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dal 15/10/2000

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Armenia 01/11/2008

Hayastan

Armenia Alzi la mano chi riesce a collocare con precisione questa repubblica ex sovietica sulla carta geografica. Non è così facile, o almeno non lo è stato per me, anche se il nome Armenia evoca suggestioni e ricordi, tra cui memorie di sofferenze. Gli armeni sono stati perseguitati, nei primi decenni del secolo passato: a Yerevan, la capitale della piccola repubblica armena, un museo ed un monumento in cui arde un fuoco perenne, mantengono viva la memoria, mentre tutt'intorno sono stati piantati alberi dai paesi stranieri che hanno riconosciuto il genocidio degli armeni. Ma l'Armenia è legata anche al monte Ararat (che oggi non si trova più nel suo territorio, ma al di là del confine con la Turchia), il biblico monte dell'arca di Noè, così come è legata al cristianesimo: grazie all'opera di San Gregorio l'Illuminatore, fu la prima nazione a convertirsi, ancora prima dell'editto di Costantino. Non fu una scelta facile: la religione, assieme all'alfabeto, costituì un forte elemento identitario, ma fu anche motivo di guerre con i popoli vicini. Persiani, Medi, Romani: questa piccola porzione di Caucaso è stata attraversata dagli eserciti e dalla storia. La capitale, Yerevan, concentra più di un milione di abitanti sui tre che popolano il paese ed è dotata di servizi ed alberghi con buoni standard, per cui risulta agevole, date le dimensioni del territorio, paragonabile al Belgio, visitare l'Armenia con tappe giornaliere, partendo e ritornando in giornata a Yerevan. Yerevan è una ...

Banca Bassotti. Come difendere i propri risparmi da banche, assicuratori e promotori finanziari (Giuseppe Cloza) 28/04/2008

Ciottolina c'è

Banca Bassotti. Come difendere i propri risparmi da banche, assicuratori e promotori finanziari (Giuseppe Cloza) Chi è Ciottolina? La figlia dei Flintstones, naturalmente, gli "Antenati" dei cartoni animati targati Hanna & Barbera. Ma Ciottolina è anche l'archetipo del consulente finanziario, che ovvia a qualche lacuna nella formazione "con un battito delle lunghe ciglia e un sorriso innocente". Ciottolina esiste, non temete, vi capiterà un giorno di incontrarla, come a me è capitato di ripensare a questo libro apprendendo di alcune rotazioni e cambi di mansione. Uscito nel febbraio del 2000 per Stampa Alternativa, questo "romanzo utile", come si definisce in copertina, parla ancora in "lire", cosa che gli attribuisce un fascino vagamente nostalgico, però non trascura nessuno dei moderni strumenti di finanziari che banche, poste e assicurazioni propongono agli affezionati clienti. L'esperienza di lavoro in banca e come promotore finanziario del protagonista funge da espediente narrativo per parlare di investimenti e di consulenza, degli incomprensibili meccanismi che governano queste entità e dei misteriosi quanto esotici prodotti che vendono. La cosa singolare è come oggi tutto sia diventato un "prodotto": cercate una forma di investimento per i vostri risparmi e sono tutti pronti ad offrirvi i loro sofisticati "prodotti finanziari", belli, moderni e affidabili. Ma un prodotto implica qualcuno che lo produce e qualcun altro che lo vende ed entrambi vorranno essere pagati per il loro lavoro e se poi ci si mette anche qualcuno che vi consiglia cosa è meglio scegliere (senza ...

voisietequi.it 30/03/2008

Per orientarsi in campagna elettorale

voisietequi.it Torna, puntuale come una cartella esattoriale, un'altra scadenza amata-odiata dagli italiani: l'appuntamento con le urne. Più che puntuale, invero, l'appuntamento elettorale si presenta con notevole anticipo sui tempi previsti, ma anche qui le opinioni non sono concordi: troppo presto per alcuni, troppo tardi per altri. Sorvoliamo i commenti e gli apprezzamenti che si potrebbero fare, non è questo il luogo adatto, per concentrare la nostra attenzione verso un sito Internet che può aiutare gli indecisi e soccorrere chi non è così sicuro della scelta da fare. Di solito, in puro spirito italico, si tende a votare "per partito preso" ( e qua la definizione calza a pennello), trascurando quelle cose che i politici stessi ci hanno abituato a non considerare, visto che in molti casi restano lettera morta: i programmi elettorali. Sono proprio sicuro che le mie idee collimino alla perfezione con quelle dello schieramento o del partito che mi accingo a votare? Potrebbe esserci qualcun altro che, almeno nelle intenzioni espresse, è più affine al mio sentire? Sono molto indeciso ma non ho il tempo di leggere tutti i programmi, come posso fare? A queste domande e ad altre ancora risponde un agile "sitarello, già presentatosi alle precedenti elezioni e che ora si ripropone in versione riveduta e corretta (sia nella grafica che rispetto ai nuovi programmi elettorali): voisietequi.it "Voi siete qui" è la scritta che accompagna il fatidico puntino che serve ad indicare la ...

Non pensarci (G. Zanasi - Italia 2007) 16/10/2007

Una ciliegia tira l'altra

Non pensarci (G. Zanasi - Italia 2007) Dalle giornate Fice un'altra pellicola di prossima (si spera) uscita. Il cinema italiano vive anche di questo, di produzioni a basso costo da cui escono film leggeri ma per niente esili, che raccontano storie di squinternata quotidianità e scelgono come set piccole città poco frequentate dagli schermi I problemi arrivano quando bisogna trovare un distributore che si accolli l'onere di fare uscire la pellicola nelle sale. Qui accade di tutto: pellicole acquistate dai distributori per essere poi chiuse nei magazzini, per assecondare incomprensibili logiche di mercato (qualche autore invoca perfino la distribuzione obbligatoria), film bruciati dalla scarsità di copie disponibili in distribuzione perchè nessuno ci crede e così via. In questo caso la distribuzione dovrebbe essere curata da 01Distribution (RAI) per cui qualche speranza di vederlo in sala c'è. Stefano Nardini (Valerio Mastrandrea) è un chitarrista dall'incerta carriera, con qualche momento fortunato e momenti da dimenticare, come quello che sta attraversando: è rimasto solo, senza un posto dove dormire, in compagnia di una macchina scassata e di una chitarra. Nei momenti di maggiore confusione, quando la strada sembra smarrita, non resta che tornare indietro, riprendere dal punto di partenza. Galeotta, ma lo sapremo dopo, fu la ciliegia sotto spirito di un supermercato. Stefano torna a casa, novello figliol prodigo, accolto dai genitori e dal fratello Alberto (Giuseppe Battiston), rimasto ad occuparsi ...

I Viceré (R. Faenza - Italia, Spagna 2007) 15/10/2007

Fatta l'Italia, facciamo gli affari nostri.

I Viceré (R. Faenza - Italia, Spagna 2007) Roberto Faenza torna a confrontarsi con un'opera letteraria ambientata in Sicilia (esperienza già vissuta in "Marianna Ucria") nel suo film di prossima uscita nelle sale (9 novembre). Come si fa a vedere un film prima che esca? A volte può essere utile avere amici che gestiscono una sala ai quali avanza un accredito per una serie di anteprime dedicate agli esercenti. Questa volta il regista si misura con il romanzo "I viceré" di Federico De Roberto, opera per lungo tempo dimenticata, a seguito, così pare, di una stroncatura di Benedetto Croce. A onor del vero, prima di vedere il film mi erano ignoti sia l'autore che le vicende legate alle sue opere, ma ho cercato di recuperare ... La storia della famiglia Uzeda, discendente dei viceré spagnoli, si interseca alle vicende del nascente stato italiano. Unica preoccupazione del capofamiglia, il principe Giacomo (Lando Buzzanca) è il mantenimento del patrimonio famigliare e della sua autorità, scopo per cui non indietreggia davanti a nulla, pronto a sacrificare tutto, compresa la vita dei figli. Teresa (Cristiana Capotondi) andrà sposa contro la sua volontà e Consalvo (Alessandro Preziosi) in perenne lotta col padre, finirà inevitabilmente per assomigliargli. Tutto intorno si dipana un mondo fatto di inganni, rancori, tradimenti e sotterfugi, che fa da sfondo all'ingresso della Sicilia nel nuovo stato italiano. La parte "storica" del racconto è di straordinaria e disarmante attualità, tanto che il regista, al termine ...

Le ragioni dell'aragosta (S. Guzzanti - Italia 2007) 26/09/2007

Ciascuno ha le sue ragioni.

Le ragioni dell'aragosta (S. Guzzanti - Italia 2007) Anche l'aragosta, pure se è rossa e sinistrosa, ha le sue ragione. Pure i pescatori di aragosta, che vedono calare vertiginosamente il pescato hanno ragioni da vendere. E allora bisogna mobilitarsi, fare qualcosa, tanto meglio se è quello che si sa fare. E' così che Sabina Guzzanti e alcuni dei protagonisti della fortunata stagione televisiva di "Avanzi" arrivano in Sardegna, a Su Pallosu, per sostenere la causa della locale cooperativa di pescatori d'aragosta. Cosa possono fare se non allestire uno spettacolo? Tra difficoltà logistiche, capricci d'attore, ricordi e nostalgie seguiamo la genesi dello spettacolo. La presenza tra i pescatori di aragoste di Usai, ex sindacalista e operaio Fiat, offre il pretesto per una riflessione su alcuni eventi dell'ultimo quarto di secolo, a partire dalla sconfitta sindacale degli anni ottanta culminata con la marcia dei quadri direttivi Fiat. A detta del regista, Sabina Guzzanti, che firma anche la sceneggiatura, "Le ragioni dell'aragosta è un esperimento sull'agire, sulla difficoltà di organizzarsi, di aggregare; è un discorso sulla frustrazione e il dubbio costante sull'utilità dell'azione e sulle strategie possibili." Ma è anche un film che gioca sul connubio reale/realistico e sulla difficoltà di discernere il vero dal verosimile. Lo spettacolo è stato realizzato veramente? Sono veramente spezzoni ripresi durante la preparazione, quelli che vediamo, con le dinamiche ed i conflitti che si sono realmente innescati? La nostra ...

Bartolini 22/09/2007

Un corriere rosso corsa

Bartolini Le mie esperienze con i corrieri non sono proprio entusiasmanti. Mi domando, ma è una domanda retorica, lo so, perchè debbano ostinarsi a passare in orari in cui, di solito, in casa non c'è nessuno. Non sarebbe possibile fare consegne per fasce orarie? Uno sceglie la fascia oraria per la consegna in modo da essere a casa per ritirare il pacco, il corriere evita di fare più giri risparmiando e magari, che so', mette anche un supplemento per la fascia preserale, che potrebbe essere quella più richiesta, guadagnandoci pure. Però non ho ancora trovato nessuno che lo faccia ... Alle 10:30 del mattino, come fanno a pensare che ci sia qualcuno a casa? I ragazzi sono a scuola, gli adulti al lavoro, le casalinghe a far la spesa ... solo se in famiglia c'è un pensionato, a cui però devono aver intimato di non uscire e di aspettare il corriere, altrimenti hanno sempre qualcosa di improrogabile da fare fuori casa, si può sperare di consegnare. Ma il corriere Bartolini passa alle 10.30 e lascia un bigliettino in cui c'è scritto che "Un nuovo tentativo di consegna verrà effettuato il giorno lavorativo successivo, indicativamente alla stessa ora". Ma come? Alla stessa ora? Non pensano che si otterrà lo stesso risultato? No, così fan tutti ... A differenza degli altri, il corriere Bartolini lascia un avviso che "non è valido per il ritiro della merce presso il ns. magazzino" e sul quale non c'è nessun riferimento utile per tentare un "tracking" del pacco via Internet. Un ...

Sicko (M. Moore - USA 2007) 15/09/2007

Dica 33

Sicko (M. Moore - USA 2007) Il nuovo film di Michael Moore tocca un tema importante quanto dibattuto: il sistema sanitario americano. Tema già toccato da altre pellicole (ricordiamo ad esempio "John Q" con Denzel Washington, padre la cui assicurazione non copre le spese per il trapianto di cuore del figlio) e che viene affrontato da Moore con il suo "consueto" approccio: pezzi di repertorio, stralci di interviste, storie vere e qualche colpo a sorpresa. L'America è un grande paese, pare essere l'assunto, ma allora perchè ha uno tra i peggiori sistemi sanitari? L'origine del male viene fatta risalire a Nixon e al suo progetto di riforma sanitaria che di fatto ha consegnato la salute dei cittadini americani nelle mani delle compagnie di assicurazione. Da lì in avanti nessuno è riuscito a cambiare le cose, neppure Hillary Clinton, che ai tempi della presidenza del marito aveva fatto dell'assistenza pubblica uno dei suoi cavalli di battaglia; ora la signora tace, ma pare che le compagnie assicurative compaiano tra i sostenitori della sua campagna. Forse, come insegnava un imperatore romano, davanti ai soldi non è necessario tapparsi il naso ma la bocca. Ma che le grandi compagnie che stipulano polizze sanitarie abbiano a cuore più gli utili che la cura degli assicurati lo provano le tante storie raccolte dal regista per la preparazione del film: alcune ci vengono raccontate direttamente dai protagonisti e non sono storie a lieto fine. Avere una polizza sanitaria non è una sicurezza, perchè in caso ...

Nikon D80 05/08/2007

Nikonisti si resta

Nikon D80 Non è facile scrivere qualcosa di interessante su questa fotocamera, di cui si può già leggere molto: elencarne le caratteristiche o sciorinare le specifiche tecniche, tutte informazioni reperibili ovunque, a partire dal sito del distributore italiano, Nital.it, non credo sia utile. Cosa deve sapere chi ha messo tra i possibili acquisti questa macchina? Credo sia, prima di tutto, necessario chiedersi cosa si vuole fare, che tipo di foto si vuole realizzare e in che condizioni. Il peso (circa 600 grammi senza obiettivi) e l’ingombro (necessità di avere almeno uno o due zoom al seguito per coprire una buona escursione focale) possono essere un deterrente per molti, a partire da chi cerca di infilarla in uno zaino. A chi ama essere libero da fardelli (l’inevitabile borsa fotografica, per piccola che sia) è consigliabile dotarsi di una digitale compatta o di una bridge-camera. Le compatte digitali stanno raggiungendo livelli di eccellenza: penso ad esempio alla Nikon Coolpix S10, che grazie all’obiettivo decentrato e rotante sfoggia un’ottica 10x stabilizzata con dimensioni paragonabili a quelle di “sigarette più accendino”. Le bridge-camera, invece, hanno ingombri leggermente superiori, ma permettono al fotografo di intervenire in fase di ripresa (dal manuale completo alla priorità di tempi e diaframmi) e vantano ottiche di tutto rispetto (Sony monta Zeiss e Panasonic Leica). A chi è destinata, dunque, la D80? A mio parere si indirizza principalmente a chi già ...

7 km da Gerusalemme(Claudio Malaponti - Italia 2006) 30/07/2007

Lungo la strada di Emmaus

7 km da Gerusalemme(Claudio Malaponti - Italia 2006) Sette chilometri da Gerusalemme, la via per Emmaus. Cosa ci fa un pubblicitario italiano, quarantatreenne, in crisi esistenziale, su quella strada? Forse è alla ricerca di qualcosa, che neppure lui conosce, ma sono troppe le coincidenze, gli strani accadimenti che lo hanno condotto laggiù. Poi c'è il deserto: quando intorno a te non c'è niente, il vuoto, allora pezzi della tua vita, troppo compressi, possono esplodere senza preavviso. Ginevra, Sara, Francesca, Marta… viste così, in retrospettiva, possono sembrare parabole moderne: la vacuità del successo, la sofferenza, la malattia, ma sono persone, persone che hanno incrociato la loro vita con la tua, come ha fatto Lui. Sulla strada per Emmaus si fanno incontri particolari, da sempre. Ma il difficile è discernere, comprendere se si tratta di un incontro reale o di una proiezione della tua mente. E Lui non ti aiuta, no: troppo perfetto, esattamente come dovrebbe essere. Eppure tu lavori in pubblicità, sai quanto sia importante l'immagine. "Chi sei?". E' la domanda che resterà senza una risposta chiara, fino alla fine. Tratto dal romanzo omonimo di Pino Farinotti, edizioni San Paolo, il film avrebbe meritato una distribuzione più incisiva ed una attenzione maggiore. Attenzione che ha ottenuto all'estero, prima produzione italiana ad ottenere il permesso di girare in Siria. La storia è piaciuta al Gran Muftì della Siria, che ha autorizzato le riprese. Anche a me la storia è piaciuta, complice il fascino dei ...

Con la L 18/06/2007

Ladro di immagini

Con la  L Non è da me, lo so. Ma concedetemelo, per una volta. Pare inevitabile, oggi, confessarsi in pubblico: la nostra è un'epoca in cui ciò che veniva sussurrato all'orecchio va urlato e quello che andrebbe denunciato è taciuto. Non pensiate che sia semplice, che non mi costi dirlo, ma devo farlo, anche perchè qualcuno già comincia a sospettare. Bene, ve lo dirò: io sono un ladro. Sì, avete capito bene. Io sono un ladro. Aspettate, prima di giudicarmi, trattenete per un istante gli sguardi accusatori e lasciatemi finire. No, il lavoro non c'entra. Ci sarebbe troppa concorrenza: veri professionisti siedono, a volte, proprio nei consigli di amministrazione. Forse la cosa risulterà più chiara spiegando come accade ... e quando. Avete presente le mattine di mercato? Tutti siamo stati al mercato settimanale, almeno da semplici curiosi. Ci sono quelle bancarelle piene di oggetti, di cose colorate, in pieno sole, con quelle mani frenetiche che le toccano, le saggiano, le provano. In quei momenti, io proprio non resisto. Oppure ... ecco sì ... ai passaggi di stagione, quando l'estate succede alla primavera o l'autunno lascia il posto all'inverno. Capita, in quei momenti, che la luce, al tramonto, abbia una vitalità particolare: una luce calda, colorata, intensa. Così forte che sembra non le basti rimanere confinata in uno solo dei cinque sensi: pare quasi di sentirne il profumo, il sapore. Ecco, quando c'è questa luce, che diventa una liquida cascata di rosolio, io proprio non ce ...

Centochiodi (E. Olmi - Ita 2007) 06/06/2007

Intorno scorre il fiume

Centochiodi (E. Olmi - Ita 2007) Se, come ha affermato in una intervista, questo è per Olmi l'ultimo film di mesa in scena, allora è giusto, come accade, che ci troviamo dentro molto del suo cinema. C'è lo stupore e l'attenzione per la natura che ci riportano a "Il segreto del bosco vecchio", c'è la fotografia del figlio che coglie la poesia di brume e nebbie come "Il mestiere delle armi", c'è il dramma personale di un uomo tormentato che richiama "La leggenda del santo bevitore" e così a seguire. Ma c'è soprattuto lui, "il grande fiume", con la sua gente, una pluralità di esemplari unici, a dominare la scena. E' una presenza talmente forte e vitale che l'espediente narrativo dei libri inchiodati, da cui la storia prende avvio, sembra diventare marginale e se non venisse ripreso nel finale, con il dettaglio dei grossi chiodi da capriata che trafiggono i preziosi volumi (scena sconsigliata ai bibliofili) finiremmo quasi per dimenticarcene. Lungo le rive del fiume aleggia un incantesimo capace di estrarre la natura degli uomini per quanto profondamente essi l'abbiano occultata: così chi fatica ad esprimersi a parole può farlo coi pennelli e chi ha speso una vita per le parole riesce per la prima volta a vederne la concretezza. Il "professorino" fugge da un mondo di speculazioni intellettuali: tutte le parole del mondo non riescono a lenire il dolore. Fugge dall'inganno dei libri ("Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico") e si ferma in una casa diroccata in riva al fiume. Novello S. ...

Pedavena 29/03/2007

Pedavena, una storia italiana

Pedavena Ogni volta che sullo scaffale del supermercato vedo una bottiglia di birra Pedavena sorrido compiaciuto e... la compro. Non è facile trovarla, ma alla Coop Nordest, così come in altre cooperative del gruppo Coop, è possibile acquistare bottiglie da 50 cl di questa birra "di montagna". E' una birra chiara, dal gusto equilibrato e rotondo, con sentori di liquirizia. Non voglio fare l'intenditore, non mi compete, aggiungo solamente che è una birra che ha personalità e al palato non si presenta scialba come, giusto per fare un esempio, la Heineken. E' una birra che ha una storia, una storia italiana che, una volta tanto, ha un lieto fine. Pedavena è un comune di montagna, poco più di 4000 abitanti, posto in provincia di Belluno, alle pendici del monte Avena (lo dice il nome stesso). Qua, nel 1897, sorse una fabbrica che sfruttava l'acqua di montagna per produrre birra per il Triveneto: "Non a caso, i fondatori della Pedavena scelsero, fra tantissimi, proprio il paesino ai piedi del grande Monte Avena: salubre, ricco di pure acque sorgive" si legge nel fascicolo di presentazione della birra. Heineken, dicevamo: è il 1974 e la multinazionale olandese acquista il gruppo Birra Dreher di cui lo stabilimento bellunese fa parte. Non si parla ancora di "globalizzazione" nel '74, ma nel 2004 sì : piomba come un macigno la decisione di Heineken di chiudere lo stabilimento. Uno stabilimento produttivo, che però viene sacrificato alle logiche della concentrazione finalizzata alla ...

Con la A 10/03/2007

Attenzione: Skype nuoce gravemente alle patate.

Con la  A State pensando si installare un sistema di comunicazione che sfrutti le potenzialità della rete e l'economicità delle connessioni flat? Se la vostra risposta è affermativa, bisogna che consideriate, assieme ai molti vantaggi, anche gli inconvenienti che una scelta di questo tipo comporta. Alcuni potreste giudicarli irrilevanti, alquanto improbabili, paragonabili, come possibilità di realizzarsi, ad un allineamento planetario. Ma vi prego di fare attenzione, perchè anche l'allineamento planetario ogni tanto si verifica ... Skype, ad esempio, è cronaca di questi giorni, nuoce gravemente alle patate. Ad onor del vero, non si tratta di un rapporto causa-effetto diretto, che coinvolge indistintamente i possessori del collegamento. Bisogna, affinchè accada, che ci sia la concomitanza di alcuni fattori. Bisogna innanzitutto disporre, oltre che del programma incriminato, installato e funzionante, di una madre sensibile ai richiami dell'economia domestica, che non si lasci (e come potrebbe?) sfuggire l'occasione di acquistare buone, sane ed economiche patate direttamente dal produttore, con tutte le certezze di qualità e risparmio del caso. Un acquisto vantaggioso, indubbiamente, non fosse che la quantità trattata eccede di gran lunga il consumo annuale del pregiato tubero. E la patata, per quanto mansueta, non ha le stesse caratteristiche, in termini di deperibilità e durata, di, a titolo puramente esemplificativo, un rotolo di carta igienica. Quest'ultimo se ne sta ...

I tre giorni del Condor 26/02/2007

La lezione di Turner

I tre giorni del Condor Non si sente il rumore delle rotative. No, non è questa la colonna sonora che accompagna le ultime scene del film, ma le note di un coro del Salvation Army. Non c'è neppure la voce di Humphrey Bogart che pronuncia la fatidica frase: "Questa è la stampa, bellezza". Non sappiamo se la verità di Joe Turner uscirà mai sulle pagine del New York Times o se la Compagnia riuscirà a bloccare tutto. Non lo sappiamo, ma il pessimismo è quasi obbligatorio. Rober Redford è Joe Turner, nome in codice Condor, brillante, giovane, anticonformista, lettore di libri, impiegato presso l'istituto letterario di New York. Leggere è il suo lavoro, leggere libri di ogni genere e cercare: indizi, collegamenti, congetture, ogni traccia di possibili o ipotetiche minacce, tutto finisce in un rapporto da inviare alla Compagnia, la CIA. E' in ritardo e non è ligio ai regolamenti, Turner. Non dovrebbe usare l'uscita secondaria, che porta discretamente ad un dedalo di vicoli, ma fuori piove e così ci si bagna meno. E' il suo turno per andare a comprare la colazione, ma sfortunatamente piove. Non tutte le sfortune, però, vengono per nuocere … "I tre giorni del condor" è un film del 1975, ma se sorvoliamo sulla tecnologia da "modernariato" che sfoggia (computer e apparati telefonici più elettromeccanici che elettronici) è estremamente attuale. A volte per capire l'economia, quella concreta e non le teorie di contorno create per confondere più che per comprendere, un film è più utile di complesse ...
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