprire una nuova maniera per entrare in un film. Ribadisco il "guardare"... Vedere una pellicola lo facciamo da sempre, in automatico, ma osservarla con scrupolosa attenzione, per coglierne tutti gli aspetti, senza l'aiuto dei dialoghi, è stato un esercizio piacevolmente diverso e distensivo. Il cinema muto ci sollecita ad andare oltre alle immagini, aguzza l'ingegno, mette alla prova le nostre capacità di sintesi e ci permette di lavorare di fantasia... L'assenza di dialoghi, ridotti a sporadiche vignette, rievocative appunto di quelle proiezioni, ci spinge alla costruzione mentale di tutto quello che il sonoro ci fornisce come supporto scontato per le nostre generazioni. Magistralmente sceneggiato e meravigliosamente curato nei dettagli, questa semplicissima storia è scorsa davanti ai miei occhi con una leggerezza inaspettata, visto il genere... Come aspettarsi altro,oltre alla scelta del bianco e nero, per colorare il tutto; la perfetta colonna sonora poi, sottolinea puntualmente ogni chiave di lettura emozionale... L' impressionante capacità degli attori non ha lasciato nessun rimpianto per questo tuffo nel passato che non ci appartiene, a detta anche dei tre spettatori ventenni che mi hanno accompagnato. Un utile salto indietro nel tempo, alla ricerca dell'età pioneristica di ...

Dieci consigli per le pulizie di primavera 19/02/2012

LE FOLLIE DI PRIMAVERA

Dieci consigli per le pulizie di primavera Un tempo le pulizie di primavera erano sacrosante; come la messa alla domenica mattina, come il corredo quando si andava in sposa verso un predestinato futuro, come il bianco dato alle pareti per rinfrescarle in occasione di battesimi o comunioni... Arrivavano precise; come il pranzo di Natale o di Pasqua, e come la gita del lunedì dell'Angelo... Oggi le cose sono molto cambiate, diverse, e neppure troppo scontate. 1) Intanto bisognerebbe attendere la primavera, ché non si è mai certi in quale mese si manifesterà... Potrebbe, questa, anche presentarsi a più riprese, visto gli enormi cambiamenti climatici in atto sul nostro pianeta... 2) E non è necessario ormai rovesciare la casa per strigliare con scomodi spazzoloni e secchi d'acqua, pavimentazioni fatte di superfici povere, calpestate di sovente da animali da cortile... L'Italia non è più quel paese povero, quando le pulizie di primavera erano obbligatorie, evocative della buona stagione, per eliminare residui di stufe maleodoranti, e fuliggine di caminetti sempre troppo accesi durante i lunghi inverni gelidi... 3) I tappeti adesso si portano in lavanderia. Se ci mettiamo a sbatterli fuori dalla finestra otteniamo ben poco, e danneggiamo gli inquilini dei piani sottostanti... E questi ci urlerebbero di rimando, a buona ragione, per la nostra inciviltà. 4) Le lavatrici domestiche funzionano sempre a pieno regime: le tende ce le buttiamo dentro, e dopo un'ora sono pronte per essere riappese... Le mantovane non si usano più, e ...

Hugo Cabret 3D (M. Scorsese - USA 2011) 08/02/2012

LA POESIA DELLA SETTIMA ARTE

Hugo Cabret 3D (M. Scorsese - USA 2011) Un omaggio di Martin Scorsese a George Méliès, mago illusionista e precursore della storia del cinema. In un crescendo di stupore ed incanto si assiste alla celebrazione della settima arte. Quando inizia la magia ci nevica addosso: siamo a Parigi nel 1930 e siamo anche noi in quella suggestiva stazione dove abita ben nascosto Hugo Cabret. Scorsese nell'adattare il romanzo per ragazzi di Brian Selznick, rievoca gli albori di questa rivoluzionaria invenzione capace di fabbricare i sogni. La meravigliosa avventura di chi vuole recuperare un tempo perduto per concedergli il giusto posto d'onore. Grazie alla caparbietà di Hugo Cabret, uno sfortunato orfano che vive di furtarelli e riparando nell'anonimato al posto dello scomparso zio, gli enormi orologi della stazione, George Méliès potrà rivivere la sua sepolta gloria a beneficio di tutti; cinefili, adulti profani e bambini curiosi di novità... Questo film è uno straordinario sguardo che coglie il futuro celebrando il suo generoso passato, vivendo la nuova realtà attraverso l'automa che disegna meccanicamente le scene dei film ormai dimenticati, e ricostruito genialmente da quel bambino che non ha voluto arrendersi alla sciagura di aver perduto suo padre. Hugo Cabret è un film che accontenta tutti perché c'è veramente più della soddisfazione di trovarsi davanti ad un capolavoro. Un viaggio nel tempo, dove il tempo è tutto. Un rivelare la storia, quando questa è così importante per raccontarci l'evoluzione di quanta strada sia ...

The Iron Lady (P. Lloyd - Gran Bretagna 2011) 05/02/2012

MONUMENTALE MERYL !

The Iron Lady (P. Lloyd - Gran Bretagna 2011) Una Margareth Thatcher ottantenne decide, dopo parecchi anni, di liberare l'armadio ingombro di abiti del defunto marito, col quale pare non abbia ancora perso il dialogo o dimenticato il confronto. Questo scatenerà in lei una devastante escalation di emozioni e ricordi della sua vita pubblica come di quella privata. La signora che non scese mai a compromessi, sembra lo abbia dovuto fare invece nella vita familiare, sacrificata proprio sull'altare della passione politica. La giovane Margareth Roberts, figlia di un droghiere, viaggia con la mente al passato remoto, a quando per farsi strada non bastavano per una donna istruzione e intelligenza, di quanto bisognava avere un uomo importante alle spalle, del perché decise dunque di sposarsi pur sapendo che la sua vita sarebbe stata consacrata soprattutto ai suoi ideali, prima che a tutto il resto. Liberismo economico, anticomunismo, attentati dell' Ira, la guerra della Falkland... Tutto si sussegue sfumato, accennato, e confuso in una sorta di neutralità apparente.La semplicità con cui vengono trattati i temi suggerisce allo spettatore di confezionarsi da solo un giudizio analitico degli accadimenti. La figura femminile della Thatcher viene quasi costretta in quel ruolo di moglie e di madre che non è mai stata; io non ho creduto ai suoi rimpianti tardivi. L'ambizione di potere, camuffata dal gentile perbenismo, emerge comunque con forza. L'incertezza che resta allo spettatore è quella di chi non ha potuto prendere una posizione ...

Ognuno muore solo (Hans Fallada) 08/05/2011

HEIL HITLER !

Ognuno muore solo (Hans Fallada) Ho paragonato le inchieste della Gestapo a quelle della Santa Inquisizione…Le lotte intestine del popolo tedesco, alle guerre tribali dei negri dell’Africa nera…Le condizioni dei carceri… Ai meandri più maleodoranti delle galere indiane, o marocchine… E questa è una storia vera, documentata in uno scarno fascicolo, e fa da sfondo alle vicende di altre genti, di chi attraversò quel delirio che così profondamente afflisse la Germania nazista. Qui si narra che fra il 1940 e il 1942, nella parte nord di Berlino, una coppia di coniugi qualunque, partecipò, seppur con timidezza e con scarsi mezzi intellettuali, alla resistenza. E come loro, molti altri cercarono di sopravvivere almeno nell’intimità dei loro pensieri, o tentarono in qualche modo di risvegliare i connazionali dall’hitlerismo di cui erano storditi. In quel costante clima di terrore s'incrociarono esistenze derelitte e disperate; innocenti vittime sacrificali di una follia inseguita per lo più con la menzogna. Ovunque governavano la delazione e il sospetto; sia tra la popolazione civile, sia tra gli iscritti al partito… I quali però godevano di privilegi e favori da difendere ad ogni costo, per mantenere lustro e potere… In quel periodo si trascinarono esistenze senza dignità, nutrite dal puro terrore di cadere in disgrazia per una parola sbagliata, per un gesto avventato, per uno sguardo a ciò che era tassativamente proibito… Figure spietatamente amorali hanno recitato l’assoluta irrazionalità di quel tempo, quando si ...

Moralità 22/01/2011

LA MORALE AMORALE

Moralità Si ritrovarono tutti in un freddo mattino di fine dicembre al funerale della loro vecchia maestra delle elementari. Era stata la memoria per quella figura unica, quando ancora erano i tempi dove la professionalità si amalgamava con l’amore e la passione, a radunarli per l’ultimo saluto. Gli anni nel frattempo avevano segnato dentro e fuori tutti quanti: potevano contarsi le rughe e raccontarsi gli acciacchi; che di certo non si sarebbero elencati le ferite interne subite, o quelle inferte. A farne una questione morale, ammesso esista chi è preposto a stabilire quale sia la corretta interpretazione della moralità corrente, quella occasione raggruppava solo gente ormai disfatta. C’era chi tradiva regolarmente la moglie, e chi aveva ingannato il marito con il suo miglior amico... Quella che aveva sparso la notizia della morte ai suoi compagni, aveva in passato spiato i suoi concittadini a rischio di asbestosi, per riferire ai capi dell’industria dei tumori, se gli operai si fossero già accorti che con quelle polveri d’amianto si fottevano i polmoni... C’era la giornalista che firmava pezzi bugiardi e oltraggiosi senza averli scritti, come se questo l’assolvesse... Invece d’aggravarne la responsabilità per la calunnia. C’era chi aveva giurato il falso, chi aveva bestemmiato Dio e la bandiera... Chi aveva inquinato con scorie e veleni le falde di un inutile torrente, e chi diceva che conosceva un tale che andava con i trans. Quell’altro poteva sostenere che aveva trasgredito ...

La donna di Gilles (Madeleine Bourdouxhe) 16/09/2010

L' ARTE DI ESPRIMERE IL SILENZIO

La donna di Gilles (Madeleine Bourdouxhe) E’ Liegi la città taciuta per tutto il romanzo. Liegi è dove una drammatica passione toccherà i nervi di chi avrà la giusta anima per affrontare questa storia. Lo scenario è quello della realtà industriale al tempo in cui gli altiforni vomitavano scarichi giorno e notte, e la vita operaia scandiva tutto il resto. E che “ La donna di Gilles ” sia stata riscoperta dalla critica femminista non mi stupisce; non mi trova invece d’accordo quando la si definisce masochista. Madeleine Bourdouxhe dipinge la quotidianità di Elise nella comune marginalità socio-esistenziale proletaria, e “ La donna di Gilles ” diventa talmente vera, passionale, sofferente, e carica di forza autodistruttiva, da portare all’esasperazione chiunque si schieri con lei. La mia rabbia era sotto gli occhi di chi mi osservava leggere: tra quelle righe ho provato davvero l’impulso di fare qualcosa per la protagonista, fisicamente, come se fosse una persona raggiungibile telefonicamente... Il suo dolore ha rimbalzato e urtato la mia sensibilità fino a rendermi impotente; ero furiosa e incazzata con lei, prima ancora che con suo marito... Quello stronzo di Gilles... Tipico degli uomini senza dignità è tradire, e poi confessare per scaricarsi la coscienza, per dividere il peso con chi ha subito l’offesa... L’odioso ménage presenta gli elementi tipici della tragedia classica: i personaggi ridotti all’essenziale intrecciano le loro vicende meno di quanto si creda... Tutto è racchiuso nell’universo psichico di Elise, ...

Efeso 22/08/2010

IL TINTORE DI EFESO

Efeso “ Paolo Apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio ha parlato a teatro; ha radunato la moltitudine di gente diretta al porto o che veniva dal mare. Benedetto Egeo che consenti scambi e commerci! Lasciami andare figlio, sento che arriva la nave carica di preziosi colori per i miei tessuti. Aiutami ad alzarmi da questo giaciglio di morte, devo contrattare il miglior prezzo per l’urina che necessito per fissare le tinte... Che sia perché è l’urina dei ricchi? Forse che quella dei poveracci non servirebbe ugualmente allo scopo? Eppure la loro viene dispersa per strada, e sono multati per questo; se l’uso delle latrine fosse libero ne avremmo di più, e non si dovrebbe pagarla maggiorata di tasse. Un mercante di stoffe della ricca e opulente Efeso dovrebbe poter urinare sui suoi tessuti... Diceva Paolo Apostolo di camminare in modo retto verso la chiamata con la quale fummo chiamati; con modestia d'intelletto e mitezza, sopportandoci nell’amore, cercando l’unità dello spirito nel vincolo della pace... Solo questo ci darà speranza che i popoli insieme, convivano nella grazia... Eppure io l’ho perduta la speranza figliolo... Sono stato umile tintore, degno solo di entrare in una casa di piacere per marinai stranieri ebbri di vino, portatori di oppio, voluttuosi per vizio, volgari adoratori di Dei o della carne di donne di malaffare. Per tutta la vita ho aspettato di elevarmi in alto come la biblioteca di Celso! Tremate Alessandrini, che la vostra non è più famosa di quella nostra... ...

Istanbul 20/08/2010

I GATTI DI ISTANBUL

Istanbul Istanbul mi aspetta diffidente... La immagino eretta, a gambe divaricate, con un piede che appoggia in Europa e l’altro in Asia, le mani puntate contro i fianchi, e gli occhi severi di chi si è preparato a soppesarti. Senza sorrisi, e all’apparenza educatamente, mi sorveglia. Istanbul è falsa, ricchissima, e se ne frega di quanta strada tu abbia fatto prima di allora, di cosa tu abbia visto altrove. La città vecchia è sapientemente organizzata ad apparire tale; cattura i turisti di passaggio elargendo comodità e ristoro adatti, lucidando la sua cornice con estrema efficienza. Nel quartiere di Sultanahmet tutto è sempre pronto per uno spettacolo magistralmente collaudato e, forte della sua storia, l’antica capitale si mostra altera e superba. Istanbul non ha niente che io non abbia mai visto in altre parti del mondo, salvo il canale del Bosforo. Gli iniqui tentativi di paragonare questo a quello la condannano come perdente nell’accostamento, a causa dei suoi inganni. L’atmosfera che si respira è di estraneità, ma pure quella di casa. Siamo solo noi viaggiatori a frequentare il Gran Bazar, il mercato delle spezie, a visitare la Moschea Blu, il Topkapi, o Santa Sofia. Dove si nasconde la popolazione per fare affari? Dove pregano? Mescolati con gli occidentali, i turisti mussulmani visitano quello che non gli appartiene; a un esame poco attento sembrerebbero locali, ma i turchi non ci sono. Li trovi tutti dietro ai loro negozietti, nei bar, nei ristoranti; seduti ai chioschi, ...

Viaggi del Turchese 19/08/2010

MORTE DI UN CORRETTO VIAGGIATORE

Viaggi del Turchese BREVE SAGGIO SULL’ASPETTATIVA DI VITA DI UN CAMERIERE TURCO NELLA CAPPADOCIA. Soffrono, corrono, sudano... Sudano, corrono... E poi scattano, saltano... Sollevano pesi tenendo a mente centinaia di volti, mille tavoli; diecimila movimenti al secondo, e tutto mentre corrono e sudano... Tolgono e mettono piatti mentre mangi, e se non trovano un angolo sgombro... Impilano, spostano e ti sommergono; e intanto corrono. Hanno facce stravolte dalla fatica, braccia stracariche e spossate... Rischiano l’infarto ogni giorno e per non si sa bene quante ore di questo giorno... E neppure so per quanti mesi si possono contare questi giorni in cui sono costretti a sembrare onnipresenti, onnipotenti, onni... E noi abbiamo l’angoscia che si scontrino l’uno con l’altro, che cadano pile infinite di piatti pieni e vuoti, che ti rovescino, alla velocità della luce, mestolate di zuppa senza centrare le ciotole... Abbiamo pensato a un terremoto, ai tirannosauri, a un'invasione barbarica, e invece erano soltanto le assi di legno della pavimentazione a tremare sotto quel galoppare frenetico e assurdo. E’ stata la fine del mondo, del vivere civile, del tentativo di digerire tutto quello di cui ci avevano ingozzato in venti minuti. Tra urla d’intendimenti, ordini e direttive, abbiamo trovato il coraggio di assaggiare quello che potevamo, prima che lo portassero via... Al termine dei nostri scarsi minuti di stazionamento al ristorante ci restavano avanzi di quel delirio, e la certezza che non fosse ...
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