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viaschino

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mi piace viaggiare, ma soprattutto vivere un posto per capire la realtà, gli abitanti. Il mare è il mio grande amore...

Opinioni scritte

dal 02/10/2005

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L'annata memorabile del Beaujolais (Gabriel Chevallier) 20/03/2017

Don Camillo e Peppone in salsa francese

L'annata memorabile del Beaujolais (Gabriel Chevallier) Immaginatevi una ridente campagna francese con delle vigne, un paesino che si sviluppa lungo il crinale di una collina, i suoi abitanti, gente sanguigna: gli uomini adorano il vino e le belle donne, le donne adorano i pettegolezzi che si scambiano quando vanno al lavatoio. Sono questi i protagonisti di questo libro, che ha visto una nuova edizione a settembre 2016 da E/O nella serie “gli intramontabili”, la casa editrice ha scelto questo nuovo titolo per il romanzo pubblicato nel ’49 da Longanesi, che prima si intitolava “Peccatori di provincia”. Il titolo originale in francese, invece, è Clochemerle, il paesino in cui si svolgono le vicende narrate. Io l’ho scelto perché pensavo fosse una novità, invece leggendolo ho scoperto che invece era uscito per la prima volta in Francia nel 1934. Mi ha attratto anche la copertina in cui si può ammirare la facciata di una Mairie francese ( il Municipio) con 3 persiane dei colori della bandiera: rosso, bianco e blu. Il libro ricorda, per la sua atmosfera provinciale i libri di Andrea Vitali o di Giovanni Guareschi, ma si svolge in questo paesino del Beaujolais, una regione vinicola francese nella zona di Lione, meno famosa della Borgogna o della regione di Bordeaux , ma, a detta degli esperti, la sua produzione è molto buona. Io l’avevo sentito nominare ed, amando molto la Francia ed essendo stata vicino a quella zona, pregustavo l’ambientazione. Non sono rimasta delusa perché, sin dal principio, l’autore ci descrive ...

Le cinque regole del corteggiamento (Massimo Lolli) 27/02/2014

cinque capitoli per farvi sorridere

Le cinque regole del corteggiamento (Massimo Lolli) Ecco come è stato definito dalla critica letteraria questo libro Lolli gioca con gli stereotipi dell´amore, del corteggiamento e del ruolo maschile e femminile. Ai lettori non resta che ridere". D - La Repubblica delle donne "L´epopea veneta che ha narrato negli ultimi due romanzi raggiunge livelli di straordinaria comicità. Il Libertario.com Avevo letto un altro libro di Massimo Lolli, che mi era piaciuto abbastanza per lo stile molto scanzonato e ironico, perchè l'autore mette alla berlina i propri protagonisti e in questo caso la provincia italiana. Ho scelto il libro in quanto ho visto che veniva consigliato nella rubrica di Sette del Corriere della sera da Antonio Orrico. Solitamente mi piace scegliere i libri da me, spinta dall’autore, dalla copertina o da un semplice sesto senso, ma ultimamente, non trovando alcuna ispirazione, ho seguito le recensioni sui giornali. L’ho letto in qualche giorno, perché è una lettura molto piacevole e divertente, che però, al tempo stesso, fa riflettere. Il romanzo è diviso in 5 capitoli, come 5 sono le regole del corteggiamento, regole tradotte in italiano da un giovane, diventato poi psicologo, che ha trovato in una pozzanghera un libretto in inglese. All’inizio pensavo che fosse un’opera a racconti in quanto il primo capitolo sembra non avere nulla a che fare con il secondo, solamente alla fine del secondo capitolo ci si rende conto di come tutti i personaggi siano legati e si ritrovino a Monteramello Terme. Personaggi Il ...

Balzac e la Piccola Sarta Cinese (Sijie Dai) 07/11/2013

Cosa può fare la letteratura...

Balzac e la Piccola Sarta Cinese (Sijie Dai) Può la letteratura far dimenticare le pene di una vita da prigioniero in rieducazione? Può la letteratura spingere una giovane sarta, abituata a vivere nel suo villaggio di montagna, a lasciare la sua casa e cercare fortuna in città? Può la letteratura far conoscere la passione amorosa a un giovane digiuno di esperienze, cresciuto con gli slogan della propaganda rivoluzionaria? “Balzac e la piccola sarta cinese” è un libro delizioso, che si legge tutto d’un fiato, è stato scritto in francese ed ha avuto un inaspettato successo prima in Francia, dove è stato pubblicato e ha venduto oltre duecentomila copie, poi in tutto il mondo, è stato tradotto, infatti, in oltre 25 lingue. TRAMA Siamo nel 1971, i protagonisti sono due ragazzi: Luo e l’autore, considerati figli di intellettuali dal regime di Mao. L’autore, infatti, era figlio di uno pneumologo e una parassitologa, Luo di un grande dentista, famoso in tutto il paese. Furono così costretti alla rieducazione in una sperduta regione di montagna E’ lo stesso autore che a pag 14 ci spiega qualcosa sulla sua condizione "Due parole sulla rieducazione: alla fine del 1968, nella Cina rossa, il grande Timoniere della Rivoluzione, il presidente Mao, avviò un piano destinato a cambiare profondamente il paese: le università furono chiuse e i “giovani intellettuali”, ossia gli studenti che avevano finito il liceo, furono mandati in campagna per essere “rieducati dai contadini poveri." L’autore ha portato con sé il suo violino che ...

Montelupo Fiorentino 27/02/2013

Per contrastare una capra ci vuole un lupo!

Montelupo Fiorentino Premessa Poiché ho lavorato nel settore delle ceramiche, conoscevo la fama di quelle di Montelupo, che dal Rinascimento fu un centro di produzione importante per la Toscana e l'Europa, così, quando mio marito mi ha detto che sarebbe dovuto andare a Montelupo per lavoro, l'ho seguito. Finora avevo visto il paese solo dal treno che da Empoli va a Firenze, stavolta, lo scorso ottobre, ho avuto la possibilità di passeggiare senza una meta, come mi piace tanto fare, per le vie del centro storico. La mia visita Sono arrivata in piazza della Libertà da via Roma, dove mi aveva lasciato mio marito, da qui comincia la zona pedonale tutta con un pavimento antico in ceramica. Già nella piazza erano presenti alcuni grandi orci in ceramica. Da lì ho percorso la via Garibaldi e mi sono ritrovata di fronte una fontana a forma di barca fatta con mosaici di ceramica, andando più avanti ho apprezzato la sede dei Carabinieri in una palazzina di stile neoclassico. Ho deciso di seguire uno dei percorsi consigliati. Agli incroci delle strade sono infatti consigliati dei percorsi con delle indicazioni di colore marrone, viene anche indicato il tempo di percorrenza. Ho quindi intrapreso la via Baccio Sinibaldi e ho iniziato a salire. L'edificio che mi ha colpito maggiormente è stato il palazzo podestarile, veramente di pregio, a due piani con un bel loggiato. Oggi è sede del museo Contemporaneo, quando sono andata io, ad inizio ottobre, vi era la mostra “verso Oriente e ritorno". Non ho potuto ...

Ristorante Chartier, Parigi 15/12/2012

Mangiare comme il faut a Parigi

Ristorante Chartier, Parigi Parigi, si sa ogni anno viene presa d'assalto dai turisti, che spesso si lamentano di spendere tanto e mangiare male, eppure la Francia è la patria della bonne cuisine, è famosa in tutto il mondo per la sua gastronomia. Poiché abbiamo vissuto qualche tempo a Parigi, ogni volta che qualche amico si reca nella Villa Lumière, io e mio marito ci facciamo raccontare del viaggio. Ebbene un po' tutti dicono di aver mangiato male, di aver speso più del dovuto, di non essere stati trattati bene e di aver poi ripiegato su un Mc Donald o un kebab. Per tutti coloro che sono stanchi di spendere tanto e di mangiare male nei ristoranti parigini, Chartier è la soluzione ideale. Storia Il ristorante Chartier si chiama in realtà Bouillon Chartier. Il termine bouillon fu utilizzato per primo a Parigi da un tale Duval, macellaio, che ebbe l'intuizione di aprire un ristorante-trattoria in cui offrire a prezzi moderati un bouillon ( brodo di verdure con stufato di carne) agli operai che lavoravano alle Halles. Così nacquero il Vagenende, il Bistrot de la gare e nel 1896 il Bouillon Chartier. Fu aperto dai fratelli Frédéric e Camille Chartier, anch'essi macellai, nelle sale di un'antica stazione ferroviaria, per offrire un pasto degno di questo nome a un prezzo modesto, e da allora il ristorante ha avuto tanti clienti fedeli. Camille fondò in seguito il Bouillon Racine e del ristorante in Faubourg Montmartre se ne occupò Lucien Chartier. Il locale ha conosciuto soltanto altri tre proprietari: ...

Villa Pirandello, Roma 29/10/2012

Per ripassare i titoli delle opere di Pirandello...

Villa Pirandello, Roma Siamo arrivati in questo albergo per caso, alle 8,30 di sera, senza alcuna prenotazione di venerdì sera! In effetti per una serie di equivoci ci eravamo ritrovati in zona Nomentana senza saper dove andare, non riuscivamo a trovare alcun albergo, abbiamo chiesto a un edicolante che ci aveva indicato un hotel a 4 stelle, ma per noi sarebbe stato troppo dispendioso, abbiamo allora fatto un giro nei dintorni e abbiamo scelto questo albergo vedendo l'indicazione sulla via Nomentana. Appena arrivati in reception ci hanno detto che non c'era una camera doppia, ma ci avrebbero potuto dare allo stesso prezzo due singole, in due piani diversi. Abbiamo accettato. Hanno voluto i nostri documenti e una carta di credito, quindi ci hanno indicato, su nostra richiesta un posto vicino, convenzionato con l'hotel, in cui andare a cenare e ci hanno dato il codice per il WiFi che è gratuito. STANZA Una breve premessa. Poco prima di arrivare in hotel c'è una targa sulla strada in cui si dice che nella casa dietro il cancello ha vissuto Pirandello, l'hotel è poco più avanti sulla stessa strada e naturalmente il suo nome è legato al fatto che Pirandello vivesse in zona. Tutte le camere, dunque, riportano sulla porta il titolo di un'opera di Pirandello. La mia era la n.1 al piano terra e si chiamava "Uno nessuno centomila", quella di mio marito, la n. 22, al secondo piano, a cui si accedeva sia attraverso una scala, sia con l'ascensore, si chiamava "Liolà". La camera con un aspetto funzionale e ...

Qual è il tuo luogo o ambiente preferito e cosa lo rende unico? 31/08/2012

Costa settentrionale della Sicilia: casa!

Qual è il tuo luogo o ambiente preferito e cosa lo rende unico? Sono siciliana, ma ormai da anni vivo lontana dalla mia terra, ci ritorno spesso perchè lì vive ancora tutta la mia famiglia. Un po' di campanilismo mi spinge a parlarvi della mia zona, che oramai è una parte di me e quando ne sono lontana mi manca come l'aria. Sono nata e vissuta stabilmente fino ai 19 anni sulla costa tirrenica della provincia di Messina, proprio di fronte alle isole Eolie. Vorrei descrivere i luoghi della mia zona che secondo me vale la pena visitare. La mia opinione quindi descriverà i miei luoghi del cuore, ma potrà essere utile per chi si trovi in quest'area. Gioiosa Marea E' il paese in cui sono cresciuta, mi sembra doveroso cominciare da qui. Le sue spiagge e i suoi tramonti sono da togliere il fiato. Il paesino conta circa 8.000 abitanti, ha un lungomare rialzato su un roccione, alcuni bei palazzi vi si affacciano, nel periodo estivo vi sono organizzate parecchie manifestazioni. Il pese è stato fondato alla fine del 1700 quando gli abitanti di Gioiosa Guardia, sul monte Meliuso, abbandonarono in massa l’antico centro e si trasferirono su questa costa. Il centro storico, quindi, non è molto antico, ma da Gioiosa Guardia furono smontati alcuni altari dalle chiese principali e furono ricostruiti nelle chiese del nuovo paese. Purtroppo al momento le principali chiese: San Nicola e Santa Maria risultano chiuso perché dovrebbero essere ristrutturate. L’antico borgo di Gioiosa Guardia è visitabile, è una sorta di villaggio fantasma in una posizione ...

BE.GO. Museo Benozzo Gozzoli 25/07/2012

Un museo moderno e ben progettato

BE.GO. Museo Benozzo Gozzoli Ho lavorato per due anni e mezzo a Castelfiorentino, in provincia di Firenze, sapevo dell'esistenza di importanti opere di Benozzo Gozzoli in questo paese. Ho assistito alla costruzione del nuovissimo museo, che era vicino al mio luogo di lavoro e mi sono recata a visitarlo quando l'entrata era gratuita ( anche se in realtà avrei potuto permettermi di pagare i 3 Eur del biglietto d'ingresso). Il museo è dedicato a Benozzo Gozzoli, pittore del '400 che fu tra i primi ad usare la tecnica prospettica. Ma vediamo qualche notizia in più su questo pittore. Biografia di Benozzo Gozzoli Nacque a Scandicci nel 1420, quando aveva circa 7 anni la sua famiglia si trasferì a Firenze, il Vasari nella sua opera ( Le vite de' più eccellenti pittori cultori e architettori) sostiene che sia stato allievo di Beato Angelico. In effetti sappiamo che collaborò con Beato Angelico per la decorazione del convento di San Marco e sempre con il suo maestro andò a Roma. Il sodalizio finì ed egli si recò prima in Umbria ( Orvieto, Montefalco, Perugia), poi nuovamente nel Lazio / Viterbo). Nel 1459 sposò a Firenze la figlia di un ricco mercante di tessuti da cui ebbe nove figli. Nella città completò la Cappella dei Magi a Palazzo dei Medici. Passò da qui a San Gimignano e nella Val d'Elsa. Nel 1467 si recò a Pisa, dove realizzò gli affreschi per il Camposanto Monumentale che però andarono distrutti a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale nel 1944. Dovette lasciare Pisa quando la città ...

Saphir Hotel, Pontault Combault 29/06/2012

Ho vinto!

Saphir Hotel, Pontault Combault Due anni fa ho vinto un soggiorno di due notti con prima colazione all’hotel Saphir di Pontault-Combault. Così io e mio marito abbiamo approfittato dell’ennesimo giretto oltralpe per usare il voucher, anche se lo abbiamo sfruttato qualche mese dopo, per il compleanno di mio marito a fine novembre. Circa una settimana prima della nostra partenza ho scritto una mail alla reception dell’hotel per chiedere la disponibilità. Sono stati gentilissimi e mi hanno detto che ci aspettavano. L'HOTEL L’hotel ha un’ atmosfera anni ’70, tutto di vetro, è formato da due edifici collegati tra loro attraverso corridoi vetrati. Davanti all' hotel si trova un grande parcheggio e un altro al piano -1. Noi li abbiamo usati entrambi durante il nostro soggiorno. Davanti all’entrata c’era parcheggiata una sorta di limousine bianca che viene utilizzata per i matrimoni, immagino. Il personale di reception è stato sempre molto gentile. La reception è proprio all'entrata sulla destra. Dalla hall si ha l'accesso alla sala giochi dove si trova anche un'utilissima macchinetta per caffè e tè ( che noi abbiamo utilizzato per un'infusione la prima sera), poi vi sono le scale per arrivare al primo piano dove si trova la sala della colazione, di fronte al bancone della reception si ha l'accesso al ristorante e dietro le scale, che portano al primo piano, vi è un biliardo e poi la vetrata oltre la quale si trova la magnifica piscina. Come ospiti abbiamo visto il secondo giorno una numerosa comitiva di cinesi, ...

La festa del caprone (Mario Vargas Llosa) 22/05/2012

Benvenuti nella Repubblica Domenicana

La festa del caprone (Mario Vargas Llosa) La storia mondiale è troppo vasta per avere notizia di tutto quello che succede nei vari paesi. Io, per esempio, non sapevo nulla della storia della Repubblica Domenicana. Pensando a questo paese ci vengono in mente spiagge caraibiche con palme, le stelle marine che si possono prendere in mano e la musica merengue, poi forse qualcuno ricorda l’isola dei famosi a Samanà. Questa porzione dell’antica isola di Hispaniola( nella metà occidentale si trova Haiti) ha avuto una storia tormentata, guerre con Haiti, un’occupazione statunitense, una dittatura di ben 31 anni. Vargas Llosa in quest'opera di 467 pagine ci fa conoscere tanti aneddoti, tante storie vere su questo paese. Mi sono interessata così tanto all’argomento trattato che ho cercato notizie su internet sui personaggi di cui si parla e guardando qualche giorno fa su Sky Telesur, la televisione venezuelana, mi sono fermata a sentire le news sulle elezioni presidenziali che si sono tenute il 20 maggio proprio della Repubblica Domenicana. AUTORE Che cosa mi ha portata a scegliere questo libro? Innanzitutto l’autore. Io adoro Vargas Llosa da una quindicina di anni, da quando lessi per caso “la guerra della fine del mondo”, altro romanzo storico che però parla delle vicende che si svolsero nell’800 in Brasile. Da allora, appena trovo un libro di di Vargas Llosa lo leggo. Anche mio cugino apprezza questo autore per cui ci siamo spesso scambiati i suoi libri. La produzione di Vargas Llosa è molto varia. Ci sono libri che ...

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma 28/04/2012

GNAM: una scorpacciata di arte...

Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma Settimana della cultura a Roma, piove a dirotto, che fare se non entrare in un museo, per giunta gratuitamente? La scorsa settimana sono dovuta andare a Roma dove mio marito aveva impegni di lavoro, sognavo qualche giorno nella Città Eterna in primavera da tempo, ma ahimè questa volta ci ha accolto solamente tanta acqua. Ne ho approfittato per visitare vari musei gratuitamente, dato che era la settimana della cultura. Non avevo intenzione di visitare questo museo, ma la Galleria Borghese, avevo provato a prenotare dal sito da casa, ma nei giorni in cui ero a Roma non c'erano biglietti, ho provato allora ad andarci di persona per vedere se era possibile entrare, ma nulla, allora mi sono aggirata sotto la pioggia per Villa Borghese, quando la pioggia è aumentata mi sono ritrovata nel Viale delle Belle Arti, di fronte alla Galleria di Arte Moderna ( foto 1), ospitata in una bella struttura neoclassica, imponente, realizzata nel 1911 dall'architetto Cesare Bazzani in occasione dell'Esposizione Internazionale. Naturalmente ci sono entrata. A Roma in questo momento vanno per la maggiore i nuovi musei MaXXI ( Museo Arte XXI. secolo) e Macro ( Museo Arte Contemporanea di Roma), ma la "vecchia " GNAM ( ossia Galleria Nazionale d'Arte Moderna, se vogliamo parlare per acronimi)non ha, secondo me, nulla da invidiare ai musei più "trendy" con le sue oltre 5000 opere di grandi artisti italiani e stranieri. Appena entrata mi hanno invitata a lasciare l'ombrello al guardaroba, poi ho ...

Altri luoghi in Bretagna 29/02/2012

Dinan: appollaiata come un nido di rondine

Altri luoghi in Bretagna Mi accingo a descrivervi un altro piccolo paesino francese. Chi legge le mie opinioni saprà che amo la Francia, paese in cui ho vissuto per qualche tempo e dove, quando posso, ritorno con mio marito. Scusate la monotonia, ma voglio condividere con voi le mie "scoperte" in territorio d'Oltralpe. Durante la nostra puntatina in Bretagna ( regione che vorremmo visitare con più calma prossimamente), dopo la visita a Saint-Malo, che ci ha un po' delusi in quanto completamente ricostruita, seppur benissimo, ci siamo recati con la nostra auto a Dinan circa 30 km a sud di Saint-Malo. Non sapevamo nulla di questo paesino, nè ne avevamo sentito parlare prima di aver sfogliato un depliant che ci avevano dato all'Ufficio del Turismo di Saint-Malo. Siamo stati piacevolmente colpiti dalle foto di questo posto, così abbiamo deciso di andarci. Dinan si trova ai bordi del fiume Rance, che poi sfocia presso Saint-Malo. Siamo nell'Alta Bretagna, nel dipartimento di Côtes D'Armor. Il Comune di Dinan conta quasi 11.000 abitanti ed è facilmente raggiungibile da Saint-Malo, basta percorrere una strada che è chiamata proprio route de Dinan. Il nome sembra derivi da due parole celtiche: dunos e Ahna cioè collina di Ahna, costei era la protettrice dei vivi e la guardiana dei morti. Un po' di storia Nel IX secolo un gruppo di benedettini si installò su questa collina, lungo l'incrocio di due vie romane, una che portava verso la Normandia, l'altra verso Rennes, un po' più a valle di questo ...

La vita moderna (Susan Vreeland) 17/01/2012

A pranzo lungo la Senna

La vita moderna (Susan Vreeland) Avete presente il quadro di Auguste Renoir "Déjeneur de canotiers"? Be' in effetti il quadro si trova alla Phillips Memory Gallery di Washington, però magari lo avrete visto in molte riproduzioni e nel film "Il Favoloso mondo di Amèlie" ( è quello che il suo vicino con la malattia alle ossa continua a copiare). Il libro di Susan Vreeland ci racconta con dovizia di particolari la nascita di questo capolavoro, cominciando con una citazione di Pierre-Auguste Renoir. Per me un quadro dovrebbe essere allegro piacevole e bello, sì bello! Ci sono già troppe cose sgradevoli nella vita per crearne di nuove. La Vreeland si rifa a un filone che ha un certo successo, basta pensare ai primi due libri di Tracy Chevalier "La ragazza con l'orecchino di perle" e la "dama e l'unicorno", che analizzano la nascita, la pittura e ci parlano dei personaggi di un'opera d'arte. Già nel suo libro "La ragazza in blu" la Vreeland aveva affrontato un tema del genere parlandoci di un'opera di Veermer. Nel suo sito www.svreeland.com ci spiega che la descrizione in letteratura di un'opera d'arte si chiama ekphrasis ed ha un'origine molto antica. Biografia di Susan Vreeland Vediamo un po' ora qualche notizia su questa autrice statunitense. Susan Vreeland ha insegnato letteratura inglese nelle scuole per oltre 30 anni, nel 1980 cominciò a redigere articoli sulla scuola, la letteratura, l'educazione i viaggi." La Ragazza in Blu", il suo primo romanzo è stato un grande best-seller. Altro romanzo ...

Senlis 31/10/2011

Deliziosa cittadina della Piccardia

Senlis Una breve premessa. Avete visto il film Séraphine? Io sì, l'ho visto in lingua francese su un canale d'Oltralpe, so che da noi è stato proiettato nelle sale d'essai, parla di una cameriera un po' tonta, Séraphine Louis che ama disegnare fiori in modo primitivo, viene scoperta da un collezionista d’arte tedesco che la fa diventare una grande pittrice naif, conosciuta con Séraphine da Senlis. Guardando il film mi è piaciuto moltissimo il paesino in cui si svolgeva, con le stradine in pavè, le casette in pietra, angoli molto pittoreschi. L'ultima volta che sono stata a Parigi con la macchina ho convinto mio marito ad andare fino a Senlis, memore delle immagini di quel bel film. Come arrivare Da Parigi per andare a Senlis in auto basta prendere la A1 verso nord, cioè verso l'aeroporto Charles de Gaulle a Roissy, per questo motivo si incontrano parecchie auto e molto traffico, anche se in realtà la località si trova a circa 50 km dalla Ville Lumière. Noi a un certo punto siamo usciti dall'autostrada e abbiamo preferito proseguire lungo la strada nazionale 17, attraversando così vari borghi, certo in questo modo abbiamo dovuto procedere a velocità moderata. Superato l'aeroporto ci si ritrova in una zona molto verde: la Foret d'Emenonville. Lungo la strada abbiamo notato parecchi furgoncini fermi ai bordi con delle ragazze scollacciate al loro interno: sono le prostitute che, in pieno giorno, adescano i clienti. Arrivati a Senlis abbiamo parcheggiato vicino alla stazione ...

San Giorgio, Fiuggi 28/10/2011

Lusso dei tempi che furono

San Giorgio, Fiuggi Sono stata in questo hotel in occasione della festa di matrimonio di un mio caro amico di Fiuggi. E’ stato lo sposo stesso a prenotare per noi (io e altri amici) in questo hotel perché, dato che la festa era in hotel, sarebbe stato per noi più comodo prendere l’ascensore alla fine della festa e andare a dormire in camera. CARATTERISTICHE L’hotel ha un aspetto un po’ datato, si vede che era un bell’hotel negli anni in cui a Fiuggi andavano parecchie persone per “passare le acque”, oggi Fiuggi ha perso parte del suo splendore. Si trova nella parte bassa della cittadina, quella con le Terme di Bonifacio, la sua entrata è proprio sul corso principale. L’hotel dispone di un bel giardino e quando sono andata io stavano costruendo la Spa in un’ala separata, l'apertura era prevista nel giugno 2011, non so se abbiano rispettato i tempi. Accanto al giardino si trova un ampio parcheggio. L’entrata dell’hotel ha delle colonne, poi si entra nella hall, che è molto grande ed ha una zona con un bel pianoforte a coda e una Tv con mega schermo piatto e davanti alcune poltroncine. CAMERAIo avevo la camera 113, una singola al primo piano caratterizzata da un letto alla francese, a una piazza e mezza addossato al muro, una poltrona gialla, un armadio molto alto, anni ’70, la scrivania con relativa sedia su cui si trovava una tv a schermo piatto che però non ho acceso, quindi non so dirvi che canali si prendevano. Il bagno era in marmo bianco, con un buon set di cortesia e la doccia. La ...
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