Isola Bella, Taormina

Immagini della community

Isola Bella, Taormina

> Vedi le caratteristiche

100% positiva

1 opinioni degli utenti

La tua offerte non ha dato alcun risultato

Opinione su "Isola Bella, Taormina"

pubblicata 19/03/2017 | marta01
Iscritto da : 26/09/2016
Opinioni : 39
Fiducie ricevute : 90
Su di me :
Ottimo
Vantaggi Bellezza
Svantaggi Nessuno
Eccellente
Qualità
Rapporto qualità prezzo
Collocazione
Orari di apertura
Interesse

"Quando l'intervento umano sposa la magnificenza della Natura..."

Isola Bella, Taormina

Isola Bella, Taormina

'''Quello che si vede è uno spettacolo di cui non ha l’eguale né Napoli, né Rio de Janeiro, né Costantinopoli. Sotto, la piccola città ridente, che si stende ad arco fra i mandorli, gli aranci, i cactus, i pini; a tergo della città, un semicerchio di monti che slanciano al cielo i vertici rocciosi coronati di castelli e villaggi; più in là l’Etna enorme, col capo bianco tinto di rosa, che sovrasta il mar Jonio, e par che s’avanzi per immergervi il fianco; a destra e a sinistra quasi tutta la costa orientale della Sicilia. E questa doppia immensa fuga di seni, di promontori, di boschi, di paesi, di giardini ride sopra la bellezza di un mare e sotto la bellezza di un cielo di cui non può dare idea la parola umana. Credo poco all'inferno, ma credo al paradiso, perché l’ho visto ed è questo'''.

Il paradiso di cui parlava Edmondo De Amicis è rappresentato da Taormina e dallo spettacolo naturale su cui questa perla si innesta, arroccata su un monte a strapiombo sul mare la cui vista panoramica spazia sul litorale jonico fino a Siracusa, e, nelle giornate particolarmente limpide, persino alla costa calabrese, oltre a costituire un privilegiato belvedere sul pennacchio fumante dell’Etna che digrada verso le acque blu.

Potrei far notte a riportare i commenti che, di Taormina e della sua bellezza, hanno fatto artisti e letterati, dal momento che essa è stata meta ambita per la sua magnifica posizione geografica, per il suo clima mite e per le splendide testimonianze della storia archeologica greco-romana tra le quali, il più noto Teatro Antico, icona di Taormina nel mondo intero.

Ma Taormina non attrasse solo artisti e intellettuali dal momento che il mito della “movida” taorminese, a partire dalla Belle Époque , farà presto il giro dei salotti del mondo e costituirà un seducente richiamo per reali e zar, celebrità del jet set internazionale, personalità della politica e nababbi provenienti da tutto il pianeta.
La dolce vita taorminese farà persino arrossire i frequentatori dell’internazionale Capri a causa dei suoi “cenacoli” dove l’incontro di intellettuali e artisti lasciava spesso spazio agli “spettacoli” di efebi e ancelle locali che, abilmente testimoniati da più grande fotografo del Novecento, il barone Wilhelm von Gloeden , fecero apparizione nei salotti mondani dell’epoca rappresentando Taormina come l’incarnazione del mito di Arcadia.
La perla del Mediterraneo vedrà così apparire, nel tempo, sulla sua “scena” da Goethe e Maupassant a Nietzsche (che qui iniziò la stesura del suo Così parlò Zarathustra ), dagli zar Nicola I e Nicola II al Kaiser Guglielmo II di Germania, ai reali di Inghilterra, Danimarca e Svezia, da Sigmund Freud e Gustav Klimt a Gabriele D’Annunzio e Jean Cocteau, e ancora Truman Capote, Tennessee Williams, Romy Schneider, Greta Garbo e Liz Taylor (giusto per citarne alcuni) in un ininterrotto andirivieni di vip che non ha mai avuto termine e le cui testimonianze fotografiche continuano ad adornare i più rinomati caffè o le hall degli hotel degli orgogliosi imprenditori locali.
Quando le trame di corte si trasformano nella creazione di un mito

Delle personalità che hanno fatto la loro apparizione a Taormina ve n’è una alla quale il suo splendore è legato a doppio filo e che ha contribuito a fare di questa splendida località il mito che conosciamo.
Lady Florence Trevelyan (parente della regina Vittoria), rimasta presto orfana, era stata accolta a corte come una figlia dalla regina con la quale condivideva la sua grandissima passione per la botanica e l’ornitologia.
Ma quando i pettegolezzi di corte sulla vera o presunta relazione adulterina tra Florence e il primogenito di Vittoria, il principe ereditario Edoardo (futuro re Edoardo VII, nonché marito di Alessandra di Danimarca) cominciarono a farsi pressanti, la regina preferì allontanare Florence per evitare lo scandalo che l’Inghilterra puritana non avrebbe tollerato.
Florence fu esiliata con la dote di un considerevole vitalizio regio che le avrebbe consentito di scegliere di stabilirsi ovunque volesse. E lei decise di ritornare a Taormina che aveva conosciuto durante un viaggio in Italia, e di cui non aveva più dimenticato l'incanto, dove nel 1884 si stabilì fino alla fine dei suoi giorni.

Lady Florence Trevelyan, che frattanto aveva sposato il facoltoso primo cittadino di Taormina, era affascinata dalla macchia mediterranea e ammirata dai colori della natura siciliana ma, forte della sua esperienza dei giardini inglesi e scozzesi della corona, iniziò un’intensa operazione di restyling acquistando interi appezzamenti di terreno nel ripido pendio della montagna, sotto le mura della città, che vennero terrazzati e nei quali fece trapiantare fiori e piante esotiche.
Ai carrubbi, mandorli e ulivi del luogo si aggiunsero quindi araucarie calliandre e alberi e piante provenienti dall'emisfero australe che trasformarono quei terreni impervi in giardini lussureggianti dal mix esotico-mediterraneo di rara bellezza nei quali lady Florence fece realizzare anche statue e stranissime strutture con mattoni colorati, pietra, e vari materiali di recupero (tubi metallici, stoffe, tegole) destinate a costituire un riparo dalla calura estiva per i suoi momenti di relax o per ospitare gli amici in visita.
Già, perché la residenza della nobildonna divenne luogo di frequentazione di amici aristocratici (non soltanto inglesi) che ebbero modo di conoscere lo splendore del luogo e di sponsorizzarlo ben oltre i confini del Belpaese. Tra di essi, il barone Wilhelm von Gloeden che a Taormina (nella quale si stabilirà per diversi anni) diverrà ben presto noto per le sue feste libertine la cui eco (insieme alle sue fotografie) farà ben presto il giro dei salotti del “bel mondo” europeo.

La intensa mondanità che fece seguito all'arrivo di Lady Trevelyan e al suo andirivieni di ospiti che in breve si decuplicarono, grazie al passaparola, mise in moto un processo che, nel volgere di pochi anni, trasformò il volto di Taormina nella quale, all'unico storico albergo esistente, si affiancarono nuove strutture ricettive destinate ad accogliere questo inarrestabile (quanto improvviso e inaspettato) turismo d’elite.

Alla originaria vocazione del luogo, i cui abitanti erano prevalentemente dediti alla pastorizia e alla pesca, si sostituì una nuova propensione all'accoglienza che diverrà, negli anni seguenti, il marchio di fabbrica della cittadina e che comporterà la realizzazione di nuove strade (che presero il posto degli inospitali sentieri di montagna) oltre al recupero dei beni archeologici sino a quel momento totalmente abbandonati all’incuria.
Complice pure l’intensa attività del marito di lady Florence, il prof. Salvatore Cacciola, uomo colto e sindaco illuminato di Taormina per un ventennio.

Parte dell’enorme parco realizzato da Lady Trevelyan, ereditato alla sua morte dal marito, è stato da lui lasciato in dono al Comune di Taormina e costituisce oggi il suo esotico giardino pubblico.
Così come, dopo diversi passaggi di proprietà, rappresenta oggi bene pubblico della città di Taormina la splendida Isola Bella, frutto anch'essa di una intensa attività di recupero di Lady Trevelyan che trasformò lo spoglio “scoglio di Santo Stefano” nel bellissimo isolotto, onore e vanto della città e della Sicilia tutta, nel mondo.

ISOLA BELLA

Isola Bella è un isola a pochi metri dalla costa taorminese, incastonata all'interno di una insenatura delimitata dai promontori di Capo Sant’Andrea e Capo Taormina e adagiata su un mare blu dalle acque cristalline.
Vicinissima alla spiaggia di sassolini bianchi alla quale, durante la bassa marea, è collegata da una striscia di terra tanto da diventarne una prosecuzione, essa si erge fino a un’altezza massima di 33 metri sul livello del mare e ha un carattere assai aspro e rocce molto frastagliate soprattutto nella parte bassa in cui è lambita dalle acque.
Il clima della zona ha favorito, nei secoli, la crescita spontanea di piante e arbusti, tipici della zona (alcuni dei quali endemici, che è possibile rinvenire esclusivamente sull'isola) oltre alla localizzazione di una fauna, soprattutto aviaria, della quale si possono ammirare i tipici uccelli marini nonché quelli propri delle zone rupestri che è frequente vedere alzarsi in volo o planare sulle sue rocce.

Ad un’amante delle piante e degli uccelli, quale era Lady Trevelyan, non poté di certo sfuggire la magnificenza di questo sito naturale, dal quale godere di una meravigliosa vista sull'intera costa taorminese, che la nobildonna acquistò dedicandovi le sue energie perché diventasse una rigogliosa oasi.

Isola bella, nelle sue mani, vide rinfoltire la vegetazione spontanea con nuove specie esotiche che hanno, nel tempo, creato un proprio micro-ambiente adatto alle specie inserite E, soprattutto, divenne il luogo nel quale Florence importò e allevò uccelli di varie specie per i quali ricreare habitat ideali affinché questi potessero nidificare e divenire parte della fauna locale.
Qui, Lady Trevelyan, costruì una casa perfettamente mimetizzata tra le rocce e la vegetazione, nella quale recarsi per dedicarsi alle sue letture e alla sua amata pittura. Ad essa conducono sentieri fiancheggiati da piante e fiori con “balconi” in pietra affacciati sul mare che permettono una vista indescrivibile sull'isola e sull'intero circondario.
E fu durante un’amena conversazione con l’amico barone Wihelm Von Gloden, tra i più grandi estimatori dell’isola, che nacque il nome “Isola Bella” che da allora identifica l’isolotto di Santo Stefano.

Isola Bella, oggi

Alla morte di lady Trevelyan Isola Bella fu venduta dagli eredi e, prima di essere acquisita nel 1990 al patrimonio del Comune di Taormina, essa è passata di mano in mano ai privati tra i quali imprenditori locali, i Bosurgi, che costruirono una ricca villa la cui realizzazione fu (grazie al cielo) totalmente rispettosa del contesto e fece sì che essa si incastonasse nell'ambiente circostante senza deturparlo.
La villa è difatti poco visibile, mimetizzata com'è tra le ripide rocce calcaree e tra la folta vegetazione dell’isola ed è composta da una serie di padiglioni indipendenti realizzati su più livelli i quali sono collegati da tutta una serie di scalinate interne ed esterne costruite interamente in pietra. Ciascun padiglione gode di terrazzamenti ricchi di piante e fiori e di ulivi per realizzare spazi ombreggiati lungo i sentieri e nei belvedere.
I sentieri per condurre alla villa ricavati nella roccia dagli abili costruttori rappresentano il bellissimo percorso che permette oggi ai visitatori dell’isola di giungere alla sua sommità, superando le asperità naturali, lungo incantevoli percorsi panoramici che affacciano sulla Baia di Taormina.



Affidata alle cure del WWF, prima, e del centro di tutela ambientale dell'Università di Catania, poi, Isola Bella è stata dichiarata, nel 1984, sito di rilevante interesse storico e artistico (e sottoposto allo specifica disciplina di tutela) e dal 1987 essa fa parte della omonima Riserva Naturale Orientata.
Ed ancora (e unitamente ai fondali che circondano l’isola) essa è stata dichiarata Sito di Interesse Comunitario oltre ad essere in lizza per la dichiarazione di bene “patrimonio mondiale dell’umanità”.

Museo Regionale Naturalistico di Isola Bella

Nel 2011 l’sola è stata finalmente resa disponibile alla fruizione dei visitatori i quali, pagando un biglietto di 4 euro ( 2 euro il biglietto ridotto), possono accedere in piccoli gruppetti all'isola, tutti i giorni (eccetto il lunedì) dalle 9.00 fino a un’ora prima del tramonto, e seguire un percorso naturalistico che culmina nella visita alla Villa Caronia (nome dell’ultimo proprietario di Villa Bosurgi) la quale, acquistata dalla Regione Sicilia e sottoposta ad un'imponente operazione di restauro, è considerata parte integrante del Museo Regionale Naturalistico di Isola Bella.
Come raggiungere Isola Bella

Si accede ad Isola Bella scendendo una lunga scalinata che, da un belvedere sulla via Nazionale (strada statale 114), conduce all'omonima spiaggia antistante l’isola.
La spiaggia di Isola Bella è essa stessa gettonatissima meta dei bagnanti che adorano immergersi in quelle limpidissime acque blu godendo della spettacolare vista dell’isola e fruendo, se vogliono, dei servizi di ombrelloni e lettini, bar e ristorante che occupano una parte della spiaggia.

Ma per quanti alloggiassero proprio al centro del paese di Taormina, sul monte che domina il litorale, è possibile fruire di un servizio di teleferica che, in soli tre minuti di percorso panoramicissimo, permette di essere trasportati dalla montagna alla spiaggia di Mazzarò (confinante con quella di Isola Bella) e raggiungere il belvedere per l’accesso alla spiaggia di Isola Bella, distante appena 200 metri.

Ed è infine possibile scoprire Isola Bella arrivando dal mare, grazie alle innumerevoli possibilità di gite turistiche in barca lungo un percorso che permette, tra l’altro, di scoprire le splendide grotte alla base di Capo Taormina (il promontorio che delimita l’insenatura), paradiso dei sub e degli amanti dello snorkeling ma anche di quanti vogliano fare un tuffo al largo con gli occhi colmi della vista delle meraviglie di Isola Bella e dell’intera baia.

****************************************************************************************************************
Adoro Isola Bella alla quale lego tantissimi ricordi di serate trascorse in spiaggia con gli amici o col filarino e nella quale non manco di fare una puntatina almeno una volta durante la bella stagione.
Nonostante la spiaggia accolga baretti e ristoranti non si ha mai l'impressione di trovarsi in un carnaio ad uso e consumo dei turisti nel quale son pronti a spennarti anche per l'aria che respiri, come accade spesso in luoghi ad alta densità turistica.
Preferisco ad ogni modo, e di gran lunga, frequentarla all'inizio o alla fine della stagione balneare quando il turismo è meno intenso e quel luogo riacquista una dimensione assai più godibile e rigenerante permettendomi di godere della sua magia in totale rilassatezza.

p.s. le foto di Villa Caronia, nel corpo del testo, sono attinte dal web.

Valutazione della community

Questa opinione è stata letta 514 volte e valutata
94% :
> Capire la valutazione di quest’Opinione
Eccellente

La tua valutazione su questa opinione

Commenti su questa Opinione

  • Ciobin pubblicata 04/05/2017
    eccellente
  • mrforni pubblicata 27/04/2017
    eccellente
  • tessa55 pubblicata 21/04/2017
    Una meta bellissima e interessante!
  • Sei d’accordo con quest’Opinione? Hai qualche domanda? Effettua il log-in con il tuo account Ciao per poter lasciare un commento all’autore Connettersi

Informazioni sul prodotto : Isola Bella, Taormina

Descrizione del fabbricante del prodotto

Ciao

Su Ciao da: 14/03/2017