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Opinione

per Kill Bill Vol. 2 (Q.Tarantino)
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5 Stelle Pastiche d'Eroina Vol.2 (…e l'AMORE è la sua lama) Opinioni con immagini
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Raccomandato: Si

Vantaggi Tutti quelli del Vol. 1, con l'aggiunta di tutta l'amara dolcezza della vita e della morte: dite che basta come vantaggio?

Svantaggi Eh, svantaggi…forse che non ce ne sarà un altro uguale, speriamo (?)

Dettagli

Genere fantasy
Età minima per tutti
Regia ottima
Attori geniali
Sceneggiatura ottima
Colonna Sonora da comprare!
Qualità Video (DVD):
continua

L'autore

brest Dal 7 feb 2001

Cliccando su 'biglietto da visita', potete fare la conoscenza di mio figlio. continua

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Attenzione: opinione lunghetta. Ah, e contiene elementi della trama che i fanatici del no-ti-prego-non-dirmi-niente-sennò-poi-n​on-mi-gusto-più-il-film dovrebbero avere la saggezza di evitare di leggere.

Alla Lista della Sposa mancano tre croci: dopo aver chiuso i conti con Vernita Green-Vivica Fox e O-Ren Ishii-Lucy Liu (e averne orrendamente mutilato l'algida assistente francofona Sofie Fatale-Julie Dreyfus), Black Mamba (Uma Thurman) si mette sulle tracce di Budd (Michael Madsen) e Elle Driver (Daryl Hannah), l'uno nel frattempo degradato da Vipera Mortale a buttafuori fallito, l'altra sempre avida e velenosa come un crotalo monoculare.
Grazie all'ottuso sadismo dei due, al prodigioso kung-fu del maestro Pai Mei (Chia Hui Liu) appreso anni prima con un noviziato lungo e dolorosissimo, e infine anche a un'abbondante gettata di puro culo, The Bride se ne sbarazza e punta dritto al suo ex-capo/amante/maestro/narratore/ammalia​tore Bill (David Carradine), fortificato in una faraonica hacienda messicana ma in fiduciosa attesa dell'arrivo della vendicatrice.
Quando la Sposa giunge da lui, bang bang, la sorpresa la tramortisce e la riporta in vita, la vita la riporta al suo cammino incompiuto, la sua missione compiuta le consegna un ruolo e un volto completamente nuovi e lontani dalla solitudine nella quale l'avventura era iniziata…

Abbiamo dovuto aspettare almeno due mesi in più di quanto inizialmente annunciato (la Miramax prevedeva la distribuzione internazionale a febbraio, ma qualcosa mi dice che la scelta di ritardarla abbia a che fare con la candidatura all'Oscar 2005), ma ora, anche auto-censurandomi per evitare di far sembrare questa opinione un'eiaculazione precoce, posso dirlo: avrei aspettato tutta la vita, pur di vedere QUESTO film.

Già Leia Skywalker e Kandara hanno prodotto scritti diversamente eccelsi sul secondo attesissimo capitolo di "Kill Bill", parto Tarantiniano dal minutaggio totale che segna sul cronometro 247, durata di una sorta di sogno che prende due notti consecutive ma distinte, nelle quali il linguaggio è lo stesso ma il tono è diverso: urla e strepiti nel primo volume, sussurri e ragionamenti nel secondo, questo.
Tenterei, dunque, di minimizzare quanto più possibile la lunghezza e la superfluità di queste righe: tutti i meriti eminentemente cinematografici del Vol. 1 si ripetono qui alla stessa identica maniera (contaminazioni, ritmo, accompagnamenti musicali ecc.), e il modus operandi del Tarantino regista si conferma il complemento ideale alla roboante genialità del Tarantino sceneggiatore. Quentin può costruire incastri narrativi, rimandi e incroci temporali; può inchiodarci al freno sarcastico di digressioni raffinate, pastose; può ingannare l'attesa e noi mentre uno dei suoi killer spietati monologa sul massaggio dei piedi o sulla differenza tra Superman e l'Uomo Ragno. Può fare tutto questo come un prestigiatore della celluloide, ma nel farlo rispetterà sempre il plot, i personaggi e soprattutto noi, la moltitudine del pubblico: Quentin, come se fosse stato plasmato dai dettami etici di una facoltà di giornalismo invece che dalle ciarpami piramidi di una videoteca di Babele, ci dice sempre il 'cosa', ci specifica il 'chi', chi ricorda il 'quando', e tutto questo solo affinché noi possiamo apprezzare pienamente prima il 'come' e poi, alla fine, il 'perché'.
La scena in cui la Sposa evade dalla tomba di Paula Schulz è da libro di testo, in questo senso: lei viene apparentemente sconfitta da Budd e sepolta viva sotto tre metri di terra fresca dentro una bara lignea dal coperchio inchiodato. Il suo terrore apre il sipario al flash-back di quando si ritirò in Cina ad apprendere le più raffinate arti marziali dal severo maestro Pai Mei: assistiamo alla fatica, al dolore, al prezzo della più ferrea disciplina; la vediamo fracassarsi le nocche sanguinolente su una barriera di mogano (che naturalmente il maestro sfonda come polistirolo) colpita a ripetizione da pochi centimetri di distanza, e farsi tanto male da non riuscire a mangiare con le bacchette per il riso se non al prezzo di fallimenti e lacrime; la vediamo imparare.
Così, quando torniamo al buio presente della bara sotterrata, quando vediamo la Sposa divincolarsi fino a liberare mani e piedi e quando la vediamo finalmente accingersi a martellare col pugno della mano nuda il suo tetto di legno, mentre sale la musica vorremmo quasi esultare calcisticamente all'esito immancabile di quella perfetta e logica sequenza di motivazioni, azioni e reazioni. La Sposa è libera, e noi siamo pronti a seguirla in qualunque vendetta, trasportati dalla pienezza ruggente della sua storicizzata e compresa invincibilità.

"Kill Bill: Volume Two" chiude un bel cerchio e restituisce alle schiere di devoti un'icona della fiction tele-orientaleggiante come il vecchio David Carradine (qui solfeggia anche l'indimenticabile flauto di bambù appartenuto al letale vagabondo del serial tv "Kung-Fu"): beh, non vedrete più sul grande schermo un sessantasettenne così sexy, un incantatore di serpenti esplorato così da vicino dall'obbiettivo (il viso, le mani, le spalle) e al tempo stesso così distaccato e preciso nei gesti, così millesimato nella distribuzione del timbro vocale (so per certo che il doppiatore italiano ha imitato la cadenza originale della voce di Carradine), e non vi dispiacerà mai così tanto la morte di un personaggio tenero come l'acciaio e crudele come un bambino, che fino alla fine crederemmo solo una bellissima incarnazione del Male se non fosse per l'ingresso sulla scena di B.B., creaturina che unisce i nomi dei genitori (Bill + Beatrix: come sarebbe a dire 'chi è Beatrix?') e li separa per sempre facendo fare alla loro storia di coppia la fine del pesciolino rosso appoggiato sul tappeto della cameretta. E poi schiacciato.

La saga di "Kill Bill" ribadisce che la drammaturgia di Quentin Tarantino si fonda sull'unica morale che solo predicando male sempre si può ogni tanto razzolare bene, e che il peggior malvagio del mondo potrà salvarti, almeno per quattro ore, dalla assoluta mancanza di stile e di fluido montaggio che ci aggredirà fatalmente, una volta usciti dal cinema: fuori, nella vita normale, dove le frasi perfette ti vengono in mente sempre troppo tardi. O mai, perché ormai le pensa le scrive e le fa pronunciare ai suoi carnali supereroi di carta solo Quentin Tarantino, ultimo poeta del secolo.

Volevo anch'io imitare la classe di Quentin, e avevo preparato un bel titolo d'opinione in due puntate, di cui il primo è stato "Pastiche d'Eroina Vol.1 (Il Cinema è una spada…)".
La seconda parte era già pronta, e doveva essere "Pastiche d'Eroina Vol.2 (…e la luce è la sua lama)". Fico, eh? Magari, se mi avesse punto vaghezza, avrei messo "…e Quentin è la sua lama", oppure "…e Uma è la sua lama". Cose così.
Invece mi devo proprio arrendere, braccia sfinite lungo i fianchi e respiro grosso: mi devo arrendere. E' l'AMORE la sua lama. L'amore. Solo un atto d'amore produce un film di morti ammazzati e di vendette che si chiude con il sorriso di una mamma che salva la sua bambina innocente; solo per un atto d'amore un regista di grande talento cuce addosso alla sua compagna un'opera che si vorrebbe non aver visto mai per poterla sempre rivedere una prima volta (nemmeno Arthur Miller con Marilyn o Roberto Rossellini con Ingrid Bergman ci riuscirono, ma prometto di fare lo stesso controllo per tutte le altre famose coppie pigmalione-stella del cinema), e goderne e gorgogliare e contorcersi sulla poltrona del cinema posseduti dal puro piacere della contemplazione. Solo l'amore sa che per essere libera devi far esplodere il cuore di chi ti ama fino a ucciderti o morire.

Una parte di me spera che Q&U sfornino altri film di questa portata; troppa la bellezza, troppa la colata aurea di spettacolo primigenio e scalciante, troppo di tutto per non chiudere gli occhi e dire 'ancora'. L'altra parte di me, separata dalla prima da un colpo netto e affilato, vorrebbe invece che Tarantino si ritirasse in Tibet ad imparare qualche segreta secolare tecnica di combattimento con falangi dei mignoli dei piedi e peli delle narici, e lì se ne stesse in isolamento per l'eternità, così da non poter più rischiare che suoi successivi film, meno belli e necessari di questo, gli rovinino la media e guastino retroattivamente la deflagrante genuinità di "Kill Bill".

Consiglio il film ai viventi di ogni età, perché un giorno possa accadere…questo.

"(tosse) ..perché sei tornato? Solo questo voglio sapere. Dopo tutto questo tempo. Dopo tutto quello che hai sofferto per causa mia…"
"(pausa)…sì, avrei dovuto lasciarti a crepare in quel postaccio. Lo diceva anche la mamma, quando era ancora viva. Ma sai, proprio ieri ho visto un vecchio dvd con tuo nipote. Lo ha preso nel mucchio di quelli che da tanto tempo sono in soffitta, e per caso era 'Kill Bill'. L'abbiamo guardato insieme, sul divano verde -ricordi?- e solo allora mi è affiorato alla mente dove avevo già vissuto quella scena. TU mi avevi portato al cinema a vederlo. Esistevano ancora i cinema, tanto tempo fa. Eri stato tu, lo avevo visto piccolo abbracciato a te, emozionato e impaurito e divertito avvinghiato a te. La risposta alla tua domanda è: sono venuto a riprenderti e a salvarti, nonostante tutto, per ringraziarti di avermi portato al cinema con te quel giorno, papà".

SCHEDA
KILL BILL: Vol. II (Id, Usa/Jap 2003), 136'. Regia e soggetto: Quentin Tarantino. Sceneggiatura: Quentin Tarantino, Uma Thurman. Fotografia: Robert Richardson. Montaggio: Sally Menke. Scenografia: Yohei Taneda, David Wasco. Costumi: Kumiko Ogawa, Catherine Marie Thomas. Musiche originali: R.Z.A., Robert Rodriguez. Con Uma Thurman, Lucy Liu, David Carradine, Daryl Hannah, Vivica A. Fox, Michael Madsen, Michael Parks, Sonny Chiba, Chiaki Kuriyama, Jeannie Epper, Perla Haney-Jardine, Samuel L. Jackson, Caitlin Keats, Chris Nelson. (Voto: 8.5)


Immagini

per Kill Bill Vol. 2 (Q.Tarantino)
La locandina originale
di brest brest

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Commenti

Avete domande riguardo Kill Bill Vol. 2 (Q.Tarantino)? Domanda
Pagina 1 di 14 | 1 - 5 di 66 commenti
  • mauro_meo 26/10/2010 08:43
    Ha valutato l'opinione
    Molto utile
  • apo1971 02/12/2009 19:26
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Con questo "Kill Bill Vol2" Tarantino è salito definitivamente sull'Olimpo cinematografico non c'è dubbio! Tu invece avresti dovuto ritirarti 7 mesi a Sappada dopo questa tua.....a meditare su quello che hai "combinato".

  • nelloufo 15/09/2007 13:50
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    immenso il film ed eccellente l'opinione

  • megudoc 21/02/2007 21:06
    Ha valutato l'opinione
    Eccellente

    Belin Brest! Complimenti per davvero!

  • laura.leone 29/08/2006 11:09

    Uno dei miei film preferiti. Complimenti per la recensione!

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